SCENA
X
Don Peppe
e Detta, poi la Signora
Don Peppe — (Entrando)
Ti ho fatto ricca, s'hai giudizio.
Rosa — Ricca d'infamia.
Vorrei essere uomo per cavarti gli occhi.
Don Peppe — Ed io femmina
per abbracciarti.
Rosa — Scesi nel cortile
ad affacciarmi dall'uscio, e far gente; tre briganti mi afferrano, e tu mi
lasci nelle loro mani.
Don Peppe — Vi era
anch'io.
Rosa — Ma, oh Dio! il
tempo passa. E la padrona? Come oserò sostenerne lo sguardo? Forse prega, forse
dorme, ignora certo i suoi mali. Bisogna chiamarla: è madre, e salverà il
figlio (Entra a sinistra).
Don Peppe — (Rimasto
solo) “Villano vuol dire pelo di preterito: te' un calcio al
preterito”. Cosí mi dicesti in questo luogo, Signor Brunetti: or la pulce si
vendicò del leone.
Rosa — (Rientrando) Oh
non ci fossimo nati mai tutti e due! La padrona è morta, giace a terra
strangolata (Si affaccia alla finestra) Gente! Gente! Ajuto! Abbiamo i
briganti in casa.
Don Peppe — Vo' secondarti
anch'io a gridare. Gente! Gente! Ajuto! Ajuto! I briganti! (Spara una
pistola).
Signora — (Ha le
braccia legate, e fasciata la bocca. Dà pochi passi e cade) Ah!
Rosa — Cielo! mi son
dunque ingannata? Va, Don Peppe, in cucina, e tieni l'occhio alla casa. Padrona
mia! padrona mia! (La scioglie).
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