SCENA
XI
il
Maresciallo, il Capocivico, Gendarmi e
detti
Maresciallo — Per bacco!
il campo è ingombro, e al primo passo eccoti un cadavere.
Capocivico — Che orrore!
che barbarie! Io già dormiva, perché noi andiamo a letto coi polli, quando mia
moglie, che ha un sonno piú leggiero del mio, spaventata al sordo rumore del
quartiere mi dié d'un gomito al fianco. Diamine! poteva risvegliarmi piú tosto?
Avrei voluto trovarmici io qui: sarebbe stata una festa.
Signora — (Balzando in
piedi e correndo verso le scene) Luigino! Figlio mio!
Maresciallo — (Frenandola)
Signora.
Signora — O figlio!
figlio mio! Datemi il figlio mio.
Maresciallo — Signora,
fermatevi: è un'imprudenza la vostra.
Signora — Chi mi parla
d'imprudenza? Datemi il passo, per amor del Cielo: non mi costringete a
spezzarmi il capo contro quel muro. Che ho perduto? Il mio palazzo? I miei
poderi? La mia vita? Ho perduto un figlio, l'anima dell'anima mia.
Rosa — Oh maledetto il
giorno ch'io nacqui!
Maresciallo — Ma
inseguire i briganti è affare di uomini: tranquillatevi, Signora, ricordate che
siete donna.
Signora — In
quest'istante son madre, son leone. Via, datemi il passo, non vi opponete alla
mia disperazione; voglio raggiungere i rapitori di mio figlio.
Maresciallo — Ma,
signora, voi non siete una donnetta volgare; avete senno da vendere: sentite
dunque ciò ch'io vi dico. Se i briganti voleano sangue, chi impediva loro di
versarlo? Vogliono denaro, capitelo bene, vogliono denaro, e non altro. Non
tardate a mandarlo, e rivedrete sani e salvi il marito ed il figlio. Come può
passarvi per capo di avventurarvi dietro a loro, femmina, sola, ed ignara dei
luoghi? Se fosse giorno, meno male; ma di notte, perdonate la parola, è follia.
In questo punto l'operare tocca a noi, e noi opreremo, siatene certa.
Capocivico — Cosí è,
Signora. Giusto è il vostr'affanno; ma la soverchia passione vi mette una benda
agli occhi. Lasciate fare a noi, che siamo a sangue freddo.
Signora — E sia: mi
abbandono alle vostre mani, ed ai vostri consigli. Ciascuno di voi ha
figliuoli; salvatemi il mio.
Capocivico — Non ne
dubitate. Cotesti briganti sono un'accozzaglia di vili. Antonello è leone tra le
tenebre, ma coniglio di giorno. Bisogna però dire ch'egli serva il diavolo. Piú
volte gli ho fatto fuoco addosso, e sempre, vedi caso! la. palla gli ha bucato
il cappello. Un dito piú giú, e sarebbe morto.
Maresciallo — Misura
sbagliata, caro Capocivico. Io sempre ti ho detto: accresci il piombo e scema
la polvere. Poi per imbroccare giusto, bisogna mirare un pollice o due al piú
sul punto disegnato; perché il projettile descrive una parabola, ed il colpo
cade sempre due dita piú basso.
Signora — Dio! Dio mio!
tu solo potrai salvarmi il figlio. (Lanciandosi al letto dell'alcova) Angelo
custode, tu mi hai tradito. E non lo avevo affidato a te? collocato sotto le
ali tue? Legata, e svenuta io giaceva lí dentro quando intesi il suo grido Mamma!
Mamma! e... O signori, per amor del cielo, fatemi uscire.
Maresciallo — E da capo?
Noi siamo a concertare il modo di dar la caccia ai briganti, e i vostri
lamenti inopportuni ci rompono il filo dell'idee. Capocivico, a che eravamo?
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