SCENA
XII
Coro di
popolane e detti
1. Donna — Che sciagura, signorina mia!
2. Donna — Signorina, datti coraggio: ché
Sant'Antonio ci farà la grazia.
Maresciallo —
Sant'Antonio fa la grazia ai porci. Signora, fate uscire coteste pettegole.
3. Donna - Noi non siamo pettegole; ma
vicine affezionate di questa grande Signora, e venimmo a consolarla. — Dunque
senti, signora mia. Questa mortificazione che ti ha mandato il Signore, io già
me l'aveva sognata; perché l'altra notte mi parve che io ti portassi uva bianca,
e lino, e l'uva bianca sono lacrime, e il lino travagli. —Fattosi giorno, fui a
confessarmi, e lo dissi a Padre Antonio, e Padre Antonio, che io non son degna
di nominare, mi rispose sospirando: Qualche grande dispiacere sovrasta alla
signora perché anche io l'ho sognata genuflessa e piangente innanzi al ciborio
dell'altare. Dunque sai che ti dico, signorina mia? Domani fa cominciare una
settena alla Madonna Addolorata, e la Madonna ti farà la grazia.
I. Donna — Faremo pure una processione di
dodici verginelle per tutte le Chiese, e Dio toccherà il cuore dei briganti.
Maresciallo — Per toccare
il cuore dei briganti è mestieri o di piombo, o di argento. Signora, non -perdere
tempo. Ciò che devi spendere ai monaci, che faranno la settena alla Madonna, è meglio
lo mandi ai briganti. Quanto alla processione, questa buona donna parla di
dodici verginelle, e bisogna farle venire dalla luna; perché in questo paese
quel caro signor Brunetti non ce ne ha lasciato una sola. Perdona se dico
questo; è una debolezza la sua; né con ricordarla intendo ingiuriare vostro
marito, ottimo galantuomo, e dei miei amici il migliore. Torno dunque a
ripetervi: manda denaro in un battibaleno, e prima che i briganti, per salvarsi
dall'armi nostre, escano dal territorio.
Signora — Rosa, chiama
Don Peppe. (Rosa esce) Che somma credete che io debba mandare?
Maresciallo — Un tre, o
quattro mila ducati basterebbero, ma mandati in una volta, ed in argento,
acciocché la quantità simultanea, e 'l lampo di tante monete gli sbalordisca.
Capocivico — Giusta. Però
ricordi la signora che i briganti vogliono scialare. Pregiutti, salami,
latticini, pacchi di sigari, frutta, vino, rosolii, e confetture son cose
indispensabili.
Signora — Don Peppe,
seguimi. (La signora entra a sinistra; gli altri restano sulla scena, per la
quale si vede passare e ripassare Don Peppe con varii fardelli).
Maresciallo — Che ardire!
Capocivico — Antonello
diviene piú pericoloso ogni giorno.
I. Donna - Ha' visto, comare mia? L'orciulo
va tanto all'acqua, finché si rompe. Brunetti ha finalmente trovato la scarpa
pel suo piede. Non te ne far gabbo, comare mia; ma io ci ho gusto.
Maresciallo — Bisogna
misurare l'altezza della finestra, onde scapparono i briganti, per farne cenno
nella relazione da mandarsi all'Intendente.
Capocivico — La finestra
sarà alta un quindici palmi.
2. Donna - Ed io pure ci ho gusto; ma mi sa
male di quel povero ragazzo.
1. Donna - Di qual povero ragazzo intendi
dire? La vipera genera la vipera; e quegli fatto adulto sarebbe divenuto
peggiore del padre.
Maresciallo — Quanta
roba! Don Peppe ha che portare sulle spalle.
Capocivico — Ci è ben
altro che questo. Brunetti è un ricco sordo.
3. Donna - Quanta ricchezza va ai briganti!
Diceano bene gli antichi: Quello che si nega a Dio si è poi costretto di darlo
al Diavolo. E la roba va da ladro a ladrone.
1. Donna — Non dir cosí, comare mia, ché è
peccato. La signorina quant'elemosine non fa a noi poverelle!
2. Donna - Elemosine un corno. Qualche
cencio vecchio, ed un pugno di fave crudeli.
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