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| Vincenzo Padula Antonello capobrigante calabrese IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA III
Corina, Sbarra e detti
Corina — Che fu? Che avvenne? Ah! è il padr'Antonio? Buon giorno, padr'Antonio. A che vieni tra noi? Dammi un po' di tabacco. Padr’Antonio — Accòstati, tel dirò all'orecchio. (Precedo di pochi passi la Signora per vedere di salvarle il marito). Corina — Troppo, tardi! Padr’Antonio — (Aprendo la tabacchiera) Sèrviti. Corina — Donna, se vuoi tabacco, io non ripugno Ché non son, qual tu sei, core di cagna: Ma prima viene maggio e dopo giugno, Poi il miserere mei secundum magna. Padr’Antonio — Tu sei sempre su per le baje. Pensa a Dio, figlio mio, pensa a Dio. Corina — Eh, caro padr'Antonio, tu la sai lunga piú di me. Se avessi le tue belle beghine cosí devote al cordone di voi Frati, ti prometto che farei miracoli. — Ma perché non sei passato per di qui pochi momenti prima? Avresti assoluto il povero Brunetti, a cui non mi è riuscito di salvar la vita. Ne sarebbe venuta una scena compitissima coi giudici, con l'avvocato, il confessore e 'l carnefice. Padr’Antonio — Ad ogni modo posso benedirne il cadavere, e piantargli vicino una croce. Giuseppe — Frate, segui la tua via, né mettermi al punto di oltraggiarti. Quel morto m'appartiene. Padr’Antonio — I morti appartengono a Dio. Giuseppe — Io ho tolto ad un'anima di bestia la maschera dell'uomo, e quell'anima appartiene al Diavolo. Padr’Antonio — Chi te l'ha detto? Per grandi che siano le nostre colpe, la misericordia del Signore è sempre piú grande. Dio non manda nessuno all'inferno, perché nessun padre manda i figli al patibolo. Siamo noi che vogliamo andarci; e basta che si dica a mezza strada: Signore, mi pento, — perché non ci si vada piú. Giuseppe — E cotesto mi pento non fu detto da colui ch'io ho ucciso a punte di pugnale, perché l'estremo suo grido fosse una bestemmia ed una maledizione. Padr’Antonio — E che monta? L'ultimo pensiero decide del nostro destino: lo hai spiato tu quel pensiero? Oh! io spero che l'estremo sentimento di quell'infelice fosse stato un rimorso, una paura di Dio, un impeto di amore verso lui. Giuseppe — Monaco, non disperarmi, e va via. Chi oserà seppellirlo? Chi benedirne con la croce il sepolcro? Parti, né tirarmi ad oltraggiarti. Padr’Antonio — (A Corina e Sbarra) La pace del Signore resti con voi (Esce).
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