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| Vincenzo Padula Antonello capobrigante calabrese IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA II
Antonello e detti
Antonello — È vero, Don Peppe? sei venuto? ed hai la risposta? Don Peppe — Eccola. Antonello — Questo carattere non è del mio avvocato... è dunque suo... proprio suo? Grazie, mio Dio! O Corina, tremo come un fanciullo, ed ho paura di aprirla. Parla, Don Peppe, contami il viaggio. Don Peppe — Feci come imponesti. Giungo in Cosenza con un'ora di giorno; entro in una bettola, ed aspetto. Tramontato il Sole, vado a fermarmi sul ponte di S. Domenico. Passano soldati, che m'alluciano, ed io accendo la pipa. Passano artigiani, contadini, galantuomini, e nessuno mi guarda in faccia. Ne passa uno finalmente, un po' panciuto, con la lente sul naso, e guardando il cielo dice: Che bella luna! Io subito rispondo: Ma il tempo è ad acqua. Antonello — Era il mio avvocato. Don Peppe — L'avvocato dà subito volta; mi ripassa di fianco, e mi dice a fior di labbra: Seguimi alla distanza di quindici passi. Lo seguo, e fummo in sua casa. Legge la tua lettera, mi lascia pane, vino e formaggio, mi chiude a chiave in una stanza, e tutta, quella notte e 'l giorno appresso non vidi anima viva. Jersera finalmente mi dié la risposta, me la cacciai tra l'uno e l'altro tacco delle scarpe, e son tornato. Antonello — E in Cosenza che si fa? Don Peppe — Si piange. Case e strade, usci e finestre sono in lutto; le botteghe chiuse, la gente paurosa di guardarsi in viso, un via va di gendarmi, di linea e di cavalleria. Tutti guardano alla prigione dei Bandiera, e le signore digiunano, e fanno la novena a Maria del Pilerio, perché li salvi. Antonello — Oh! i Bandiera li salveremo noi. Ecco, Corina, la loro risposta; ho offerto ad essi il mio braccio, e, se ora mi dicono di accettare, partiremo tosto che imbruni, daremo l'assalto alla prigione, e 'l Sole di domani li vedrà liberi. Voce di dentro — Il castrato fuma. Antonello — Corina, leggi. Corina — (Leggenda la lettera) “Ringraziamo il buon cuore di Antonello, ma la nostra causa è cosí pura, che non possiamo contaminarla con associarci ai briganti. Essere salvati da loro ci sarebbe vergogna. Noi non temiamo la morte; la è necessaria per santificare la Calabria. Qui il patibolo si rizzò finora pei briganti, ora si rizza pei campioni d'Italia. Possa il nostro sangue accelerare il tempo che Borboni e briganti se ne vadano insieme!i — Emilio Bandiera”. Antonello — Corina, dammi di una pistola alle tempie. Oh me disgraziato! Alla fama di quei generosi io provai una febbre nell'anima che mi spinse ad uscire dal fango, in cui vivo; e stesi loro la mano perché mi aiutassero ad. alzarmene, ed ora mi vi respingono! Voce di dentro. — Il castrato è cotto. Antonello — Abbattere questo governo, che si serve di noi, come di spugne, e ci spreme quando siamo pieni, purificarmi a fianco di quei grandi Signori, che vengono da sí lungi a certa morte per farci liberi, era il mio desiderio; ed ora... Voce di dentro — Il castrato è cotto. Corina — Sta sano, Antonello mio; vado a pigliarne una buona satolla. Antonello — O Corina, tu non capisci nulla di queste cose. La loro lettera mi apre gli occhi, e tra noi ed essi mi mostra un abisso. Corina — Non valgono piú di noi. Noi rubiamo un castrato, ed eglino un regno. Sentiamo che ne pensi Sbarra. Lo sveglierò per lasciartelo in compagnia; e mentre voi due lamenterete il rifiuto dei Bandiera, io andrò a mangiarmi il castrato (Si piega e grida all'orecchio di Sbarra:) All'armi! Sbarra — (Balzando e sparando la pistola) A voi, compagni! Corina — Ah! Ah! Ah! che colpo! e ad occhi chiusi! Sono stato ad un pelo di averne bruciato il cervello.
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i Ma i Borboni se ne sono andati, ed i briganti sono rimasti. Anzi, se brigante è chi ruba ed uccide, non vi ha al presente alcun paese d'Italia, che non ne abbia. Nelle grandi città la moltitudine delle case fa ciò che in Calabria avviene per quella delle foreste; ed i giornali del Piemonte, della Lombardia, e della Toscana ci narrano furti tanto enormi, ed omicidi tanto atroci, che neppure l'idea ne balenò mai alla mente dei briganti calabresi. |
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