Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Vincenzo Padula
Antonello capobrigante calabrese

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO II
    • SCENA III   Rosa, poi Sbarra e Corina
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

SCENA III

 

Rosa, poi Sbarra e Corina

 

Rosa — Cielo! che ho mai promesso a quell'uomo? Tradire i miei padroni, io che mangio il loro pane, io che tanto sono amata dalla Signora...? E se li conducono con loro... e se gli uccidono... e se scovresi che io ci abbia avuto mano? A che mi hai spinto, o Don Peppe! Ma sono a tempo a chiudere la. porta della scala. (Corre verso la scena, e si abbatte in Sbarra, che le mette una mano alla bocca, un'altra alla vita)Ah!

Sbarra — Fanciulla mia, ascoltami bene. È tardi; potevi impedirne di salire, ma non ora di restare. Se gridi, non giovi ai tuoi padroni: salveresti a loro il denaro, non già la vita; e noi vogliamo quello, e non questa. Se gridi, non nuoci a noi, che abbiamo i compagni laggiú sotto la finestra; ma nuoci al tuo fidanzato, che con la sua vita pagherà il tuo tradimento. Dunque silenzio, prudenza, e sollecitudine (Ritira le mani). Ho detto io; ora dite voi.

Rosa — (Pallida ed immobile accenna il letto, e la guardaroba: Corina si nasconde sotto dell'uno, Sbarra si chiude nell'altra).




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License