| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Vincenzo Padula Antonello capobrigante calabrese IntraText CT - Lettura del testo |
|
|
|
SCENA IV
Rosa immobile tuttavia, e La signora
Signora — Rosa. Rosa. — Ah! (corre e le bacia la mano). Signora — Mi vedi partire per la mia Napoli, che mi baci la mano? Ma che significa ciò? Tremi a verga, ed hai le carni di marmo. Via di', che t'è seguíto? Rosa — Nulla. Signora — Ho compreso. Mi vedi afflitta, e ti affliggi; ed io, che forestiera in questo miserabile paesello ho bisogno di amore, ti so grado assai di quello, che senti per me. Rosa — O padrona, non dirmi queste parole cosí. Io, vedi, son cattiva; prima sí, io ti amava, ma ora... (piange). Signora — Ma ora non piú. Non è questo che vuoi dire? Ma ciò è giusto: prossima a maritarti, è naturale che ami unicamente il tuo fidanzato. Rosa — Io amar lui? Ah! padrona, se tu sapessi...! Ma ecco, ti confesserò tutto. (Sbarra picchia dentro la guardaroba). Signora — Onde quel rumore? Rosa — (Aprendo e chiudendo prestamente) Un grosso topo, un brutto topo ha mosso qualche cosa, padrona. Signora — Stasera non è stato qui Don Peppe? Hai certo avuto alcun contrasto con lui, e di qui il tuo turbamento. Ma rasserenati: vi appacerò io. Ora scendi in cucina, e mandami il ragazzo. (Siede. Rosa le tira sotto i piedi uno sgabello; poi resta immobile a guardarla) Né ancora ti muovi? Rosa — Deh! non mandarmi via; permettimi di non lasciarti stasera. Signora — Oh quante fanciullaggini! Obbedisci (Rosa esce).
|
Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License |