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Vincenzo Padula
Antonello capobrigante calabrese

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  • ATTO II
    • SCENA XI   il Maresciallo, il Capocivico, Gendarmi e detti
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SCENA XI

 

il Maresciallo, il Capocivico, Gendarmi e detti

 

Maresciallo — Per bacco! il campo è ingombro, e al primo passo eccoti un cadavere.

Capocivico — Che orrore! che barbarie! Io già dormiva, perché noi andiamo a letto coi polli, quando mia moglie, che ha un sonno piú leggiero del mio, spaventata al sordo rumore del quartiere mi dié d'un gomito al fianco. Diamine! poteva risvegliarmi piú tosto? Avrei voluto trovarmici io qui: sarebbe stata una festa.

Signora — (Balzando in piedi e correndo verso le scene) Luigino! Figlio mio!

Maresciallo — (Frenandola) Signora.

Signora — O figlio! figlio mio! Datemi il figlio mio.

Maresciallo — Signora, fermatevi: è un'imprudenza la vostra.

Signora — Chi mi parla d'imprudenza? Datemi il passo, per amor del Cielo: non mi costringete a spezzarmi il capo contro quel muro. Che ho perduto? Il mio palazzo? I miei poderi? La mia vita? Ho perduto un figlio, l'anima dell'anima mia.

Rosa — Oh maledetto il giorno ch'io nacqui!

Maresciallo — Ma inseguire i briganti è affare di uomini: tranquillatevi, Signora, ricordate che siete donna.

Signora — In quest'istante son madre, son leone. Via, datemi il passo, non vi opponete alla mia disperazione; voglio raggiungere i rapitori di mio figlio.

Maresciallo — Ma, signora, voi non siete una donnetta volgare; avete senno da vendere: sentite dunque ciò ch'io vi dico. Se i briganti voleano sangue, chi impediva loro di versarlo? Vogliono denaro, capitelo bene, vogliono denaro, e non altro. Non tardate a mandarlo, e rivedrete sani e salvi il marito ed il figlio. Come può passarvi per capo di avventurarvi dietro a loro, femmina, sola, ed ignara dei luoghi? Se fosse giorno, meno male; ma di notte, perdonate la parola, è follia. In questo punto l'operare tocca a noi, e noi opreremo, siatene certa.

Capocivico — Cosí è, Signora. Giusto è il vostr'affanno; ma la soverchia passione vi mette una benda agli occhi. Lasciate fare a noi, che siamo a sangue freddo.

Signora — E sia: mi abbandono alle vostre mani, ed ai vostri consigli. Ciascuno di voi ha figliuoli; salvatemi il mio.

Capocivico — Non ne dubitate. Cotesti briganti sono un'accozzaglia di vili. Antonello è leone tra le tenebre, ma coniglio di giorno. Bisogna però dire ch'egli serva il diavolo. Piú volte gli ho fatto fuoco addosso, e sempre, vedi caso! la. palla gli ha bucato il cappello. Un dito piú giú, e sarebbe morto.

Maresciallo — Misura sbagliata, caro Capocivico. Io sempre ti ho detto: accresci il piombo e scema la polvere. Poi per imbroccare giusto, bisogna mirare un pollice o due al piú sul punto disegnato; perché il projettile descrive una parabola, ed il colpo cade sempre due dita piú basso.

Signora — Dio! Dio mio! tu solo potrai salvarmi il figlio. (Lanciandosi al letto dell'alcova) Angelo custode, tu mi hai tradito. E non lo avevo affidato a te? collocato sotto le ali tue? Legata, e svenuta io giaceva lí dentro quando intesi il suo grido Mamma! Mamma! e... O signori, per amor del cielo, fatemi uscire.

Maresciallo — E da capo? Noi siamo a concertare il modo di dar la caccia ai briganti, e i vostri lamenti inopportuni ci rompono il filo dell'idee. Capocivico, a che eravamo?

 




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