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72 del
Carlo Dossi
La colonia felice: utopia lirica

IntraText - Concordanze

era

   Parte, Capitolo
1 Pre | stessi, dalle cui labbra era scoccato il motto, se le 2 Pre | dòdici remi. In quella, era il loro destino.~E, infrenellando 3 Pre | riconosciùtolo in voi - ne era, piuttosto che voi, colpèvole 4 Pre | crèscono inùtili al mare. Era già responsale lo Stato 5 1, I | nerìssima, svolazzante, s'era piantata spavalda su di 6 1, I | applaudì nuovamente.~L'incanto era rotto. Da ogni parte, grida 7 1, I | botticello pesante, sul quale era scritto: branda. Un lùrido 8 1, II | il figliuol di mia madre era onorato, ringraziato, baciato 9 1, II | Al boja, con , non era d'uopo la raspa!... E voi - ( 10 1, II | e gli strinse la mano. Era Mario un giòvane diciassettenne, 11 1, II | furavi alla vita chi non era ancor nato... Anch'io ne 12 1, III| di amore proprio, che gli era, del resto, pagato in tanto 13 1, III| del pane.~Ma quella pace era infida come un sorriso di 14 1, III| parti, più che la messe, era atteso un pretesto allo 15 1, III| della banda di Gualdo, cui era commesso di pascolare la 16 1, III| riapparire, dicendo che gli si era sghignazzato sul muso e 17 1, III| tenuto parola; il Dragone era ben ad attènderli, ma 18 1, IV | CAPITOLO IV.~ ~Alba di pace~ ~Era il Beccajo rimasto come 19 1, IV | rimasto come folgoreggiato: era caduto il fucile di lui, 20 1, IV | grosso cane al galoppo. Era Tecla, la prima.~- Gualdo - 21 1, IV | grilletto e il cuore in allarme. Era, abitazione loro, una tufosa 22 1, IV | loro, una tufosa caverna; era, lor nutrimento, la selvaggina, 23 1, IV | ballatòi.~Un , Gualdo era uscito alla caccia. Era 24 1, IV | era uscito alla caccia. Era solo. Quel , il paesaggio 25 1, IV | Dio: l'ànimo del Beccajo era fitto, stipato, di maledizioni 26 1, IV | quasi funereo lenzuolo, era stesa una gran traccia di 27 1, IV | quercia che per sola era un bosco, sedèano i tre 28 1, IV | dove il bacio di Tecla era già corso ad attènderlo...~ 29 1, V | delle nemiche armi, e Gualdo era stretto da un'inesprimìbile 30 1, V | parte di quella impresa, non era tanto di vìncere Aronne 31 1, V | innocente, la cui sola difesa era la pietà degli altri, s' 32 1, V | sinistro di esse, Aronne.~Era colùi, che Gualdo cercava, 33 1, V | scoprèndosi il capo.~Giuràrono. - Era la prima volta, che Gualdo 34 1, V | Dio, per non bestemmiarlo; era la prima, che Aronne non 35 1, VI | a muta, lo sguardo. Non era ancor l'odio al peccato, 36 1, VI | che, se non altro, non era mai stato gratuitamente 37 1, VI | diverse le vie, la meta era poi sempre la stessa, cioè 38 1, VI | distaccossi dal gruppo. Era una bruna dalle linee severamente 39 1, VI | nelle ime midolle e gelava.~Era di quelle donne di cui 40 1, VI | Non bellezza, belluria. Era tonda e di fuori e di dentro; 41 1, VI | trovati in pieno ebetismo.~Era insomma di quelle ragazze 42 1, VI | intanto, l'urna di feltro era scossa di nuovo, e si udia: 43 Int | E tanto più di concordia era necessità, che, in sulle 44 1, I | Molte ne avèa Gualdo vedute; era la prima ch'egli sentisse. 45 1, I | sospirò egli di un sì, ch'era piuttosto a vedere che a 46 1, I | ajuto. Il visuccio di lei s'era volto all'infinito seno 47 1, I | Ma colèi, d'una voce ch'era soave rampogna:~- Non ricomincia, 48 1, II | E i mietitori cantàvano. Era un inno alla Terra, alla 49 1, II | Perocchè, a messe ben altra era stata campagna il trascorso 50 1, II | La riflessiva ragione non era per anco venuta a tagliarle 51 1, II | sanità circostante: tutto era gaudio per lei, perchè godeva 52 1, II | e ne facèa a nessuno ed era detto il Nebbioso.~- Quà 53 1, II | improvviso, con un: no - ch'era vôlto piuttosto a stesso 54 1, II | a rivederci avèa detto. Era la prima volta ch'ei promettesse 55 1, II | ch'ei promettesse tanto; era la prima, ch'egli si allontanasse 56 1, III| pur, questa volta, non era bisogno di pane; era un 57 1, III| non era bisogno di pane; era un altro bisogno, non meno 58 1, III| sedèa presso di lei, ch'era un solo sorriso, tacendo, 59 1, III| quella gentile, cui il Cielo era stato il maestro, e suggendo 60 1, III| egli non provocò.~ ~---~ ~Era giunta la chiusa della mietitura. 61 1, III| velario.~Quanto al dramma, era pasticcio del Letterato. 62 1, III| inesaurìbile della Bibbia, ed era, il soggetto, Giuseppe e 63 1, III| fede. Virtualmente, Aronne, era un briccone più meno 64 1, III| più meno di prima; lo era, come i compagni suòi, lo 65 1, III| come i compagni suòi, lo era, come il più di noi tutti. 66 1, III| stà Beniamino. Beniamino era lei. Com'ella apparve, radiante 67 1, III| Fremette Mario. Quel bacio gli era stato rubato.~ ~ ~ ~ 68 1, IV | ripetè, con un guardo che era tutta una storia.~Ma, fra 69 1, V | accorse che la fanciulla era gelo.~Giungèa egli, in quel 70 1, V | ognor più, abbandonata, com'era, sulla spalla di Mario, 71 1, V | labbra bugiarde, di cui era affamato! Io sazierò l'arsura 72 1, VI | e per solo il pudore era pena... E , che a non 73 1, VI | la quale, fuorchè onesta, era tutto... Or mi potresti 74 1, VI | cuore, e già il bersaglio era scarso a così spesse ferite. 75 1, VI | natia, implorài di vederlo. Era la prima volta, dopo tanti 76 1, VI | che mi ami! -~Ella taque. Era pietra.~- Vedi! - diss'egli 77 Fin | e ad una balda fregata.~Era quella la patria, tanto 78 Fin | accorso, impallidendo ristava, era detto, come Aronne si fosse 79 Fin | di affetti, cui riverenza era dèbole freno. Discèsero 80 Fin | lentamente.~Il silenzio era colmo. La voce del capitano 81 Fin | Già la vostra domanda era scesa nell'ànimo Nostro.~« 82 Fin | e al volto de' marinài. Era uno strano miscuglio di


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