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Carlo Dossi
La colonia felice: utopia lirica

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1995-borbo | borda-erro | error-incre | indec-offri | ogniq-rifos | rifra-stana | stanc-zuppa

                                                      grassetto = Testo principale
     Parte, Capitolo                                  grigio = Testo di commento
1 1 (1)| Isella, Milano, Adelphi 1995 [Nota per l'edizione elettronica 2 1, II | da ogni parte vedi occhi abbagliati, bocche oscitanti, andature 3 1, III| splendore.~Mario si sentì abbagliato. Vergognò di stesso, 4 1, III| bisogna fuggire.~E fùggono, abbandonando i caduti, fùggono verso 5 Pre | la Nostra mano da voi, e, abbandonàndovi alla implacàbil Coscienza, 6 1, V | Forestina imperlasse ognor più, abbandonata, com'era, sulla spalla di 7 1, II | amichevolmente; pur Lampo, non abbandonò la padrona. La quale, lagrimando 8 1, V | voce, ma insieme dovette abbassare lo sguardo, punto da un 9 1, VI | mirarti, tu mai mi sembravi abbastanza vicino... eppure! a darti 10 1, V | Da gli entusiasmi, gli abbattimenti da . E, più che altro, 11 1, VI | sazi bisogni e dalle più abbiette malattìe dell'ànimo, e panni 12 1, V | giorno prima, che la verzura abbigliava e donde uscìa il fumo in 13 1, VI | rispose il Beccajo, tosto abboccando all'esca del Letterato. - 14 1, IV | nutrimento, la selvaggina, abbondantìssima e fàcile. Chè le belve, 15 1, VI | voluttuosa terribilità degli abbracci; nulla... e un piatto di 16 1, II | lasciò cadere sul cane, abbracciàndolo stretto, e piangendo dirottamente.~ 17 1, VI | essa, lasciossi baciare e abbracciare. Per quanto stolta una donna, 18 1, VI | ed egli si svincolò dall'abbraccio, aggricciando e gemendo:~- 19 1, VI | tutti! - quel tutti, passò, abbrividendo, di fibra in fibra, d'ànima 20 1, V | cammina e cammina, ancor nell'abbrivo della intrapresa, mezzo 21 1, I | sganasciare e a cioncare.~Abbuja.~Due ore dopo, leggero il 22 1, III| festoni di spighe e frondi di abete l'addobbo; fu la platèa 23 1, VI | la màschera come i loro abitanti; e colà, i luoghi, non èrano 24 1, IV | il cuore in allarme. Era, abitazione loro, una tufosa caverna; 25 1, II | comune, il rimanente, armi, àbiti, attrezzi, tutto fu scompartito. 26 1, II | Arciduchessa! maestra d'aborti, che furavi alla vita chi 27 Int | perdute in un orbìssimo abuso, parte distrutte da quella 28 1, III| il bestiame, tràssero ad accamparsi fra le prime avvisaglie 29 | accanto 30 1, I | Babbo - dicèa in tuono accarezzante qual àlito di primavera - 31 1, II | ancor tutto diviso... - e accarezzarsi coll'ìndice e il pòllice 32 1, II | sogni, finì a reclinare, accarezzata dal sonno, la flava testina 33 1, II | tetto, e sotto al tetto, accatastata ogni roba. E, intanto, si 34 1, VI | qual si tenèa in disparte accavalciato ad un trave, senza voltarsi, 35 1, VI | Mario. Egli stava - sempre accavalcioni del trave, sempre chiuso 36 Pre | tutti - poi, con la mano, accennò.~E, al cenno, le guardie 37 1, I | dominio. Una colonna di fuoco, accesa in un monte di stipa e di 38 1, VI | coperta d'applàusi.~- Per cui accettata la... - ei riprese, nell' 39 1, IV | sua voce già lampeggiava l'acciajo.~- No! - ripicchiò Gualdo 40 1, II | persona, dalla pàllida faccia, accigliata qual di sparviero, e dalla 41 1, VI | momenti, indeciso;... poi, accipigliàtosi a un tratto, sdegnoso la 42 1, VI | a bilanciarlo col primo, acclamò a quello. Insieme al quale 43 1, II | tal quale mi vedi, la ho accoccata ai meglio avveduti. Gli 44 1, IV | lunghìssimi mesi, sempre accoccato il grilletto e il cuore 45 1, V | il sepolcro medèsimo vi accoglierà in un ùnico amplesso. E 46 Fin | spiaggia. Fu un serra serra l'accòglierli, fu un tumulto di affetti, 47 1, VI | Un bàtter giulivo di mani accolse la nuova proposizione. I 48 Pre | e per essi e per voi, e accolte dalla maggioranza presente, 49 1, VI | noi? -~Ribattè Aronne: vi accomoderèbbero i vecchi, a voi? - Giuliana 50 1, I | relegati, silenziosi ed immoti, accompagnàndole con gli occhi intensi di 51 Fin | giubilante rumore.~E, allora, accompagnato da Aronne e dagli officiali 52 1, VI | Ben si sarèbbero, molte, accontentate di avere tutti; non una 53 1, VI | Io non potrèi che farmi accoppare. Troppo mi sento ignorante... 54 1, II | seguìvala. Andava, se ne accorgeva. La riflessiva ragione non 55 1, V | Sono i nemici, i nemici che accòrrono. Fosforescenti cadavèriche 56 Fin | sospiro. E, a chi, ùltimo accorso, impallidendo ristava, era 57 Pre | immobilità, chi a terra accosciato, le palme alla faccia; tutti 58 1, II | Èragli a lato la Nera, accovacciata in una rozza schiavina, 59 1, VI | nel feccioso suo ànimo, accrebbe in terrore; ed egli si svincolò 60 1, I | idèe: idèe e parole, che accumulàtesi da mesi e mesi in quelli 61 1, II | stenti dinanzi a loro, si accumulava sulle lor spalle. - Forestina! - 62 1, I | tutto intorno - quale tàcita accusa - pendèa la calma sublime 63 Pre | dell'errore; quì ne dovrete accusare la volontà.~«Noi ritiriamo 64 1, VI | del farci l'uno dell'altro accusatori, del provocare, nello stesso 65 Pre | èccovi tra i soli malvagi. Accusavate la necessità dell'errore; 66 1, II | siam roba! -~Rispose con acrèdine Aronne: tu sarài, o sfrontata, 67 1, II | il Beccajo svegliossi. L'acuta brezza ferìvagli la somma 68 1, I | che umiliazioni, tanto più acute quanto più meritate, tuttavìa, 69 1, VI | contro le rupi.~Amore die' un acutìssimo strido; rifatta è carne 70 1, II | silenzi. Ella die' un grido acuto di gioja. E, al grido, rispòsero 71 1, V | suòi luoghi di posa, ve l'adagiò sopra un tàlamo d'erba, 72 1, III| nudità sua, il colpèvole Adamo, e chiese rifugio ad una 73 1, I | selve, che avèano forse addensato su di essi e i loro delitti 74 Pre | ringuainammo, inorriditi, l'addentellata spada della sempre-iniqua 75 1, VI | rossore, ma il clandestino addentellato dei vizi spargèvami innanzi, 76 1, IV | die' un gèmito cupo, e si addentò il pugno, insultando all' 77 1, II | nella borsa. Vuota la borsa, addìo ànima!...~- Non dottorare! - 78 1, I | Gualdo? -~E, sì chiedendo, additava la bimba.~ ~ ~ ~ 79 1, IV | Quel , il paesaggio parèa addobbato a festa; non fronda che 80 1, III| spighe e frondi di abete l'addobbo; fu la platèa un prato; 81 1, I | dormiente, gli si potèa sicura addormentar fra le braccia; una bimba 82 1, V | echi degli echi, da sècoli addormentati.~ ~ ~ ~ 83 1, I | carezze; poi, sazia, gli si addormentò nelle braccia.~Gualdo rimase 84 Int | avèa guidato all'unione, addusse l'unione al benèssere. E 85 1 (1)| cura di D. Isella, Milano, Adelphi 1995 [Nota per l'edizione 86 1, V | tu me l'hai tolto. Tu mi adescasti, o maliarda, a sospirar 87 1, VI | cioè della moglie.~- E adesso - sommò il Letterato, che 88 1, II | pezzuolo inzuccherato di adulazione... V'imbroglierà tutti quanti. 89 1, III| maestro, e suggendo dall'aerino suo sguardo, e dalla lìmpida 90 Pre | èran sollievo alla morale afa. Dall'ira non si figlia 91 1, IV | alba seguente, il Beccajo affacciossi alla porta della sua casa, 92 1, V | labbra bugiarde, di cui era affamato! Io sazierò l'arsura della 93 1, V | Morte a quelli occhi che affascinàrono i mièi!... morte a quella 94 1, I | annientarne il ricordo! E l'ànimo affaticato sudò dagli occhi dolore.~ 95 1, II | Avanti! - urlò Gualdo, afferrando il suo vuoto fucile e volteggiàndolo 96 1, IV | tratto, da nerborute braccia afferrata, imbavagliata la bocca, 97 1, V | comune rovina. -~Il Beccajo afferrò ambedùe le mani del Letterato, 98 Fin | accòglierli, fu un tumulto di affetti, cui riverenza era dèbole 99 1, III| colla vèrgine terra e le si affidava il seme del pane.~Ma quella 100 Pre | dai delitti di passione affilati, o fatti ottusi da que' 101 1, III| Soavemente la tonda gota affilò. Forestina, che, quando 102 Pre | immoti. La loro ànima, tutta, affluiva nelle pupille.~I due officiali 103 1, VI | si chiese, e tutti le si affollàrono intorno.~- Mia! - eruppe 104 Pre | chiamàndosi vicendevolmente, affollàronsi verso la rada ad una nave 105 1, IV | Gualdo - ella fece con voce affollata e ansante, mentre smaniosa 106 1, III| una nativa nequizia gli affollava alla penna, o nel temperarle 107 1, I | le gentili manine, e lo affollò di baci e carezze; poi, 108 1, II | , altri gruppi di gente affondata nel sonno e domata da quel 109 Pre | palme alla faccia; tutti affranti da un viaggio lunghìssimo 110 1, VI | clàssico della impiccatura, aggiungendo con un diabolico riso: fareste 111 Fin | loro colori. Ai gruppi si aggiungèvano i gruppi, e, tra essi quello 112 Int | all'anno, altri cinque si aggiùngono. Da lievi principii, incalcolàbili 113 1, III| Cinque anni si sono aggiunti al cùmulo delle memorie. 114 Fin | la mano sul ciglio... per aggiustarsi un non scomposto cernecchio, 115 1, III| donna. In quella pace si agglomerava la guerra. Forse, que' ferocìssimi 116 1, II | insultante; e, di colpo, aggrappato un fucile, gridò: ciò che 117 1, VI | svincolò dall'abbraccio, aggricciando e gemendo:~- Ah sapessi 118 1, VI | attiràndosela al seno e baciàndola, aggricciò di terrore.~Si applaudì.~- 119 1, II | dal profilo purìssimo, ma aggrondato le ciglia, schernitore le 120 1, V | rondinelle e colombi l'aggrondatura dei tetti, credèvano fatte 121 1, II | Cane! - e fe' l'atto di agguantarlo alla strozza.~Aronne il 122 1, II | giòvane raffigurò, dall'àgil persona, dalla pàllida faccia, 123 1, IV | ansante, mentre smaniosa agitava una pistola - per oggi, 124 1, VI | non c'è più fòrbice ed ago. Dico di quelli che tèngono 125 1, I | della già corsa astiosi. E l'agonia del giorno nutriva la lor 126 1, VI | susurrato di un padre e di una agonìa... Balzài... Come in un 127 1, II | indicando il Nebbioso, e aguzzando ver' questi le labbra.~Senonchè 128 1, I | fratelli per fàrsene giùdici ed aguzzini, scorgèvano i fabbri delle 129 1, V | rinfocolatrici di astii e aizzatrici a vendette, mormoràvano: 130 1, I | fanciulli, venne in suo ajuto. Il visuccio di lei s'era 131 1, VI | cupissimamente.~ ~---~ ~Albeggiava.~Si udìano voci. Il Nebbioso 132 1, II | vestita di fiori, offrisse un albergo più che non minacciasse 133 | alcuna 134 | alcune 135 1, IV | mentre un fièvole suono, aleggiando dalla bocca di lei, dicèa: 136 1, IV | malvagio è impervio all'alfabeto di Dio: l'ànimo del Beccajo 137 1, III| dato, a raggiùngerli, l'ali; o belve zannute, ch'egli 138 1, IV | luce; invano la tìmida àura aliàvagli in volto i suoi baci piumosi. 139 1, II | quella degli augellini che aliàvano a nembi, la gola zeppa di 140 1, IV | tre compagni di Gualdo, alimentando la fame di un queto fuoco. 141 1, II | il dolce sogno vanisse e alimentàndolo con la volontà. Ma la memoria 142 1, VI | matrigna più non poteva; alimentò il corpo col corpo, mettendo 143 1, IV | lei, fra il seno pomoso, alitante, e il flùido braccio, posava 144 1, II | l'ombelicale cordone, che allaccia il neonato alla natura universa. 145 1, II | bocche oscitanti, andature allacciate. Si squarcia il vergine 146 1, V | gloria di chiome, che mi allacciò, capello a capello!... morte 147 1, VI | poche da fare. -~Ma ecco due allampate figure, cui non mancava 148 Int | le arti, nuove arti: s'allarga la fattorìa, e piglia nome 149 1, III| di stènder la destra e di allargare le braccia, di perdonare, 150 1, IV | grilletto e il cuore in allarme. Era, abitazione loro, una 151 1, V | Gualdo.~Oppòsegli Aronne:~- Allèati meco.~- Con , sì; contro 152 1, III| festeggiarla con una generale allegrìa, e, quell'anno, si scelse 153 1, II | strozza.~Aronne il Letterato allibì. Saettando al Cipolla un' 154 1, VI | meditando il tuo aspetto, allibivo, smarrita in un soave languore, 155 1, I | indefinita, vedèndosela allontanare. Ora, in quella nave, in 156 1, III| cuore, vide passare lei e allontanarsi e sparire. E gli sembrò, 157 1, II | era la prima, ch'egli si allontanasse a malincuore dagli uòmini.~ ~ ~ ~ 158 1, VI | orgoglioEppòi, quando ti allontanavi, e già la distanza avèa 159 1, I | serbàvano in fronte le tetre allucinazioni, sibbene, la semovente parte 160 1, III| pensiero! Se le fattezze dell'alma si potèssero, anch'elle, 161 1, II | un grappino... Poh!~- Ma almanco scannavo. Il sangue lava 162 1, VI | polizzini con l'altra, ad alta voce chiamava: Ambra, avanti! -~ 163 1, II | lite: onde, votato a morte alterna il ferro, che tu donavi 164 Int | del mare. Reti e saette si altèrnano senza riposo.~E l'anno gira, 165 Fin | su cui la tema e la speme alternàvano i loro colori. Ai gruppi 166 1, I | filosòfico prìncipe, slanciàvasi altìssima, lingueggiante e scoppiettante, 167 1, II | Nera, per niente atterrita, alto-brandendo un'accetta - Quà, baldracche, 168 1, I | braccia! - urlò un uomo, alto-squassando un pugno massiccio, di quelli, 169 1, III| Una colonna di fumo vi si alza, e in mezzo al fumo, una 170 Fin | pie' nel mezzo di loro, alzare al cielo uno sguardo di 171 1, VI | e venticinque destre si alzàrono.~- E chi la guastasse, la 172 1, VI | ucciso. Chi non accetta, si alzi. -~Nessuno si alzò. Nessuno 173 1, II | dalle tue profonde vìscere, alziamo lamentoso il canto. Tu, 174 1, III| piega dell'ànimo umano! ama, più spesso, il benefattore 175 1, I | risarella boccuccia, e disse: - amando. -~E, allora, la bimba gli 176 Pre | dubbio peggiore della più amara certezza, e dalla brama 177 1, VI | tutto... Or mi potresti tu amare?~- Il Signore ti perdonerà, 178 1, I | melancòlica insoddisfazione, a una amaritùdine indefinita, vedèndosela 179 Pre | scialuppa tra le molte altre amarrate, e blandamente approdò. 180 1, VI | Odiami!~- Neppur potrèi non amarti - ella fece.~Il Nebbioso 181 1, V | morte è quella dei nostri amati: io spegnerò, prima, il 182 1, VI | màdido il viso, e allora amavo i luoghi a cari, dove, 183 1, III| sull'istante, spedita una ambascerìa.~Ma l'inviato non tardò 184 1, III| dal grembo di Tecla, ma d'ambe le parti, più che la messe, 185 1, V | rovina. -~Il Beccajo afferrò ambedùe le mani del Letterato, e 186 1, VI | esigetti... gli tolsi... Mi ameresti tu ancora? -~Trasalì la 187 1, III| bene, questa inevitàbile amica di ogni gentile, disdegnò 188 1, II | fronzuta del cane si mosse amichevolmente; pur Lampo, non abbandonò 189 1, V | umanità, senza desìo di amici, di nemici paura, senza 190 1, I | che, se tòccano irati, ammàzzano; un uomo, il quale, a pie' 191 1, V | Piglia bene la mira. Puòi ammazzarmi con tutto tuo còmodo. -~ 192 1, II | ogni parte le èrano fatti, ammazzolando ciclàmini a margherite, 193 1, I | della Natura. Le stelle si ammiccàvan l'un l'altra amorosamente 194 1, V | ingrigia di nubi. Tutto ammutisce. Ingròssano i fiori in arbusti, 195 1, IV | pascolando col canto la sua amorosa mestizia, fu, a un tratto, 196 1, I | ammiccàvan l'un l'altra amorosamente nel più profondo turchino 197 1, II | echeggiò a un tratto per gli ampi silenzi. Ella die' un grido 198 1, III| che gli tocca, e... vada. Ampia è la terra. -~Non mormorìi, 199 1, V | vi accoglierà in un ùnico amplesso. E tu allora... oh allora 200 1, VI | che dire, tìmida no, ma analfabeta.~- Chi è? - da ogni parte 201 Fin | bisogno il soddisfacimento, l'Anarchia lo Stato, mentre la non 202 1, VI | Guercio, Battistotta la Serva, ancacciuta e baffuta schiattona; infine, 203 | anco 204 1, VI | polenta. La sua incresciosa andatura avèale imposto il soprannome 205 1, II | abbagliati, bocche oscitanti, andature allacciate. Si squarcia 206 1, VI | senza scomporsi, si volse e andò, degnàndosi quasi, a stènder 207 1, V | come il mar rifluente che anela riassoggettarsi la spiaggia.~- 208 1, II | in una rozza schiavina, anelante, con le traccia, sul viso, 209 1, V | nuova divisione degli ànimi, anello primo a una nuova sequela 210 1, VI | fuggi! sei maledetto. -~Angelicamente subentrò Forestina:~- La 211 1, III| fiammeggiante brando dell'àngelo di Abele.~ ~---~ ~Dalle 212 1, I | le proprie. Vedendo quell'angioletto dal latteo àlito e dalle 213 1, V | stretto da un'inesprimìbile angoscia. Gualdo, la prima volta 214 1, I | da mesi e mesi in quelli angusti cervelli, irrompèvano ora 215 1, VI | quando apparivi, facèasi angusto al cuor rapidìssimo il seno, 216 Int | dovèan bastare a tutta un'annata, non èrano quasi più, parte 217 1, VI | il Lìbera-mè e Saverio l'Annegatore e Siro lo Zangarino e Luiso 218 1, II | Avanti, tu, Smorta! annegatrice del bimbo per vendicarti 219 1, I | non i fatti, almeno potuto annientarne il ricordo! E l'ànimo affaticato 220 1, V | Tutta, tutta, io ti voglio annientata, tu che nascesti sì bella 221 1, VI | dichiarazione d'amore e l'annunzio della zuppa che aspetta.~ 222 1, VI | Rampina.~La discussione si annuvolò, e, la passione aumentando, 223 1, IV | fece con voce affollata e ansante, mentre smaniosa agitava 224 1, I | Gualdo interruppe con ansiosa premura. - Il Dio delle 225 Fin | il quale, a coloro che ansiosi gli si pressàvano intorno, 226 Fin | più che mai. Rendèteci le antiche leggi, se anche per esse 227 1, VI | parlare Cecilia... Il pianto anticipò la parola.~Ora - via Mario - 228 1, II | Indietro! - gracchiò Antonio il Cipolla un mozzicone 229 | anzitutto 230 1, V | eròica quiete, in una divina apatìa; vivevo, legge a stesso, 231 1, III| giulivo si alzò; com'ella aperse le labbra alla melodiosa 232 1, VI | in croce con le braccia aperte!~- Ma inchiodate - ribattè 233 1, VI | voci. Il Nebbioso saltò all'aperto su 'n masso che soprastava 234 1, II | barili di pòlvere.~- Buon , apòstoli - disse con voce roca il 235 1, V | Fosforescenti cadavèriche faccie appàjono e spàjon fra i tronchi: 236 1, V | stravolto l'aspetto, qual cui appare un fantasma. Piangèvano 237 1, VI | al quale io, in compenso, apparecchiavo una vecchiaja di stenti, 238 1, III| specchi.~Ed ecco, da lungi, apparir Forestina. Reggèa due grossi 239 1, III| E laggiù, ecco un lume apparire e sparire - una - due - 240 1, I | due fili di luce - che apparìvano e scomparìvano a tratti, 241 1, VI | mio fianco; che, quando apparivi, facèasi angusto al cuor 242 1, VI | applaudì.~- Avanti l'Èster! - appellò Aronne.~Da tutti gli occhi 243 | appena 244 1, V | del casolare, e la bimba, appesa al suo collo, suggèa da 245 1, II | ori che io, invece, le ho appesi dal collo di una rivale 246 1, III| attènderli, ma lìvido e lungo, ma appeso ad un ramo, che si piegava 247 1, III| cervello i lor più malvagi appetiti, giacendo insieme alla madre 248 1, V | delle case inimiche avesse appiccato l'incendio alle sue; come 249 1, VI | passioni, tra pestìferi baci appigionati e contati, tra gente, la 250 Fin | alle mani di chi l'avèa apportato e al volto de' marinài. 251 1, VI | pàjon quì nate e cresciute apposta. - La qual sentenza fu coperta 252 Fin | narrava come allor la sventura apprendesse la felice fortuna, il bisogno 253 1, V | sospirar la catena, me l'apprendesti a portare, mi hai piegato 254 1, V | seminava altra pena, mi apprese, che folle è combàttere 255 1, V | Gualdo rispose, che a lui si appressava e mitigava la voce - per 256 Pre | amarrate, e blandamente approdò. Due officiali ne ascèsero: 257 1, III| però tutti tacitamente, approvando a stessi, approvàvano 258 1, III| approvando a stessi, approvàvano a lui. Il tenue suo sagrificio 259 1, IV | spaventato.~- A ! - fece (e lo appuntava col dito) - A ? - ripetè, 260 1, V | ripigliarsi, fu il primo. Appuntò ratto il fucile verso il 261 1, II | camminàvano sempre. La notte, che aprìvasi a stenti dinanzi a loro, 262 1, IV | gli aerei picchi dove l'àquila stride e i precipizi vertiginosi 263 1, I | fùlmini neri da' suòi occhi aquilini, squillava: vili! uòmini 264 1, III| pregio del lume; èran pugnaci aquilotti, ancor trapassati da quelle 265 1, II | distendèano per l'orizzonte, arancine e porpuree. Nell'immòbile 266 1, V | ammutisce. Ingròssano i fiori in arbusti, poi in piante e piantoni, 267 1, II | madre comune, che, negli arcani connubii col padre Sole, 268 1, VI | còdice, e giùdici, fatti arcigni dal pranzo in ritardo, la 269 1, III| vestite di penne, figlie d'arcobaleni e di echi di melodìe.~- 270 1, IV | piombo.~E lei stessa aprì arditamente la marcia. Fu raccolta di 271 1, VI | Nessuno si alzò. Nessuno l'ardiva. E il Letterato scrisse 272 1, IV | tua figlia. Disperatamente ardo. -~Il Beccajo arretrò spaventato.~- 273 1, V | allora capiva, che la più ardua parte di quella impresa, 274 1, I | legava connubio nessuno di are e di tombe, in mezzo di 275 Pre | al berretto e dal molto argento al crine.~I deportati rimanèvano 276 1, VI | Gualdo s'avèa, all'ingiro, argomenti fortìssimi; avèasi i luoghi, 277 1, VI | di lei, flessuosa, come l'àrido suolo la pioggia. Ma il 278 1, II | toccossi la fronte.~- Sei un aristòcrata! - fece il Beccajo, sputando 279 1, I | scorgèvano i fabbri delle armille ingegnose di cui portàvano 280 1, II | così, pie' innanzi piede, arrendèndosi sempre ai nuovìssimi inviti, 281 1, V | raggiunge la morte. -~S'arrestò il Letterato di botto, e 282 1, IV | Disperatamente ardo. -~Il Beccajo arretrò spaventato.~- A ! - fece ( 283 1, IV | gli occhi su Gualdo e gli arrise. Lo sguardo di lei sarèbbesi 284 1, VI | mai al Signore. A Lui non arriva che ciò che parte dal cuore, 285 1, V | presenza di Aronne? e come, arrivando, riuscire al suo cuore impreparato 286 1, V | aquistarsi la pace. Or, come arrivare alla presenza di Aronne? 287 1, III| maniere! Guài se la legge arrivasse ai pensieri! Non sopravanzerèbbero 288 1, VI | Chi, per esempio! - arrocò, con quella sua voce eternamente 289 1, II | val la pulita - sentenziò arrogante il Beccajo.~- Vale - rimbeccò 290 1, VI | Cecilia, dinanzi la sorte sua, arrossendo e imbiancando; poi, con 291 1, II | miràndolo ansioso; di lui, che arrossì del sospetto, e si pose 292 1, V | insaccocciò qualche pezzo di carne arrostita, prese il fucile, e barattate 293 1, VI | con un poco di fumo, dell'arrosto mancato, cioè della moglie.~- 294 1, III| pacìfica pèntola, nuovo piombo arrotondàvasi in palle - palle devote 295 1, II | disuso avèa, per così dire arrugginita.~Forestina la porse timidamente. 296 1, II | tu fuggivi chi ti fuggìa, arso di rabbia e di fame...~- 297 1, V | era affamato! Io sazierò l'arsura della vendetta nel tuo sangue... 298 1, V | quanto gli uòmini con la loro artefatta giustizia non sarèbber mai 299 1, IV | bàttere forte delle sue arterie.~Lentamente il sopore si 300 1, III| penna, o nel temperarle di artificiata bontà. Infatti, conversioni 301 1, III| sàziano in letterarie od artìstiche fantasìe le infamie che 302 Pre | approdò. Due officiali ne ascèsero: il primo, giòvane d'anni 303 1, II | piede le si riaffermò; le si asciugàrono, senza bisogno di mànica, 304 Fin | fazzoletto sul fronte... per asciugarsi un non spuntato sudore. 305 1, IV | e lo stesso Nebbioso si asciugava col dorso della mano il 306 1, VI | rubiconda e polputa; quaglia aspettante il tàlamo della polenta. 307 1, IV | serrava a Gualdo le mani, e aspettava ch'ei rispondesse ad una 308 1, I | riposo dopo l'onesta fatica, aspirando le pingui àure de' suòi 309 1, I | dei vizi, male potèssero assaporare la tenuità di un affetto 310 1, V | sole che m'incendiasti! assassina della mia pace! -~Die' la 311 1, I | schioccante, dicendo: Gualdo assassino!~- Evviva il Beccajo! - 312 1, VI | mano.~Si udì un mormorìo di assenso e venticinque destre si 313 1, II | sempre solo? -~Egli taque, assentendo.~- Ma, e non temi star solo? -~ 314 1, IV | di simpatìa, perfino di assentimento. E Gualdo avrebbe anche 315 1, IV | E Gualdo avrebbe anche assentito, se non avesse potuto ancor 316 1, III| Dalle quali sue assenze, alcuna volta lunghìssime, 317 1, I | in un monte di stipa e di assi dalla stessa sentenza del 318 Pre | Natura risponda alle vostre assidue preghiere e provveda lei, 319 1, VI | bisbigliava di leggi.~Tutti assieme, dal dello sbarco, i 320 Fin | che Forestina, in mezzo assisa su 'n cespo, sembrava seguire, 321 Int | che, in sulle prime, nell'assoluta uguaglianza della miseria, 322 1, III| ogniqualvolta il fuoco assonnato si ridestava a lambire la 323 1, V | indugiando, sembrava che ne assorbìssero la innocenza e si facèssero, 324 1, II | ànimo, la sorpresa. Chè, assuefatto a svegliarsi in un ambiente 325 1, VI | un pròssimo matrimonio, assumèvano un'aria di provvisoria verginità, 326 1, V | ombra e paura e giganteschi assurgenti a nùvoli bui, che minàcciano 327 1, V | labbra rinfocolatrici di astii e aizzatrici a vendette, 328 1, VI | fece, con quella gioja tutt'astio che è l'irrisione - fate 329 1, I | vita, essi della già corsa astiosi. E l'agonia del giorno nutriva 330 1, VI | ridomandò Aronne con astuta ignoranza.~- La legge! - 331 1, II | fastoso di sua goffìssima astuzia, ch'ei reputava sapienza - 332 1, III| tornarli a morire in più atroci ingegnose maniere! Guài 333 1, VI | turba degli imbecilli e attaccato bottoni saldìssimi: sorta, 334 1, II | Vedi ! - e Gualdo atteggiossi superbamente, e lo sguardo 335 1, III| il Dragone era ben ad attènderli, ma lìvido e lungo, ma appeso 336 1, IV | di Tecla era già corso ad attènderlo...~Fu il primo bacio tra 337 1, III| messe dai campi, e Gualdo attendèvala anche dal grembo di Tecla, 338 1, VI | che le ore in cui ti attendevo mi èrano le più lunghe e 339 1, II | sbraitava la Nera, per niente atterrita, alto-brandendo un'accetta - 340 1, III| parti, più che la messe, era atteso un pretesto allo sfogo degli 341 1, IV | avèan potuto, facèa in un àttimo Amore. E Gualdo si lasciò 342 1, III| Egli ne avèa, naturalmente, attinto il soggetto al pozzo inesaurìbile 343 1, VI | Ranza, un barbuto. Il quale, attiràndosela al seno e baciàndola, aggricciò 344 1, VI | chiassi, tra falsi liquori attizzanti a più false passioni, tra 345 1, II | Indietro a me? Cane! - e fe' l'atto di agguantarlo alla strozza.~ 346 1, III| Giovinetti e fanciulle èran gli attori. Bellìssimo, sovra ogni 347 1, VI | poi, da tutti gli altri attorniato e appunto fra le due vecchie 348 1, III| Mario! Mario avrebbe voluto attossicar con gli sguardi quel giovinetto; 349 | attraverso 350 1, II | rimanente, armi, àbiti, attrezzi, tutto fu scompartito. Le 351 1, II | donne meno scarse di sangue, attruppàndosegli intorno.~Anche il mastino 352 1, IV | precipizi vertiginosi e le audaci rupi pendenti in eterna 353 1, V | a uno spiano, cinto di audacìssimi abeti. Il raggio lunare 354 1, II | intrecciàvasi a quella degli augellini che aliàvano a nembi, la 355 1, III| fu il dono un innocente augellino; di quelle voci vestite 356 1, III| sospiro d'àura, non un grido d'augello. Eppure tale profonda immobilità 357 Pre | loro con un silenzio di augurio tristìssimo. S'udiva intanto 358 1, VI | come il più delle donne, aumentato la formidàbile turba degli 359 1, I | fatica, aspirando le pingui àure de' suòi ovili ed il fienoso 360 1, III| immergendo lo sguardo nell'aurèola dei capelli di lei e nelle 361 1, V | pispigliante nidiata, dove l'auretta, una carezza profumata di 362 1, III| fanciulla~ ~E, la pròssima aurora, il Nebbioso ripigliava 363 Fin | officiali, e un capitano di austera fisionomìa. E, secolui, 364 Pre | E una làgrima cadde sull'autògrafo regio.~I deportati tacèvano 365 1, VI | durando, indomata, la foja, avanzarsi, stringendo rabbiosamente 366 1, VI | fatto a onore dei denti, si avanzò una tosoccia rubiconda e 367 | avea 368 1, VI | sua incresciosa andatura avèale imposto il soprannome di 369 1, II | eccitando il volere ad eccessi, avèali insieme, col tôrre il potere, 370 | aveano 371 1, VI | ingiro, argomenti fortìssimi; avèasi i luoghi, che non si pòngon 372 | Avendo 373 1, V | pace... perdono. Ben sai; avèo giurato di miètermi il pane 374 | averli 375 | averne 376 1, V | pane sulla tua testa, di averti quì sotto - e battè forte 377 1, I | gravità del morbo scampato. Oh avess'egli, se non i fatti, almeno 378 Fin | quanto le fìsiche necessità, avèsseli spinti al bene comune, cioè 379 | avete 380 | aveva 381 | avevo 382 1, III| guadagnava il lavoro, scorrèa l'àvido sguardo e ristava in que' 383 | avrà 384 1, I | mille di un giùdice non avrèbbero pure sorraso, trovàvasi, 385 1, III| ridonargli il calore.~- Non te l'avrèi, altrimenti, potuto portare - 386 | avreste 387 1, I | e maschi, nelle cui vene avvampava il furiale liquore, confusi 388 1, II | la ho accoccata ai meglio avveduti. Gli è fra le quattro pareti, 389 1, V | perdonarla, e quell'odio da avvelenar, coi voti, il creato. Da 390 1, VI | Ambra, avanti! -~Ambra l'Avvelenatrice distaccossi dal gruppo. 391 1, IV | notte, in cui Forestina avventuràvasi sola per la campagna deserta, 392 1, I | la Patria fosse lor stata avversa, e il suo nome non sovvenisse 393 1, II | ànima!...~- Non dottorare! - avvertì, minaccioso, il Beccajo.~- 394 1, III| uccìderlo? - dimandò Forestina, avvicinàndosi il poveretto alla mòrbida 395 1, V | pupazzo. Vedi, a che mi avvilisti in cinque anni!... Io, fuori 396 1, III| accamparsi fra le prime avvisaglie della montagna; molto 397 1, II | fioralisi a giunchiglie, si avvolse e riavvolse nei verdi meandri 398 1, II | dagli occhi, venne con passo avvolto e col cervello impaniato. 399 1, II | la firma alle tue lìvide azioni e lavoravi alla muta e tremavi 400 1, III| visti a gialleggiare sull'azzurro del cielo nuovi tetti di 401 1, I | E sono, anche , tanti babbi? e tante mammine? e tanti 402 1, II | lagrimando e fiottando: babbino mio! - facèa.~- Quà la mano! - 403 1, II | nel sonno e domata da quel bacco plebèo, che, eccitando il 404 1, VI | attiràndosela al seno e baciàndola, aggricciò di terrore.~Si 405 1, VI | Tecla il Beccajo e impetuosa baciàndolo: io sono tutta di Gualdo; 406 1, VI | baciolla; ed essa, lasciossi baciare e abbracciare. Per quanto 407 1, V | portare, mi hai piegato a baciarla. Per , conobbi il sapor 408 1, III| vena si sparse. E tutti la baciàron con gli occhi, e Giuseppe 409 1, II | era onorato, ringraziato, baciato da quelli stessi ch'egli 410 1, VI | abbracciò stretto stretto e baciolla; ed essa, lasciossi baciare 411 1, VI | Battistotta la Serva, ancacciuta e baffuta schiattona; infine, ad Erminio 412 1, II | lontano, già errava un bagliore rossastro e si mostràvano 413 1, IV | cicciose manine ai labbruzzi, bagnati di latte.~Gualdo riste' 414 Pre | imbracciate lo schioppo, le cui bajonette, lampeggianti nel sole, 415 Fin | sguardo alla rada e ad una balda fregata.~Era quella la patria, 416 1, II | alto-brandendo un'accetta - Quà, baldracche, coraggiose sui letti!... 417 1, V | già l'estro omicida gli balenava nelle pupille - ma io ti 418 1, IV | contro di loro, per de' ballatòi.~Un , Gualdo era uscito 419 1, I | fuggirono gli agnelli. Ombre ballonzolanti le si vedèvano in giro; 420 1, VI | padre e di una agonìa... Balzài... Come in un sogno, corsi 421 1, VI | con uno scoppio di gioja, balzando ver' la fanciulla, che già 422 1, V | Pace con tutti. -~Gualdo balzò dalla gioja:~- Giuriàmolo - 423 1, VI | irrisione - fate conto, o bambine, che i giovanotti la pènsano 424 1, I | e tante mammine? e tanti bambini, come quì?~- Oh ben più! - 425 1, IV | poi lo sguardo volgèa al bambino, e lo tornava, esuberante 426 Pre | scialuppa dalla sventolante bandiera, che a loro veniva, tuffando 427 1, I | li dannava a irremeàbile bando, non rammentàvano, ora, 428 1, V | arrostita, prese il fucile, e barattate alcune parole con Mario, 429 1, III| insòlito frutto.~E, tosto... un barbaglio e un fragore. Due della 430 1, I | infatti, la riflessione barbuta a fronte la imberbe spontaneità? 431 1, III| Due della banda di Gualdo, barcòllano, e, rantolando, stramàzzano.~ 432 1, I | pane, e due, ondeggiando, barellàvano in mezzo un botticello pesante, 433 1, VI | tanto furfante da vìncere ai bari. E, tuttavìa, colùi che 434 1, I | Due ore dopo, leggero il barile, greve la pancia. Dal cibo, 435 1, II | fascio di carabine e a de' barili di pòlvere.~- Buon , apòstoli - 436 1, IV | gliele stringendo.~- Ti basta un amico?~- Solo un amico?... 437 1, I | voluttà, quale onda d'amore, bàstano, queste sole parole, a svegliare 438 1, VI | non parèa di avere occhi bastanti a mirarti, tu mai mi 439 Int | vettovaglie, che dovèan bastare a tutta un'annata, non èrano 440 Pre | vi si provvide di quanto bastasse a cibarvi le forze, finchè 441 1, VI | s'ebbe la pace. Pur non bastava. Fondamenta e muraglie dimandàvano 442 1, VI | piatto di sospetti funghi bastò a impigliarla nella ragnaja 443 1, IV | istante. Nùvole di pensieri in battaglia fra loro, gli ottenebràvano 444 1, V | di averti quì sotto - e battè forte il calcagno. - Tu 445 1, III| una siepe vicina.~Di dove, battèndogli forte il cuore, vide passare 446 1, VI | al lotto il marito. -~Un bàtter giulivo di mani accolse 447 1, IV | Più non sentiva che il bàttere forte delle sue arterie.~ 448 1, VI | frutto; a Làzaro il Guercio, Battistotta la Serva, ancacciuta e baffuta 449 1, VI | capoccia... Lo è dunque il Beccaio.~- Viva il Beccajo! - vociò 450 1, II | Ma il Letterato sorrise beffardamente:~- La forza dell'uomo è 451 1, II | gli agnelli dal lamentoso belìo, sparsi per la campagna, 452 1, VI | torto, scartàndolo, a tante belle piantone, che pàjon quì 453 1, III| Amore die' l'ùltimo tocco al Belliniano suo viso, non bello tutto, 454 1, III| Belliniano suo viso, non bello tutto, e perciò appunto 455 1, VI | soprannome di Oca. Non bellezza, belluria. Era tonda e di fuori e 456 Fin | convalle in convalle - i beneaugurosi sponsali di Forestina con 457 1, III| umano! ama, più spesso, il benefattore il beneficato, che non questi, 458 Pre | la terza, che è la sola benèfica - la guerra con voi medèsimi - 459 1, III| spesso, il benefattore il beneficato, che non questi, quello; 460 Fin | più del dovuto, che è il beneficio.~E il capitàno, che, in 461 Int | unione, addusse l'unione al benèssere. E tanto più di concordia 462 1, I | maraviglie della Natura benèvola. Il sogno di Gualdo èrasi 463 1, II | procombiamo in . Pur, tu, benigna d'inesàusto amore, tu, patria 464 Pre | volgendo su di essi un'occhiata benignamente severa, si tolse di seno 465 | bensì 466 1, VI | squarquojo Raccagna, il beone.~- Io - ribadì il Letterato - 467 1, VI | sanguinava quel cuore, e già il bersaglio era scarso a così spesse 468 1, IV | E respirando l'eccidio e bestemmiando orridezze, il Beccajo si 469 1, V | ricordasse di un Dio, per non bestemmiarlo; era la prima, che Aronne 470 1, I | Èrano laidità; èrano orrende bestemmie.~E intanto si sconficcàvan 471 1, I | la pancia. Dal cibo, la bestialità avèa riavuto il consueto 472 1, III| donne - con le lor robe e il bestiame, tràssero ad accamparsi 473 1, VI | intendendo di quel che sentisse, bevèa la voce di lei, flessuosa, 474 1, V | Biancheggiàvano i cieli. Bevette una sorsata di branda, s' 475 1, V | per sangue. Ànima offesa, bevi! - e, strappata di tasca 476 1, I | incalottato di nero, con la barba biancastra e le fosse degli occhi che 477 1, IV | e il paesaggio, co' suòi biancheggiamenti e le ombrìe, rendèa aspetto 478 1, II | bastimento; solo, da lungi, il biancheggiar di una vela. Il Beccajo 479 1, II | verno. Pòvera Nera! su lei biancheggiava un rosajo.~Ma, mentre il 480 1, V | pie'. Non più indecisioni. Biancheggiàvano i cieli. Bevette una sorsata 481 1, II | col padre. Avanti, Maga! biascia-castagne e schiaccia-limoni, che 482 1, III| pozzo inesaurìbile della Bibbia, ed era, il soggetto, Giuseppe 483 1, IV | genio della espressione, le bibliche e le shakspeariane.~E, cammina 484 Fin | in tanto toccheggiar di bicchieri - tra il furor degli applàusi 485 1, I | non sovvenisse che òpere bieche, che odii, che umiliazioni, 486 1, III| la pianura, col fucile in bilancia, tendendo il passo pien 487 1, VI | secondo per non scomodarsi a bilanciarlo col primo, acclamò a quello. 488 1, V | buffo, tosto represso, di bile, offeso dall'ostinata viltà 489 1, II | ai mietuti, Forestina la Bionda, si dilungava da' suòi compagni 490 1, II | Come le treccie di lei biondeggiàvano i campi; come gli occhi 491 1, III| posato sul capo di quella biondìssima.~ ~---~ ~Così spuntava un 492 1, II | Chè io non ho mai fatto la birba per meno. Non come , stolto. 493 1, III| non essèndoci alcuno tanto birbante da disconòscere il torto, 494 1, III| uòmini, per fortuna, se sono birbe al minuto, pônno anche, 495 1, II | bisogno.~Naque, allora, un bisbiglio, che propagàndosi divenne 496 Fin | gli si pressàvano intorno, bisbigliò un: - tutto bene - che, 497 | bisogna 498 Pre | molte altre amarrate, e blandamente approdò. Due officiali ne 499 1, I | la baciò sulla risarella boccuccia, e disse: - amando. -~E, 500 1, VI | mammamìa color foglia-morta, e (borbottando:) -... chi uccide, sia ucciso;


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