1995-borbo | borda-erro | error-incre | indec-offri | ogniq-rifos | rifra-stana | stanc-zuppa
grassetto = Testo principale
Parte, Capitolo grigio = Testo di commento
501 1, VI | Beccajo! - vociò l'ossequente bordaglia. Ma Gualdo:~- No - oppose. -
502 1, II | innanzi; giù, saltando e borri e riali, or per le frane
503 1, II | s'internava nella solinga boscaglia, un fior dopo l'altro, come
504 1, VI | pigliando il cammino dei boschi e della misèrrima libertà
505 1, IV | quercia che per sè sola era un bosco, sedèano i tre compagni
506 1, VI | corpo col corpo, mettendo bottega de' suòi baci stopposi e
507 1, I | barellàvano in mezzo un botticello pesante, sul quale era scritto:
508 1, V | come cioè, partendo il bottino di Gualdo fosse, sul luogo
509 1, V | S'arrestò il Letterato di botto, e gittossi a ginocchi,
510 1, VI | degli imbecilli e attaccato bottoni saldìssimi: sorta, al contrario,
511 1, VI | dieci a sottane; quìndici a brache. Ma, per due paja fra esse,
512 1, V | e ricordava il futuro e bramava una casa... E l'èstasi sua,
513 1, IV | inquietezza, quella rapina di brame, di stìmoli e affanni, che
514 1, III| infamie che impunemente bramerèbbero còmpiere; oh quanti, nel
515 1, II | di fraterna strage, di tè bramosi procombiamo in tè. Pur,
516 1, III| cacciato dal fiammeggiante brando dell'àngelo di Abele.~ ~---~ ~
517 1, II | di fiutare la morte!... Bravi!... Date quà - e si sbassò
518 1, II | leggeva, imbiancava...~- Bravo, ma e intanto? Intanto che
519 1, II | riàlzano nudi; ecco, in brev'ora, un gran tetto, e sotto
520 1, VI | èrano le più lunghe e le più brevi quelle in cui ti avevo al
521 1, II | Beccajo svegliossi. L'acuta brezza ferìvagli la somma pelle;
522 1, III| Virtualmente, Aronne, era un briccone nè più nè meno di prima;
523 1, IV | nella fossa terrestre. Pura brillava la luna, e il paesaggio,
524 1, V | ti ho fatto? - chiedèa.~Brillò la trèmula voce nelle ìntime
525 Fin | Famiglia alla Patria, tutto si brindeggiò; non obliati, s'intende,
526 1, III| Ma, perchè, a volte, que' brìvidi? perchè, sulla fronte, quella
527 1, V | fronte. Si guardò attorno. Bruciava silenziosamente la teda,
528 1, VI | luoghi, non èrano più che o brughiera o moriccia.~Dunque, s'ebbe
529 Int | intorpidiva la terra al brumale letargo. Pressava dunque
530 1, VI | distaccossi dal gruppo. Era una bruna dalle linee severamente
531 1, III| E, come nubi sàture di bufera, èccoli riaddensarsi sotto
532 1, V | Non temere! - iterò con un buffo, tosto represso, di bile,
533 1, III| di Abele e Caino. È una bugia, vero? - aggiunse, illuminàndosele
534 1, V | morte a quelle labbra bugiarde, di cui era affamato! Io
535 1, V | giganteschi assurgenti a nùvoli bui, che minàcciano in giù...
536 1, II | seppe che quando fosti in bujosa. Mè, invece, conoscèvano
537 1, VI | aumentando, divenne più e più burrascosa. Già le parole si facèvano
538 1, I | avanza il Tocca-e-sana, il Cacciaffanni, il Sole che non tramonta
539 1, V | Gualdo, come una belva cacciata, fugge, stringèndosi al
540 1, III| e fuggìa. Fuggìa, come cacciato dal fiammeggiante brando
541 1, IV | scampando il lupo, salvàvasi al cacciatore; gli uccelli pigliàvano
542 1, V | accòrrono. Fosforescenti cadavèriche faccie appàjono e spàjon
543 Fin | destra.~Ma il Letterato càddegli innanzi a' ginocchi:~- Morte! -
544 1, IV | caduto il fucile di lui, e, cadendo, esplodeva. Gli altri, Làzaro
545 1, IV | come folgoreggiato: era caduto il fucile di lui, e, cadendo,
546 1, III| orrore, la storia di Abele e Caino. È una bugia, vero? - aggiunse,
547 1, IV | viso smortìssimo dai lividi calamài. Dinanzi all'antro, presso
548 1, V | sotto - e battè forte il calcagno. - Tu mi avevi oltraggiato,
549 1, II | dieci ribaldi, battendo i calci delle lor carabine, e gridando:
550 1, IV | traccia di nero, sparsa di calcinacci fuliginosi e di scheggie
551 Pre | speranza, della vendetta. Il caldo tramonto parèa si scolorasse
552 1, III| fuoco, non sente solo il calor della fiamma.~E la fanciulla
553 1, III| quasi per ridonargli il calore.~- Non te l'avrèi, altrimenti,
554 1, VI | regno... e Ambra avrebbe calpêsti i diademi di tutti i prìncipi
555 1, II | splendente, dalla testa calva e dagli occhi libidinosi,
556 1, VI | chiamò, donde sedèa scese, e, camminando di un fare sbadato e di
557 1, III| cantava, giojosa, di gioja. E camminava nel sole, ma il sole parèa
558 1, II | te ne voglio già, io. -~E camminàvano sempre. La notte, che aprìvasi
559 1, I | il fienoso effluvio delle campagne, seduto alla porta di una
560 1, VI | loro segno sul foglio... un camposanto di croci.~Più non mancava
561 1, VI | Dio danni il fedìfrago al cànape, ai corvi, alla perpetua
562 Fin | spetta. Una colpa non è cancellata finchè si rammenta, e le
563 1, V | quel raggio, parve che il càndido volto di Forestina imperlasse
564 Int | e il terrìbil domani si cangia in un gratìssimo jeri. E,
565 1, III| punto di dar la scappata e cangiarsi in un vorticosìssimo moto,
566 Fin | furor degli applàusi e il cannoneggiamento della fregata, che rimbombava
567 Fin | forme di Mario.~Infine, la canòa di Aronne si distaccò dal
568 1, III| velata di pianto, sorride, o canta di gioja col singulto nel
569 1, V | viole. Gualdo vi lavorava cantando: Tecla sedèa alla porta
570 1, II | se mento! Ed io non ho cantato compagni, come tè. Non mi
571 1, III| grossi pani sul capo, e cantava, giojosa, di gioja. E camminava
572 1, II | mietitori. E i mietitori cantàvano. Era un inno alla Terra,
573 1, II | su e giù per le chiese a canzonare il Signore e a spogliar
574 1, I | seduto alla porta di una capanna sua, in sui ginocchi una
575 1, II | mèttere insieme una specie di capannone. Detto fatto, èccoli all'
576 1, II | tuo, confuse assài in que' capi, rispetto alla roba degli
577 Fin | che è il beneficio.~E il capitàno, che, in sulle prime, non
578 1, V | orgoglio luciferino, e allora capiva, che la più ardua parte
579 Pre | inabituati a capire, non capìvano nulla.~Il capitano, rifatto
580 1, I | vendicarci!... La forma del cappello c'è ancora: nulla dunque
581 1, III| case, narrando come una capra, passata nelle colture degli
582 1, V | del mare; da presso, le carbonchiose vestigia delle sue case.
583 1, IV | fuliginosi e di scheggie carbonizzate.~Il Beccajo die' un gèmito
584 1, VI | senza libertà, il regime del càrcere.~D'ogni parte, visi estenuati
585 1, I | per filantropìa, di quelle càrceri mute di cui serbàvano in
586 1, V | nidiata, dove l'auretta, una carezza profumata di viole. Gualdo
587 1, I | e lo affollò di baci e carezze; poi, sazia, gli si addormentò
588 1, V | gentilezza di lei, viepiù carezzèvoli e miti, quasi tementi incresparle,
589 1, VI | allora amavo i luoghi a tè cari, dove, meditando il tuo
590 1, I | rammentàvano, ora, che il carìssimo idioma. E, inoltre, si sentìvano
591 1, VI | Cuorbello; a Giorgio il Rampina, Càrmen la Smorta, una bellezza
592 1, I | latteo àlito e dalle succose carnine, che, benchè ignaro del
593 1, III| si scelse il teatro. Trè carri formàrono il palco; festoni
594 1, VI | ubbriaco, un mazzo tentatore di carte. Ed io giocài... e perdetti:
595 1, V | casa tanto desiderata - una casetta gentile, di cui, glìcini
596 1, V | Tecla sedèa alla porta del casolare, e la bimba, appesa al suo
597 1, I | intanto si sconficcàvan le casse della carne salata e del
598 1, I | insù, barbuto e cigliuto in castagno, cercava con gli azzurri
599 Fin | per esse ci si renda al castigo; rendèteci la patria nostra!...
600 1, I | degli occhi che sembràvan castoni vuoti di gemma, lo fiancheggiava
601 Pre | sulla nuova spiaggia tra le cataste di roba e le pacìfiche forme
602 1, I | più scorgèvano nelle vacue catene che rivarcàvano il mare
603 1, I | fiancheggiava additando, e cavernoso facèa: largo! chè il Dio
604 Fin | ma già tesseva i lacci di cavillose interrogazioni, inoltrando
605 1, I | scottare la faccia. Egli, che i cavillosi raggiri e i trabocchetti
606 | ce
607 1, IV | ribrezzo di Gualdo dovette cèdere tosto ad un senso di compassione,
608 1, VI | compenso dalla parziale Celebrità, che il nome e un oltraggio
609 1, V | una manata di carboni e di cènere - Ecco le case mie! - sclamò
610 1, I | corpo. In quella sera, ei centellava il riposo dopo l'onesta
611 1, VI | e di una dispettosìssima cera, venne al macigno che serviva
612 1, V | cadere il fucile e si volse, cercando la fuga.~- Ferma! - vociò
613 1, III| vita. Mario non andava a cercare quale sorta di affetto unisse
614 Pre | nell'orizzonte, ora alla cerchia delle impassìbili guardie,
615 Fin | aggiustarsi un non scomposto cernecchio, o il fazzoletto sul fronte...
616 | certa
617 1, I | e mesi in quelli angusti cervelli, irrompèvano ora alle labbra,
618 Fin | Forestina, in mezzo assisa su 'n cespo, sembrava seguire, co' suòi,
619 1, V | tavolozza di fiori, dove ogni cespuglio parèa una pispigliante nidiata,
620 1, I | la seconda volta, ammutì. Cessando l'idèa, cessàvagli la parola.
621 Pre | Nostra Clemenza, nè poteva cessare, poichè, per essa, Noi volevamo,
622 1, V | voluto inabissarsi tutto. Ma, cessata la voce, ecco tornargli,
623 1, I | ammutì. Cessando l'idèa, cessàvagli la parola. E però a lui
624 1, II | solvi non mai stanco grembo, cessi i dolori, le vergogne oblìi,
625 1, VI | egizie. Parèa la Faraònide di Cherubino Cornienti. Movèa le spalle,
626 1, II | E tu sei quello, che si chiama il Nebbioso?~Egli rispose
627 Pre | un tratto, gli sguardi, chiamàndosi vicendevolmente, affollàronsi
628 1, VI | con l'altra, ad alta voce chiamava: Ambra, avanti! -~Ambra
629 1, III| della scusa.~- E, questo, chiami portarlo? - ella disse,
630 Fin | racconto, nelle interlinee, chiaramente appariva, come, non tanto
631 1, II | propria, di una maravigliosa chiarezza. E la concordia parèa ristabilirsi.~
632 Pre | E spiegò il foglio, e chiarissimamente lesse:~«Uòmini sventurati!~«
633 1, VI | vizi, per le taverne e pei chiassi, tra falsi liquori attizzanti
634 1, III| fiamma.~E la fanciulla non chiede più baci al Nebbioso, nè
635 1, I | ricomincia, o mio Gualdo? -~E, sì chiedendo, additava la bimba.~ ~ ~ ~
636 Fin | patria nostra!... Non la chiediamo per noi, che ne siamo indegnìssimi,
637 1, VI | aumentando il delitto: nè io più chiesi, esigetti; non più esigetti...
638 1, V | rimpròvero.~- Non te l'ho chiesta, io, a tè?... io, il più
639 1, II | umidicci ai giurati, nè ho chiesto perdono... Tutti li ho stramaledetti,
640 1, II | Senonchè Mario, che già si chinava a libarle, si fermò d'improvviso,
641 1, VI | dice - (e quì il Nebbioso chinò turbatìssimo il capo) -
642 1, VI | che picchiàvano, ora, i chiodi più saldi.~Ma, ahimè! in
643 1, II | obedireste a quel vile?... Chiodra! Non vi fidate! Io lo conosco
644 1, I | E, allora, la bimba gli chiuse il mento selvoso fra le
645 Pre | provvide di quanto bastasse a cibarvi le forze, finchè la non
646 1, II | e forma a noi sùsciti e cibi. E noi, tuòi vermi, la cui
647 1, I | barile, greve la pancia. Dal cibo, la bestialità avèa riavuto
648 1, IV | tutto una polpa, con le cicciose manine ai labbruzzi, bagnati
649 1, II | èrano fatti, ammazzolando ciclàmini a margherite, e fioralisi
650 1, IV | sgombrarsi la mente, come il ciel si sgombrava, dalla pàvida
651 1, II | purìssimo, ma aggrondato le ciglia, schernitore le labbra.~-
652 1, I | viso all'insù, barbuto e cigliuto in castagno, cercava con
653 1, III| dei capelli di lei e nelle cilestri profondità de' suòi occhi
654 Pre | que' di abitùdine. Nè i cìnici motti di alcuno, nè i lazzi
655 1, I | fra le braccia; una bimba cinquenne, cui il sole avèa dato il
656 1, V | quel punto, a uno spiano, cinto di audacìssimi abeti. Il
657 1, V | che gli pendèvano dalla cintura, ma si rattenne. Lento si
658 1, I | E lì - a sganasciare e a cioncare.~Abbuja.~Due ore dopo, leggero
659 1, VI | precipitàtasi a Mario, lo ha circonfuso di lei, gridando:~- Uccidètemi
660 1, II | Sana, ella sentìa la sanità circostante: tutto era gaudio per lei,
661 1, II | voi - (ciò, alla sospesa ciurmaglia) - obedireste a quel vile?...
662 1, II | le rispose la imàgine del clamor suo. E, trafelata, si lasciò
663 1, VI | l'ingenuo rossore, ma il clandestino addentellato dei vizi spargèvami
664 Fin | però, nel raggio visivo, le clàssiche forme di Mario.~Infine,
665 1, VI | tradizionale venerazione, al clàssico della impiccatura, aggiungendo
666 1, III| Un dì, Cecilia la Fulva e Clementina l'Allegra, della banda di
667 1, VI | Parche peggiori, Làchesi e Cloto, rimase Aronne. In una mano
668 1, I | del giorno nutriva la lor cocente rancura. Tacèvano e impallidìvano.~
669 1, II | chiamò una voce imperiosa.~La coda fronzuta del cane si mosse
670 1, I | di leghe alle spalle, i codardi!... Il mare è di tutti.
671 1, V | in sua vita, si sentiva codardo e non arrossiva, e ricordava
672 1, VI | impigliarla nella ragnaja di un còdice, e giùdici, fatti arcigni
673 1, III| rattenuti dall'opinione e dai còdici, sàziano in letterarie od
674 1, III| lentìssimi genitori e i coeredi fratelli, nè li tornando
675 1, VI | Ora, udite - diss'egli, cogliendo un istante di general mancafiato -
676 1, I | ricominciare la vita! -~Ma colèi, d'una voce ch'era soave
677 | colle
678 Fin | lentamente.~Il silenzio era colmo. La voce del capitano lo
679 1, I | cui il sole avèa dato il colore alle chiome, i gigli e le
680 Fin | speme alternàvano i loro colori. Ai gruppi si aggiungèvano
681 | coloro
682 1, VI | ad Erminio il Tedesco, un colosso dagli occhi e dai capelli
683 Fin | ecco quanto ci spetta. Una colpa non è cancellata finchè
684 1, VI | sconsolatamente. - Vi ha colpe senza perdono. Dietro di
685 1, III| notte, fuorchè una coscienza colpevole. Senza vento, il mare è
686 1, III| tratto, dalle case di Gualdo, colpi di schioppo, strilli di
687 1, III| seno fiori ch'ei non ha colto, o sul ciglio làgrime ch'
688 1, III| una capra, passata nelle colture degli inimici e sopragiunta
689 1, VI | Date ascolto. È meglio non comandare del non venire obediti.
690 1, VI | quanto, egli stesso, si ha comandato. Dio danni il fedìfrago
691 1, II | Cipolla un'occhiata, che comandava pazienza: pace - disse -
692 1, II | io, e tu donna; perchè io comando e tu devi obedire.~- Comandi? -
693 1, V | mi apprese, che folle è combàttere contro chi tiene dalla sua...
694 1, V | umana.~- Or vedi se il cielo combatteva per noi! - subentrò il Letterato
695 1, III| banda di Gualdo, cui era commesso di pascolare la mandra,
696 1, VI | quelle che con l'eguale commovimento sèntono una dichiarazione
697 1, VI | volta, dopo tanti anni, che comparissi da lui per chièder solo
698 1, IV | cèdere tosto ad un senso di compassione, di simpatìa, perfino di
699 1, VI | Raccagna, e il Lìbera-mè, compensati in tal guisa, con un poco
700 1, VI | non sua... -~- A morte! - compì Tecla la Nera, sfavillante
701 1, VI | e il medio la gola, e sì compiendo ribaldamente la frase -
702 1, III| impunemente bramerèbbero còmpiere; oh quanti, nel bujo imaginoso
703 1, II | la divisione incominciò e compissi con meno litigi di quanti
704 1, VI | incominciando dubbiosa a compitarci su un nome... Nè molto inoltrossi,
705 1, I | illuminazione parèa, quella notte, completa. E Forestina chiedèa:~-
706 Pre | Patria.~«Ed ora, èccovi completamente lìberi! lungi da quella
707 1, III| bontà. Infatti, conversioni complete (conversioni, intendiàmoci,
708 1, V | voglio èssere amico, non còmplice. -~Continuava la silente
709 1, III| veglia a tradirli.~E i còmplici suòi discèndon dal tùmolo,
710 1, II | cervello impaniato. E li trovò complottanti, intorno ad un fascio di
711 1, IV | il fisò, mentre gli si componèa nel capo il senso della
712 Int | la vita in una specie di comunismo. Infatti, le vettovaglie,
713 1, V | l'erta salita e la soma concede, senza guardare lei che
714 1, I | Gualdo, il quale ora poteva concèdersi il lusso dei rimorsi, incominciava
715 Pre | provveda lei, e vi fùron concesse, contro la fame, il cielo
716 1, VI | ricordare la legge? e il condannare? e il punire? - insinuò
717 1, VI | dal pranzo in ritardo, la condannàrono prodigalmente, e le manette
718 1, VI | polizzini coi sette nomi de' condannati furono tosto scritti. E
719 Pre | implacàbil Coscienza, vi condanniamo a ridiventare uòmini onesti.»~
720 1, V | labbra di lui riluttàvano di confessarla. E, infatti, gli ànimi non
721 1, III| fosse così galantuomo da confessarlo.~E poi, il Beccajo e la
722 1, II | uòmini generosamente il confidàtole seme:~ ~«O Madre, o Madre,
723 1, II | Lampo, e che, cinguettando confidenziuccie a degli invisìbili èsseri,
724 Fin | voce del leggitore. Tolti i confini, i due campi èrano fatti
725 1, I | non hanno se non nuovi conforti alla poesìa, frèmiti e onde,
726 1 (1)| uliginose". Corretto dopo confronto con l'edizione delle Opere,
727 1, I | avvampava il furiale liquore, confusi in amplessi ribaldi, urlando,
728 1, VI | avèan disfatte, si èran congiunti a rifarle. Èrano quelli
729 1, II | comune, che, negli arcani connubii col padre Sole, avèa ridato
730 1, I | al quale non li legava connubio nessuno di are e di tombe,
731 1, V | piegato a baciarla. Per tè, conobbi il sapor del mio pianto,
732 1, VI | fulva fanciulla, che già conosciamo. Stette Cecilia, dinanzi
733 1, II | Chiodra! Non vi fidate! Io lo conosco da lunga mano. Non vi fidate
734 1, II | sprofondando nella di lui consapèvole ànima diventò di rimpròvero,
735 Int | trova, che teme, più che non consiglia, l'offesa. All'emulazione
736 Pre | rammentàvan soltanto vergogne, consigliando vendette. Voi dicevate le
737 1, I | bestialità avèa riavuto il consueto dominio. Una colonna di
738 1, III| una parte e dall'altra, si consumàvan le nozze colla vèrgine terra
739 1, VI | ansia. - L'ira di Dio è contagio.~- Dio non è che perdono -
740 1, V | Vedi se noi risparmiò la contagiosa Sventura! - E, in poche
741 1, II | tenèndola a mano; ella, contàndogli intanto tutto sè stessa
742 1, VI | pudore. Nè osàvano pur di contarsi.~Poi, quando Aronne, dopo
743 1, VI | pestìferi baci appigionati e contati, tra gente, la quale, fuorchè
744 1, VI | ecco il fratello, che mi contende l'entrata, e mi dice - (
745 1, V | fanciulla un lamento, e disse: continua e mi hai morta.~- Una morte
746 1, V | ansia:~- E tu vuòi dunque continuarla?~- Per forza. La sicurezza
747 1, VI | piana. Nulladimeno, si volle continuata la lotterìa. E ad Àmos il
748 1, VI | che è l'irrisione - fate conto, o bambine, che i giovanotti
749 1, I | incominciava con la debolezza di un convalescente a sentire la gravità del
750 1, IV | echi delle sinuose opache convalli e gli aerei picchi dove
751 1, VI | un giorno. Arrivò, e il convegno ebbe luogo alle case del
752 1, III| paura nel volto e le labbra convulse: alto! - disse - non rivolgiamo
753 1, VI | apposta. - La qual sentenza fu coperta d'applàusi.~- Per cui accettata
754 1, III| Spesso la invade un senso di copioso bisogno, spesso rimansi
755 Fin | può contare le volte della coppa fraterna? Dalla Legge al
756 1, VI | Aronne, parlando alle otto coppie di sposi, che si schieràvano
757 1, VI | disperato il Nebbioso - io... Còpriti il volto, o fanciulla!...
758 1, II | Mendicante ladro, che non avevi coraggio di mètter la firma alle
759 1, II | accetta - Quà, baldracche, coraggiose sui letti!... Avanti, tu,
760 1, II | a tagliarle l'ombelicale cordone, che allaccia il neonato
761 1, VI | la Faraònide di Cherubino Cornienti. Movèa le spalle, come se
762 1, VI | il capo, come reggesse corona. Il viso di lei non impallidiva,
763 1 (1)| Nell'originale "uliginose". Corretto dopo confronto con l'edizione
764 1, V | Cresce il trepicchio, il corricorri degli inseguenti... I nemici
765 1, I | di sguardo.~Quantunque, corrotti il palato dal pimento dei
766 1, II | avrebbe potuto mascherar di corruccio il contento? Il babbo sciolse
767 1, I | la vita, essi della già corsa astiosi. E l'agonia del
768 1, VI | Balzài... Come in un sogno, corsi alla casa natia, implorài
769 1, IV | il bacio di Tecla era già corso ad attènderlo...~Fu il primo
770 1, VI | fedìfrago al cànape, ai corvi, alla perpetua oscurità! -~
771 1, IV | semplicìssimo fra tutte le cose, entràvagli in cuore per
772 1, VI | vizio e alla miseria, avèano cospirato a lor danno, peggio del
773 1, III| Forestina, come, vedendo costèi, non ricordare quello. Imaginate
774 Pre | del fiotto contro la lunga costiera, e in lor suonava gemendo.
775 | costoro
776 1, VI | Aronne.~Da tutti gli occhi costretta, con un sorriso intrigato,
777 Pre | l'ìsola in cui vi abbiamo costretti, fu scelta in una tèpida,
778 Fin | ogni vizio, virtù. Roma, covo prisco di ladri, diventò
779 Pre | vendette. Voi dicevate le leggi create contro di voi; e quì le
780 1, V | avvelenar, coi voti, il creato. Da tè gli entusiasmi, gli
781 1, V | fabbricarmi menzogne per crederle, vivevo in una eròica quiete,
782 1, V | l'aggrondatura dei tetti, credèvano fatte per loro. Intorno
783 1, II | Gualdo ritorse - come avessi creduto di fare del male!... Mendicante
784 1, V | stringèndosi al seno la bimba... Cresce il trepicchio, il corricorri
785 1, VI | interruppe il Nebbioso con sempre crescente emozione - pur perdonando,
786 1, VI | piantone, che pàjon quì nate e cresciute apposta. - La qual sentenza
787 Pre | voi, le sue dense foreste crèscono inùtili al mare. Era già
788 1, III| del cielo nuovi tetti di creta, mentre, dall'una parte
789 1, II | stolto. Tu che scannavi un cristiano per guadagnarti un grappino...
790 1, VI | foglio... un camposanto di croci.~Più non mancava che Mario.
791 1, II | stava, tant'alto, in ogni crocicchio, sotto quello del Rè. Chi
792 1, II | Ah, li avete stanati i crocifissi, vojaltri!... Gran segugi,
793 1, II | costoro che Gualdo il Beccajo, crollàndosi l'ùmida notte di dosso e
794 1, III| anni si sono aggiunti al cùmulo delle memorie. La ragazza
795 1, VI | pellùcida e rosea Olivetta Cuorbello; a Giorgio il Rampina, Càrmen
796 1, III| in palle - palle devote a cuori, non di lepre o di lupo.~ ~---~ ~
797 Pre | certezza, e dalla brama cupa, senza speranza, della vendetta.
798 1, II | unione, facciam, (ne è guida cupidigia pazza) fallaci mete a più
799 1, VI | pietra.~- Vedi! - diss'egli cupissimamente.~ ~---~ ~Albeggiava.~Si
800 1, IV | Il Beccajo die' un gèmito cupo, e si addentò il pugno,
801 1 (1)| l'edizione delle Opere, a cura di D. Isella, Milano, Adelphi
802 1, II | Rampina, un grassoccio dalla cute rosea e splendente, dalla
803 | D
804 1, VI | la mòbile plebe, che o dà tosto ragione al primo che
805 1, VI | premeditato, se non un getto di dadi?~- E così - ripigliò Aronne,
806 1, IV | ginocchi, piangendo: Gualdo! dammi in isposa tua figlia. Disperatamente
807 1, I | sentenza perfino che li dannava a irremeàbile bando, non
808 1, III| par sempre in sul punto di dar la scappata e cangiarsi
809 1, IV | scaglia di specchio, il suo dardo di sole. Ma invano su Gualdo
810 1, VI | cui, lombi torosi dovèano dare passata degli affanni di
811 1, III| e si pèrita, a volte a darle del tu, e, perfino, a toccarle
812 1, VI | abbastanza vicino... eppure! a darti la mano temevo, ma, se la
813 Pre | più ancora, pensando che - data la pena - quella di morte,
814 1, VI | tuttavìa, colùi che a mè dava una fàcile gioventù, e al
815 1, IV | c'è ragione perchè non ti debba...~- Mi ami... come? - interruppe
816 1, III| incombenti, viepiù soffocanti - dèbbano a un tratto inabissare con
817 1, I | rimorsi, incominciava con la debolezza di un convalescente a sentire
818 Fin | appariva, come, non tanto le dèboli voci della coscienza morale,
819 1, II | tregua, fu, innanzi tutto, deciso di mèttere insieme una specie
820 1, VI | foglio di carta i comuni decreti - venga ciascuno, e quì
821 1, VI | scomporsi, si volse e andò, degnàndosi quasi, a stènder la mano
822 1, II | non venne risposta: tutti degni di lui! - disse - Non vi
823 1, I | temente di offèndere il delicato orecchio di lei.~- E poi? -
824 1, V | Mai! - ruggì egli in pieno delirio. - Io lo ucciderò, quel
825 1, II | vendevi i tuòi baci per denaro e per schiaffi... Io pure
826 Pre | ìsola mai. Per voi, le sue dense foreste crèscono inùtili
827 1, II | gola zeppa di gioja, per il denso fogliame, e dei rivoletti,
828 | dentro
829 1, V | di colùi. - Guarda! - e depose lo schioppo - Son disarmato.
830 1, IV | avventuràvasi sola per la campagna deserta, pascolando col canto la
831 1, V | guardo, da lunge, gli azzurri deserti del mare; da presso, le
832 1, V | amore che mi facèa vilmente desiderare un'offesa per perdonarla,
833 1, V | fantasìa, la casa tanto desiderata - una casetta gentile, di
834 1, V | Sventura! - E, in poche e desolate espressioni, si fe' a raccontare,
835 | desse
836 1, V | violentìssimo sforzo, e... si desta.~E udì il risuono di un
837 Pre | In quella, era il loro destino.~E, infrenellando i marinAi
838 1, VI | di assenso e venticinque destre si alzàrono.~- E chi la
839 1, III| contro noi quelle armi, che dèvon servire per noi. Ciascuno
840 1, III| arrotondàvasi in palle - palle devote a cuori, non di lepre o
841 1, VI | impiccatura, aggiungendo con un diabolico riso: fareste torto, scartàndolo,
842 Pre | consigliando vendette. Voi dicevate le leggi create contro di
843 1, VI | commovimento sèntono una dichiarazione d'amore e l'annunzio della
844 1, II | mano. Era Mario un giòvane diciassettenne, pàllido, dai negri, lunghi
845 1, VI | c'è più fòrbice ed ago. Dico di quelli che tèngono figli.
846 1, VI | ucciso... - Dunque non c'è differenza tra il fare un fazzoletto
847 Pre | Una tranquilla emozione si diffondeva nella indulgente sua faccia.
848 Pre | dorso montuoso, findove, digradàndosi e incelestendo, sfumava
849 1, VI | taverna - ei riprese - si dileguava il paterno risparmio e l'
850 1, II | del mosto mio e del loro. Dillo tu, Nera, se mento! Ed io
851 Pre | una nave in ormeggio, per dilungàrsene, poi, con una scialuppa
852 1, II | Forestina la Bionda, si dilungava da' suòi compagni di anni
853 1, IV | ch'ei rispondesse ad una dimanda ancor non osata; ma, veduto,
854 1, II | E chi lo dice? - tornò a dimandare il Beccajo, strascicando
855 1, V | sventura?... che offrirgli? che dimandargli?... Gualdo, in certo qual
856 1, VI | bastava. Fondamenta e muraglie dimandàvano un tetto. Occorreva che
857 1, VI | padre. Ma inutilmente pagò. Diminuisce il pudore, aumentando il
858 1, III| fanciullo. Poi, sempre, si dipartiva da lei in un subbuglio di
859 Fin | parte, baci. Baci al reale diploma, baci alle mani di chi l'
860 1, IV | vestigia del piede. Poco dipòi, diventava la selva meno
861 1, V | sacrificio d'orgoglio.~Ed ecco, diradàndosi la pineta, sciorinàrglisi
862 1, IV | innocenza - e tra il fragore dei diroccianti spumanti torrenti, e gli
863 1, VI | la vita appariva in piena dirotta, solo durando, indomata,
864 1, II | abbracciàndolo stretto, e piangendo dirottamente.~Ma Lampo tese le orecchie,
865 1, IV | cammina, sempre in discesa per dirotti scaglioni, venne a trovarsi
866 1, II | diritto, stavolta, dovèa dirsi di Aronne.~- Avanti! - sbraitava
867 1, V | depose lo schioppo - Son disarmato. Piglia bene la mira. Puòi
868 1, III| tradirli.~E i còmplici suòi discèndon dal tùmolo, poi, sparpagliati,
869 1, IV | cammina e cammina, sempre in discesa per dirotti scaglioni, venne
870 1, VI | sorrideva con tàcito naso ai lor disconclusi propòsiti, ci diede fine,
871 1, III| alcuno tanto birbante da disconòscere il torto, benchè nessuno
872 1, VI | di quelle prime maledette discordie, altre... più ancor maledette. -~-
873 1, VI | chiese il Rampina.~La discussione si annuvolò, e, la passione
874 1, III| inevitàbile amica di ogni gentile, disdegnò la fanciulla. Soavemente
875 1, III| sfregiàtosi il volto, ha disertato ai nemici, ed ora, sulle
876 1, VI | Molti, che già le avèan disfatte, si èran congiunti a rifarle.
877 1, VI | un lusso di fantasìa da disgradarne le illustrazioni del Santo
878 1, VI | Mario, il qual si tenèa in disparte accavalciato ad un trave,
879 1, IV | dammi in isposa tua figlia. Disperatamente ardo. -~Il Beccajo arretrò
880 1, VI | un fare sbadato e di una dispettosìssima cera, venne al macigno che
881 1, VI | abbiamo più sesso, c'è da disporre di uòmini sette, e sei donne.
882 1, VI | morte!~Donde, si venne a disputare del modo. Ognuno avea il
883 1, VI | sacrificio di vita... ah che dissi! perdona... Non sacrificio;
884 1, I | non si giunge a capire, dissimulando le immensuràbili profondità
885 Pre | osato il lazzo, cercàvano dissimulàrselo. E giràvano, interrogante,
886 1, III| bipenne non èrano che armi dissimulate. E, intorno alle case, vedèvansi
887 1, IV | letizia, un orgoglio male dissimulato, ma quell'orgoglio che non
888 1, V | sonno non si dovesse più distaccare da lei. E corse, con la
889 Pre | tutti si rimbarcàrono e distaccaronsi dalla riva.~~ ~
890 Fin | Infine, la canòa di Aronne si distaccò dal fianco della fregata,
891 1, VI | Ambra l'Avvelenatrice distaccossi dal gruppo. Era una bruna
892 1, II | pennellate del giorno si distendèano per l'orizzonte, arancine
893 1, II | Vedi là! - e snudò, distendèndolo, un braccio in cui guizzàvano
894 1, V | Giuriàmolo - esclamò:~Distese l'altro la mano, incominciando:
895 Int | un orbìssimo abuso, parte distrutte da quella ferocia stolta,
896 1, IV | èrano le case nostre. Tutto distrutto... L'Allegra, scannata...
897 Fin | la innata provvidenziale disuguaglianza.~Dal qual racconto, nelle
898 1, III| reminiscenze confuse, i disusati veri - l'oro si divideva
899 1, II | di una voce che il lungo disuso avèa, per così dire arrugginita.~
900 1, VI | prodigalmente, e le manette le divènner monile, non ottenendo in
901 1, III| delle memorie. La ragazza è diventata fanciulla. Amore die' l'
902 1, VI | amarìssima, gli occhi mi diventàvan lucenti, màdido il viso,
903 1, VI | fine, osservando, che, se diverse le vie, la meta era poi
904 1, III| disusati veri - l'oro si divideva dal piombo - e Mario ritornava
905 1, III| compagni d'infanzia, che già dividèvano seco l'allegra spensieratezza,
906 1, III| amore?... Eppòi, troppo divisi dagli anni! troppo dalla
907 1, II | voce: non è ancor tutto diviso... - e accarezzarsi coll'
908 1, VI | ànimo mi si velava di una dolcezza amarìssima, gli occhi mi
909 1, II | mai stanco grembo, cessi i dolori, le vergogne oblìi, e noi
910 1, V | quindi per domandarla.~- E tu domàndala loro - fe' Gualdo.~Aronne
911 1, V | continuò:~- Io venni per domandare... pace... perdono. Ben
912 1, V | sperare una pace... quindi per domandarla.~- E tu domàndala loro -
913 1, II | stessa e tempestandolo di domande….…~Di cui, fra le molte:~-
914 Int | anno gira, e il terrìbil domani si cangia in un gratìssimo
915 1, II | gente affondata nel sonno e domata da quel bacco plebèo, che,
916 1, IV | affanni, che nè il sonno domava; sibbene, una calma perfetta,
917 1, I | avèa riavuto il consueto dominio. Una colonna di fuoco, accesa
918 1, I | patrie montagne, che già li donàvano di armi alla esistenza,
919 1, II | alterna il ferro, che tu donavi alle pacìfich'opre, e supplicate
920 1, VI | quel molleggio di anche, dondolò fino al berretto di Aronne,
921 1, V | purìssimo, il più prezioso dei doni, la libertà. E tu... tu
922 1, V | forzava a riguadagnare con doppia foga la titubata via, inorgoglièndolo
923 1, I | ginocchi una bimba che, a lui dormiente, gli si potèa sicura addormentar
924 1, V | Guardò la Nera e la bimba. Dormìvano placidamente. Tecla parèa
925 1, II | crollàndosi l'ùmida notte di dosso e sbadigliando e tergèndosi,
926 1, II | borsa, addìo ànima!...~- Non dottorare! - avvertì, minaccioso,
927 | dov'
928 Int | Infatti, le vettovaglie, che dovèan bastare a tutta un'annata,
929 1, VI | Cecilia, cui, lombi torosi dovèano dare passata degli affanni
930 1, III| di quella di allora, nel dovere scartare man mano le ribalde
931 1, V | temette che il sonno non si dovesse più distaccare da lei. E
932 1, V | preme, si rivolta e morde, dovrà, un uomo, lasciarsi impunemente
933 1, V | èsser pietoso, è delitto. Tu dovrài prima penare un ben altro
934 Pre | necessità dell'errore; quì ne dovrete accusare la volontà.~«Noi
935 Fin | Altìssimo il sole. Scintillava dovunque un aureo polverìo, e parèa
936 1, III| stellato, il velario.~Quanto al dramma, era pasticcio del Letterato.
937 1, I | ebanini di lei. E allor la druda, ratto sbassàndosi, e serràndogli,
938 1, II | sen stette, un istante, dubbioso ancor di sognare, temendo
939 1, IV | poi, tutti inselvàrono - duce il Nebbioso, cui non avèa
940 1, VI | appariva in piena dirotta, solo durando, indomata, la foja, avanzarsi,
941 1, VI | che si sentisse che poteva durare. E, d'ogni intorno, si bisbigliava
942 1, VI | tetto. Occorreva che la pace durasse, e che si sentisse che poteva
943 Fin | si tramutasse in follìa, duraturo entusiasmo.~E, quel dì,
944 1, II | sparviero, e dalla chioma ebanina prolissa; quel giòvane stesso,
945 1, I | azzurri suòi sguardi gli ebanini di lei. E allor la druda,
946 1, II | Alzò Forestina gli occhi ebbri di pianto e, nel freddo
947 Pre | stàvano, chi in piedi in una èbete immobilità, chi a terra
948 1, VI | saremmo trovati in pieno ebetismo.~Era insomma di quelle ragazze
949 1, II | eccitando il volere ad eccessi, avèali insieme, col tôrre
950 1, IV | essi, tutto. E respirando l'eccidio e bestemmiando orridezze,
951 1, II | quel bacco plebèo, che, eccitando il volere ad eccessi, avèali
952 1, V | limaccioso fondo dell'ànimo, eccitàndovi a galla un orgoglio luciferino,
953 1, VI | occhiata sorrasi, disse: èccoci tutti! - quel tutti, passò,
954 1, III| alla spiaggia, senti come echeggiare fioca la voce delle mirìadi
955 1, VI | dimandò Aronne.~- A morte! - echeggiàrono tutti.~- Ma, e chi potrà
956 1, I | sveglio co' suòi pensieri. Eclissata la luce degli occhi di Forestina,
957 1, V | pareti il suo visìbile eco. Guardò la Nera e la bimba.
958 1, VI | stopposi e delle lievìssime effervescenze. - E l'Oca, sempre con quel
959 Int | principii, incalcolàbili effetti. Il pròdigo suolo ha gareggiato
960 1, VI | suòi pallori e rossori, effetto di sentimento, ma di lune
961 1, I | suòi ovili ed il fienoso effluvio delle campagne, seduto alla
962 1, II | che il sangue socïal si effonda, come vuol Natura, imparzialmente
963 1, VI | molto inoltrossi, che le si effuse la guancia di felice rossore:
964 1, V | voluttà. Nel volto le stava effuso il contento; e le labbra
965 1, VI | dalle linee severamente egizie. Parèa la Faraònide di Cherubino
966 Fin | scesa nell'ànimo Nostro.~«Egri eravate; non vi spegnemmo;
967 Fin | sostituendo ad una forzata eguaglianza nella miseria, la innata
968 1, II | amore, tu, patria a tutti e eguagliatrice fine, nel tuo ci solvi non
969 1, VI | mùscoli; di quelle che con l'eguale commovimento sèntono una
970 1, VI | sangue impigrisse di maritale elefantìasi. Nel mezzo poi, da tutti
971 1, VI | che però, trattàndosi di elèggere un modo, a suo poco giudizio
972 1, VI | Ambra, regalmente incedendo, elesse, dalla berretta che presentàvale
973 1, VI | quello. Insieme al quale si elèssero poi quattro giùdici, che
974 Fin | essendo Gualdo ed Aronne gli eletti a tutelar quelle leggi,
975 1 (1)| 1995 [Nota per l'edizione elettronica Manuzio]~
976 1, VI | pace! - Gualdo esclamò, elevando la mano.~Si udì un mormorìo
977 Int | pane, ecco una fame di più elevati bisogni. Gènerano, gli strumenti,
978 1, IV | Lentamente il sopore si elevava da Tecla come un mollìssimo
979 1, III| dell'alma si potèssero, anch'elle, specchiare, non ci sarèbber
980 1, II | stesso: e lentamente, quasi a elùder lo squillo della catena,
981 Int | consiglia, l'offesa. All'emulazione nel male una è successa
982 1, VI | fratello, che mi contende l'entrata, e mi dice - (e quì il Nebbioso
983 1, IV | semplicìssimo fra tutte le cose, entràvagli in cuore per vie inattese;
984 | entro
985 1, II | devi obedire.~- Comandi? - entrò a chièdere Gualdo sardonicamente -
986 1, V | voti, il creato. Da tè gli entusiasmi, gli abbattimenti da tè.
987 1, II | Col leone! - gridò entusiasta la Nera, e gli gittò al
988 1, IV | domanda; poi:~- Odiarti... io? epperchè?... Io non odio nessuno.~-
989 Fin | una medèsima terra e di un equànime padre. Da ogni parte, baci.
990 1, II | Beccajo si guardò a lato. Èragli a lato la Nera, accovacciata
991 | Eran
992 | eravamo
993 | eravate
994 1, V | adagiò sopra un tàlamo d'erba, e a lato le si fe' ginocchioni,
995 1, II | riste' la ragazza, che sull'erboso siedette a inghirlandare
996 | ero
997 Fin | di ladri, diventò nido di eròi!... Siate Roma!~«Noi - obliando -
998 1, V | crederle, vivevo in una eròica quiete, in una divina apatìa;
999 1, II | altri, mentre, lontano, già errava un bagliore rossastro e
1000 1, V | Beccajo e fe' fuoco...~Ma errò.~Egli si vide perduto, lasciò
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