1995-borbo | borda-erro | error-incre | indec-offri | ogniq-rifos | rifra-stana | stanc-zuppa
grassetto = Testo principale
Parte, Capitolo grigio = Testo di commento
1001 Pre | Accusavate la necessità dell'errore; quì ne dovrete accusare
1002 1, V | mezzo correndo per quanto l'erta salita e la soma concede,
1003 1, VI | il fratello! -~Forestina esalò un gèmito lungo.~- E or
1004 1, III| Ma il Letterato, con l'esangue paura nel volto e le labbra
1005 1, VI | Beccajo, tosto abboccando all'esca del Letterato. - Sia fatta
1006 1, VI | capoccia! un capoccia! - esclamàrono tutti.~Il Letterato fe'
1007 1, IV | Ranza, avèano ululato due esecrazioni in tuon di spavento, e lo
1008 1, II | superbamente, e lo sguardo di lui esigeva l'applàuso. Umanità vanitosa,
1009 Pre | mutàndola in un eterno esilio, in mezzo alle solitùdini
1010 1, VI | E Mario il Nebbioso si esiliò dai compagni, pigliando
1011 1, VI | imbiancando; poi, con leggera esitanza, scelse un biglietto, che
1012 1, VI | ella fece.~Il Nebbioso esitò, commosso a tanta fiducia:
1013 Fin | trattenersi di offrirgli, con espansione, la destra.~Ma il Letterato
1014 1, IV | fucile di lui, e, cadendo, esplodeva. Gli altri, Làzaro il Guercio
1015 Fin | ridistendiamo la mano su voi.»~Un'esplosione di gioia nascose la voce
1016 1, IV | egli avuto il genio della espressione, le bibliche e le shakspeariane.~
1017 1, I | proferire quel nome, che esprime quanto non si giunge a capire,
1018 1, III| quando in quando, dalla fame espugnato; pur, questa volta, non
1019 | essendo
1020 1, III| silenzio di umiliazione, non essèndoci alcuno tanto birbante da
1021 1, II | confidenziuccie a degli invisìbili èsseri, e cinguettando sogni, finì
1022 1, V | bramava una casa... E l'èstasi sua, a poco a poco mutàndosi
1023 1, III| bisogno, spesso rimansi estàtica in una indefinita attesa.
1024 1, VI | càrcere.~D'ogni parte, visi estenuati dai non sazi bisogni e dalle
1025 1, III| fu che un lampeggio. Chè esterrefatto, il Nebbioso si nascondeva
1026 1, V | riconquisterò - aggiunse, e già l'estro omicida gli balenava nelle
1027 1, IV | al bambino, e lo tornava, esuberante di affetto, su Gualdo, mentre
1028 | Et
1029 1, IV | audaci rupi pendenti in eterna minaccia, che Gualdo e la
1030 1, VI | gli inni di tutti i poeti, eternatori la notte de' suòi capelli
1031 Pre | la scure, mutàndola in un eterno esilio, in mezzo alle solitùdini
1032 1, VI | ragione al primo che parla per evitar la fatica di udire il secondo,
1033 1, VI | Alle quali donne, io, per evitare le graffiature, propongo
1034 1, VI | fosse stato il delitto, si evitàvano, a muta, lo sguardo. Non
1035 | Ex
1036 1, I | ed aguzzini, scorgèvano i fabbri delle armille ingegnose
1037 1, V | senza il puerile bisogno di fabbricarmi menzogne per crederle, vivevo
1038 1, VI | sogghigni a sìmili nozze fabricate sul caso... Che è un matrimonio,
1039 1, II | vie all'industre unione, facciam, (ne è guida cupidigia pazza)
1040 1, II | trasalì. E sollevò la sua face sino al volto di lui, miràndolo
1041 | facea
1042 1, VI | sò che, quando apparivi, facèasi angusto al cuor rapidìssimo
1043 1, I | palpèbre socchiuse. Il quale, facèndosi innanzi: gente! che si stà
1044 1, V | assorbìssero la innocenza e si facèssero, nella gentilezza di lei,
1045 1, VI | burrascosa. Già le parole si facèvano grida, come le idèe si èrano
1046 1, II | rispetto alla roba degli altri, facèvansi, rispetto alla propria,
1047 1, II | rossastro e si mostràvano faci, che illuminàvano i visi
1048 1, II | prima, le si schiudèvano fàcili, ora parèa le si serràssero
1049 1, I | lividure, o i pensatori, Falàridi per filantropìa, di quelle
1050 Int | intercette le messi immature alla falce, e già intorpidiva la terra
1051 1, II | gli occhi lampeggiàvano le falci dei mietitori. E i mietitori
1052 1, I | il tempo stesse lor per fallire. Èrano laidità; èrano orrende
1053 1, III| stramàzzano.~Il colpo è fallito: bisogna fuggire.~E fùggono,
1054 1, VI | stenti, trovò scuse al mio fallo che io stesso trovar non
1055 1, VI | liquori attizzanti a più false passioni, tra pestìferi
1056 1, VI | taverne e pei chiassi, tra falsi liquori attizzanti a più
1057 1, I | pace, tolta da lui a tante famiglie - meritatìssima pace - e
1058 1, III| trionfante fischiò.~Giovinetti e fanciulle èran gli attori. Bellìssimo,
1059 1, I | pensiero tutta propria ai fanciulli, venne in suo ajuto. Il
1060 1, III| piombo - e Mario ritornava fanciullo. Poi, sempre, si dipartiva
1061 1, VI | il suo nome. E Rosario il Fanfirla l'abbracciò stretto stretto
1062 | fanno
1063 1, I | guardo solo dell'innocenza, fànnosi l'armi della malvagità,
1064 1, II | che le spesse ombre lor fantasiàvano innanzi; giù, saltando e
1065 1, III| letterarie od artìstiche fantasìe le infamie che impunemente
1066 1, V | aspetto, qual cui appare un fantasma. Piangèvano freddo sudore
1067 | farà
1068 1, VI | severamente egizie. Parèa la Faraònide di Cherubino Cornienti.
1069 | farci
1070 | farmi
1071 | farne
1072 1, I | èssere loro fratelli per fàrsene giùdici ed aguzzini, scorgèvano
1073 | farsi
1074 1, II | complottanti, intorno ad un fascio di carabine e a de' barili
1075 1, II | continuò a gonfie vele Aronne, fastoso di sua goffìssima astuzia,
1076 1, VI | astio che è l'irrisione - fate conto, o bambine, che i
1077 1, VI | secondo suo figlio. Ed ei faticava per noi, e si struggèa,
1078 1, III| quante riabbùjano insieme, fatiche e speranze!~ ~ ~ ~
1079 1, III| fu che al pensiero! Se le fattezze dell'alma si potèssero,
1080 Int | nuove arti: s'allarga la fattorìa, e piglia nome villaggio.~
1081 1, IV | Appariva, intanto, alle fauci della caverna la ritondella
1082 1, V | pietà. Smarrita la lingua, favellava coi gesti.~- Io non venni -
1083 1, III| del resto, pagato in tanto favore, salvava il loro; nè la
1084 1, III| E poi, il Beccajo e la fazione di lui - sette uòmini in
1085 1, VI | Forestina, piovendo nel feccioso suo ànimo, accrebbe in terrore;
1086 1, II | canto. Tu, spento sole, con feconda morte, ànima e forma a noi
1087 1, I | essi e i loro delitti una fedele ombra; nè più scorgèvano
1088 1, VI | comandato. Dio danni il fedìfrago al cànape, ai corvi, alla
1089 1, II | suòi compagni di anni e, oh felici! di giuoco, e s'internava
1090 1, VI | amante.~Ma intanto, l'urna di feltro era scossa di nuovo, e si
1091 1, VI | dunque di lìbera caccia, fèmine otto e trèdici maschi, benchè,
1092 1, I | una ridda, un tumulto di fèmmine e maschi, nelle cui vene
1093 1, IV | in fronte.~Ed ecco, due femminili forme venire correndo verso
1094 1, IV | ne' suòi tratti, quella fera inquietezza, quella rapina
1095 1, II | svegliossi. L'acuta brezza ferìvagli la somma pelle; l'ànimo,
1096 1, IV | che lo attendeva a pie' fermo, tinto del color di quell'
1097 1, II | si chinava a libarle, si fermò d'improvviso, con un: no -
1098 1, VI | Impicca! - sbraitàrono ferocemente i mariti. Ma solo i mariti.~-
1099 1 | PARTE PRIMA~ ~… Ex feròcibus unìversis sìnguli~metu suo,
1100 Pre | Risparmiata v'è dunque la prima ferocìssima guerra, nella quale perpetuamente
1101 1, III| agglomerava la guerra. Forse, que' ferocìssimi non l'avrèbber potuta sopportare
1102 Pre | siete rei di delitti, che le ferree leggi, dai vostri padri
1103 1, II | mentre il sole e il lavoro fervèa, mentre Gualdo, mietendo,
1104 1, III| usava, nella colonia, di festeggiarla con una generale allegrìa,
1105 1, III| carri formàrono il palco; festoni di spighe e frondi di abete
1106 Fin | altra, lucicanti di oro e festose del nazionale stendardo.~
1107 1, VI | spalle, come se sopra le fiammeggiasse una pòrpora; il capo, come
1108 1, I | castoni vuoti di gemma, lo fiancheggiava additando, e cavernoso facèa:
1109 1, VI | fuori e di dentro; tonda di fianchi, di sguardo, di ànimo. Quella
1110 1, III| e in mezzo al fumo, una fiara. I nemici son là: l'incendio
1111 1, IV | rimorso. Nè osava pur di fiatare. Più non sentiva che il
1112 1, V | trèmula voce nelle ìntime fibre di lui, e le tenne, finchè
1113 1, II | come la speme. Lampo, il fidìssimo cane, seguìvala. Andava,
1114 1, I | àure de' suòi ovili ed il fienoso effluvio delle campagne,
1115 1, VI | misèrrima libertà delle fiere. ~ ~ ~~
1116 1, VI | comune fu da esse respinto fierissimamente. Ben si sarèbbero, molte,
1117 1, IV | affetto, su Gualdo, mentre un fièvole suono, aleggiando dalla
1118 1, III| quelle voci vestite di penne, figlie d'arcobaleni e di echi di
1119 1, VI | spettata a un secondo suo figlio. Ed ei faticava per noi,
1120 1, II | intanto? Intanto che il figliuol di mia madre era onorato,
1121 1, II | rimpròveri in baci; in baci, la figliuola, le scuse.~Ma, dietro a
1122 Fin | indegnìssimi, ma per i nostri figliuoli, che non l'offèsero mai. -~
1123 1, II | avessi avuto dal traditore un figliuolo, vivrebbe ancora col padre.
1124 1, VI | Ma ecco due allampate figure, cui non mancava se non
1125 1, VI | panni che parèan piuttosto filaccie a mal nascoste ferite. Benchè
1126 1, I | pensatori, Falàridi per filantropìa, di quelle càrceri mute
1127 1, I | giallastro, e dagli occhi - due fili di luce - che apparìvano
1128 1, II | pugnalate. Con tutte voi, è fin troppo una pantòfola smessa.
1129 Fin | FINALE~ ~ ~ ~La patria~ ~Altìssimo
1130 Pre | seguèndone il dorso montuoso, findove, digradàndosi e incelestendo,
1131 1, I | tra gente cui non potèvano finger bontà o pretènderne, obbligati
1132 1, II | èsseri, e cinguettando sogni, finì a reclinare, accarezzata
1133 1, V | scorgendo che quèi non finiva di stralunare gli occhi
1134 Pre | quasi a punirle di avere finto un pensiero, e quelli che
1135 1, III| spiaggia, senti come echeggiare fioca la voce delle mirìadi delle
1136 1, II | nella solinga boscaglia, un fior dopo l'altro, come la speme.
1137 1, II | ciclàmini a margherite, e fioralisi a giunchiglie, si avvolse
1138 1, III| figlia stàvano in pieno fiore. Vedèndolo, non si poteva
1139 Fin | dal loro stesso russare e fiorita la tardiva saggezza, si
1140 1, II | La quale, lagrimando e fiottando: babbino mio! - facèa.~-
1141 Pre | intanto il risucchio del fiotto contro la lunga costiera,
1142 1, II | avevi coraggio di mètter la firma alle tue lìvide azioni e
1143 1, I | mare, che si fondèa nel firmamento spolverizzato di stelle:~-
1144 1, VI | perpetua oscurità! -~E Aronne firmò per il primo; indi passò
1145 1, VI | rintrono: due o tre palle, fischiando, schiacciàronsi contro le
1146 1, III| e, al Vizio trionfante fischiò.~Giovinetti e fanciulle
1147 1, V | Mario ammutì, indietreggiò, fisi gli occhi, stravolto l'aspetto,
1148 Fin | coscienza morale, quanto le fìsiche necessità, avèsseli spinti
1149 Fin | e un capitano di austera fisionomìa. E, secolui, scese Aronne,
1150 Fin | gente traeva alla spiaggia, fiso ogni sguardo alla rada e
1151 1, III| pensate se ad una voglia sì fissa ne poteva mancare! Un dì,
1152 1, VI | quando ogni sguardo si fisse in lui, quando ogni bocca
1153 1, V | senza pace; ed egli avèa fisso di aquistarsi la pace. Or,
1154 1, VI | s'èrano più riveduti. Si fissò un giorno. Arrivò, e il
1155 1, IV | l'ànimo del Beccajo era fitto, stipato, di maledizioni
1156 1, II | Gran segugi, voi, di fiutare la morte!... Bravi!... Date
1157 1, II | accarezzata dal sonno, la flava testina sul dorso paziente
1158 1, VI | sentisse, bevèa la voce di lei, flessuosa, come l'àrido suolo la pioggia.
1159 1, V | gli rimase a mezz'aria. Le floridìssime case del giorno prima, che
1160 1, V | Mario, le molli braccia fluenti.~Mario ne sobbalzò. Egli
1161 1, IV | seno pomoso, alitante, e il flùido braccio, posava un nuovo
1162 1, III| vigliaccherìa. Tutto al bene fluisce: dove non può la virtù,
1163 1, IV | sole. Ma invano su Gualdo fluiva a torrenti la gioconda luce;
1164 1, V | riguadagnare con doppia foga la titubata via, inorgoglièndolo
1165 1, III| quel tale pretesto, che foggia la stoffa del torto nel
1166 1, IV | che non gorgheggiasse, non foglia che non rifrangesse come
1167 1, VI | Lima, un mammamìa color foglia-morta, e (borbottando:) -... chi
1168 1, II | zeppa di gioja, per il denso fogliame, e dei rivoletti, che gorgogliando
1169 1, VI | solo durando, indomata, la foja, avanzarsi, stringendo rabbiosamente
1170 1, IV | il Beccajo rimasto come folgoreggiato: era caduto il fucile di
1171 1, V | altra pena, mi apprese, che folle è combàttere contro chi
1172 1, VI | la pace. Pur non bastava. Fondamenta e muraglie dimandàvano un
1173 1, I | all'altìssimo mare, che si fondèa nel firmamento spolverizzato
1174 1, V | sonno, e i suòi pensieri fondèndosi in sogni, ecco innalzàrsegli
1175 1, VI | paja fra esse, non c'è più fòrbice ed ago. Dico di quelli che
1176 1, II | nei verdi meandri della foresta, finchè venne a trovarsi
1177 1, III| alle aque, e nelle pareti, fori non aperti ai colombi. E,
1178 1, III| scelse il teatro. Trè carri formàrono il palco; festoni di spighe
1179 1, VI | delle donne, aumentato la formidàbile turba degli imbecilli e
1180 1, II | parecchi, ma èrano uòmini e forti. Avanti, tu, Serva! che
1181 1, VI | avèa, all'ingiro, argomenti fortìssimi; avèasi i luoghi, che non
1182 Fin | progresso, sostituendo ad una forzata eguaglianza nella miseria,
1183 1, V | s'impadroniva di lui, lo forzava a riguadagnare con doppia
1184 Pre | quanto bastasse a cibarvi le forze, finchè la non mai sorda
1185 1, V | i nemici che accòrrono. Fosforescenti cadavèriche faccie appàjono
1186 1, IV | silenzio si riadagiàvano nella fossa terrestre. Pura brillava
1187 Fin | nequizia all'ìlare probità, fòsser venuti a obedire norme nella
1188 1, III| intorno alle case, vedèvansi fossi e rifossi non aperti alle
1189 | fosti
1190 1, V | specchio del sonno. Ma la fragilità della bimba risovveniva
1191 1, V | pacìfiche spire, èrano mezzo franate: campi ed ortaglie serbàvano
1192 1, II | borri e riali, or per le frane e ora pel sdrucciolìo de'
1193 1, II | sordamente ululò. Si udiva un frascheggio e un pedìo.~- Lampo! - chiamò
1194 1, II | Io no. Io vi potrèi anche freddare, ma intrappolarvi, giuraddìo!
1195 1, III| Giuseppe la baciò con la bocca.~Fremette Mario. Quel bacio gli era
1196 1, I | nuovi conforti alla poesìa, frèmiti e onde, i quali, in chi
1197 1, I | Una notte serena. Qual frèmito di voluttà, quale onda d'
1198 1, I | incorruttìbili dell'altrùi volontà, i freni alla pigiata lor rabbia,
1199 Fin | cui riverenza era dèbole freno. Discèsero marinài, discèsero
1200 1, IV | diventava la selva meno frequente di travi e cessava: cessava
1201 1, VI | E chi ruba?... e chi froda?... e chi strugge?...~-
1202 1, IV | parèa addobbato a festa; non fronda che non gorgheggiasse, non
1203 Fin | lido, sotto un'ombrella di fronde, e in veduta alla nave pavesata
1204 1, III| palco; festoni di spighe e frondi di abete l'addobbo; fu la
1205 1, II | colà, piantoni, ramoruti e frondosi, rovìnano sotto la scure,
1206 1, II | Gualdo tuonò, le vene frontali gonfiate - Indietro a me?
1207 1, VI | della terra e coi diademi le fronti, avrebbe usurpato gli inni
1208 1, II | voce imperiosa.~La coda fronzuta del cane si mosse amichevolmente;
1209 1, V | vivevo, legge a mè stesso, fruendo, indiviso e purìssimo, il
1210 1, III| dono per lei... Èrano, o frutta dagli ingenui gusti o gagliardi
1211 1, III| gruppo di gente appoggiata ai fucili. È alle case di Aronne che
1212 1 | sìnguli~metu suo, obedientes fuere.~Titus Livius~ ~ ~
1213 1, V | e si volse, cercando la fuga.~- Ferma! - vociò terribilmente
1214 1, V | come una belva cacciata, fugge, stringèndosi al seno la
1215 1, III| mandra, tornàrono, quasi fuggenti, prima dell'ora, alle case,
1216 1, V | speranza e il sospetto, fuggèvoli occhiate, portò machinalmente
1217 1, VI | turbatìssimo il capo) - fuggi! sei maledetto. -~Angelicamente
1218 1, IV | L'Allegra, scannata... Fuggiamo!... salviàmoci alla vittoria -~
1219 1, II | intanto, si ripigliàvano i fuggiti buòi dal tintinnante sonaglio
1220 Pre | il fine temuto, or che fuggiva, diventava un desìo. Ma
1221 1, II | stessi ch'egli tingèa, tu fuggivi chi ti fuggìa, arso di rabbia
1222 1, III| improvvise, che imitàvan le fughe?~Or venne un dì, che il
1223 1, V | teda, ripercotendo sulle fuliginose1 pareti il suo visìbile
1224 1, IV | nero, sparsa di calcinacci fuliginosi e di scheggie carbonizzate.~
1225 1, I | una cassa, e lampeggiando fùlmini neri da' suòi occhi aquilini,
1226 1, V | aspetta. - Tolse di terra un fumaccio, segnò con esso un crocione
1227 | fummo
1228 1, VI | in gabbia, e questi due funerali, e noi sei che non abbiamo
1229 1, IV | rialto, sul quale, quasi funereo lenzuolo, era stesa una
1230 1, VI | e un piatto di sospetti funghi bastò a impigliarla nella
1231 1, II | Arciduchessa! maestra d'aborti, che furavi alla vita chi non era ancor
1232 1, VI | perdetti: non ero ancor tanto furfante da vìncere ai bari. E, tuttavìa,
1233 1, I | nelle cui vene avvampava il furiale liquore, confusi in amplessi
1234 Pre | preghiere e provveda lei, e vi fùron concesse, contro la fame,
1235 | furono
1236 Fin | toccheggiar di bicchieri - tra il furor degli applàusi e il cannoneggiamento
1237 1, II | sangue lava lo schifo dal furto. Tu non avesti mai tanto
1238 1, VI | due ànime innamorate si fùsero in un lunghìssimo bacio.~-
1239 1, VI | la soja e la sfida, i lor futuri sposini, i quali, dai Nebbioso
1240 1, VI | da parte i quattro già in gabbia, e questi due funerali,
1241 1, VI | ribadì il Letterato - e Gabiola il Lìbera-mè e Saverio l'
1242 1, V | la vittoria fu nostra... Gabiòla intoppò nel suo laccio...
1243 1, III| frutta dagli ingenui gusti o gagliardi fiori olezzanti il perìcolo;
1244 1, VI | tenaglie e d'altre sìmili galanterìe, si palleggiàvano senza
1245 1, III| benchè nessuno ci fosse così galantuomo da confessarlo.~E poi, il
1246 1, V | dell'ànimo, eccitàndovi a galla un orgoglio luciferino,
1247 1, IV | seguìte da un grosso cane al galoppo. Era Tecla, la prima.~-
1248 Int | effetti. Il pròdigo suolo ha gareggiato coi desiderii e li ha vinti.
1249 1, I | questa, insieme alle gonne, i garretti, e volgendo un rùvido viso
1250 1, VI | nome e un oltraggio sulle gazzette. - E Ambra, regalmente incedendo,
1251 1, II | ancor nato... Anch'io ne ho gelati, e parecchi, ma èrano uòmini
1252 1, III| sentèndone l'ombra sul dorso gelato.~Ma, purtroppo! i nemici
1253 1, VI | scendèa nelle ime midolle e gelava.~Era di quelle donne di
1254 1, IV | col dorso della mano il gèlido orrore che trasudàvagli
1255 1, III| sguardi quel giovinetto; la gelosìa dei dòdici Giacobiti non
1256 1, I | sembràvan castoni vuoti di gemma, lo fiancheggiava additando,
1257 1, III| olezzanti il perìcolo; èrano gemme strappate alla inonora oscurità
1258 1, VI | cogliendo un istante di general mancafiato - udite mè. Siamo
1259 1, III| di festeggiarla con una generale allegrìa, e, quell'anno,
1260 Int | di più elevati bisogni. Gènerano, gli strumenti, nuovi strumenti;
1261 1, II | avèa ridato agli uòmini generosamente il confidàtole seme:~ ~«
1262 1, V | infatti, gli ànimi non generosi stìmano vile piegarsi alla
1263 1, IV | scolorirne, avesse egli avuto il genio della espressione, le bibliche
1264 1, V | innocenza e si facèssero, nella gentilezza di lei, viepiù carezzèvoli
1265 1, I | il mento selvoso fra le gentili manine, e lo affollò di
1266 1, V | la lingua, favellava coi gesti.~- Io non venni - Gualdo
1267 1, III| ucciso.~Il Nebbioso fe' un gesto di raccapriccio, e additando
1268 1, III| o belve zannute, ch'egli gettava a' piedi di lei, tinte del
1269 1, VI | quanto premeditato, se non un getto di dadi?~- E così - ripigliò
1270 1, IV | intendeva neppure, gli si gettò, di colpo, ai ginocchi,
1271 1, I | della malvagità, vetro e ghiaccio. E Gualdo non potè che tacere.~
1272 1, II | vizio!~Senonchè, Aronne, ghignando:~- Vera ricetta, la tua,
1273 1, I | magro e lungo di uno, dal ghigno nudo di peli e giallastro,
1274 1, III| di sospetto e lo sguardo, ghiotto di strage, alla volta del
1275 1, VI | Ebbene - fe' Aronne - giacchè la volete una legge, propongo
1276 1, IV | susurràndogli: guarda... -~Colà giacèa la Nera. Benchè illuminata
1277 1, III| lor più malvagi appetiti, giacendo insieme alla madre maritalmente,
1278 1, IV | a ginocchi presso della giacente, e lievissimamente toccò
1279 1, III| giovinetto; la gelosìa dei dòdici Giacobiti non sommava alla sua.~Ma
1280 1, I | dal ghigno nudo di peli e giallastro, e dagli occhi - due fili
1281 1, III| stette, che fùrono visti a gialleggiare sull'azzurro del cielo nuovi
1282 1, V | loro. Intorno intorno, un giardino, allegra tavolozza di fiori,
1283 1, V | spargenti ombra e paura e giganteschi assurgenti a nùvoli bui,
1284 1, I | il colore alle chiome, i gigli e le rose alle guancie,
1285 1, VI | stesso - col gòmito sul ginocchio e sulla palma la guancia,
1286 1, V | erba, e a lato le si fe' ginocchioni, sentèndosi sciorre la rabbia
1287 1, VI | tentatore di carte. Ed io giocài... e perdetti: non ero ancor
1288 1, VI | propongo d'invocare la Sorte, giocando al lotto il marito. -~Un
1289 1, IV | Gualdo fluiva a torrenti la gioconda luce; invano la tìmida àura
1290 Fin | su voi.»~Un'esplosione di gioia nascose la voce del leggitore.
1291 1, III| pani sul capo, e cantava, giojosa, di gioja. E camminava nel
1292 1, III| dove non può la virtù, giova il vizio.~E, allora, ebbe
1293 Fin | narrata dai vecchi e tanto dai giòvani udita, la già invisa patria,
1294 1, VI | conto, o bambine, che i giovanotti la pènsano giusto così.
1295 1, VI | eruppe in trionfo un giovanotto rossigno, travedendo il
1296 1, I | Fuggirono spaventati i giovenchi, fuggirono gli agnelli.
1297 1, VI | che a mè dava una fàcile gioventù, e al quale io, in compenso,
1298 1, III| Vizio trionfante fischiò.~Giovinetti e fanciulle èran gli attori.
1299 1, III| attossicar con gli sguardi quel giovinetto; la gelosìa dei dòdici Giacobiti
1300 Int | altèrnano senza riposo.~E l'anno gira, e il terrìbil domani si
1301 1, II | Quando svegliossi, la terra, giràndosi a oriente, già tralasciàvasi
1302 1, I | ballonzolanti le si vedèvano in giro; una ridda, un tumulto di
1303 1, VI | colà prese la penna, che girò fra le dita, alcuni momenti,
1304 1, I | fuggire i nemici, han bel gittarsi migliaja di leghe alle spalle,
1305 1, V | il Letterato di botto, e gittossi a ginocchi, implorando pietà.
1306 Fin | trasmesso, suscitàvasi dietro un giubilante rumore.~E, allora, accompagnato
1307 1, I | trabocchetti mille di un giùdice non avrèbbero pure sorraso,
1308 1, VI | elèggere un modo, a suo poco giudizio ei propendeva, per una certa
1309 1, VI | accomoderèbbero i vecchi, a voi? - Giuliana la Maga e Ortensia l'Arciduchessa
1310 1, II | margherite, e fioralisi a giunchiglie, si avvolse e riavvolse
1311 1, V | che la fanciulla era gelo.~Giungèa egli, in quel punto, a uno
1312 1, V | labreggiò la smarrita, giungendo palma con palma.~- Mai! -
1313 Fin | nella legge non scritte, per giùngere fino - rieducatosi il cuore -
1314 1, VI | specialmente respinto da Tecla, che giunse perfino a toccare del malo
1315 1, I | Finchè le scialuppe non giùnsero al bastimento, finchè il
1316 1, V | giustizia non sarèbber mai giunti, a innestarmi il rimorso,
1317 1, II | freddare, ma intrappolarvi, giuraddìo! mai. -~E Gualdo taque,
1318 1, III| sostò. Le sue superbie, i giuramenti, i puntigli, gli ritornàvano
1319 1, V | disse, scoprèndosi il capo.~Giuràrono. - Era la prima volta, che
1320 1, II | gli occhietti umidicci ai giurati, nè ho chiesto perdono...
1321 1, V | perdono. Ben sai; avèo giurato di miètermi il pane sulla
1322 1, III| stupore di tutti e l'applàuso, giurava obedienza alla legge, e
1323 1, VI | venga ciascuno, e quì giuri obedienza a quanto, egli
1324 1, VI | ancor maledette. -~- Noi giuriamo la pace! - Gualdo esclamò,
1325 1, V | la mano, incominciando: giuro...~Ma Gualdo gliela rattenne,
1326 1, II | imparzialmente per sue giuste membra; dell'ossa tue, schermo
1327 1, VI | i giovanotti la pènsano giusto così. Quindi - seguitò egli -
1328 1, V | casetta gentile, di cui, glìcini e rose le pareti, rondinelle
1329 | gliela
1330 1, V | mièi!... morte a quella gloria di chiome, che mi allacciò,
1331 1, I | comuni, narrando loro le glorie e le onte di un'ùnica storia;
1332 1, II | potendo della virtù, ti glorii del vizio!~Senonchè, Aronne,
1333 Int | quella ferocia stolta, che gode, men del proprio gustare,
1334 Int | gustare, che dell'altrùi non godere. E, intanto, la spada avèa
1335 1, II | era gaudio per lei, perchè godeva al didentro.~E così, pie'
1336 1, II | vele Aronne, fastoso di sua goffìssima astuzia, ch'ei reputava
1337 1, VI | chiuso in sè stesso - col gòmito sul ginocchio e sulla palma
1338 1, II | tuonò, le vene frontali gonfiate - Indietro a me? Cane! -
1339 1, II | Beccajo.~- Ed io - continuò a gonfie vele Aronne, fastoso di
1340 1, IV | festa; non fronda che non gorgheggiasse, non foglia che non rifrangesse
1341 1, II | fogliame, e dei rivoletti, che gorgogliando lucicàvano in giù. Sana,
1342 Fin | la colonia ebbe statuti e governo e il titolo di Felice, essendo
1343 1, VI | un riottosìssimo ingegno, gozzovigliava, impaludato nei vizi, per
1344 1, II | schioppo.~- Indietro! - gracchiò Antonio il Cipolla un mozzicone
1345 Pre | primo, giòvane d'anni e di grado, offrì la mano al secondo
1346 1, VI | donne, io, per evitare le graffiature, propongo d'invocare la
1347 1, VI | cui non mancava se non la granata per èssere streghe, ecco
1348 1, V | fanciulla avèa riacceso i grand'occhi, e con un filo di voce,
1349 1, I | sussulto - havvi una terra... grande...~- Al pari di questa?~-
1350 1, V | serbàvano i segni della gràndine umana.~- Or vedi se il cielo
1351 1, I | riempie la pannocchia di grano e la mammella di latte;
1352 1, II | cristiano per guadagnarti un grappino... Poh!~- Ma almanco scannavo.
1353 1, II | Giorgio il Rampina, un grassoccio dalla cute rosea e splendente,
1354 1, VI | venire ad Aronne quella grassotta e fulva fanciulla, che già
1355 Fin | al cielo uno sguardo di gratìssima prece, e già trasparèndogli
1356 Int | terrìbil domani si cangia in un gratìssimo jeri. E, all'anno, altri
1357 1, III| che non questi, quello; gratitùdine anzi, a nostra stessa insaputa,
1358 1, VI | altro, non era mai stato gratuitamente malvagio, e che or sorrideva
1359 Pre | due officiali incedèttero gravi. A un segno del luogotenente,
1360 1, I | convalescente a sentire la gravità del morbo scampato. Oh avess'
1361 Pre | Legge, offendendo ora la Grazia, fareste, Noi, offensori
1362 1, III| spartizione seconda del greggie e della vettovaglia, e l'
1363 1, I | dopo, leggero il barile, greve la pancia. Dal cibo, la
1364 1, IV | mesi, sempre accoccato il grilletto e il cuore in allarme. Era,
1365 1, VI | stringendo rabbiosamente le grinfe, e con due bocche spigionate
1366 1, II | nessuno, io: mi si pigliò, grondante del mosto mio e del loro.
1367 1, III| apparir Forestina. Reggèa due grossi pani sul capo, e cantava,
1368 1, III| giorno per lui, il giorno di guadagnarsi la esistenza dal suolo,
1369 1, II | scannavi un cristiano per guadagnarti un grappino... Poh!~- Ma
1370 1, III| terreni che mano mano lor guadagnava il lavoro, scorrèa l'àvido
1371 1, I | i gigli e le rose alle guancie, e alla pupilla il cielo.~
1372 1, II | mai stesa la mano che in guanti...~- Ma paurosamente, l'
1373 1, VI | dall'aureo sole, stètter guardando, tra la soja e la sfida,
1374 1, II | si levò su di un braccio guardàndosi attorno.~Il cielo si rischiarava.
1375 1, V | e la soma concede, senza guardare lei che più non lo guarda.~
1376 Fin | seguire, co' suòi, i lor guardi, sempre incontrando però,
1377 Fin | solo si manteneva in una guardinga impassibilità, ma già tesseva
1378 Fin | eravate; non vi spegnemmo; guariste. Da ogni vizio, virtù. Roma,
1379 1, VI | si alzàrono.~- E chi la guastasse, la pace? - dimandò Aronne.~-
1380 1, VI | potrà dire: or la pace è guastata? - ridomandò Aronne con
1381 1, II | industre unione, facciam, (ne è guida cupidigia pazza) fallaci
1382 Fin | in omaggio a lei sola - guidando poi la travagliosa nequizia
1383 Int | Come il malèssere avèa guidato all'unione, addusse l'unione
1384 1, VI | Lìbera-mè, compensati in tal guisa, con un poco di fumo, dell'
1385 1, II | distendèndolo, un braccio in cui guizzàvano mùscoli, che gli avrèbber
1386 1, III| steccato.~Un filo di luce guizzò... Orrore!... Il Dragone
1387 1, III| alla reggia; ed ora egli gusta la soave vendetta di sentirsi
1388 Int | che gode, men del proprio gustare, che dell'altrùi non godere.
1389 1, I | benchè ignaro del male, gustava il bene, egli fu astretto
1390 1, III| o frutta dagli ingenui gusti o gagliardi fiori olezzanti
1391 1, VI | continuò, senza rimorso nè gusto, a far quanto la sozza interceditrice
1392 1, I | con un lieve sussulto - havvi una terra... grande...~-
1393 Pre | e per la dubbiosa morale identità, e pensando, che - dato
1394 1, I | rammentàvano, ora, che il carìssimo idioma. E, inoltre, si sentìvano
1395 1, I | succose carnine, che, benchè ignaro del male, gustava il bene,
1396 1, VI | accoppare. Troppo mi sento ignorante... di una ignoranza a cui
1397 1, VI | tua vèrgine mente potesse ignorare pur i peccati non suòi)
1398 1, I | mezzo di una natura di cui ignoràvan la lingua, dove il sole
1399 Pre | interrogante, lo sguardo, ora alla ignota terra, seguèndone il dorso
1400 1, I | immensuràbili profondità dell'ignoto; quel sì còmodo nome, ch'
1401 Fin | travagliosa nequizia all'ìlare probità, fòsser venuti a
1402 1, III| bugia, vero? - aggiunse, illuminàndosele il volto di una lieta certezza.~
1403 1, IV | Colà giacèa la Nera. Benchè illuminata da un resinoso chiarore,
1404 1, VI | lato, dove, in bel gruppo, illuminate dall'aureo sole, stètter
1405 1, II | si mostràvano faci, che illuminàvano i visi di Aronne, di Erminio,
1406 1, I | infinito seno dei cieli, dove l'illuminazione parèa, quella notte, completa.
1407 1, VI | fantasìa da disgradarne le illustrazioni del Santo Offizio più scelleratamente
1408 1, III| verso le loro trincèe, già imaginando nel trèpido orecchio il
1409 1, III| còmpiere; oh quanti, nel bujo imaginoso della notte, sciolti da
1410 1, IV | nerborute braccia afferrata, imbavagliata la bocca, rapita.~ ~ ~ ~
1411 1, VI | formidàbile turba degli imbecilli e attaccato bottoni saldìssimi:
1412 1, I | riflessione barbuta a fronte la imberbe spontaneità? e le mirìadi
1413 1, VI | sorte sua, arrossendo e imbiancando; poi, con leggera esitanza,
1414 1, II | del Rè. Chi lo leggeva, imbiancava...~- Bravo, ma e intanto?
1415 Pre | delle impassìbili guardie, imbracciate lo schioppo, le cui bajonette,
1416 1, VI | rapidìssimo il seno, e m'imbragiava la gota, e per tè solo il
1417 1, II | inzuccherato di adulazione... V'imbroglierà tutti quanti. Io no. Io
1418 1, VI | imperioso scendèa nelle ime midolle e gelava.~Era di
1419 1, III| partenze improvvise, che imitàvan le fughe?~Or venne un dì,
1420 Int | avèa intercette le messi immature alla falce, e già intorpidiva
1421 1, VI | notte... oh la notte! notte immensa... infinita! - E ora - ella
1422 1, I | capire, dissimulando le immensuràbili profondità dell'ignoto;
1423 1, III| la mano. E se imparadisa, immergendo lo sguardo nell'aurèola
1424 1, III| sulle porte di quelli, immersi nella fiducia e nel sonno,
1425 1, II | arancine e porpuree. Nell'immòbile mare, non più bastimento;
1426 1, III| suo, e, benchè morte, odio immortale spiranti.~Senonchè, un giorno,
1427 1, VI | altro lato, tanto quanto impacciati, tanto quanto ingoffiti,
1428 1, V | la pietà degli altri, s'impadroniva di lui, lo forzava a riguadagnare
1429 Fin | a chi, ùltimo accorso, impallidendo ristava, era detto, come
1430 1, I | meritatìssima pace - e a impallidir per la sua, che non meritava.
1431 1, VI | corona. Il viso di lei non impallidiva, non arrossiva mai; lo sguardo
1432 1, I | cocente rancura. Tacèvano e impallidìvano.~Quand'ecco, si udì lo stampo
1433 1, VI | ingegno, gozzovigliava, impaludato nei vizi, per le taverne
1434 1, II | passo avvolto e col cervello impaniato. E li trovò complottanti,
1435 1, III| a toccarle la mano. E se imparadisa, immergendo lo sguardo nell'
1436 1, II | effonda, come vuol Natura, imparzialmente per sue giuste membra; dell'
1437 Pre | ora alla cerchia delle impassìbili guardie, imbracciate lo
1438 Fin | manteneva in una guardinga impassibilità, ma già tesseva i lacci
1439 1, I | a chi primo, e a vicenda impedèndosi. E parlàvano tutti a una
1440 1, II | nomi; noi, solo uniti ad impedir, che il sangue socïal si
1441 1, II | insieme, col tôrre il potere, impediti; in lontananza poi, sei
1442 1, II | Lampo! - chiamò una voce imperiosa.~La coda fronzuta del cane
1443 1, V | càndido volto di Forestina imperlasse ognor più, abbandonata,
1444 1, IV | L'ànimo del malvagio è impervio all'alfabeto di Dio: l'ànimo
1445 1, VI | Abbracciò Tecla il Beccajo e impetuosa baciàndolo: io sono tutta
1446 1, VI | scavalca l'altrùi... -~- Impicca! - sbraitàrono ferocemente
1447 1, VI | venerazione, al clàssico della impiccatura, aggiungendo con un diabolico
1448 1, VI | mòversi pure, rispose: io impicci non voglio. -~Tentò parlare
1449 1, VI | sospetti funghi bastò a impigliarla nella ragnaja di un còdice,
1450 1, VI | come se già il lor sangue impigrisse di maritale elefantìasi.
1451 Pre | e, abbandonàndovi alla implacàbil Coscienza, vi condanniamo
1452 1, VI | corsi alla casa natia, implorài di vederlo. Era la prima
1453 1, V | e gittossi a ginocchi, implorando pietà. Smarrita la lingua,
1454 1, III| soave vendetta di sentirsi implorare la vita da quelli stessi,
1455 1, II | tutto non è più quello? che importa la memoria in altrùi agli
1456 1, VI | incresciosa andatura avèale imposto il soprannome di Oca. Non
1457 1, IV | scagliata ai nemici un'ùltima imprecazione; poi, tutti inselvàrono -
1458 1, V | arrivando, riuscire al suo cuore impreparato dalla sventura?... che offrirgli?
1459 1, I | capo dal mozzo crine, v'impresse un bacio schioccante, dicendo:
1460 1, I | sentìvansi da quelle leggi improtetti, che, pur ingiuriando, usavano
1461 1, IV | promessa…~Il Nebbioso si alzò, improvvisamente torvo:~- Me la dai? - chiese
1462 1, III| occhiate? e quelle partenze improvvise, che imitàvan le fughe?~
1463 1, IV | case, ancora salde, ancora impunite... Ma e che!... peggio loro
1464 1, III| soffocanti - dèbbano a un tratto inabissare con noi nel vacuo infinito.
1465 1, V | pupille, avrebbe voluto inabissarsi tutto. Ma, cessata la voce,
1466 Pre | diventava un desìo. Ma i più, inabituati a capire, non capìvano nulla.~
1467 1, I | onde, i quali, in chi naque inaccessìbile al sentimento, non sveglierànnosi
1468 1, IV | il pugno, insultando all'inarrivàbile Dio. Tutto avèa egli perduto;
1469 1, V | diede uno scatto come a cosa inattesa.~Nè il Letterato parve meno
1470 1, IV | entràvagli in cuore per vie inattese; quanto trent'anni di Forza
1471 Int | aggiùngono. Da lievi principii, incalcolàbili effetti. Il pròdigo suolo
1472 1, I | vecchio, plumbeo di faccia e incalottato di nero, con la barba biancastra
1473 1, V | fatta. Senonchè, gli sguardi incalzanti di Gualdo non gli lasciàvano
1474 1, III| Impòrpora il cielo, solcato da incandescenti carboni; è un istante; poi,
1475 1, I | si applaudì nuovamente.~L'incanto era rotto. Da ogni parte,
1476 1, VI | gazzette. - E Ambra, regalmente incedendo, elesse, dalla berretta
1477 Pre | pupille.~I due officiali incedèttero gravi. A un segno del luogotenente,
1478 Pre | findove, digradàndosi e incelestendo, sfumava nell'orizzonte,
1479 1, V | ingannare; tutta, o sole che m'incendiasti! assassina della mia pace! -~
1480 1, VI | il qual prevedeva nella incertezza della Famiglia, quella perpetua
1481 1, IV | due occhi di brama, e l'inchiesta:~- Mi odii tu? -~Gualdo,
1482 1, VI | di Aronne, dove, fatto un inchino e sortito una scheda, stette
1483 1, VI | le braccia aperte!~- Ma inchiodate - ribattè Mario sconsolatamente. -
1484 1, III| inquieto, è nero come l'inchiostro. Nel lamentoso suo ruotolarsi
1485 1, VI | penna al Beccajo, che v'inchiostrò uno stentato crocione, poi
1486 1, IV | raggiungèndola in quella, parve inciampare, e cadde sbattendo i denti.~-
1487 1, III| non sommava alla sua.~Ma l'incolpèvol Giuseppe ha trapassato,
1488 1, III| selve, monti, cielo - viepiù incombenti, viepiù soffocanti - dèbbano
1489 Int | mutua paura, a mantenersi incomincia di mutuo amore.~ ~ ~ ~~
1490 1, I | concèdersi il lusso dei rimorsi, incominciava con la debolezza di un convalescente
1491 1, II | divisione! - E la divisione incominciò e compissi con meno litigi
1492 1, VI | non si sarebbe, certo, incomodata ad uscirne; avrebbe, come
1493 1, II | offrìvano all'una, che Mario inconsciamente avèa steso. Il melancònico
1494 1, VI | palma la guancia, come se inconscio di quanto gli succedeva
1495 Fin | mentre la non mai zitta incontentabilità nutrìa il progresso, sostituendo
1496 Fin | suòi, i lor guardi, sempre incontrando però, nel raggio visivo,
1497 1, III| di lui aveano in quella incontrato una fonte, e nella fonte,
1498 Pre | forse eravamo di questa) o l'incontrollàbil passione; e, più ancora,
1499 1, I | mare a nuovi polsi, i servi incorruttìbili dell'altrùi volontà, i freni
1500 1, VI | tàlamo della polenta. La sua incresciosa andatura avèale imposto
1501 1, V | carezzèvoli e miti, quasi tementi incresparle, pur con un rùvido sguardo,
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