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Carlo Dossi
La colonia felice: utopia lirica

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1995-borbo | borda-erro | error-incre | indec-offri | ogniq-rifos | rifra-stana | stanc-zuppa

                                                      grassetto = Testo principale
     Parte, Capitolo                                  grigio = Testo di commento
1502 1, V | si tirò in pie'. Non più indecisioni. Biancheggiàvano i cieli. 1503 1, VI | le dita, alcuni momenti, indeciso;... poi, accipigliàtosi 1504 Fin | chiediamo per noi, che ne siamo indegnìssimi, ma per i nostri figliuoli, 1505 1, II | e piangeva la ragazzina,~indicando il Nebbioso, e aguzzando 1506 1, V | fratello, Mario ammutì, indietreggiò, fisi gli occhi, stravolto 1507 1, VI | sanguigne. Rappresentava la Indifferenza; non già la divina di chi 1508 Pre | scelta in una tèpida, pingue, indisputàbile plaga. E insieme, vi si 1509 1, II | avèa aquistato la propria individualità: l'ànima sua intrecciàvasi 1510 Int | in cui l'uomo ridiventa individuo. Ciascuno, con la sua donna, 1511 1, V | legge a stesso, fruendo, indiviso e purìssimo, il più prezioso 1512 1, VI | piena dirotta, solo durando, indomata, la foja, avanzarsi, stringendo 1513 1, IV | sguardo di lei sarèbbesi detto indrizzato. Vi si leggèa un'infinita 1514 1, V | alla bimba, sulla quale indugiando, sembrava che ne assorbìssero 1515 Pre | emozione si diffondeva nella indulgente sua faccia. E una làgrima 1516 1, II | delle tue aque, vie all'industre unione, facciam, (ne è guida 1517 1, V | che la attendeva, ma la inermezza sua, la folla delle nemiche 1518 1, II | in . Pur, tu, benigna d'inesàusto amore, tu, patria a tutti 1519 1, III| inutilmente sbocciati. Oh inesplicàbile piega dell'ànimo umano! 1520 1, V | Gualdo era stretto da un'inesprimìbile angoscia. Gualdo, la prima 1521 1, III| nutrice del bene, questa inevitàbile amica di ogni gentile, disdegnò 1522 1, III| od artìstiche fantasìe le infamie che impunemente bramerèbbero 1523 1, III| bellìssimo. E i suòi compagni d'infanzia, che già dividèvano seco 1524 1, III| fra le labbra succhiose, inferna, scorgèndole in seno fiori 1525 1, II | noi!~- E allora... all'inferno voi... lui... tutti! - eruppe 1526 1, V | Lo spegnerò, sì - iterò inferocito il Nebbioso. - E, quella 1527 1, VI | E ora - ella aggiunse infiammando, misto al timore l'audacia - 1528 1, III| pane.~Ma quella pace era infida come un sorriso di donna. 1529 1, III| la ragazza con gli occhi infocati...~- O tu - gli diss'ella 1530 1, VI | la... - ei riprese, nell'inforcarsi coll'ìndice e il medio la 1531 1, II | reggimento; non, come a , fu informaggiata una tràppola. , come , 1532 Pre | era il loro destino.~E, infrenellando i marinAi le grondanti pale, 1533 1, III| pochi poi - mare e cielo infuriati - fu, quell'infame e quel 1534 1, II | che, molti, di medèsimi ingannatori, giràvano in cerca d'irrivedìbili 1535 1, III| Èrano, o frutta dagli ingenui gusti o gagliardi fiori 1536 1, I | parte passato dalla sublime ingenuità della bimba. Che è, infatti, 1537 1, VI | il paterno risparmio e l'ingenuo rossore, ma il clandestino 1538 1, II | che sull'erboso siedette a inghirlandare il filosòfico muso di Lampo, 1539 1, V | lui, e il vasto silenzio ingigantiva l'orrore... Ma, repente, 1540 Fin | offèsero mai. -~I deportati s'inginocchiàvano tutti.~Ed ecco, il commosso 1541 1, VI | vero che Gualdo s'avèa, all'ingiro, argomenti fortìssimi; avèasi 1542 1, I | leggi improtetti, che, pur ingiuriando, usavano sempre invocare, 1543 1, III| negli occhi e additando ingiuriosa alle case di Aronne, gridò: 1544 Pre | preferimmo valerci di quella Ingiustizia pietosa, che ha nome Clemenza.~« 1545 1, VI | impacciati, tanto quanto ingoffiti, come se già il lor sangue 1546 1, VI | tardità della idèa e la ingordigia dell'ira, la lingua, sì 1547 1, III| veduto a scagliarsi nelle ingordìssime onde, strappando loro la 1548 1, V | repente, il cielo sereno ingrigia di nubi. Tutto ammutisce. 1549 1, V | di nubi. Tutto ammutisce. Ingròssano i fiori in arbusti, poi 1550 1, III| minuto, pônno anche, all'ingrosso, passare per brava gente; 1551 1, V | come uno stizzo delle case inimiche avesse appiccato l'incendio 1552 1, III| passata nelle colture degli inimici e sopragiunta da questi, 1553 1, V | fondèndosi in sogni, ecco innalzàrsegli nella fantasìa, la casa 1554 ded | A~GIUSEPPE ROVANI~ ~innamoratamente~ ~ ~ ~ 1555 1, VI | al petto. E le due ànime innamorate si fùsero in un lunghìssimo 1556 1, IV | faccia sì traboccante d'innamorato dolore che il ribrezzo di 1557 Fin | eguaglianza nella miseria, la innata provvidenziale disuguaglianza.~ 1558 1, V | non sarèbber mai giunti, a innestarmi il rimorso, l'inuccidìbile 1559 1, VI | fronti, avrebbe usurpato gli inni di tutti i poeti, eternatori 1560 1, II | mietitori cantàvano. Era un inno alla Terra, alla madre comune, 1561 Fin | cavillose interrogazioni, inoltrando il racconto, cominciò a 1562 1, I | il carìssimo idioma. E, inoltre, si sentìvano il piede malfermo 1563 1, VI | compitarci su un nome... molto inoltrossi, che le si effuse la guancia 1564 1, III| èrano gemme strappate alla inonora oscurità e ridonate al pregio 1565 1, V | doppia foga la titubata via, inorgoglièndolo perfino del suo sacrificio 1566 1, III| specchio. Mario vi si mirò, e inorridì. Istintivamente, portò la 1567 Pre | regno Nostro, ringuainammo, inorriditi, l'addentellata spada della 1568 1, IV | suòi tratti, quella fera inquietezza, quella rapina di brame, 1569 1, III| vento, il mare è grosso, è inquieto, è nero come l'inchiostro. 1570 1, II | uomo io lo stimo quanto insaccoccia. L'ànima umana stà nella 1571 1, V | una sorsata di branda, s'insaccocciò qualche pezzo di carne arrostita, 1572 1, III| gratitùdine anzi, a nostra stessa insaputa, non va lìbera d'odio.~Ma, 1573 1, III| tacendo, chè nulla avèa ad insegnare a quella gentile, cui il 1574 1, VI | Uccidètemi seco, io l'inseguitrice! -~ ~ ~ ~~ 1575 1, IV | imprecazione; poi, tutti inselvàrono - duce il Nebbioso, cui 1576 1, II | venne a trovarsi in una insenatura di monte, sulla quale, una 1577 1, III| trapassato, intatto, ogni insidia; non gli fu la prigione 1578 1, I | coscienza, luoghi irti d'insidie. Gualdo, il quale ora poteva 1579 1, VI | una eloquenza, tanto più insinuante quanto men pretenziosa, 1580 1, V | io, il più forte? - insistè Gualdo.~Oppòsegli Aronne:~- 1581 Fin | tenerezza e stupore, o con la insistente richiesta che quello si 1582 1, I | mare - quèi rispondeva, insoavendo la voce, quasi temente di 1583 1, I | languore di melancòlica insoddisfazione, a una amaritùdine indefinita, 1584 1, III| ramo, che si piegava all'insòlito frutto.~E, tosto... un barbaglio 1585 Pre | del penale diritto per la insolùbile lite fra il vizio e la virtù 1586 | insomma 1587 1, I | volgendo un rùvido viso all'insù, barbuto e cigliuto in castagno, 1588 1, IV | e si addentò il pugno, insultando all'inarrivàbile Dio. Tutto 1589 1, II | aspetti? - interruppe Gualdo insultante; e, di colpo, aggrappato 1590 1, IV | Il Nebbioso lanciògli un insulto, e gli si tolse dagli occhi.~ 1591 1, III| Giuseppe ha trapassato, intatto, ogni insidia; non gli fu 1592 1, VI | ànimo. Quella scarsìssima intellettiva, che, il Cielo o che altro 1593 Fin | brindeggiò; non obliati, s'intende, in tanto toccheggiar di 1594 1, VI | rapimento di cielo, meno intendendo di quel che sentisse, bevèa 1595 1, IV | venirgli all'incontro, non lo intendeva neppure, gli si gettò, di 1596 1, III| conversioni complete (conversioni, intendiàmoci, al bene, chè, per le altre, 1597 Fin | il racconto, cominciò a intenerirsi; tanto che, spesso, gli 1598 1, V | che Gualdo cercava, che intensamente volèa: eppure, diede uno 1599 1, I | accompagnàndole con gli occhi intensi di sguardo.~Quantunque, 1600 Fin | invisa patria, e, ora, il più intenso sospiro. E, a chi, ùltimo 1601 1, VI | gusto, a far quanto la sozza interceditrice matrigna più non poteva; 1602 1, II | litigare non manca mai. -~E , intercessa una tregua, fu, innanzi 1603 Int | intanto, la spada avèa intercette le messi immature alla falce, 1604 Fin | Dal qual racconto, nelle interlinee, chiaramente appariva, come, 1605 Int | INTERLUDIO~ ~ ~Tra l'oscurità e la 1606 1, II | oh felici! di giuoco, e s'internava nella solinga boscaglia, 1607 Pre | dissimulàrselo. E giràvano, interrogante, lo sguardo, ora alla ignota 1608 Fin | tesseva i lacci di cavillose interrogazioni, inoltrando il racconto, 1609 1, V | Brillò la trèmula voce nelle ìntime fibre di lui, e le tenne, 1610 1, V | vittoria fu nostra... Gabiòla intoppò nel suo laccio... Pur tu 1611 Int | immature alla falce, e già intorpidiva la terra al brumale letargo. 1612 1, II | potrèi anche freddare, ma intrappolarvi, giuraddìo! mai. -~E Gualdo 1613 1, V | ancor nell'abbrivo della intrapresa, mezzo correndo per quanto 1614 1, II | individualità: l'ànima sua intrecciàvasi a quella degli augellini 1615 1, II | sdrucciolìo de' prati o l'intrico degli sterpeti; egli o recàndosi 1616 1, VI | costretta, con un sorriso intrigato, fatto a onore dei denti, 1617 1, V | ma io ti sacrificherò, o intrusa, all'amante che mi obbligasti 1618 1, VI | braccio, mi sentivo sicura e inturgidivo d'orgoglioEppòi, quando 1619 1, V | innestarmi il rimorso, l'inuccidìbile tarlo, la pena di tutte 1620 1, VI | la gittò via, dicendo: è inùtile! non obedirèi. -~E Mario 1621 Pre | sue dense foreste crèscono inùtili al mare. Era già responsale 1622 1, IV | Gualdo riste' sussultando. Lo invase un rimescolìo, che di senso 1623 1, III| spedita una ambascerìa.~Ma l'inviato non tardò a riapparire, 1624 1, IV | Ed è negli amplessi delle inviolate foreste - muta rampogna 1625 1, II | temevi, e non io! - ripicchiò inviperito il Beccajo. - Al boja, con 1626 Fin | dai giòvani udita, la già invisa patria, e, ora, il più intenso 1627 1, II | confidenziuccie a degli invisìbili èsseri, e cinguettando sogni, 1628 1, VI | Letterato fe' un cenno, che invitava al silenzio, e:~- Date ascolto. 1629 1, II | arrendèndosi sempre ai nuovìssimi inviti, che d'ogni parte le èrano 1630 1, V | prima, che Aronne non l'invocasse per meglio ingannare.~ ~ ~ ~ 1631 1, I | Forestina - quel che tu invochi nell'ira?~- No, no - Gualdo 1632 1, IV | nostro.~- Nostro! - ripetè involontariamente Gualdo, e un'ansia di gioja 1633 1, II | quel suo obliquo pezzuolo inzuccherato di adulazione... V'imbroglierà 1634 1, I | quelli, che, se tòccano irati, ammàzzano; un uomo, il 1635 1, II | storia è tutta risveglio all'ire, e alle vendette sprone, 1636 1, I | perfino che li dannava a irremeàbile bando, non rammentàvano, 1637 1, II | occhio di lui sfavillò. Irresoluto un istante; pur, facendo 1638 Pre | alle leggi, per segnare una irrevocàbil condanna, pensando alla 1639 1, VI | gioja tutt'astio che è l'irrisione - fate conto, o bambine, 1640 1, II | ingannatori, giràvano in cerca d'irrivedìbili aspetti, e, insieme allo 1641 1, I | quelli angusti cervelli, irrompèvano ora alle labbra, vi si stipàvano 1642 1, I | della coscienza, luoghi irti d'insidie. Gualdo, il quale 1643 1, I | in que' palischermi, non iscorgèvan più il mezzo che li avèa 1644 1 (1)| delle Opere, a cura di D. Isella, Milano, Adelphi 1995 [Nota 1645 1, IV | piangendo: Gualdo! dammi in isposa tua figlia. Disperatamente 1646 1, III| vi si mirò, e inorridì. Istintivamente, portò la mano alle chiome 1647 1, VI | di quelle ragazze che non isvègliano che desiderii fatti di carne 1648 1, I | sorride negli occhi e sul labbro.~- Oh il buon Dio! - sclamò 1649 1, IV | con le cicciose manine ai labbruzzi, bagnati di latte.~Gualdo 1650 1, V | eternamente mia.~- Perdono! - labreggiò la smarrita, giungendo palma 1651 Fin | impassibilità, ma già tesseva i lacci di cavillose interrogazioni, 1652 1, VI | alle due Parche peggiori, Làchesi e Cloto, rimase Aronne. 1653 Fin | virtù. Roma, covo prisco di ladri, diventò nido di eròi!... 1654 1, II | del male!... Mendicante ladro, che non avevi coraggio 1655 Pre | indulgente sua faccia. E una làgrima cadde sull'autògrafo regio.~ 1656 1, II | abbandonò la padrona. La quale, lagrimando e fiottando: babbino mio! - 1657 1, III| non ha colto, o sul ciglio làgrime ch'egli non provocò.~ ~---~ ~ 1658 1, I | stesse lor per fallire. Èrano laidità; èrano orrende bestemmie.~ 1659 1, III| assonnato si ridestava a lambire la pacìfica pèntola, nuovo 1660 1, V | Die' la fanciulla un lamento, e disse: continua e mi 1661 1, I | spavalda su di una cassa, e lampeggiando fùlmini neri da' suòi occhi 1662 Pre | schioppo, le cui bajonette, lampeggianti nel sole, rispondèvano loro 1663 1, IV | velluto della sua voce già lampeggiava l'acciajo.~- No! - ripicchiò 1664 1, II | i campi; come gli occhi lampeggiàvano le falci dei mietitori. 1665 1, III| la certezza non fu che un lampeggio. Chè esterrefatto, il Nebbioso 1666 1, IV | risolutìssimo.~Il Nebbioso lanciògli un insulto, e gli si tolse 1667 1, V | placidamente. Tecla parèa languire in una mitìssima voluttà. 1668 1, VI | timore l'audacia - per , lascerèi lo stesso mio babbo, ed 1669 1, V | e morde, dovrà, un uomo, lasciarsi impunemente schiacciare?... 1670 1, V | incalzanti di Gualdo non gli lasciàvano tregua, gli penetràvano 1671 1, VI | stretto e baciolla; ed essa, lasciossi baciare e abbracciare. Per 1672 1, I | Forestina chiedèa:~- Babbo, e lassù, di dalle stelle, che 1673 1, I | Vedendo quell'angioletto dal latteo àlito e dalle succose carnine, 1674 1, VI | aspetta.~Èster, nata in una làuta onestà, non si sarebbe, 1675 1, II | almanco scannavo. Il sangue lava lo schifo dal furto. Tu 1676 1, V | profumata di viole. Gualdo vi lavorava cantando: Tecla sedèa alla 1677 1, II | alle tue lìvide azioni e lavoravi alla muta e tremavi nell' 1678 Pre | cìnici motti di alcuno, i lazzi èran sollievo alla morale 1679 Pre | quelli che avèano osato il lazzo, cercàvano dissimulàrselo. 1680 1 | Vènerem sensere lupae, sensere leanee:~Ovidius~ ~ 1681 1, I | terreno, al quale non li legava connubio nessuno di are 1682 1, IV | detto indrizzato. Vi si leggèa un'infinita letizia, un 1683 Fin | voce del capitano lo ruppe, leggendo:~«Uòmini fratelli!~«Già 1684 1, VI | e imbiancando; poi, con leggera esitanza, scelse un biglietto, 1685 1, I | cioncare.~Abbuja.~Due ore dopo, leggero il barile, greve la pancia. 1686 1, II | sotto quello del Rè. Chi lo leggeva, imbiancava...~- Bravo, 1687 Fin | gioia nascose la voce del leggitore. Tolti i confini, i due 1688 1, I | bel gittarsi migliaja di leghe alle spalle, i codardi!... 1689 1, VI | riposo fra quelli onesti legislatori, i quali, sostituita alla 1690 1, VI | loro ferocia, cercàvano legittimarla nelle pene. Senonchè, Aronne, 1691 1, V | supplicò Forestina.~Ma, con lentezza, colùi:~- Teco, l'èsser 1692 1, III| maritalmente, uccidendo i lentìssimi genitori e i coeredi fratelli, 1693 1, V | cintura, ma si rattenne. Lento si alzò e stette, in presenza 1694 1, IV | sul quale, quasi funereo lenzuolo, era stesa una gran traccia 1695 Pre | foglio, e chiarissimamente lesse:~«Uòmini sventurati!~«Tutti 1696 Int | intorpidiva la terra al brumale letargo. Pressava dunque di provvedere 1697 1, III| e dai còdici, sàziano in letterarie od artìstiche fantasìe le 1698 1, II | baldracche, coraggiose sui letti!... Avanti, tu, Smorta! 1699 1, VI | sono essi; noi possiamo levare la mamma alla creatura, 1700 1, II | Mario, che già si chinava a libarle, si fermò d'improvviso, 1701 Pre | ora, èccovi completamente lìberi! lungi da quella Società, 1702 1, II | testa calva e dagli occhi libidinosi, dire con una mòrbida voce: 1703 Fin | banchetto - un banchetto sul lido, sotto un'ombrella di fronde, 1704 Int | cinque si aggiùngono. Da lievi principii, incalcolàbili 1705 1, IV | presso della giacente, e lievissimamente toccò con le sue le pàllide 1706 1, VI | suòi baci stopposi e delle lievìssime effervescenze. - E l'Oca, 1707 Pre | scellerati di tanto, aquistato a lievìssimo patto l'oblìo; - volendo 1708 1, V | Pensiero tale gli sommoveva il limaccioso fondo dell'ànimo, eccitàndovi 1709 1, III| aerino suo sguardo, e dalla lìmpida voce e dalla nivea semplicità 1710 1, I | malvagio pattume, poteva limpidamente riflèttere le maraviglie 1711 1, VI | gruppo. Era una bruna dalle linee severamente egizie. Parèa 1712 1, I | slanciàvasi altìssima, lingueggiante e scoppiettante, e illuminava 1713 1, I | vene avvampava il furiale liquore, confusi in amplessi ribaldi, 1714 1, VI | e pei chiassi, tra falsi liquori attizzanti a più false passioni, 1715 1, II | prima al sicuro... Tempo di litigare non manca mai. -~E , intercessa 1716 1, II | incominciò e compissi con meno litigi di quanti ne preannunziava. 1717 1, II | mètter la firma alle tue lìvide azioni e lavoravi alla muta 1718 1, IV | un viso smortìssimo dai lividi calamài. Dinanzi all'antro, 1719 1, III| ben ad attènderli, ma lìvido e lungo, ma appeso ad un 1720 1, I | cui portàvano ancora le lividure, o i pensatori, Falàridi 1721 1 | obedientes fuere.~Titus Livius~ ~ ~ 1722 1, VI | toccò la Cecilia, cui, lombi torosi dovèano dare passata 1723 1, II | il potere, impediti; in lontananza poi, sei o sette, già svegli, 1724 1, VI | quì, in altri tempi lontan lontani da questi, anch'io avèa 1725 1, VI | si volle continuata la lotterìa. E ad Àmos il Lima toccò 1726 1, VI | invocare la Sorte, giocando al lotto il marito. -~Un bàtter giulivo 1727 1, VI | gli occhi mi diventàvan lucenti, màdido il viso, e allora 1728 Fin | scialuppa e da un'altra, lucicanti di oro e festose del nazionale 1729 1, II | rivoletti, che gorgogliando lucicàvano in giù. Sana, ella sentìa 1730 1, II | senza bisogno di mànica, i luciconi; parve perfino le si stenebrasse 1731 1, V | alla Nera. I suòi occhi, lùcidi più che mai, volgèvansi, 1732 1, V | canne di schioppo spùntano lucidìssime in mezzo alle macchie. Gualdo, 1733 1, V | eccitàndovi a galla un orgoglio luciferino, e allora capiva, che la 1734 1, VI | Annegatore e Siro lo Zangarino e Luiso il Tremila, e tu anche, 1735 1, V | audacìssimi abeti. Il raggio lunare vi si versava senza risparmio, 1736 1, VI | effetto di sentimento, ma di lune sanguigne. Rappresentava 1737 1, V | sciorinàrglisi al guardo, da lunge, gli azzurri deserti del 1738 1, VI | attendevo mi èrano le più lunghe e le più brevi quelle in 1739 1, II | diciassettenne, pàllido, dai negri, lunghi e ondati capelli e dal profilo 1740 1, III| sue assenze, alcuna volta lunghìssime, ritornava egli sempre con 1741 1, IV | vita e il rancore per due lunghìssimi mesi, sempre accoccato il 1742 1, I | la sua luce di perla sul lungo-sospirante tranquillìssimo mare. E 1743 Pre | incedèttero gravi. A un segno del luogotenente, le guardie strìnsero il 1744 1 | SECONDA~ ~Et Vènerem sensere lupae, sensere leanee:~Ovidius~ ~ 1745 1, I | era scritto: branda. Un lùrido vecchio, plumbeo di faccia 1746 1, II | trovarsi, dopo le imaginate lusinghe di una libertà senza fine, 1747 1, I | all'aqua che toglie ogni macchia, all'aqua di vita!~- Scoppiò 1748 Pre | patto l'oblìo; - volendo macchiare con una sola goccia di sangue, 1749 1, V | lucidìssime in mezzo alle macchie. Gualdo, come una belva 1750 1, V | fuggèvoli occhiate, portò machinalmente la mano ad una delle pistole 1751 1, VI | dispettosìssima cera, venne al macigno che serviva da tàvola. E 1752 1, VI | occhi mi diventàvan lucenti, màdido il viso, e allora amavo 1753 1, II | Signore e a spogliar la Madonna degli ori... quelli ori 1754 1, V | risuono di un gèmito. Freddo madore gli pullulava sul fronte. 1755 Pre | dicendo: d'òrdine della Maestà Sua. -~E spiegò il foglio, 1756 1, II | Avanti, tu, Arciduchessa! maestra d'aborti, che furavi alla 1757 1, III| cui il Cielo era stato il maestro, e suggendo dall'aerino 1758 | maggior 1759 1, I | nàcchere. E veniva da un magro e lungo di uno, dal ghigno 1760 Pre | perchè spegneva col male il malato, poca, perchè con essa vi 1761 1, VI | bisogni e dalle più abbiette malattìe dell'ànimo, e panni che 1762 1, VI | turbatìssimo il capo) - fuggi! sei maledetto. -~Angelicamente subentrò 1763 1, VI | cuore di un padre non può maledire.~- Ma io - fe' disperato 1764 1, VI | subentrò Forestina:~- La maledizione di un padre non arrivò mai 1765 1, IV | Beccajo era fitto, stipato, di maledizioni tali da scolorirne, avesse 1766 Int | oscurità e la luce~ ~Come il malèssere avèa guidato all'unione, 1767 1, I | inoltre, si sentìvano il piede malfermo su di un terreno, al quale 1768 Pre | condanna, pensando alla malfida ragione del penale diritto 1769 1, V | tolto. Tu mi adescasti, o maliarda, a sospirar la catena, me 1770 1, III| ora e sògnan di lei.~ la malinconìa, questa nutrice del bene, 1771 1, II | ch'egli si allontanasse a malincuore dagli uòmini.~ ~ ~ ~ 1772 1, VI | giunse perfino a toccare del malo esempio che ne trarrèbbero 1773 1, I | innocenza, fànnosi l'armi della malvagità, vetro e ghiaccio. E Gualdo 1774 1, VI | osservò Àmos il Lima, un mammamìa color foglia-morta, e (borbottando:) -... 1775 1, I | pannocchia di grano e la mammella di latte; che dalla selce 1776 1, I | , tanti babbi? e tante mammine? e tanti bambini, come quì?~- 1777 1, III| case di Gualdo, su di un mammoso rialto, stà un gruppo di 1778 1, V | sbassàndosi Gualdo e riunendo una manata di carboni e di cènere - 1779 1, II | Tempo di litigare non manca mai. -~E , intercessa 1780 1, VI | cogliendo un istante di general mancafiato - udite . Siamo in dieci 1781 1, III| voglia sì fissa ne poteva mancare! Un , Cecilia la Fulva 1782 1, VI | poco di fumo, dell'arrosto mancato, cioè della moglie.~- E 1783 1, III| commesso di pascolare la mandra, tornàrono, quasi fuggenti, 1784 1, VI | condannàrono prodigalmente, e le manette le divènner monile, non 1785 1, II | quanti ne preannunziava. Dal mangiaticcio all'infuori, che si trovò 1786 1, II | asciugàrono, senza bisogno di mànica, i luciconi; parve perfino 1787 1, III| in più atroci ingegnose maniere! Guài se la legge arrivasse 1788 Int | insieme da mutua paura, a mantenersi incomincia di mutuo amore.~ ~ ~ ~~ 1789 Fin | sulle prime, non solo si manteneva in una guardinga impassibilità, 1790 1 (1)| per l'edizione elettronica Manuzio]~ 1791 1, II | il fisò con un guardo di maraviglia, che sprofondando nella 1792 1, I | limpidamente riflèttere le maraviglie della Natura benèvola. Il 1793 1, V | loro - fe' Gualdo.~Aronne maravigliò. Egli, i cui tòrbidi occhi 1794 1, II | rispetto alla propria, di una maravigliosa chiarezza. E la concordia 1795 1, IV | stessa aprì arditamente la marcia. Fu raccolta di terra la 1796 1, II | ammazzolando ciclàmini a margherite, e fioralisi a giunchiglie, 1797 Pre | destino.~E, infrenellando i marinAi le grondanti pale, s'insinuò 1798 1, VI | lor sangue impigrisse di maritale elefantìasi. Nel mezzo poi, 1799 1, III| giacendo insieme alla madre maritalmente, uccidendo i lentìssimi 1800 1, III| ristava in que' de' nemici. Marra e bipenne non èrano che 1801 1, II | terra con sprezzo.~- E tu un mascalzone! - ribattè l'altro - E, 1802 1, VI | luoghi, che non si pòngon la màschera come i loro abitanti; e 1803 1, II | babbo. Chi avrebbe potuto mascherar di corruccio il contento? 1804 1, VI | non possèggano più, a uso maschio, che il nome... -~- Chi, 1805 1, I | alto-squassando un pugno massiccio, di quelli, che, se tòccano 1806 1, VI | Nebbioso saltò all'aperto su 'n masso che soprastava al pendìo, 1807 1, VI | la sozza interceditrice matrigna più non poteva; alimentò 1808 1, VI | e apparve staccando nel mattinale chiarore. Ma, sì tosto, 1809 1, VI | sfiancato e ubbriaco, un mazzo tentatore di carte. Ed io 1810 1, II | avvolse e riavvolse nei verdi meandri della foresta, finchè venne 1811 | meco 1812 1, VI | inforcarsi coll'ìndice e il medio la gola, e sì compiendo 1813 1, VI | luoghi a cari, dove, meditando il tuo aspetto, allibivo, 1814 1, I | sottrarsi a un languore di melancòlica insoddisfazione, a una amaritùdine 1815 1, II | inconsciamente avèa steso. Il melancònico occhio di lui sfavillò. 1816 1, III| d'arcobaleni e di echi di melodìe.~- E tu avesti cuore di 1817 1, III| ella aperse le labbra alla melodiosa sua voce, un trèmito di 1818 1, II | imparzialmente per sue giuste membra; dell'ossa tue, schermo 1819 Fin | farà meraviglia, che un sì memoràbile , fosse chiuso da un solenne 1820 1, VI | ignoranza a cui non c'è menda. Il mio braccio ha bisogno 1821 1, II | creduto di fare del male!... Mendicante ladro, che non avevi coraggio 1822 Fin | principali violatori. Ne farà meraviglia, che un sì memoràbile , 1823 1, I | tanto più acute quanto più meritate, tuttavìa, la maggior parte 1824 1, I | da lui a tante famiglie - meritatìssima pace - e a impallidir per 1825 1, I | impallidir per la sua, che non meritava. Il pensiero di lui scese 1826 1, VI | tenèa la sua berretta e mescolàndone entro i polizzini con l' 1827 1, VI | inesaurìbile eloquenza, che avrebbe messo in un sacco il più sfrontato 1828 1, VI | Forestina! - seguì dicendo mestìssimo - I morti vanno obliati. 1829 1, II | cupidigia pazza) fallaci mete a più fallaci campi, seme 1830 1, VI | alimentò il corpo col corpo, mettendo bottega de' suòi baci stopposi 1831 1, II | che non avevi coraggio di mètter la firma alle tue lìvide 1832 1, II | innanzi tutto, deciso di mèttere insieme una specie di capannone. 1833 1 | feròcibus unìversis sìnguli~metu suo, obedientes fuere.~Titus 1834 1, V | Ma il dito gli rimase a mezz'aria. Le floridìssime case 1835 1, II | concesso di fare alle pugna col michelangiolesco Mosè.~Ma il Letterato sorrise 1836 1, VI | imperioso scendèa nelle ime midolle e gelava.~Era di quelle 1837 1, V | occhi che affascinàrono i mièi!... morte a quella gloria 1838 1, I | la rosa e dalla rosa il miele... È il Dio, o mia bimba, 1839 1, V | Ben sai; avèo giurato di miètermi il pane sulla tua testa, 1840 1, III| Era giunta la chiusa della mietitura. Si usava, nella colonia, 1841 1, II | mietendo, sospirava ai mietuti, Forestina la Bionda, si 1842 1, I | nemici, han bel gittarsi migliaja di leghe alle spalle, i 1843 1, I | più! - egli fece - E assài migliori di noi - aggiunse con oppressura.~- 1844 1 (1)| Opere, a cura di D. Isella, Milano, Adelphi 1995 [Nota per 1845 1, IV | rupi pendenti in eterna minaccia, che Gualdo e la banda di 1846 1, V | assurgenti a nùvoli bui, che minàcciano in giù... E, un rombo. Sono 1847 1, II | offrisse un albergo più che non minacciasse un perìcolo. E, ristando 1848 1, IV | chiese in un tono, che minacciava pregando.~- No - disse netto 1849 1, VI | Eran le donne in nùmero minore assài degli uòmini; tuttavìa 1850 1, II | face sino al volto di lui, miràndolo ansioso; di lui, che arrossì 1851 1, VI | di avere occhi bastanti a mirarti, tu mai mi sembravi abbastanza 1852 1, III| uno specchio. Mario vi si mirò, e inorridì. Istintivamente, 1853 Fin | marinài. Era uno strano miscuglio di scoppii di risa e di 1854 1, V | oltraggiato. Se un topo, un mìsero topo, al pie' che lo preme, 1855 1, VI | cammino dei boschi e della misèrrima libertà delle fiere. ~ ~ ~~ 1856 Pre | Mostravate di non potere, senza misfatti, vìver tra i buoni: èccovi 1857 1, VI | ella aggiunse infiammando, misto al timore l'audacia - per 1858 1, II | una libertà senza fine, misurata la vista e il respiro, il 1859 1, V | lei, viepiù carezzèvoli e miti, quasi tementi incresparle, 1860 1, V | che a lui si appressava e mitigava la voce - per voler la tua 1861 1, V | Tecla parèa languire in una mitìssima voluttà. Nel volto le stava 1862 1, VI | il Letterato.~Sul che, la mòbile plebe, che o dà tosto ragione 1863 1, VI | arrosto mancato, cioè della moglie.~- E adesso - sommò il Letterato, 1864 1, I | E poi? - e Forestina gli molceva la barba.~- Mare ancora.~- 1865 1, VI | quel suo vàpido riso e quel molleggio di anche, dondolò fino al 1866 1, V | sulla spalla di Mario, le molli braccia fluenti.~Mario ne 1867 1, IV | elevava da Tecla come un mollìssimo velo. Tecla alzò le palpèbre, 1868 1, VI | non già la divina di chi moltìssimo sà, ma di chi niente. Un 1869 1, VI | girò fra le dita, alcuni momenti, indeciso;... poi, accipigliàtosi 1870 1, VI | matrimonio, in tutti i paesi del mondo, per quanto premeditato, 1871 1, VI | e le manette le divènner monile, non ottenendo in compenso 1872 1, III| le prime avvisaglie della montagna; molto stette, che fùrono 1873 1, I | ma i mùscoli delle patrie montagne, che già li donàvano di 1874 1, III| vorticosìssimo moto, pare che selve, monti, cielo - viepiù incombenti, 1875 Pre | terra, seguèndone il dorso montuoso, findove, digradàndosi e 1876 1, I | a sentire la gravità del morbo scampato. Oh avess'egli, 1877 1, V | che lo preme, si rivolta e morde, dovrà, un uomo, lasciarsi 1878 Pre | scoccato il motto, se le mordèvano, quasi a punirle di avere 1879 1, III| ira. L'ira gli si pingèa morella nel volto e gli strangolava 1880 1, VI | èrano più che o brughiera o moriccia.~Dunque, s'ebbe la pace. 1881 1, V | e aizzatrici a vendette, mormoràvano: pace -~Gualdo si tirò in 1882 1, III| Ampia è la terra. -~Non mormorìi, non applàusi. Ma Aronne 1883 1, VI | elevando la mano.~Si udì un mormorìo di assenso e venticinque 1884 1, V | disse: continua e mi hai morta.~- Una morte è poca - ei 1885 1, VI | seguì dicendo mestìssimo - I morti vanno obliati. Chiusa è 1886 1, IV | gli uccelli pigliàvano le mortìfere canne, spianate contro di 1887 1, II | pugna col michelangiolesco Mosè.~Ma il Letterato sorrise 1888 1, II | coda fronzuta del cane si mosse amichevolmente; pur Lampo, 1889 1, II | si pigliò, grondante del mosto mio e del loro. Dillo tu, 1890 1, II | bagliore rossastro e si mostràvano faci, che illuminàvano i 1891 Pre | e quì le leggi non sono. Mostravate di non potere, senza misfatti, 1892 1, VI | per amore di questo - e mostrò il pugno. - Chi ha questo 1893 1, III| cangiarsi in un vorticosìssimo moto, pare che selve, monti, 1894 Pre | di abitùdine. i cìnici motti di alcuno, i lazzi èran 1895 Pre | cui labbra era scoccato il motto, se le mordèvano, quasi 1896 1, VI | trave, senza voltarsi, senza mòversi pure, rispose: io impicci 1897 1, II | gracchiò Antonio il Cipolla un mozzicone di uomo, opponèndosi a Gualdo 1898 1, I | ambo le mani, il capo dal mozzo crine, v'impresse un bacio 1899 1, VI | non bastava. Fondamenta e muraglie dimandàvano un tetto. Occorreva 1900 1, I | svegliare in quelle ànime musicali, che, perfin dalla scienza, 1901 Pre | vi perdonammo la scure, mutàndola in un eterno esilio, in 1902 1, V | èstasi sua, a poco a poco mutàndosi in sonno, e i suòi pensieri 1903 1, II | volte, appariva tra loro a mutar selvaggina con pane, e cui 1904 1, V | rabbia in pietà e la pietà mutarsi in disperazione.~Ma già 1905 1, I | filantropìa, di quelle càrceri mute di cui serbàvano in fronte 1906 Int | stretta già insieme da mutua paura, a mantenersi incomincia 1907 Int | mantenersi incomincia di mutuo amore.~ ~ ~ ~~ 1908 | n' 1909 1, I | una voce secca al pari di nàcchere. E veniva da un magro e 1910 Fin | spesso, egli interruppe il narrante con espressioni di tenerezza 1911 Fin | quella la patria, tanto narrata dai vecchi e tanto dai giòvani 1912 Pre | non si figlia la gioja. Nascèano e spegnèvansi insieme, scintille 1913 1, V | voglio annientata, tu che nascestibella per viemeglio ingannare; 1914 1, III| esterrefatto, il Nebbioso si nascondeva la faccia con ambo le mani, 1915 Fin | Un'esplosione di gioia nascose la voce del leggitore. Tolti 1916 1, VI | piuttosto filaccie a mal nascoste ferite. Benchè comune fosse 1917 1, VI | potèa, e il babbo pagò di nascosto del padre. Ma inutilmente 1918 1, VI | or sorrideva con tàcito naso ai lor disconclusi propòsiti, 1919 1, VI | zuppa che aspetta.~Èster, nata in una làuta onestà, non 1920 1, VI | piantone, che pàjon quì nate e cresciute apposta. - La 1921 1, VI | un sogno, corsi alla casa natia, implorài di vederlo. Era 1922 1, III| ribalde espressioni, che una nativa nequizia gli affollava alla 1923 1, II | alla vita chi non era ancor nato... Anch'io ne ho gelati, 1924 1, III| Letterato. Egli ne avèa, naturalmente, attinto il soggetto al 1925 Pre | Parèa meno uno sbarco che un naufragio.~A un tratto, gli sguardi, 1926 Fin | lucicanti di oro e festose del nazionale stendardo.~I palischermi 1927 | ne' 1928 1, II | diciassettenne, pàllido, dai negri, lunghi e ondati capelli 1929 | nello 1930 1, II | augellini che aliàvano a nembi, la gola zeppa di gioja, 1931 1, V | inermezza sua, la folla delle nemiche armi, e Gualdo era stretto 1932 1, III| èccoli riaddensarsi sotto il nemico steccato.~Un filo di luce 1933 1, II | cordone, che allaccia il neonato alla natura universa. Forestina 1934 | Neppur 1935 1, IV | mestizia, fu, a un tratto, da nerborute braccia afferrata, imbavagliata 1936 1, III| l'incendio è con essi. Nereggia l'ossatura dei tetti su ' 1937 1, I | e lampeggiando fùlmini neri da' suòi occhi aquilini, 1938 1, I | tagliente e dalla chioma nerìssima, svolazzante, s'era piantata 1939 | nessuna 1940 1, IV | minacciava pregando.~- No - disse netto il Beccajo.~- Me la dai? - 1941 1, IV | faccia di lei fosse appena nevato. Non più, ne' suòi tratti, 1942 1, III| bene. Dice quel lume, che Nicola il Dragone riuscì nell'impresa. 1943 1, V | cespuglio parèa una pispigliante nidiata, dove l'auretta, una carezza 1944 Fin | prisco di ladri, diventò nido di eròi!... Siate Roma!~« 1945 | niuno 1946 1, III| dalla lìmpida voce e dalla nivea semplicità della frase, 1947 1, IV | ma, veduto, che quello, nonchè non venirgli all'incontro, 1948 Fin | fòsser venuti a obedire norme nella legge non scritte, 1949 1, V | gèmito delle foreste e la notturna paura, per traccie che a 1950 1, III| Dragone riuscì nell'impresa. Novello Zopiro, il Dragone, sfregiàtosi 1951 1, III| Notte. Il cielo è una sola nube. Non un sospiro d'àura, 1952 1, II | scure, e quà si riàlzano nudi; ecco, in brev'ora, un gran 1953 1, III| di stesso, come, della nudità sua, il colpèvole Adamo, 1954 1, I | lungo di uno, dal ghigno nudo di peli e giallastro, e 1955 | Nulladimeno 1956 1, VI | è lite. Eran le donne in nùmero minore assài degli uòmini; 1957 1, I | il Beccajo! - si applaudì nuovamente.~L'incanto era rotto. Da 1958 Int | nuovi strumenti; le arti, nuove arti: s'allarga la fattorìa, 1959 1, II | arrendèndosi sempre ai nuovìssimi inviti, che d'ogni parte 1960 Fin | mai zitta incontentabilità nutrìa il progresso, sostituendo 1961 1, III| la malinconìa, questa nutrice del bene, questa inevitàbile 1962 1, IV | tufosa caverna; era, lor nutrimento, la selvaggina, abbondantìssima 1963 1, I | astiosi. E l'agonia del giorno nutriva la lor cocente rancura. 1964 1, IV | Mario taque un istante. Nùvole di pensieri in battaglia 1965 1, V | giganteschi assurgenti a nùvoli bui, che minàcciano in giù... 1966 1, V | intrusa, all'amante che mi obbligasti a tradire. Morte a quelli 1967 1, I | finger bontà o pretènderne, obbligati a ricominciare la vita, 1968 1 | unìversis sìnguli~metu suo, obedientes fuere.~Titus Livius~ ~ ~ 1969 1, VI | dicendo: è inùtile! non obedirèi. -~E Mario il Nebbioso si 1970 1, II | alla sospesa ciurmaglia) - obedireste a quel vile?... Chiodra! 1971 1, VI | venire obediti. Ma non si obedisce alla legge se non per amore 1972 1, VI | comandare del non venire obediti. Ma non si obedisce alla 1973 Fin | eròi!... Siate Roma!~«Noi - obliando - ridistendiamo la mano 1974 1, II | cessi i dolori, le vergogne oblìi, e noi ritorni eternamente 1975 Pre | aquistato a lievìssimo patto l'oblìo; - volendo macchiare 1976 1, II | Non vi fidate di quel suo obliquo pezzuolo inzuccherato di 1977 1, VI | tal fu, che, in così bella occasione, ebbe a scoprirsi di un 1978 1, II | tanaglie!... ho fatto gli occhietti umidicci ai giurati, 1979 1, II | avèa steso. Il melancònico occhio di lui sfavillò. Irresoluto 1980 1, VI | muraglie dimandàvano un tetto. Occorreva che la pace durasse, e che 1981 Pre | mezzo alle solitùdini dell'Ocèano.~« quì cessava la Nostra 1982 | od 1983 1, VI | di cadde il ponte... Odiami!~- Neppur potrèi non amarti - 1984 1, IV | senso della domanda; poi:~- Odiarti... io? epperchè?... Io non 1985 1, IV | laggiù nella piana, le odiate case, ancora salde, ancora 1986 Pre | Società, che odiavate e vi odiava; lungi dai luoghi, che vi 1987 Pre | lungi da quella Società, che odiavate e vi odiava; lungi dai luoghi, 1988 1, IV | quell'orgoglio che non ti offende, perocchè, in parte, è tuo. 1989 Pre | mortalmente offesa la Legge, offendendo ora la Grazia, fareste, 1990 Fin | giustizia, e come - dal non offènder la legge per volontà, spontaneamente 1991 1, I | la voce, quasi temente di offèndere il delicato orecchio di 1992 Fin | spontaneamente passati a non offènderla per abitùdine, e dal rispettarla 1993 Pre | la Grazia, fareste, Noi, offensori di essa. La Patria non ha 1994 1, VI | l'Arciduchessa soffiàrono offese.~- Ebbene - egli fece, con 1995 Fin | nostri figliuoli, che non l'offèsero mai. -~I deportati s'inginocchiàvano 1996 1, V | tosto represso, di bile, offeso dall'ostinata viltà di colùi. - 1997 Fin | tutti.~Ed ecco, il commosso officiale, in pie' nel mezzo di loro, 1998 1, VI | illustrazioni del Santo Offizio più scelleratamente pie. 1999 Pre | giòvane d'anni e di grado, offrì la mano al secondo dal molto 2000 1, II | perchè vestita di fiori, offrisse un albergo più che non minacciasse 2001 1, II | ripetèvano tutti.~E venti mani si offrìvano all'una, che Mario inconsciamente


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