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Luciano Zuccoli
Roberta

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


12-attiv | attor-conce | conci-eburn | ecced-guida | guido-livid | logic-parlo | parma-ricop | ricor-servi | sessi-tenac | teneb-zufol

     Capitolo
1 | 12 2 Pre | politica, e stette dal 1898 al 1902 silenzioso per tutte le 3 III | Cesare ebbe la tentazione abbacinante di gridare ad Emilia:~«Non 4 XII | slanciò fuori d'un tratto, abbaiando distesamente.~Emilia pure 5 XIII | Risponde agli altri, che abbaiano nelle altre ville, - disse 6 XVI | fanciulla, nervosa per l'abbaiare, anche strano, di Nero; 7 XIII | XIII.~ ~Il cane, che aveva abbaiato buona parte della notte, 8 II | guardava dalla finestra. I cani abbaiavano invisibili, sui colli neri; 9 XVI | il cerchio, n'era uscita, abbandonando la fanciulla alle sue angosce, 10 II | aveva sempre temuta e vi si abbandonava con un piacere non privo 11 IX | metodica resistenza, si abbandonavano perdutamente alla sciagurata 12 VIII | Cesare stupito. - Lei non abbandonerebbe sua sorella? Innanzi tutto, 13 XII | mia vita, il mio orgoglio; abbandonerò gli amici, porterò superbo 14 XIV | esclamò il Lascaris, abbassando poi sùbito la voce imprudente. - 15 XIX | ritmo il seno si alzava e s'abbassava in un valido respiro; ma 16 | abbiam 17 | abbiate 18 X | di un solletico mortale, abbinata colla sensazione dolorosissima 19 XVIII| cilestre a gradazioni argentee; abbozzava sul terreno ombre leggere.~- 20 XIX | soggiunse. - Riposa.~E abbozzò un saluto ultimo con la 21 X | svolgevano dissimili, gli abbracci strani e contorti, i gruppi 22 XIV | trovando la donna nell'ombra, e abbracciandola come avesse temuto di non 23 XII | senza vedersi, ritti ed abbracciati, con le voci morte; a un 24 XIV | a quest'ora!~Emilia lo abbracciò la prima, offrendogli la 25 XVI | Vostre....~La fanciulla s'abbrancò allo stipite per non vacillare; 26 XIX | elegante; nel volto un poco abbronzato luccicavano gli occhi neri 27 XI | ragionamento più volgare.~Ma con abili scandagli, il Lascaris era 28 VI | medesima colpita dalla propria abilità, dalla spontaneità incomparabile 29 V | della giovinezza su gli abituali sogni voluttuosi. Si sarebbe 30 XVIII| esagerata, quasi avesse voluto abituare i proprii occhi a non più 31 XVI | concavo un lagno querulo e abitudinario.~Roberta s'era lasciata 32 XVIII| finito.... Che cosa pretende? Abusare della tua affezione, approfittare 33 XIV | svegliarsi, - disse. - Non abusiamo della nostra fortuna!... 34 XVI | qualunque cosa sia per accadere.... Io ti voglio, perchè 35 VI | inabituale.~- Ebbene, che cosa è accaduto? - domandò Emilia a Roberta, 36 XI | Sembravano due ragazzi accaniti in una gara ingenua, ed 37 V | rispondevano all'urlìo più accanito del vento, al rombo più 38 | accanto 39 VII | inconsciamente era andato accarezzando in quei giorni, gli tornava 40 XVIII| inginocchiandosi al suo fianco, accarezzandola con sì lieve carezza quale 41 I | mare, fin dove l'onda s'accartocciava ribollendo passeggiavano 42 VIII | Roberta s'indugiò a guardare, accasciata, fissando ostinatamente 43 V | calze di seta nera erano accavallate l'una sull'altra; e i piccoli 44 X | sfilavano innanzi e le si accavallavano nella memoria. Provava l' 45 XIX | suggestione se non quando accelerò il passo, e arrivata a Sant' 46 XVI | cotesto, - diceva la massaia, accenando Nero, che andava a scodinzolare 47 XII | non disturbasse oltre.~- Accenda! - disse brevemente.~Cesare 48 V | non fosse soprannaturale, accendeva il lume e si guardava in 49 XIX | sotto la tettoja annerita accendevano i bracci a gas, e mentre 50 III | riempire qualche lacuna, accennando ai luoghi visti in tempi 51 XVI | circonda di cure gentili....~Accennò presso all'uomo, sopra lo 52 XIX | spiegò quindi col medesimo accento di sommessione. - Anche 53 XIX | tutti in breve!» - ~Sentì accerchiante l'impeto di tornare indietro 54 XIV | ogni notte in camera era accesa la lampada pènsile, e l' 55 V | dell'oscurità; ma il lume acceso le smagò l'energia necessaria, 56 XII | significato che io non posso accettare?~Egli incrociò le braccia 57 XI | domandassi in isposa, Lei accetterebbe?~Emilia drizzò il capo, 58 X | ogni scena pareva di prim'acchito semplice e casta; a ciascun 59 II | davano qualche riflesso d'acciaio.~Ella entrava sola nel talamo 60 X | Un magnifico silenzio d'accidia sopiva le donne, viventi 61 XVIII| si rivolgeva poco men che accigliato, egli stesso non trovando 62 XIX | perspicua la certezza ch'egli si accingeva a parlare, a gettare la 63 III | sulla impressione di quella accoglienza; ed egli stesso in fondo 64 VIII | come risponderà egli? Come accoglierà la mia rinunzia?... La combatterà, 65 I | della diffidenza che l'accoglieva, della penombra che le imposte 66 XIV | un'esultanza veemente, l'accolse e la serrò nel cerchio delle 67 III | ultima volta!... ed io ho accolto Lei in un modo abbastanza 68 XV | fece al Lascaris, mentre si accomodava sulla poltrona a dondolo, 69 I | voce un po' vibrante.~- S'accomodi, - offerse Emilia, vergognosa 70 XIII | ora della breve felicità.~Accomodò i guanciali a Roberta, e 71 XIX | pranzo.~- Vuoi che ti faccia accompagnar dalla cameriera? - domandò 72 III | Emilia gradì l'offerta d'accompagnarla.~Imperava dovunque una molle 73 XVIII| spezzò in cadenze distinte, accompagnato da un tremulo fischio; riprese 74 III | meccanica arte umana.~Cesare accompagnò Emilia fino all'ingresso 75 XI | malinteso, mancava la sella acconcia, e la giovanetta aveva bravamente 76 XII | Sì, sì, mi spoglio, - acconsentì febbrilmente, senza pensare 77 XVIII| soluzione.~- Non oserò mai acconsentire a simile follia, che è momentanea, - 78 Pre | In una sola cosa furono d'accordo coloro che giudicavano sui 79 I | Dio! - esclamò Emilia, accorrendo a sostenerla.~Il sangue 80 I | bagni. Ho pregato lui di accorrere; non voleva, ma l'ho persuaso, 81 XII | del cane di guardia, che accorreva latrando. Si udiva il galoppo 82 X | petto, sulle reni, una mano accorta comunicandole brividi inenarrabili, 83 XVIII| Cesare in inganno.~Proseguì, accortamente lenta, togliendosi alle 84 Pre | Casa Treves, l'autore s'è accorto che veramente c'era ragione 85 X | Allora la strana guida accosciata presso la vasca aveva dato 86 I | fine, - rispose Emilia, accostando le gelosie. - Come stai, 87 VIII | strada presso la chiesa, s'accostarono al parapetto a salutare 88 XIII | rischiarò il volto. Emilia s'accostava, tutta chiusa in una leggera 89 VII | dieci vele bianche, l'una accosto all'altra, erano farfalle 90 XIII | soffiò sulle candele, uscì, accostò la porta, stette un poco 91 Pre | critici gli furono addosso, accusandolo d'aver voluto sforzar la 92 XVII | senza incontrar Nero, che accusasse la presenza di lei, latrando.~ 93 XV | una malvagità sottile, una acerba indifferenza per i mali 94 XIX | tutta la linea dei fianchi acerbi risaltasse sopra lo sfondo 95 XV | inghiottivano il sale e bevevan l'aceto, nella ingenua speranza 96 I | residuo dei preconcetti acquei di collegio, in assoluto 97 XIX | presso varii negozii, ad acquisti.~Ella eseguiva automaticamente 98 XV | colloquii di loro una nota acre, un presentimento cupo; 99 VI | emanava inconsapevole un'acredine sensuale, eccitava una cupidigia 100 III | Dunque, - domandò Emilia, acuendo l'intensità dello sguardo, - 101 XII | guance e alla fronte, per l'acuta indagine, la quale pareva 102 I | alle raffiche forti e alle acute brezze micidiali; poichè, 103 IX | Esse non percepivano con acutezza se non gli episodii delle 104 XIX | luccicavano gli occhi neri ed acuti; aveva un profilo quasi 105 XV | interrotto se non da un canto acutissimo sulla strada, un canto lamentoso 106 XVI | alle battaglie temute, e di adagiarsi nella sua bella viltà femminile. 107 X | poteva ricordar tuttavia; adagiata alla sommità era una, intensamente 108 XV | opponga. Vivere con noi, adattarsi a un posto secondario nel 109 I | repentinamente funebre; l'uragano addensato fuori, parve ad ambedue 110 XII | grigio nembo del destino s'addensava; ed egli aveva voluto sfidarlo 111 I | innanzi a , lasciandosi addietro il ricordo della malattia 112 XIX | inganno, fare sperar Roberta, additarle il futuro da cui la fanciulla 113 V | accappatoio già sciolto, e le additava il collo rotondo, i seni 114 I | parevano l'avanzo di diversi addobbi; il letto solo in mogano 115 XVI | Cesare Lascaris aveva tentato addormentare i sospetti, traendola a 116 XIII | materna carezza, poteva addormentarla; la sua presenza era più 117 XIV | Portofino pareva ancòra addormentato.~- Va presto, mia vita! - 118 VII | villa con molti palmizii, addossata a una falange d'ulivi rampicanti 119 XVIII| è questo?... Un romore!~Addossato a uno dei tronchi i quali 120 Pre | tutti i critici gli furono addosso, accusandolo d'aver voluto 121 XIV | nella densa oscurità poteva adesso muoversi non meno destramente 122 XI | audacia di Roberta dèsse l'adito a tutte le speranze. Ma 123 II | avevano fiancheggiate la sua adolescenza, e a cui Emilia ricorreva 124 XV | Emilia.~Ambedue le donne adoperavano un solo profumo, aliante 125 XIX | attimo della vita di lei; adorarla come una fragile e pura 126 XIV | all'alba. Non mandarmi via, adorata, - pregò Cesare, trovando 127 XVI | era balenato il pensiero d'adularla; il motto piacevole e comune, 128 XVI | appartamento, senza posa; affacciandosi alle finestre, scendendo 129 XI | alla quale ella non osava affacciarsi, - non Le sembra che La 130 VIII | inappellabilmente, le si affacciò all'anima con tutta la sua 131 VIII | istante le sue riflessioni affannose, per ammirare lo spettacolo; 132 XIX | sicure; era tuttavia molto affaticata molto languida, ma la cosa 133 XV | nacque sùbito nello spirito affaticato dell'uomo; e invece di protestare, 134 X | prona innanzi, la donna s'affaticava a divincolarsi dall'amplesso 135 I | camera di Roberta:~«Perchè ti affatichi? - le fischiava all'orecchio. - 136 XVIII| stata presa all'inconsulta affermazione. - La sua malattia è orribile, 137 II | nell'aria i fantasmi quasi afferrabili, divenutile crudelmente 138 XVI | selvaggia orda di visioni, afferrando di tempio in tempo il filo 139 XI | di trar Roberta d'arcione afferrandola pel busto; non vi riuscì, 140 X | occhi dilatati quasi ad afferrare le imagini fluenti dalla 141 X | dormente non riusciva ad afferrarli tutti. Il cuore aveva rialzato 142 XIII | ripetere una stessa frase, senz'afferrarne il significato.~Quando scorse 143 II | studiosamente lo scoglio che li afferrava come nel pugno d'un innamorato; 144 XVI | sguardi fissi, poco meno che affettuosi e caldi, i quali venivano 145 XVIII| si capisce che non avete affezioni! - soggiunse amaramente. - 146 XVIII| riprese l'onda unisona, s'affievolì e si spense.~Ancòra una 147 XII | minaccioso; sentirono il respiro affievolirsi e il battito del cuore crescere 148 XVIII| mi ha detto! - riprese, affievolita dall'angoscia indimenticabile. - 149 II | terra, ma già i romori s'affievolivano a grado a grado. In breve 150 XIX | paurosa?... Doveva saperlo, affinchè il grido non le risonasse 151 XVIII| Cesare, - disse Emilia. - Non affliggetemi anche voi; ascoltatemi.... 152 XVI | vampata calda di sangue le affluì al volto....~In giardino 153 XV | delle acque, non poteva affondare e sparire? Le vele bianche 154 III | carro, con le ruote pesanti affondate nel terriccio, ingombrava 155 VIII | malizia di Roberta vi aveva affondato.~E pensava, quasi tremando:~« 156 I | dai nuclei rossastri e s'affondava, invece di protendersi esuberante.... 157 XVIII| non aspettare oltre, di affrettare con qualunque mezzo, a qualunque 158 XV | risaliva a Sant'Ilario, senz'affrettarsi, parlando col ciuco, se 159 XV | non cerchiamo di più, non affrettiamo nulla!... Tu sei troppo 160 VI | vendetta.~- Appunto, - si affrettò a dire. - Non l'ho mai vista 161 XIII | pensiero che se non avesse affrontato così il pericolo, Roberta 162 XII | enorme.~- Sai quale pericolo affrontiamo? - bisbigliò, quando giunsero 163 XIX | mani, dalle dita lunghe e affusolate, dalle unghie lucenti; pallide 164 X | presto, il suo concetto afrodisiaco.~Corpi femminei e corpi 165 II | ogni formula imperativa era agevole, un sentiero diritto per 166 VIII | liberata d'una presenza agghiacciante, d'una minacciosa rivalità.~ 167 XVI | colloquio con Roberta sùbito l'agghiacciò.~Avrebbe dovuto addentrarsi 168 III | legame non visibile aveva aggiogato le due donne alla sorte 169 XI | È un'idea, - aveva aggiunto, incapace a frenarsi. - 170 X | mani, stese le braccia, aggomitolato il corpo spasmodicamente, 171 XII | dire! - esclamò Emilia, aggrappandosi a lui, come per sottrarsi 172 XIX | scoperta della notte; perchè aggravare la disperazione d'Emilia 173 XVI | chiaro, largo di gonne, aggraziato e snellissimo di busto; 174 VII | livido campanile, cui s'aggruppavano stretti attorno gli altri 175 XI | sulle vesti. Stavano in agguato delle debolezze reciproche 176 XVI | liberamente della propria agiatezza, e alla sua inesperta fantasia, 177 III | per osservare con qualche agio la sua compagna.~Appariva 178 XI | dove il Lascaris arrivava, agitando in aria un grosso ranocchio 179 IV | sorridere e pensare, turbarla, agitare le sue notti con visioni 180 XIII | trovarla; e sentiva nell'animo agitarsi il rancore per colei, la 181 V | guardava inquieta.~- Non agitarti di nuovo, - ella pregò, - 182 XV | avvertirono Emilia dello stato d'agitazione in che la sorella si trovava; 183 XIII | Emilia mormorò impaziente.~Agiva con la tranquillità consueta; 184 XIV | essere così violentemente agognata, di poter così intimamente 185 XVIII| cosa apprezzava, che cosa agognava, che cosa voleva conoscere, 186 XII | grigiastro, le orecchie aguzze; cominciò a ringhiare, e 187 X | labbra piatte, dai denti aguzzi, sprigionava un fiume incandescente, 188 II | accappatoio bianco dal cappuccio aguzzo stette a guardare la superficie 189 XVIII| romantiche, assurde; ma, ahimè, ciò non muta l'attrazione 190 IX | come una lama infuocata.... Aiutami a salvarmi, Roberta!... 191 XVI | collo s'allungava di certo, aiutando la voce senile che fischiava 192 VIII | appoggiava all'ombrellino chiuso, aiutandosi contro le difficoltà dello 193 II | le piccole cose le quali aiutano a precipitar le ore: un 194 XVIII| ancòra pazienza.... Tu mi aiuterai a vincerla; tu sai parlare 195 I | andare a letto, Roberta? Ti aiuterò' io.... Fatti coraggio....~ 196 XV | come è possibile negare aiuto a un'infelice, che è forse 197 I | le mani alla sorella e l'aiutò ad alzarsi, riuscendo a 198 III | penombra risonavano gli aizzamenti gutturali degli uomini, 199 XV | inconscia, gli piacquero e lo aizzarono.~Un fastidioso silenzio 200 II | ritornavano ai filari degli alberelli e vibravano la luce mite, 201 XIX | recare a gualche prossimo albergo. Aveva deciso d'essere prudente, 202 XVI | giovanetta ignara, sopra l'àlea d'un amore che doveva essere 203 I | Per la camera semioscura aleggiava un profumo indefinito d' 204 II | tentacolari per i filamenti delle alghe.... Laggiù avevan tomba 205 XV | adoperavano un solo profumo, aliante intorno ai corpi in una 206 XV | pareva trarre qualche mistico alimento alla propria anima; ed Emilia 207 II | palmizii non si muovevano per alito d'aria; il silenzio massimo 208 XII | aveva temuto di non potere allacciar mai colle braccia, - l'inno 209 V | spalle pungenti: due mani allacciate con forza intorno all'esile 210 VI | sbizzarrendosi a saldar l'allacciatura dei nodi, che potessero 211 XII | che i due corpi balzino, s'allaccino, si travolgano nell'eternità?~ 212 X | portare una nota originale, allargandosi dietro le teste gentili 213 XIX | al divano, studiandosi d'allargar le spalle e d'ergere il 214 XI | vesti della fanciulla, ad allargarne le ginocchia indolenzite, 215 VIII | delle fanciullaggini; ma è allegra così di rado, che bisogna 216 XI | appresso a una gita, a Mont'Allegro. Vi andarono, salendo da 217 XV | tratto? - soggiunse Roberta, allentando il pugno e lasciandosi sfuggire 218 XV | senso tra di ardore e tra di allettamento.~- Quanti anni ha l'ammalata? - 219 I | mai.... Certi misteriosi allontanamenti, certi risvegli di violenta 220 XVII | osava un passo più deciso, allontanandosi...~E tutto ripiombava nel 221 V | senza stendere la mano per allontanarla d'un'ora....~Nascose il 222 I | ed Emilia si studiava d'allontanarle ogni causa di malcontento.~ 223 V | io ti ho promesso di non allontanarmi da te, e tu mi hai promesso 224 XIX | esistenza della sorella; non allontanarsene mai più, non perdere un 225 V | aria di corruccio, mentre, allungando le mani, apriva ad Emilia 226 V | ed ella era incapace d'allungar la mano ad accendere il 227 XVI | magro della femmina pareva allungarsi; e il collo s'allungava 228 XV | si trovavan soli; e s'era allungata sul divano, col gomito e 229 XVI | allungarsi; e il collo s'allungava di certo, aiutando la voce 230 XVI | di tempo in tempo qualche allusione, o coglieva qualche sorriso, 231 VII | serenità dei grandi paesaggi alpestri, o dei graziosi paesaggi 232 XVIII| e di libertà, se non un altaleno di diritti e doveri. Ella 233 XV | e le calze di seta nera alte fino alla coscia.~Ella si 234 II | piccoli lampi verdognoli, alternando la loro luce così, da sembrare 235 XIX | fatta rauca, incerta, con alterni suoni di metallo prossimo 236 VII | gamme di colore, in diverse altezze, da cui s'ergevano, i cipressi 237 VIII | gli spruzzi si levavano altissimi, aprendosi a guisa di Ventaglio 238 | altr' 239 | altrettante 240 | altrove 241 | altrui 242 VIII | le illusioni solite dell'altruismo, - riprese Cesare, con voce 243 III | arrivavan da sole a qualche altura, che dominasse la città, 244 III | disse a un tratto la donna, alzandosi e incamminandosi.~Essi ripresero 245 I | alla sorella e l'aiutò ad alzarsi, riuscendo a sorriderle.~ 246 X | per la quale ella s'era alzata, aveva asceso la scala fino 247 XIV | Rassicurati; nessuno è alzato, a quest'ora!~Emilia lo 248 XIV | di più, - disse. - O mi alzo, e vado da Roberta, e mi 249 XIV | arrestarlo.... Emilia lo fissava, amandolo; e cercava un mezzo, pensava 250 XIX | non rilevava una piega amara all'angolo delle labbra 251 XVIII| avete affezioni! - soggiunse amaramente. - Arrivate a credere ch' 252 XVI | amano come noi volevamo amarci, chiusi gli occhi a tutto 253 XIV | compiere un atto che potesse amareggiarla!... Ma lo capirai, non è 254 XIII | il tempo che è mIo, non amareggiarmi l'ebbrezza che tu ignori, 255 XV | animo gli si risvegliava, l'amarezza intollerante di uno che 256 VIII | il quale si presentava amarissimo, qualunque via ella avesse 257 XV | carnali....~- Oh lasciatemi amarla! - esclamò Emilia, credendo 258 V | rimproverarti? Ti sembra di amarmi quanto ti amo io?... Roberta?... 259 XIV | Avete voluto sapere s'io vi amassi.... Lo avete saputo; ed 260 XIV | vostro per me?... Se mi amaste, non esitereste un istante 261 XVI | andava soffocando le fisiche ambasce con un'interpretazione nuova; 262 XVI | conosco i sodisfacimenti dell'ambizione, la delizia di sentirsi 263 XV | egli rispose, prendendole ambo le mani. - Cercate di non 264 V | un pallidissimo color d'ambra; la camicia cilestrina così 265 XVIII| tardi; e noi aspetteremo, ci ameremo così.... Dimmi? - Non è 266 XII | qualcuno? Siamo liberi; ci amiamo.... Perchè devi arrossire?~ 267 XVI | quali venivano a lui dall'amica incapace a simulare; e ancòra 268 Pre | un anello», come direbbe Amleto; e ne esce una musica delle 269 XII | momento in cui l'oscurità ammantava il corpo nudo di Emilia, 270 II | tempeste. Dietro il vivente ammasso di case si snodava la strada, 271 XVIII| sorridendo. - E tu non volevi ammettere ch'ella leggesse troppi 272 XV | ripetè. - Vorrei poter non ammetterlo; e sarei libero, e la mia 273 XV | del tuo dolore!...~- Non ammettete alcun legame. Siete un selvaggio, - 274 XV | cominciato il gaudio.~- Non ammetto alcun legame? - ripetè. - 275 VIII | riflessioni affannose, per ammirare lo spettacolo; ma la vicinanza 276 III | di tremanti desiderii.~Ammirarono insieme il ponte della ferrovia, 277 X | socchiudeva le labbra ad ammirarsi i denti piccoli ed eguali.~ 278 XVI | la delizia di sentirsi ammirata, il gaudio d'essere libera, 279 XVI | logica sicura.~E alla sua ammirazione anche la conquista d'Emilia 280 XIX | pure? come si chiamava? era ammogliato?... Cercò sulle dita di 281 I | tavolini, sui divani, s'ammucchiavano i libri rilegati o sciolti, 282 XV | amava di quel formidabile amor delle vedove, che paiono 283 X | classiche nelle vicissitudini amorose, delineate con gagliardìa 284 XVI | dolorosamente la scala del travaglio amoroso, Emilia fu tòcca, e gli 285 I | la pezzuola, e l'arrossò ampiamente.~- Dio! - esclamò Emilia, 286 VIII | rivestiti di càmici bianchi o di ampie vesti nere, il viso tutto 287 X | s'era vista per una lunga amplissima scala, i cui gradi erano 288 XV | delineando un gesto verso l'amplitudine del mare e dell'orizzonte, - 289 VI | appena, rifuggendo dall'analizzare anco una volta lo spettacolo 290 XIX | ma poichè faceva l'atto d'andarle incontro, Roberta attraversò 291 Pre | non la troverà mai.~Posso andarne mallevadore, perchè l'autore 292 XI | gita, a Mont'Allegro. Vi andarono, salendo da Rapallo al monte, 293 VI | foresta.~Nauseato, stava per andarsene quando Emilia sopraggiunse; 294 XIX | che è sempre con me.... Andate sùbito; non fermatevi per 295 VII | edifici, i quali a mano a mano andavan poi disseminati in mezzo 296 XVIII| mi facevan tanto male; e andavo pregandola di pensare, di 297 XIX | sùbito.~- Sùbito; bisogna vi andiate sùbito; io vi pagherò il 298 III | folla che le ignorava; l'andirivieni della gente, il frastuono 299 XV | fantasmi passino, mentre andranno sempre rinnovandosi poichè 300 VIII | montagna, in Isvizzera.... Andremo, non è vero, Emilia?... 301 XVI | poteva nutrir dubbio; e l'aneddoto narrato dalla vecchia, rispondeva 302 XIX | destra, nuda, non aveva anelli, e la sinistra era ancòra 303 Pre | brevità, «al motto d'un anello», come direbbe Amleto; e 304 IV | espressione di bamboccio anemico e imbronciato. Al momento 305 XVIII| sostenevano il chiosco ai quattro angoli, il Lascaris appena gettò 306 XII | per sottrarsi al pericolo.~Angosciata, smarrita, con un ronzìo 307 XV | rilevando un nuovo sguardo angosciato di Emilia, Cesare si staccò 308 III | arrestata, esclamando con voce angosciosa:~- Ma Lei non m'inganna, 309 XIX | Dentro la fronte, più angusta per i riccioli tenaci, chiudeva 310 XVI | l'uscio, decisa a uscir d'angustia, e a parlare.~La fanciulla 311 III | di strada fu silenzioso, angustiato dal prossimo breve distacco 312 VIII | tacere? Perchè spiegarsi, animando le speranze dell'uomo, più 313 Pre | ingenuità sincera, cercando d'animare innanzi a se stesso le fantasie 314 XIX | di cognac, ch'era parso animarla un istante.~Risalì in carrozza, 315 VII | impalpabile o dentro le acque animate dal formidabile riverbero, 316 XV | osservava la testa bionda e animosa di Roberta, a riscontro 317 I | chiara, con una mal celata animosità contro l'uomo, il quale 318 XVIII| distruggere.~Il cuore, la mente, annebbiati dall'egoismo senza confine 319 XIX | Mentre sotto la tettoja annerita accendevano i bracci a gas, 320 V | dell'oscurità, in cui s'annidavano i pensieri che durante il 321 XV | giovani portavano i capelli annodati in giro al capo, folti e 322 XIX | cantilene d'impiegati ad annunziare le partenze, suoni della 323 XI | tutta nuda, e venisse ad annunziarmi gravemente il pericolo scampato!...~ 324 VI | VI.~ ~La notìzia fu annunzìata con tanto ingenua serenità, 325 XVIII| un sogno.... Quando le ho annunziato i nostri disegni, la necessità 326 XVI | Dunque, parlerai, le annunzierai? - egli insisteva, baciando; 327 XVI | le mani della donna.~- Le annunzierò.... - disse Emilia.~- Oggi, 328 XI | fanciulla si prestasse all'anormalità dell'imprevista confidenza 329 III | necessità d'ingannare. Le ansie precedenti una catastrofe 330 XVIII| così logico e normale. Ma l'ansietà dipinta sul viso del Lascaris, 331 I | finito? - disse Roberta ansiosa. - Guarda se è finito.... 332 I | atroce.~Poichè il sordo antagonismo non giaceva soltanto in 333 XII | per chiasso.~Cesare aveva anticipato di pochi istanti l'ora del 334 XVI | egoismo, ribellandosi all'idea antipatica di giocar non l'esistenza 335 | anzi 336 III | per ogni miseria.~Emilia aperse il parasole bianco a merletti: 337 VI | delle calze, con le braccia aperte sulla spalliera della panchetta 338 IV | sempre, in uno specchio senz'appannature.~ ~ ~ ~ 339 VII | due scogli neri sorgevano, apparenti e scomparenti a capriccio 340 XV | Ma sotto quelle e simili apparenze, restava il fenomeno, inquietante 341 XIV | raggiunta e guardava l'alba apparire, con le nuvolette rosee; 342 XV | Forse, tutto ciò ch'egli era apparso fino allora, poteva essere 343 XVI | andando e venendo per l'appartamento, senza posa; affacciandosi 344 IV | faccia a Cesare, Emilia apparve quasi un busto marmoreo.~ 345 XI | Emilia una lunga lettera appassionata, fu attentissimo a Roberta, 346 IV | quali documenti di anime appassionate?~Era dunque possibile che 347 XV | replicò, mettendo in quell'appellativo un arcano senso di devozione 348 XV | Nervi sale a Sant'Ilario, s'appiana, discende per viottoli aspri 349 V | strinse pazzamente al seno, appoggiandone la testa sulla propria spalla.~- 350 XVIII| dall'amplesso, di Cesare, e appoggiandosi alla tavola di pietra, soggiunse:~- 351 VIII | Roberta vacillò, quantunque s'appoggiasse alla mano ferma di Cesare; 352 X | e la bocca era tremenda, appoggiata alle reni della vittima, 353 XVIII| verso di lui, cercando un appoggio; arrestarsi, barcollare....~- 354 XVIII| osava concludere; sedette, appoggiò le braccia alla tavola, 355 XV | confortare, di toglierle ogni apprensione sulla malattia d'ieri, che 356 XIV | taciturnità successiva, s'appressò a Cesare.~- Può svegliarsi, - 357 XVIII| lotte diuturne? Che cosa apprezzava, che cosa agognava, che 358 VIII | spruzzi si levavano altissimi, aprendosi a guisa di Ventaglio e ricadendo 359 IV | prima di giungere a lei? Aprirle le braccia, non doveva bastare? 360 XIX | Roberta sentì nel cuore l'odio aprirsi un varco fino al fondo, 361 XII | ma certi fiori che non s'aprono, se non nell'umidità dell' 362 XIV | giovani corpi come folate aquilonari, e in una vita rimangono, 363 XVIII| sguardi vagavano tra gli arabeschi delle foglie cupe sullo 364 III | impedita qua e dagli arbusti scortesi.~Parlarono degli 365 XV | in quell'appellativo un arcano senso di devozione e di 366 III | ferrovia, a cinque grandi arcate, le quali incorniciavano 367 V | nella notte; di sotto gli archi sopraccigliari saettava 368 XI | cercò di trar Roberta d'arcione afferrandola pel busto; 369 II | marosi, si tuffava nel mare ardendo sotto il sole: era uno scoglio 370 VII | ulivi e per le lastre di ardesia che coprivano i tetti.~Più 371 VI | della voce, che Cesare non ardì spingere oltre la sua vendetta.~- 372 X | sagace, uno sfiorar di labbra ardite, un principio di tutte le 373 XII | davanti alla quale i desiderii arditi dovevano svanire.~Cesare 374 XIX | intrecciate sopra la targhetta argentea della valigia), - egli stesso, 375 XVIII| velame cilestre a gradazioni argentee; abbozzava sul terreno ombre 376 VII | ciuffi di verzura, i ciuffi argentei degli ulivi.... Dominava 377 IV | continuò tra il pulvìscolo argenteo.~In faccia a Cesare, Emilia 378 V | qualche tempo, meditando gli argomenti offerti dall'istinto egoistico 379 XI | e di qualche lampo d'arguzia spontanea.~Poi, di repente, 380 I | fulmine ricurvo, dorato, arme classica e divina, che si 381 XIV | silenzio oltre la porta, e l'armonìa del suo passo inavvertibile, - 382 XVI | si levò, riponendo i suoi arnesi nel panierino da lavoro, 383 XIX | di grazie fisiche, era un'arpa dalla quale poteva la passione 384 V | cauto o il volo maligno d'arpia; qualche inesplicabile romore 385 VIII | sulle rocce più eminenti, arrampicandosi dove le onde non potevano 386 III | pini marittimi svelti s'arrampicavano, chiudendo tra i naturali 387 XV | non sapeva il turbamento arrecatogli con quella notte di mezza 388 XI | scambio d'aiuti e una gara d'arrendevolezze; non poteva piegarsi a credere 389 XVIII| lottato; ma come non si è arresa all'evidenza, come non ha 390 III | vero? - esclamò Emilia, arrestandosi un attimo. - Essa è uscita 391 XIV | che la morte sola potesse arrestarlo.... Emilia lo fissava, amandolo; 392 XVIII| lui, cercando un appoggio; arrestarsi, barcollare....~- Un grido!... - 393 III | rispondere, e già Emilia s'era arrestata, esclamando con voce angosciosa:~- 394 XV | tanto in tanto soprappresi, arrestati e torturati dal richiamo 395 I | l'istinto oscuro aveva arrestato Emilia, uscita appena dalla 396 VIII | dissolversi, ripiegarsi, arricchir le ondate susseguenti, riattaccar 397 XIX | naturalmente lucidi, un poco arricciati. Solo, pareva a Roberta 398 VIII | tornare, Roberta. Il vento arriva fin qui, ed è più forte....~ 399 XVIII| soggiunse amaramente. - Arrivate a credere ch'io pensi davvero 400 VIII | breve scala di pietra; poi, arrivati sulla strada presso la chiesa, 401 III | capriccio, felici quando arrivavan da sole a qualche altura, 402 XIV | forza umana, capisci?... arriverà a contrastare la mia passione!... 403 XIX | campana ad avvertir gli arrivi, - mentre la vita fremeva, 404 XVIII| sopraggiungerle.~Il colpo arrivò così crudele alla donna, 405 XVI | fantasticaggini. Tossiva, arrossando la pezzuola portata alle 406 VIII | sangue, non forte, appena da arrossare la pezzuola; ma lo spavento 407 X | tormentandole gli occhi chiusi, arrossava anche le imagini, finirono 408 XVI | sèguito di diverse libertà; arrossendo del proprio necessario egoismo, 409 XI | talvolta contradditoria. Non arrossiva mai fuor di proposito; sapeva 410 XIX | alle mani una salvietta arrotolata quasi rabbiosamente, e largamente 411 I | sangue, la rottura d'una arteria, che la soffocasse in un 412 Pre | diceva «nasconde sotto l'artifizio retorico una grande povertà 413 XIX | petto era insostenibile l'artiglio della tortura; di quando 414 X | creduta l'opera di molti artisti immortali. La scala metteva 415 XV | voluttuosa pigrizia; sentiva ascendere fino al suo egoismo di donna 416 X | ella s'era alzata, aveva asceso la scala fino alla sommità, 417 XVIII| si sciolse adagio da lui, asciugò gli occhi, rimase taciturna; 418 X | infine dall'acqua, le membra asciutte quasi per magìa e odoranti 419 XVIII| spense.~Ancòra una pausa, ad ascoltare il silenzio susseguito; 420 XII | scorgerla sulla soglia, d'ascoltarne il grido.... Come erasi 421 XVIII| Nero.... Non può essere.~Ascoltarono allora tutt'e due, guardandosi; 422 I | discorsi distrattamente ascoltati sulla legge di selezione, 423 XIX | ingannare, in ultimo aveva ascoltato la propria condanna, chiara, 424 VI | d'obiezioni da parte dell'ascoltatore le togliesse il meglio del 425 XI | scettici per l'inesperta ascoltatrice, la sua intimità ardita, 426 V | una forma chiara, diritta; ascoltò il rimprovero, pensando 427 XVIII| girato tutto il giardino, aspettandoti.... Suvvia, dimmi....~- 428 XVI | nel giardino, stava ad aspettarla!~Perchè non si poteva nutrir 429 XV | Lascaris....~Roberta stava ad aspettarli, e qualche volta indugiava 430 XIX | timidamente Emilia. - Se tu aspettassi fino a domani? O vuoi mandare 431 XV | Sempre, quell'apparizione aspettata lo toglieva dalla supina 432 XII | quanto lo desidero io; voi l'aspettate, come vogliono la giovanezza 433 XIII | altre imagini; una turba d'aspettazioni gioconde la invase.... L' 434 XV | corso tranquillo, e non aspetterei tutto il mio avvenire dalla 435 XIX | imperlata di sudor freddo, aspettò.~Poi, quando la prima spuma 436 XII | innocenti in cui scendeva ad aspirar la fragranza selvatica di 437 II | scendeva nel giardino ad aspirare il profumo selvatico delle 438 XV | preghiera incessante, e lo aspirava a guisa di profumo, trovandovi 439 IX | camminavano pel giardino, aspiravano i profumi dei fiori, assistevano 440 XI | attrazione quasi sensuale, aspra. Cesare aveva bisogno di 441 XVIII| Perchè mi parlate così aspramente? Dov'è il vostro amore? 442 XV | appiana, discende per viottoli aspri fino a sboccar di nuovo 443 XIX | contro il palato, temendo d'assaggiar l'orribile sapor dolciastro 444 III | purifica. Egli aveva appena assaggiato qua e , gustosamente.~ 445 V | la quale prometteva nuovi assalti, nuove grida, nuove violenze.~ 446 XV | eterna, vibravano.~Pur di assaporare la vita, il sole, la felicità 447 V | aveva una voce straziante d'assassinato, una voce furiosa di chi 448 I | di principi e di re, si assegnava una parte nella favola, 449 XV | aver lasciato con la sua assenza.~- Chi oserebbe parlare? - 450 XVI | tempo moltiplichi le sue assenze e le prolunghi? Appena giungete 451 IV | paesaggio gli riapparve asservito alla bellezza di lei; più 452 XII | impossibile resistere.... Voglio assicurarmi che dorma.... Aspettami; 453 V | cimitero; gli usci bene assicurati, Emilia non temeva nulla 454 XV | di che cosa si tratta, - assicurò il Lascaris. - Me ne ha 455 VIII | sopravvenienti, con vece assidua, con un ribollir di schiuma 456 II | gelosamente ornata di cure assidue?~Ma il giorno era pigro, 457 XVI | avesse voluto spiegar l'assiduità del giovane presso le due 458 IX | divincolava invano sotto l'assillo. Celava il volto in mucchi 459 VIII | aveva bisogno della mia assistenza, io gliel'aveva offerta.... 460 V | potranno giovarmi: dovranno assistere alla mia morte, senza stendere 461 IV | due livide caricature, che assistessero senza sospetto al mistero 462 IX | aspiravano i profumi dei fiori, assistevano alle feste del sole, udivano 463 XI | d'Emilia, la quale aveva assistito in parte al nascere della 464 I | incontro; e per malvagia associazione d'idee, ella ricordò alcune 465 II | sdrucciolo.~E le idee scarne assolute dei tempi rosei mutavano 466 XVIII| aveva taciuto nel grande assopimento notturno; così che gli amanti 467 XII | guardava ora lui, ora la villa assopita coi due palmizii i quali 468 XIX | disperata tristezza così assorbente, che ella non s'avvide come 469 VII | per qualche istante tutto assorbito, e cominciò a osservar da 470 VII | chi medita cose lontane; assorbivano la sua attenzione fisica, 471 VIII | furore inutile con la voce assordante di quel liquido furore, 472 XVIII| Lascaris, senza difendersi, assorto nel pensiero molesto del 473 XI | La conversazione seria assumeva una vivacità estrema. Cesare 474 XVIII| prima non hai sentito l'assurdità intollerabile delle sue 475 IV | Emilia si levò, mentre sull'astro le nuvole gettavano il velo 476 XI | gettate lungi l'ipocrisia atavica. Siete liberi!»~E pensava 477 IV | indefinita stanchezza, come per atavismo? Voleva quell'ingenuo senso 478 III | linee, che il male aveva atrofizzate o guaste in Roberta; onde, 479 VIII | Le pare? Quella ragazza è attaccata a me, è gelosa della mia 480 I | un istante sotto un nuovo attacco del male; il fazzoletto 481 XV | medesima.~Sotto lo sguardo attanagliante dell'uomo, Roberta parve 482 XVI | forse, povera, di sangue, attanagliata fra le branche del male 483 X | morsa di ferro le aveva attanagliato la gola, e con gli occhi 484 X | di ridere senza fine, d'atteggiare la fisionomia al ghigno 485 XVI | diceva ad alcuno lo scopo, attendendovi instancabile; sebbene Emilia 486 I | segno infallibile: ella attendeva un altro colpo di tosse, 487 II | bagno alla villetta, ove l'attendevano Roberta e le piccole cose 488 XIII | aggiunse, guardandola attentamente, nell'abbracciarla. - Come 489 XI | lettera appassionata, fu attentissimo a Roberta, fraterno. Il 490 XV | spalle alla finestra, seguiva attento l'atto della ragazza. irrequieta.~- 491 XVIII| sollecitudine!~Egli n'era atterrito, e taceva pensando.~Ma d' 492 XI | inibiti ancòra alle ragazze. Attillata, guantata, coi cappelli 493 XVIII| tratto la possibilità di attirar Cesare in inganno.~Proseguì, 494 XIX | che il giovane si lasciava attirare, e la studiava, l'ammirava 495 XIX | studio. In verità, il giovane attirava l'attenzione di lei potentemente, 496 II | scatenati, l'acqua e l'onda l'attiravano, le parlavano, la cullavano 497 XVIII| fece il gesto, e l'amante l'attirò a , stringendola al petto.~- 498 XIV | a rispondersi, che già l'attitudine d'Emilia s'era cangiata, 499 V | di condurre una vita più attiva, di non rimaner l'intero 500 I | espressione laconica, il gesto attivo e silenzioso dei momenti


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