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Gaetano Carlo Chelli
Racconti dell'Apuano

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  • IL SEGRETO DEL CUORE
    • I
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IL SEGRETO DEL CUORE

 

I

 

Caro Roberto,

non perdo un minuto a risponderti. La consolazione che desti alla Lisa ed a me, ci fa tuoi debitori di una gratitudine senza limiti. Se sfortuna volle che un bambino non nascesse da noi, la nostra vita non sarà priva per questo della consolazione di avere una figlia, e in quell’affetto che tu ci procuri concedendoci l’Irma, l’anima nostra troverà il compenso alle tristezze ed alle delusioni provate.

Partirò tosto per venire a prendere l’Irma. Tutto è preparato pel suo ingresso in casa nostra, e quel giorno che ciò avverrà, sarà una festa così piena e una gioia così pura, da non perderne mai la viva rimembranza…”.

Questo ed altro scriveva Gianni al fratello Roberto, sul progetto di prendersi seco l'Irma, figlia dell'ultimo.

Il progetto era nato da un pezzo, e se n’era già parlato di molto. Gianni, nella Lisa, aveva trovato bellezza, grazia ed amore. Que’ due sposi non avevano mai provato le amarezze che procurano le privazioni, avvegnaché fossero ricchi ambedue. Dalla società ricevevano mille lusinghe e mille onori.

Ma non per questo erano felici. Ambedue avevano bramato ardentemente rivivere in un figlio, ed essere allietati dalle sue carezze. Sbalzati, per ragioni di affari, lungi dal paese natio, risentivano tanto maggiormente il bisogno dell’affetto paterno. Questo la fortuna loro negò, e la loro vita fu triste assai in quell’isolamento ed in quel vuoto.

Perduta cogli anni qualunque speranza e qualunque illusione, vollero che la pienezza d’amore che riserbavano ad un loro figlio, fosse riversata in un’altra persona che ne prendesse il posto.

Il fratello di Gianni, da lungo tempo anch’egli ammogliato, aveva avuto due figlie, due cari angioletti. Irma e Lidia erano la benedizione, il gaudio della famiglia. Possedevano le grazie tutte di una soave bellezza. La loro vita era un sorriso celeste ed infinito. Se qualche volta la smunta faccia del dispiacere o della noia, fe’ capolino all’uscio di quella casa avventurata, l’armonia della loro voce, l’incrociarsi crepitante dei loro frizzi, le risorse del loro spirito educato e gentile, e finalmente la sovrabbondanza delle loro tenerezze e delle loro carezze, scacciavano tosto il genio sinistro.

Gianni chiese una delle nipoti, e lasciando alla sorte il decidere, si attenne all’Irma. S’ebbe dapprima un rifiuto reciso e formale; ma egli non si scoraggiò punto, e seppe tanto pregare e promettere, che Roberto, Adele, moglie di lui, Lidia ed Irma acconsentirono. L’Irma andò a vivere con gli zii, e se pur era increscevole cosa per lei il pensar qualche volta che trovavasi dall’affetto e dalle cure della Madre, del Babbo e della sorella, trovò presso la sua nuova famiglia una pienezza ed una sincerità così viva e così completa di amore, da essere assai compensata.

Così passarono due anni. Irma giunse al suo ventiduesimo, mentre la Lidia toccava i venti.

Nella sua nuova dimora, l’Irma ispirò più d’una passione; ma il suo cuore restò muto. Sotto la corteccia della spensieratezza che esplicavasi in lei, era una brama ardente di forti emozioni e di pensieri alti e nobili. Come non era comune il concetto dell’amore che sognava, così era difficile trovare il tipo di uomo che incarnasse quel concetto e si mostrasse all’altezza delle idee della fanciulla. Qualcuno disse che la era troppo fredda. Non si pensava che i suoi rifiuti erano invece conseguenza logica dell’esser lei troppo ardente. Altri affermò che la era esigentissima e questi ebbe in parte ragione. Ella esigeva un uomo che sapesse amarla davvero; esigevalo quanto è dato a mortale; ma ciò ottenuto nessuna si sarebbe meglio di lei ridotta ad esser la schiava dell’uomo adorato.

Gianni era assai innanzi negli anni e così la Lisa. Le loro risorse erano divenute cospicue. Fu per ciò che Gianni decise smettere il solerte ed intelligente lavoro al quale doveva la sua posizione, per tornarsene nella città in cui vivevano i genitori e la sorella dell’Irma, e vivere per tal modo vicini gli uni agli altri.

Il giorno che Gianni fu in grado di stabilire il ritorno alla città natale, venne una notizia che recò a tutti gioia. La Lidia era stata promessa ad un giovane bravo, buono, simpatico e appartenente a famiglia onorevole. I due fidanzati si amavano con tutta l’anima e non vedean l’ora d’essere marito e moglie.

 

 




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