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Giuseppe Rovani
Manfredo Palavicino

IntraText - Concordanze

era

1-500 | 501-1000 | 1001-1311

     Periodo, Capitolo
1001 2, XXVI | prudenza e coll'astuzia, era stata vinta essa pure. Il 1002 2, XXVI | colla signora di Rimini era per lui di una importanza 1003 2, XXVI | alla quale il pontefice era venuto nella determinazione 1004 2, XXVI | di concepimento che gli era tanto propria, stette aspettando 1005 2, XXVI | qualche novità, ma non v'era propriamente nulla. Soltanto 1006 2, XXVI | dal pensiero un momento ed era da aspettarsi, perchè non 1007 2, XXVI | accorse benissimo quanto v'era di ostentato e di artificiale 1008 2, XXVI | della Ginevra in Roma, non era a farne il minimo dubbio. 1009 2, XXVI | mettendo in mezzo che non era conveniente il parlare di 1010 2, XXVI | entrandosi a parlare, com'era inevitabile, e del Baglione 1011 2, XXVII | attraversati gli atrj pe' quali era una folla corrente e ricorrente 1012 2, XXVII | camarlingo, il cui ufficio era di aprire l'usciale a chi 1013 2, XXVII | fatta non senza fervore. Ma era un fervore forzato e non 1014 2, XXVII | distinguevasi tra le molte teste ond'era circondato, e che fissando 1015 2, XXVII | accorgersi del tremito che s'era messo nella persona della 1016 2, XXVII | improvviso l'umore di lei era divenuto assai cupo. Ne 1017 2, XXVII | mesi che Giampaolo Baglione era chiuso in castello. Fin 1018 2, XXVII | tutti i dolori onde egli era stato autore altrui in tanti 1019 2, XXVII | con uno stiletto che si era cavato di sotto alla cappa, 1020 2, XXVII | poco di lume intorno... ed era così scarso, che la luce 1021 2, XXVII | tace, uscì detto ad una.~ - Era tempo!... Io non ne potevo 1022 2, XXVII | sotto il braccio, il terzo era un frate della Misericordia... 1023 2, XXVII | beccajo...~ - Ebbene.~ - Era da qualche tempo che un 1024 2, XXVII | tutti i luoghi dintorno, ed era una noia indicibile. Bisogna 1025 2, XXVIII| Elena, ma il suo esteriore era troppo calmo. I suoi modi 1026 2, XXVIII| all'orecchio che la Ginevra era in Roma. Il tumulto messosi 1027 2, XXVIII| signora di Rimini.... E l'ora era presso in cui codeste sue 1028 2, XXVIII| delle tentazioni. La Ginevra era in Roma, la lontananza era 1029 2, XXVIII| era in Roma, la lontananza era tolta, l'ostacolo distrutto, 1030 2, XXVIII| ma rifiutando la duchessa era sconvolgere un ordine di 1031 2, XXVIII| vituperosa e colpevole.~Era il successivo alla morte 1032 2, XXVIII| di quella passione; ella era nata inoltre nel momento 1033 2, XXVIII| costante all'amore di lui, ma era pur sempre la prima sensualità 1034 2, XXVIII| vennero; ma vennero quando non era più in tempo, quando anzi 1035 2, XXVIII| lei, più d'una volta gli era venuta una parola sul labbro, 1036 2, XXVIII| un'altra risoluzione, ed era di recarsi a veder la Ginevra 1037 2, XXVIII| costringevano a far ciò ch'era tanto contrario alla propria 1038 2, XXVIII| duchessa mentre la Ginevra era in Roma, non gli parve mai 1039 2, XXVIII| perchè dell'animo interno era tutt' altro. La malattia 1040 2, XXVIII| cangiato aspetto, ma non era vinta; era anzi peggiorata.... 1041 2, XXVIII| aspetto, ma non era vinta; era anzi peggiorata.... I primi 1042 2, XXVIII| imprecazioni sulle labbra; ora era l'accoramento, la tenerezza 1043 2, XXVIII| parlarle!~Ma se la mattina gli era ciò sembrato assai facile, 1044 2, XXVIII| senza mai potersi risolvere. Era una giornata nuvolosa del 1045 2, XXVIII| una goccia. La commozione era portata al punto che, accrescendola 1046 2, XXVIII| gli si spalancò d'innanzi. Era la Ginevra stessa che teneva 1047 2, XXVIII| gelida; tutto il tumulto era interno.~In fine, ella si 1048 2, XXVIII| bellezza della duchessa Elena era senza dubbio più perfetta; 1049 2, XXVIII| al solo sentire ch'ella era per rimaner vedova, Manfredo 1050 2, XXVIII| di pallidissima ch'ella era, coprirsi di un rosso carico....~ 1051 2, XXVIII| attizzarvi il fuoco che v'era spento.... Non s'accorgeva 1052 2, XXVIII| parole già pronunciate~L'atto era semplicissimo, ma non è 1053 2, XXVIII| tenerezza, che accoramento era nell'anima sua in quell' 1054 2, XXVIII| Ogni gioconda esaltazione era in lei cessata; le parole 1055 2, XXVIII| la stanza agitatissimo. Era venuto nella risoluzione 1056 2, XXVIII| avvenimento. Lo sapete pure; io era come sepolta viva colà. 1057 2, XXVIII| capo.~Il Palavicino, ch'era venuto per tutt'altro, 1058 2, XXVIII| poteva sperare, che non gli era lecito desiderare. E la 1059 2, XXVIII| cambiamento delle cose, era risorto con istraordinaria 1060 2, XXVIII| erano passate.~Egli non s'era ancora lasciato vedere dalla 1061 2, XXVIII| matrimonio colla duchessa era imminente, lacerato da mille 1062 2, XXVIII| di camera avendo udito ch'era con lei il marchese Palavicino, 1063 2, XXVIII| freddezza onde le pronunciava era tale da mettere chicchessia 1064 2, XXVIII| disperazione, ma di dentro era anch'esso tutt'altro che 1065 2, XXVIII| Che cosa!~ - Se prima non era conveniente, adesso sarebbe 1066 2, XXVIII| all'uomo di camera s'ella era sola.~ - È sola infatti, 1067 2, XXVIII| la Ginevra arrossendo.~ - Era più che naturale; ma ora 1068 2, XXVIII| che, trovandosi in Roma, era ben ragionevole venisse 1069 2, XXVIII| Benissimo detto; pure questa non era la prima l'unica cagione.~ 1070 2, XXVIII| l'ho sospettato.~ - Non era difficile; l'Elia Corvino 1071 2, XXVIII| pietà veramente; pure non era qui tutto. La morte del 1072 2, XXVIII| me stessa.~ - Io però non era del suo avviso, e a poco 1073 2, XXVIII| un pezzo. Il suo dolore era di quelli che tolgono persino 1074 2, XXVIII| a' servi se il marchese era abbigliato.~ - Lo lasciamo 1075 2, XXVIII| da qualche tempo.~L'ora era già tarda. A Manfredo, attraversando 1076 2, XXVIII| notte, l'orrida scena di cui era stato spettatore, ed ora 1077 2, XXVIII| nessuno del suo seguito. Era grave e concentrata. Le 1078 2, XXVIII| altri.~L'arcidiacono ch'era uscito ad avvisare il cardinal 1079 2, XXVIII| semplice gentiluomo qual'era Manfredo, e l'eccellentissima 1080 2, XXVIII| quanto entusiasmo ella n'era stato oggetto, avea pensato 1081 2, XXVIII| dove stava la Ginevra gli era dirimpetto, le finestre 1082 2, XXVIII| tempo senza mai muoversi. Era tanto assorto, da non accorgersi 1083 2, XXVIII| profferivano tali parole, l'ombra era scomparsa, e dopo qualche 1084 2, XXVIII| sempre tutti i dolori ond'era oppresso, e gli altri da 1085 2, XXVIII| ricondusse al palazzo Aurelio. V'era gran folla sulla piazza, 1086 2, XXVIII| attitudine.~Nelle sale intanto era la più viva giocondità. 1087 2, XXVIII| rimasero sazj. Ma la musica era accorsa a riparare i guasti 1088 2, XXVIII| viva e sincera gioja ond'era animata in quelle ore le 1089 2, XXVIII| Lautrec che viveva, e ch'era potente e sdegnato.... il 1090 2, XXVIII| pel quale improvvisamente era gettata nella disperazione.~ 1091 3, XXIX | abbiam parlato, in quanto era per venir tempo in cui l' 1092 3, XXIX | giustizia cortese.~Se non era possibile reprimere lo sdegno 1093 3, XXIX | più fondate le speranze era che il re di Francia, essendo 1094 3, XXIX | di Milano recavansi, com'era naturale, dove sapevano 1095 3, XXIX | universale, improvvisamente era diventato l'oggetto dell' 1096 3, XXIX | tutti contro la Francia. Era giunto portatore di notizie 1097 3, XXIX | Palavicino.~Siccome il Lautrec era stato chiamato in Francia, 1098 3, XXIX | esso in quegli undici mesi era venuto mettendo insieme 1099 3, XXIX | da lei scritta al Morone era tanta generosità di parole, 1100 3, XXIX | grave impresa, della quale era stato messo alla testa. 1101 3, XXIX | ciascuna di queste tre classi era sorto chi dovea assumersi 1102 3, XXIX | insidie al Morone, se n'era corso a Milano per avvisare 1103 3, XXIX | per la porta a Modena, ch'era l'opposta a quella dove 1104 3, XXIX | di nascosto e di queto, s'era procurato taluni passatempi, 1105 3, XXIX | il quale nelle Fiandre s'era trovato coll'imperatore, 1106 3, XXX | CAPITOLO XXX.~ ~Era il 30 gennaio del 1521; 1107 3, XXX | suo quarto; nell'interno era quel movimento che prepara 1108 3, XXX | mezzo alle sue donne, ed era da molte ore ch'ella passava 1109 3, XXX | ardente. Il modo onde s'era comportato Manfredo in Roma 1110 3, XXX | soluzione di questo viluppo era quanto da undici mesi la 1111 3, XXX | cui tante volte Manfredo era stato tormentato; pure prima 1112 3, XXX | volle mai confessare ciò ch'era veramente, metter mai 1113 3, XXX | impensierito, e allora era una cosa strana a vedersi 1114 3, XXX | da questa donna che pure era il delirio di molti, mai 1115 3, XXX | seno all'Italia. Ed ella era tanto più degna di stima 1116 3, XXX | quando stava per prorompere era costretta a tacere innanzi 1117 3, XXX | Questo da qualche tempo era il tenore di vita della 1118 3, XXX | dolore,~Finir che a mezzo era il dolore appena,~........................... ~........................... ~ 1119 3, XXX | pericolo, e che Lautrec era in Francia, si ricompose 1120 3, XXX | a sedersi fra le donne. Era impossibile che di quel 1121 3, XXX | trapelato mai nulla di quanto era accaduto. Ma passiamo a 1122 3, XXX | seguita da una fante. Tutto era tranquillo oramai, alla 1123 3, XXX | fìnestroni del piano superiore. Era l'effetto medesimo che produce 1124 3, XXX | per cui anche l'Adriatico era sempre stato in una continua 1125 3, XXX | vento che alimentava ed era alimentato dalle fiamme. 1126 3, XXX | vento di ponente, la notte, era delle più tempestose, quantunque 1127 3, XXX | che da tanto tempo gli si era messo nell'animo. Un anno 1128 3, XXX | molti giorni di viaggio era in fatti giunto a Cervia, 1129 3, XXX | stabilito il modo. Suo intento era, come si disse di produrre 1130 3, XXX | incendio. Tutto adunque gli era andato a seconda del desiderio. 1131 3, XXX | che quasi tutto il popolo era uscito di Rimini, e che 1132 3, XXX | dolori; altro pensiero gli era venuto in mente fuori di 1133 3, XXX | che dall'odio medesimo ond'era divorato per colei, e lo 1134 3, XXX | cercarla per distruggerla, era risorto l'amore, prepotente 1135 3, XXX | la madre del suo Armando, era segno indubitato che l'amore 1136 3, XXX | nel cui soddisfacimento era pure riposto un supremo 1137 3, XXX | passare il Rubicone. La piazza era silenziosa, e soltanto portato 1138 3, XXX | superiore dell'ala destra era illuminato ma non ne usciva 1139 3, XXX | l'altre rispondevano. Non era la voce della duchessa. 1140 3, XXX | opposta del palazzo dov'era il gran vestibolo che introduceva 1141 3, XXX | smarrire ogni spirito e cadere. Era la duchessa che dall'alto 1142 3, XXX | gettò uno sguardo... non v'era più nessuno.~ - Dove può 1143 3, XXX | andata? disse tra ; ma era pure la sua voce quella 1144 3, XXX | quella che ho udito... ma era qui dov'ella si trovava 1145 3, XXX | eran tutte vuote, ma v'era quel disordine nelle suppellettili 1146 3, XXX | Allora accortasi di quel che era, e cessata l'inerzia della 1147 3, XXX | Lautrec rientrò dov'ella era.~ - Sei stanze mi serrai 1148 3, XXX | sempre più della salute, ed era stato, ed era tuttavia cagione 1149 3, XXX | salute, ed era stato, ed era tuttavia cagione di forti 1150 3, XXX | mentre da ciò stesso gli era accresciuta la pietà pel 1151 3, XXX | pietà pel suo figlio, questa era di tal natura, che bisognava 1152 3, XXX | presentimento; però, mentre era venuto in cerca della madre 1153 3, XXX | ambedue. Ma pensando com'era stato tradito e offeso da 1154 3, XXX | debole del primo, l'avvisò ch'era tornata in vita, e si volse.~ 1155 3, XXX | nella camera vicina, ch'era quella da letto, per tentare 1156 3, XXX | che il Lautrec di colpo s'era fermato innanzi a quel ritratto:~ - 1157 3, XXX | le grondava dalla fronte. Era veramente un istante orribile.~ 1158 3, XXX | superiore alla colpa. Ed era in vero un accidente degnissimo 1159 3, XXX | rimaneva un istante di più, ed era tuttavia nel massimo della 1160 3, XXX | figlio!?~Più volte prima ell'era stata in procinto di ricordargli, 1161 3, XXXI | ad osservare l'incendio, era ascesa all'alto dell'edificio. 1162 3, XXXI | silenzio profondo in cui era avvolta la città, dall'alto 1163 3, XXXI | ella potuto indovinare chi era quegli che si avanzava! 1164 3, XXXI | avanzava! Ma quel rumore era cessato improvvisamente, 1165 3, XXXI | da lei stessa aperto, si era fermata un istante in mezzo 1166 3, XXXI | tutti che cioè lo incendio era stato appiccato apposta 1167 3, XXXI | sospetto al mondo; l'altro era stato troppo debole perchè 1168 3, XXXI | delle sale fossero chiuse, era una cosa insolita, però 1169 3, XXXI | camera da letto. La finestra era spalancata ancora; le cortine 1170 3, XXXI | lumi alla faccia. Non v'era nessun'alterazione nelle 1171 3, XXXI | soltanto alla solita bianchezza era successa una tinta leggermente 1172 3, XXXI | maggiore alla persona, ell'era solita avvolgersi i lombi, 1173 3, XXXI | essermi ingannato. Qualcuno era in questa stanza con lei.~ - 1174 3, XXXI | risultò che il pericolo era estremo.~Venne finalmente 1175 3, XXXI | induce a credere ch'ella era inevitabile, se la neve 1176 3, XXXI | affatto, udendo che l'incendio era stato arrestato, e che Rimini 1177 3, XXXI | Nell'ora che tutta la città era in travaglio per stornare 1178 3, XXXI | tutto il popolo, tanto ella era amata.~Il Palavicino, entrò 1179 3, XXXI | marchese, il quale gli s'era incontanente rivolto:~ - 1180 3, XXXI | segno di vita, l'agonia era incominciata. Il venerando 1181 3, XXXI | chiamò per nome, e veduto ch'era indarno, si concentrò in 1182 3, XXXI | recatosi al finestrone ch'era stato chiuso, ne sferrò 1183 3, XXXI | Rimini. La duchessa Elena era già discesa nella fossa, 1184 3, XXXI | voce che la duchessa Elena era morta naturalmente.~ ~ ~ ~ 1185 3, XXXII | chi deve metter corona.~Era da qualche tempo infatti 1186 3, XXXII | Augusta, nella quale città era venuta a dimorare anche 1187 3, XXXII | già chiamava suo sposo, ed era venuta intanto presso il 1188 3, XXXII | contava che ventotto, ed era di un'avvenenza assai rubesta, 1189 3, XXXII | rapporti della vita privata; c'era forse quanto poteva bastare 1190 3, XXXII | ingegni di quella nazione, era abbastanza notevole anche 1191 3, XXXII | trappisti, o se il rompevano, era per gettarsi a corpo perduto 1192 3, XXXII | anche di quel tempoforte era l'entusiasmo della scienza, 1193 3, XXXII | in quel posto distinto. Era dessa la Ginevra Bentivoglio. 1194 3, XXXII | diritto, pure la sua comparsa era sempre seguita da un lungo 1195 3, XXXII | della sfera di donna, s'era avvolta con molto ardore 1196 3, XXXII | delle proprie ricchezze era così volontario, così spontaneo, 1197 3, XXXII | ad ogni quattro parole era impossibile di non toccare 1198 3, XXXII | metteva nell'animo a tal nome era ciò che le faceva scansare 1199 3, XXXII | venire a trattare di quanto era rimasto della grand'opera 1200 3, XXXII | toccato per incidenza, ed era: = Se all'Italia, dall'invasione 1201 3, XXXII | il proprio giudizio, che era in tutto favore di Adriano, 1202 3, XXXII | alla sua custodia. Egli era dunque in obbligo di provvedere 1203 3, XXXII | faccia a loro stessi; una era del Morone, l'altra del 1204 3, XXXIII| preparativi per l'impresa. Non gli era però stato possibile uscir 1205 3, XXXIII| dire al Palavicino, di cui era amicissimo, non voler per 1206 3, XXXIII| lasciato da tutti i suoi, era solito ritirarsi a studiare 1207 3, XXXIII| io vi attesi, in quanto era sicuro che il mio Manfredo 1208 3, XXXIII| scansare: ecco tutto.~ - Ciò era più che naturale a quella 1209 3, XXXIII| recatosi nell'anticamera, dov'era l'Elia Corvino ad aspettare:~ - 1210 3, XXXIII| ad onta di tante cure, era però abbastanza ben disposto 1211 3, XXXIII| in quanto pensava che gli era concesso finalmente di poter 1212 3, XXXIII| sagrificio ch'ella medesima s'era imposto, di non vedere mai 1213 3, XXXIII| in quegli ultimi giorni s'era messa nel suo sangue un' 1214 3, XXXIII| Bentivoglio, che in quel momento era tristissima, parve fosse 1215 3, XXXIII| giovane duca, che per verità era più del solito lieto, diede 1216 3, XXXIII| onde necessariamente egli era compreso pel fatto della 1217 3, XXXIII| interrotto fin da quando era partita da Milano.~Ultimamente 1218 3, XXXIII| terribil colpo a te non era noto. O amica mia, esso 1219 3, XXXIV | insoliti, ne' tempi andati non era noto più che di nome e da 1220 3, XXXIV | E nei tempi in cui non era qui traccia alcuna d'abitazione 1221 3, XXXIV | alquanti giorni inutilmente era stato in cerca di corvi, 1222 3, XXXIV | il sommo della montagna.~Era la gente condotta dal marchese 1223 3, XXXIV | della Svizzera tedesca, che era il suo, udiva parlarsi una 1224 3, XXXIV | rumore che prima dal basso era salito a rompere il silenzio 1225 3, XXXIV | entrato nella Svizzera, s'era di preferenza volto alla 1226 3, XXXIV | Costanza, e da qui a Coira gli era riuscito ben comodo; ma 1227 3, XXXIV | piano, e che poco lungi era il lago, cominciò a sentire 1228 3, XXXIV | di quei timori neppur uno era per ; eran tutti pe' concittadini, 1229 3, XXXIV | nelle sue mani, tremò. Come era nobile quel timore! come 1230 3, XXXIV | timore! come quella sfiducia era generosa!~E a tal punto 1231 3, XXXIV | Cremia, dove espressamente era stato mandato un uomo perchè 1232 3, XXXIV | il desiderio di lei, che era quello di trovarsi in luogo 1233 3, XXXIV | egli forse più che altri era stato l'autore di quella 1234 3, XXXIV | paesello di Cremia.~Non era molto lontano, e in breve 1235 3, XXXIV | Palavicino tutto quello che già era stato stabilito; gli diede 1236 3, XXXIV | estrema sponda del lago dov'era diretto il Palavicino, o 1237 3, XXXIV | barcajuoli, coi quali s'era fatto l'accordo e mandarli 1238 3, XXXIV | coraggio e quella calma ond'era capace:~ - Ora ogni altra 1239 3, XXXIV | siede la villa Serbelloni, era allora una rocca, o piuttosto 1240 3, XXXIV | lasciato in abbandono dacchè s'era fortificato nel castello 1241 3, XXXIV | vetta ove si mise a sedere.~Era il dodici di giugno, e l' 1242 3, XXXIV | risplendendo la luna e le stelle, era nitidissimo, così la vista 1243 3, XXXIV | Baradello.~Lo schifo dov'era il Galeazzo cogli altri 1244 3, XXXIV | e per guardare se tutto era in pronto. Fatto questo, 1245 3, XXXV | giunsero presso Como, il sole era già sorto, per cui anzichè 1246 3, XXXV | quella parte di popolo che era già desta, promettendo loro 1247 3, XXXV | tutte le vie di Como dove era popolo, tutte le case, tutte 1248 3, XXXV | spessi cerchi dei morti ond'era circondato. Se un uomo come 1249 3, XXXV | il conte Galeazzo, che s'era trovato in tanti fatti d' 1250 3, XXXV | improvviso così prudente, era ben indizio che la speranza 1251 3, XXXV | la lega tra Carlo e Leone era forte bisogno di qualche 1252 3, XXXV | alacrità quale di solito non era nell'indole sua; ma a poco 1253 3, XXXV | Ma forse quella mestizia era un presentimento.~ ~Due 1254 3, XXXV | bene.~Il comandante, che era un onesto e leale Francese, 1255 3, XXXV | Pervenuto in un certo passo dov'era un gruppo di pini:~ - Fermatevi 1256 3, XXXV | Perdio! mi pare; il marchese era con lui!~ - Dunque...:~ - 1257 3, XXXV | discender poscia nella valle, ov'era il grosso della gente.~Il 1258 3, XXXV | molta perdita del sangue, era oltremodo affievolito; tuttavia, 1259 3, XXXV | e di mestissima ch'ella era, l'aveva lasciata tanto 1260 3, XXXV | Accortosi che nel campo era un gran pericolo, da principio 1261 3, XXXV | conte Mandello il quale s'era messo a giacere sul suo 1262 3, XXXV | confusione anche colà dove era sempre stata sconosciuta.~ 1263 3, XXXV | di virtù egregie, in cui era tanto valore e tanto ingegno, 1264 3, XXXVI | alla testa di molta gente era comparso sul lago di Como 1265 3, XXXVI | aspettazione, l'ansia. V'era tuttavia chi non sapeva 1266 3, XXXVI | fuga, onde tutta Milano s'era tanto scandolezzata. Quante 1267 3, XXXVI | interesse per ambedue, il quale era tanto maggiore in quanto 1268 3, XXXVI | della morte in sul volto, era uscito in disperate imprecazioni 1269 3, XXXVI | quando mentre, l'attenzione era rivolta al figliuolo del 1270 3, XXXVI | portico, perchè nel cielo era un annottar tempestoso che 1271 3, XXXVI | beneficato da Manfredo. Ed era cosa curiosa come, in quel 1272 3, XXXVI | allora fra la gente di cui era gremito il portico, ciò 1273 3, XXXVI | moltitudine, la quale s'era affollata ristagnando intorno 1274 3, XXXVI | che quel fermento popolare era mosso dal conte Mandello 1275 3, XXXVI | varj affetti, onde ciascuno era agitato.~Le donne medesime 1276 3, XXXVI | dallo spasimo morale ond'era oppressa, era quello che 1277 3, XXXVI | morale ond'era oppressa, era quello che la persuadeva 1278 3, XXXVI | in parte sapendo quanto era avvenuto tra colui e il 1279 3, XXXVI | qui il cocchiere, come ne era stato istrutto, spinse i 1280 3, XXXVI | l'aspettazion del popolo era indicibile, e il vasto suo 1281 3, XXXVI | ricomporsi alla meglio, ma non ci era riuscita in modo che altri 1282 3, XXXVI | dallo strano spettacolo.~Era un centinaio di soldati 1283 3, XXXVI | rivolta la pupilla per dove era scomparso il vecchio caporale.~ 1284 3, XXXVI | e s'affrettarono dov'era la Ginevra che aspettava.~ 1285 3, XXXVI | la fissazione in un'idea, era la confusione di tante che 1286 3, XXXVI | natura avea determinato era irrevocabile, e se la vita 1287 3, XXXVI | straordinaria che gli s'era trasfusa negli occhi, come 1288 3, XXXVI | cui stette guardandolo, era testimonio dello strazio 1289 3, XXXVI | anche lui, costretto com'era ad un sì funesto servigio.~ 1290 3, XXXVI | caldura insopportabile che s'era tutta concentrata nella 1291 3, XXXVI | la moglie del Palavicino era entrata nella sala d'armi 1292 3, XXXVI | soldati, proruppe, quando meno era aspettato, in un violento 1293 3, XXXVI | appartamento del Lautrec era diviso dalla gran sala d' 1294 3, XXXVI | La Ginevra Bentivoglio era già entrata nella sala ad 1295 3, XXXVI | men torbido del solito, ed era stata lasciata colà con 1296 3, XXXVI | quella infelicissima donna era tale che, non trovando mai 1297 3, XXXVI | iraconde in cui il Lautrec era uscito alcuni momenti prima, 1298 3, XXXVI | come si mettesser le cose era corso dov'eran gli altri, 1299 3, XXXVI | già dimentico di quanto era successo, s'affrettava, 1300 3, XXXVI | trasportato dall'ira, com'era il suo solito, non pensò 1301 3, XXXVI | della Ginevra. Debole com'era, pur tentò di alzarsi in 1302 3, XXXVI | udì e domandò e seppe chi era la donna che pregava, e 1303 3, XXXVI | colle lagrime agli occhi era corso a raccontare ogni 1304 3, XXXVI | concedere la grazia ond'era supplicato.~Essendosi accorto 1305 3, XXXVI | di Armando, il quale non era uso a veder suo padre torbido 1306 3, XXXVI | ad esprimersi in modo ch'era fuori affatto dell'ordine 1307 3, XXXVI | fanciullo che sempre gli era stato carissimo, qualcosa 1308 3, XXXVI | di una voce fatale da cui era costretto a far ciò che 1309 3, XXXVI | ciò, come udì che tutto era dipenduto dal figlio del 1310 3, XXXVI | ma, ciò che più colpiva, era il pianto che scorgevasi 1311 3, XXXVI | quanto aveva a succedere era irrevocabile!~ ~ ~ ~CONCLUSIONE~ ~


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