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Giacomo Rossi, Aaron Hill
Rinaldo

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO SECONDO
    • SCENA IX
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SCENA IX

[recitativo]

ARMIDA

Riprendiam d'Almirena

Il mentito sembiante in questo loco,

Che forse qual farfalla

Ritornerà Rinaldo al suo bel foco.

ARGANTE

Adorata Almirena,

Ogni breve dimora,

Che dal tuo bello fa l'anima mia,

È pena acerba e ria.

Tu con rai luminosi

Fai splender quelle stelle,

Che mi promiserfelici influssi?

Anima mia, ti rasserena omai,

Che della cruda Armida

In breve ti trarrò da lacci indegni.

Deh! Non tener l'animo tuo perplesso,

S'impegna di contento la mia , la  mia forza,

E questo amplesso!

 

ARMIDA

Traditor! Dimmi: è questa

Del mio amor la mercede?

ARGANTE

Oh dei! Che miro?

ARMIDA

Io, ch'il mio cor ti spiego

Con affetti?

ARGANTE

No, 'l niego.

ARMIDA

Io, che l'infeerno, op altero,

Slego a tuo prò!

ARGANTE

Egli è vero.

ARMIDA

Tradirmi!

ARGANTE

Scusa un lampo

D'intempestivo amor!

ARMIDA

I fulmini vedrai del mio furore.

ARGANTE

A'acqueta!

ARMIDA

No.

ARGANTE

Il rossore

Sia una rigida pena.

ARMIDA

No.

ARGANTE

Sì, superba, amo Almirena.

ARMIDA

Stige ritiro.

ARGANTE

Fa ciò, che t'aggrada;

Senta i demoni tuoi basta mia spada.

[aria]

ARMIDA

Vo' far guerra, e vincer voglio,

Collo sdegno chi m'offende

Vendicar i torti miei.

Per abbatter quel orgoglio,

Ch'il gran foco i sen m'accende,

Saran meco gli stessi dei.




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