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| Giovanni Targioni-Tozzetti Amica IntraText CT - Lettura del testo |
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GIORGIO Alto là, sciagurato! Di qua non passerai me vivo! Giorgio!... Ah Gesù mio, che mai succederà Che fai tu dunque qui fratello? Tu non mi riconosci più? A che parlar così? È Rinaldo!... Rinaldo!... Folle son!... Qual delirio m'assal? Non è un sogno il mio?... Rinaldo! Eh sì, son io... Che vuoi tu dire? Allora è distrutto per sempre il mio sogno... Dannato io son... Maledizion!... Non gli ho strappato il cor... Fuggiam... ti scongiuro, Rinaldo! Ad Amica A Giorgio Giorgio, parlami tu! Tutto mi devi dir! GIORGIO Sei proprio tu che m'hai rapito il mio tesor? Che m'ha strappato la gioia del cor? Nella miseria oscura dei miei tristi dì, io vedeva brillar di speme un raggio d'or... E tu, che fosti sempre fedel, tu fratello, mi rubi l'amore e mi uccidi! Che intendo?... Qual sospetto orrendo! Ma nulla seppi mai! Ad Amica Ah disgraziata, che facesti? Dunque è ver? Orfani e senza pan, correvam per le vie, supplicando la carità; tu vigoroso e bel, tu vegliavi su me, fanciullo tremante e leschin. Contro la tempesta ed il gel, o il folgorar terribile del sol, tu proteggevi il mio debole petto... La tenerezza tua giammai non si stancò... ne serbo ancora memoria viva. Io debbo a te la vita mia!... Perchè tu non lasciasti ch'io morissi allor, quando senza pietà voi mi fate morir? Amarla fu sol la mia vita... Con l'amor costante e fido, sperai finor conquistare il suo affetto, e godere in terra anch'io un po' di felicità!... Ma non pensai... oh demenza, oh follia! che come te non son forte, nè bel! È ver, ben, ha ragion questa donna di rider di me, quasi fossi un buffon... Il dolor di Giorgio... che val? non conta nulla... E così compiuta è la farsa tremenda... e vinto io son! Ah! Ah!... io soffro... Cade svenuto, affranto dal dolore, ai piedi della croce RINALDO Ah Giorgio, mio Giorgio!... Questo dolor più forte di lui l'ha fiaccato! Mi gela il sangue nelle vene... Che dire, che fare, mio Dio! RINALDO No, no... Per il Ciel che m'ascolta, questo amore sempre disprezzato l'ho, e lo sguardo suo supplicante, giammai lo sguardo mio scontrò. Ma so perchè tu a me tacesti il nome di quello che ti destinar... Tu credevi che l'affetto mio per Giorgio fosse più forte dell'amor mio per te, non è ver?... Sei tu, sei tu che l'uccidi! Ebben... insieme a lui tu uccidi il nostro amor!... Perderti, è per lui la morte... ed io non voglio, no, che muoia! È ver quel ch'egli ha detto: tutta la vita sua fu sempre lacrime e tormenti... Ei sempre andò sotto un cielo fosco, vagando per aspro cammin, e mesto e solo senza un sogno, senza una gioia nel cor... Da me, come allora, dev'esser difeso... È da me che gli viene il supremo dolor... Che m'hai fatto fare, Amica?... Noi siamo ormai divisi eternamente! Perchè?... Colpa non ho, lo giuro; nè sei colpevol tu! Ognor c'inseguirebbe come ombra dolorosa! E i baci caldi di voluttà che tu daresti a me, me sembrerebber rubati al suo labbro. Tu dunque più non m'ami... ma io sempre t'adoro; del mio cor il sospir sei tu... Ah! se vuoi provar quanto t'amo, dì ch'io muoia innanzi ai tuoi piè... dì ch'io getti il mio corpo nei voraci gorghi... io non esiteò, nè tremerò! Ascolta. Se tu amasti me, un istante fu di tua vita... Che il tuo cor non sia chiuso, mentre prego rivolto a te... M'intenda l'anima tua ch'è buona... Di Giorgio l'avvenir, sta solo in te... La tua pietà, l'amor tuo concedi a Giorgio. Io m'aspetto da te tal sacrifizio pio! Che mi domandi tu? RINALDO Sii generosa e buona... Amica, son io che per lui ti parlo in ginocchio e t'implora!... Son io, son io che mi prostro a' tuoi piè... Che il tuo sorriso sia l'aurora d'un lieto dì che per Giorgio mai non brillò! Ma l'amor mio, Rinaldo, sei tu solo... E tu m'ami, tu pur... Tu mentisci a te stesso nell'impormi di far l'ultimo sacrificio fatal... per il qual piangeremo in eterno! RINALDO No, no!... io non posso esitar... Per mio fratel... debbo andar... ti lascio... Dio lo vuol!... Tu non mi vedrai più... Io ritorno lassù... più presso al Ciel, più lontan dalla terra, là dove la stellata pace notturna culla tutti i tormenti, calma tutti i dolor; nel gran sonno dei firmamenti... Oh mistero, fulgida maestà! Ah! Rinaldo!... Addio!... S'avvicina a Giorgio che comincia a riaversi Alfin torna in sè... (tra se) Sia grazia al Signor! Mentre Amica si dispera e cerca trattenerlo, va via brusco, scende verso il torrente e scompare. Dopo pochi istanti, avendo passato il torrente sul tronco d'albero che unisce le rive come un ponte, ricomparisce dall'altra sponda, e comincia ad inerpicarsi su per le rocce scoscese e impraticabili. Si ha l'impressione che solo ad un agile e pratico montanaro come Rinaldo sia possibile ascendere la ripida montagna. Verso la fine della salita, Amica lo vede allontanarsi. Intanto Giorgio riprende i sensi. Partito!... GIORGIO Ma dove son?... Perchè mi trovo qui? Io no'l rammento più... Ahimè... tutto è finito... Rinaldo m'abbandona! Ma io l'amo, io l'amo, e il mio cor si ribella. Con grande esaltazione Vengo a te, Rinaldo... ti vuò seguire, là dove il sol più vivo splende e senza vel, nuovi amor, forti ebbrezze, o caro, mi farai goder sul tuo sen! Più presso al Ciel, più lontan dalla terra, su l'aspro suol della roccia, lassù, dove erge al sol l'aquila il vol, dal tuo core nessuno strappar mi potrà... Io vengo a te... Mio ben, io ti seguo là dove la stellata pace notturna sulla tutti i tormenti, calma tutti i dolori; nel gran sonno dei firmamenti... Oh mistero, fulgida maestà!... Vengo a te... L'amor mio si ribella all'addio!... Si sente lontano la voce di Rinaldo Mi porta il vento ancor della sua voce il suon!... Con esultazione sempre più forte Lo voglio ritrovar... dovessi trascinarmi sui ginocchi lassù... dovessi insanguinarmi su i sassi le mani... dovessi stritolarmi in fondo al precipizio... lo voglio raggiungere... o morir! Amica scende verso il torrente, disperata GIORGIO Ah! giusto Ciel... tutto mi risovvien... Amica riappare dall'altra parte della riva, e si sforza di arrampicarsi su per la roccia, come ha fatto Rinaldo, ma inciampa e sdrucciola ad ogni passo. Giorgio la guarda trepidando. Amica... è follia la tua!... ma tu vuoi morir... Ti ferma, ahimè... l'abisso ti sta sotto i piè!... Ti ferma, ahimè... AMICA Rinaldo!... Rinaldo!... Vengo a te!... GIORGIO Di salir tenti invan... ti vo' salvar... ti ferma, ahimè!... Ah che il tuo piè vacilla e cede... oh Ciel!... Ah! Disgraziata... disgraziata Amica! Il torrente furioso l'inghiottì!... RINALDO |
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