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XXI.
Aveva concorso anche il sole a
render bello il trattenimento; un lieto sole, che s'infiltrava fra le piante,
illuminava i viali, riscaldava e faceva fremere di brividi voluttuosi.
Il giardino della villa Folengo non
aveva mai vista una tal varietà di gente.
C'eran dei bambini, quattordici o
quindici, seduti innanzi a una tavola bianca, e serviti da noi in mezzo al
frastuono ch'essi sollevavano.... Fra i maschi ve n'eran di precoci i quali
mangiavano poco per guardar la loro vicina: tra le femmine, ve n'era di
precocissime, le quali mangiavano meno, preoccupate dall'abito a vive tinte e
dal cappello, pendente dalla spalliera della sedia.... Una mestizia,
quell'accolta d'innocenze: avevan le loro bizze, i loro sopraccapi, le loro
cattiverie. I più piccoli ci sorvegliavano attentamente perchè facessimo le parti
uguali e nulla passasse innanzi a loro senz'averlo gustato: quando un'
involontaria sbadataggine riempiva il piatto meglio all'uno che all'altro, il
meno favorito dalla sorte cacciava le mani nel tondo del più fortunato e si
serviva a suo piacere. I più grandi sentivan già la differenza dei sessi e
mostravan le loro simpatie: per metterli a posto, donna Teresa, Lidia, la
signora Giustiniani, Clara Caccianimico, avevan dovuto affaticarsi,
rassegnandosi infine a una specie di poule de dames in cui le bambine
andavano a prendere il maschio che accomodava loro e lo facevan sedere al
fianco.... Quelle piccole donne, ancor vergini di convenienze, vibravano della
più schietta femminilità: s'eran guardate dal piccolo cavaliere, affettavano
delle leziosaggini, e masticavano con sentimento: una, aveva rifiutate le
frutta, per mostrarsi superiore; un'altra aveva chiesto il caffè senza
zucchero, mentre a casa lo zucchero era il suo più intimo amico: fra tutt'e
due, queste sirene, contavano vent'anni.... In quel banchetto, un marmocchio di
quattro anni, era lo scandalo generale: mangiava colle mani, si rovesciava i
piatti in grembo, inaffiava la tovaglia d'acqua e di vino, e fra l'una portata
e l'altra, si cavava le scarpe e le metteva sulla tavola: poi aveva degli urli
speciali per indicare il suo aggradimento, e alla fine della colazione s'era
dovuto portarlo via perchè minacciava di bere il rosolio di tutti quanti....
Era il convitato che aveva ricevuto un maggior numero di baci....
I commensali si sparpagliarono pel
giardino, quando le mense furon levate: qualche geloso impenitente restò presso
la tavola a raccogliere gli ultimi biscotti e a riempirsene le tasche, ma le
grida dei compagni chiamarono anche quello per i viali....
Noi, affaticati dal servizio
romoroso, avevamo trovata pace sull'erba, all'ombra d'una magnolia gigantesca;
le signore trascinandosi le loro sedie lunghe o dondolanti; gli uomini s'erano
accomodati alla turca....
Quella signora Marta Giustiniani,
tornata allora dalla città, sola, perchè il marito infermo le concedeva una
libertà grandissima, - s'era accorta presto dell'impressione ch'ella produceva
su di me.... Il suo volto era il volto di Laura Uglio, il suo corpo era il
corpo di Laura Uglio; soltanto, Marta Giustiniani aveva gli occhi grigi, quegli
occhi splendidi i quali non hanno uno sguardo immutabile, ma sembrano allargar
l'iride e impicciolirla a capriccio, fosforescendo nella notte; soltanto, i
suoi capelli non eran neri, ma castagno-scuro; pel resto, io poteva ben sognare
che ella fosse la morta, ritornata a darmi l'amore.... Ecco la strana
rassomiglianza già rilevata da Lidia.
Si dondolava sulla sedia parlando
con donna Teresa, Marta Giustiniani; in un momento d'oblio, era stata per
accavallare una gamba sull'altra, ma notando ch'io sedeva più basso, innanzi a
lei, s'era trattenuta; non così presto, ch'io non vedessi gli stivaletti di
cuoio giallo finire ai polpacci, per mostrare il principio della gamba difesa
da calze di seta nera.... Un piccolo inconveniente molto gradito, per me. Tuttavia
pensai che forse in avvenire sarebbe avvenuto quant'era avvenuto già per la
povera Laura: i miei suoceri si sarebbero accorti di aver dato adito in casa
loro a una donna frivolissima, e m'avrebbero tenuto il broncio per non averlo
impedito.... Stavolta, però, l'avrei impedito sùbito, non appena....
Pietro Folengo era inquieto perchè
non giungeva ancora il conte Gian Luigi Sideri col principe Santanera....
- Se ha detto che verrà, non c'è da
dubitare, - osservai, mentre Pietro mi frastornava co' suoi timori....
Che importanza assumeva quel
principe agli occhi di mio suocero! Il Folengo pareva ringiovanito per la
confidenza con cui lo trattava il principe Santanera, e aveva data quella
festicciuola ai bambini dei villeggianti pel solo gusto di mostrare il principe
in casa propria....
A me, personalmente, quel
giovanotto era antipatico. Sembrava sonnecchiasse da mattina a sera, cogli
occhi socchiusi e una grinza maligna agli angoli delle labbra.... Era stata una
cattiva idea di Gian Luigi, quella di presentarmelo; ritornando da Milano, Gian
Luigi se l'era condotto seco e me l'aveva anche raccomandato come un amico
ottimo, un uomo di spirito, dottissimo in tutte le eleganze.... Io però mi
chiedeva che cosa trovasse in me di così interessante, da volermi sempre a
passeggio o alle gite con lui: che cosa potesse offrirgli la mia casa, da
frequentarla con sì rigida osservanza....
Lidia mi domandò in quel momento:
- Che cos'ha babbo da esser
nervoso?
- Nervoso? - dissi ipocritamente. -
Non mi pare. -
E con un gesto della mano, la feci
avvicinare, mi alzai, le diedi il braccio, e la condussi pei viali....
- Non potresti, - mormorai, -
mutarti d'abito? Hai un abito così succinto, così attillato, che mi spiace....
Eppoi, vedi qui: se t'inchini un po' innanzi mostri tutto il petto....
- Tutto! - esclamò Lidia ridendo. -
Che esagerazione! Appena un dito, se m'inchino.... Ma io non m'inchino....
- E se ti siedi, colla gonna così
corta, mostri le gambe fino al polpaccio....
- Fino al polpaccio! - ripetè Lidia
arrossendo. - Che esagerazione! Appena il piede fino alla caviglia....
- Bene: fa come vuoi, allora! -
dissi, rassegnato, lasciandola ritornare al gruppo delle sue amiche, le quali
vedendoci così insieme parlar sottovoce confermarono per la millesima volta la
nostra fama di sposi esemplari.
Quando giunsi io dietro Lidia,
presso la magnolia ombrosa, il principe Santanera e Gian Luigi erano arrivati e
avvenivano le presentazioni.... Pietro voleva stupidamente far portare una
sedia pel principe, e fu entusiasmato quando lo vide sedersi invece tra noi,
alla turca: pareva non lo supponesse capace di piegar le gambe come gli altri.
Era giunto anche Ettore
Caccianimico, il quale conoscendo Marta Giustiniani allora per la prima volta,
non potè reprimere un movimento di stupore.... Ciò io temeva, appunto: e
guardai Gian Luigi Sideri.... Questi, accoccolato innanzi a Lidia, le proponeva
scherzosamente una partita di écarté sull'erba, ma girando poi gli occhi
intorno e fissandoli in volto alla Giustiniani, non sembrò affatto stupito nè
colpito dalla rassomiglianza colla donna che doveva avere in cuore.
Il principe Santanera parlava di lawn-tennis.
Non si poteva piantare il giuoco in giardino? E socchiudeva gli occhi,
dirigendosi specialmente a Lidia, la quale aveva accolta l'idea con piacere....
Pietro Folengo, un po' impacciato di non conoscere quel giuoco, se lo fece
spiegare dal principe, il quale lo tuffò in un tal mare di parole inglesi, che
poco dovette capirne, il Folengo.
Così disposti, le cose andavano
malissimo. Nessuno poteva far la corte alle signore o dire delle malignità
cogli amici; il convegno aveva dell'academico: io ruminava invano delle frasi
per Marta: ella era chiusa fra Lidia e le altre e guardava tutti e nessuno a un
tempo, rispondendo una parola a questo, una parola a quello, stancamente.
Per fortuna, venne il servo ad
annunciare che il tè era pronto.... Marta Giustiniani, in sette giorni dacchè
ci conoscevamo, ebbe allora il primo atto simpatico, e levandosi venne a
mettersi così sapientemente, ch'io le offrii il braccio e ci trovammo gli
ultimi in coda.
- S'annoia molto? - le domandai.
- No, per nulla, - rispose.
- Ci sono troppe coppie; -
osservai. - Una basterebbe per questo giardino....
- Lei e la sua signora: verissimo,
- disse la Giustiniani.
Se non avesse sorriso, avrei potuto
credere di non essere stato compreso. Ma vi fu il sorriso e non vi fu
resistenza quando le tenni la mano stretta nella mia.
In sala, ci aspettavan già i
bambini tumultuanti attorno alle pile di biscotti; le piccole chicchere sollevarono
da prima un grido di gioia; poi accorgendosi i bimbi che le chicchere eran più
piccole che belle, si dovette servirli nelle chicchere grandi. Ettore
Caccianimico s'occupò lui di questo, passando innanzi ai ragazzi colla
guantiera e raccomandando la calma.
Anche lì, le cose non andavan
meglio.... C'era della rigidezza, della mancanza di spontaneità.... Quel
principe Santanera aveva portata una insoffribile freddezza con sè.... Io mi
guardava attorno e leggeva sul viso d'Ettore e di Gian Luigi il mio medesimo
pensiero. Quand'ebbi vicino Pietro Folengo, gli dissi:
- Se non conti di farci muovere, ci
addormenteremo tutti....
- Lo credi? - domandò Pietro
spaventato. - Che cosa posso fare?
- Non incaricarti troppo di quel
Santanera imbecille e màndaci a spasso pei viali....
- Come debbo?...
- Se vuoi, m'incaricò io di dar
l'esempio, - risposi.
Marta Giustiniani aveva finito di
prendere il tè, in piedi, a fianco di Gian Luigi. Io passai dietro le spalle
della donna, e le susurrai:
- Vuole che fuggiamo? -
La signora si volse di soprassalto,
e vedendomi sorrise:
- Dove? - domandò.
- Tu, - io dissi a Gian Luigi, -
fànne fuggire un'altra.... -
Gian Luigi assentì col capo e
s'avvicinò a una piccola bionda, madre di tre bambine che strillavano per aver
rovesciato il tè sull'abito nuovo. Era l'unica signora che s'adattasse alla
statura di Gian Luigi: parva sed apta....
Mentre uscivo in giardino con Marta
Giustiniani, vidi muoversi il principe Santanera e dirigersi lui pure al gruppo
delle donne.... Ormai, l'esempio attecchiva, e non mi occupai che della signora
al mio fianco....
Per una leggiera salita, dietro un
filar di pini, si giungeva fino al muro di cinta, e là da un rialzo si godeva
la vista del lago. Noi vi ci dirigemmo, appoggiandoci quindi alla
balaustrata....
- Lei avrà troppo sole, - osservò
Marta, mettendo l'ombrellino in modo che venisse a riparare anche me....
Ah, io sentiva in quell'istante
come avessi amata la povera Laura Uglio, se per l'incontro d'una donna che le
somigliava stranamente, io era colmo di gioia, non più capace di vincere i
bizzarri impeti del mio cuore! Non avevo amata che lei, checchè ne dicesse Gian
Luigi; e non mi pareva possibile una resistenza in Marta Giustiniani.
- Perchè non si chiama Laura? - domandai
curiosamente a Marta.
- Le piace questo nome? - fece la
Giustiniani. - E le dispiace il mio?
- Sì, - risposi. - Io la chiamerò
Laura.... nell'intimità....
- In quale intimità? - chiese Marta
corrugando le ciglia.
- Quando non ci sono gli altri, -
dissi.
La fronte le si spianò sùbito,
quantunque dovesse rimanere nella donna un'impressione spiacevole.
- Ella deve essersi fatta una
strana idea di me, - osservò Marta. - È d'un'arditezza punto conveniente: io
voleva fidarmi di lei, sapendolo sposo da poco.... -
Poteva ben parlare, Marta
Giustiniani, ch'io non l'ascoltava affatto: o meglio, ascoltavo la sua voce e
non le sue parole. Ero in preda a un risveglio gigantesco di memorie e di
rammarichi. S'io fossi stato libero, non avrei trovati ostacoli per impossessarmi
di quella donna, anche a costo di farla rubare e di tenerla chiusa finchè
avesse ceduto.... Così, invece, stava rigidamente fra noi la nostra condizione
di gente legata ad altri, e non eran più ostacoli materiali che ci si
frapponevano, ma spettri di convenzioni, scrupoli e paure.
- Torniamo! - disse la Giustiniani,
accorgendosi ch'ella arrischiava di sentirsi baciata sulle labbra da un momento
all'altro.
E invero, dopo sette giorni, era
troppo presto.
Nel ritorno, chiacchierammo
frivolamente, incontrando pel viale due bambini che facevan correre il cerchio
di legno e ci avrebbero sorpresi se fossimo rimasti ancor più a lungo lassù.
Quindi ci passaron daccanto Pietro
Folengo ed Ettore Caccianimico, a braccio: gli uomini serî andavan senza donne
e dovevan parlare di me.... sentii queste parole, pronunciate da Ettore:
- «.... sciupando così le sue
facoltà preziose d'osservazione in sospetti ridicoli, non se ne potrà servire
utilmente, quando venisse il giorno....» - e i due uomini piegarono verso il chiosco
ove qualche volta si pranzava.
- Eppure Lei m'interessa, - mi
diceva Marta Giustiniani, rifatta ardita dalla presenza d'altri e scintillando
inconsciamente negli occhi grigi, dilatati. - Avrei un mucchio di domande a
farle.... -
Ora ci si avvicinava Gian Luigi
colla signora bionda, seguìta dalle tre figlie. Sebbene Gian Luigi fosse
tuttavia triste e scorato, la sua vista mi eccitò un sorriso maligno.... Per
istinto beffardo, lo vidi ridevolmente piccolo, con una piccola testa, un
piccolo fiore all'occhiello, una piccola canna alle mani.... Diceva:
- «.... Questo secondo romanzo è
finito. Lo consegnerò all'editore entro il mese, e ne spero bene. Ci si salva
da molti dolori, lavorando....»
Oh, le mie speranze di gloria, i
miei amori d'arte, i miei proponimenti, dov'erano andati? Scossi la testa,
rabbrividendo, e mi volsi a Marta Giustiniani. Costei era corpo ed anima, non
vuoto fantasma: purchè ella acconsentisse, io avrei dimenticato.... Onde,
risposi con viva speranza:
- Un mucchio di domande vuol farmi?
E perchè manca di confidenza? Sarei ben felice di rispondere a tutte, a tutte,
nessuna eccettuata.
- Non so da quale cominciare, -
disse Marta sorridendo.
- Ebbene, vuole scriverle? Molte
cose che non si direbbero mai, si scrivono facilmente.
- Scrivere? - mormorò la donna,
guardando nel vuoto, al di là del muro di cinta, ov'era l'orizzonte vasto. -
Scrivere a lei? -
Eravamo giunti presso la magnolia
ombrosa; vi restavan le sedie vuote.
E Lidia era in piedi, appoggiata al
tronco, mentre il principe Santanera si sforzava di giungere al ramo più basso
e di coglierne un magnifico fiore.... Marta si allontanò da me, dirigendosi a
Lidia.
- Abbiamo due altri compagni di
viaggio, - disse questa. - Il principe e il conte Sideri verranno al Cairo essi
pure quando vi accompagneremo papà.... -
Il principe si volse, tenendo fra
le mani il fiore che aveva spiccato dal ramo.
- Saremo in sei, - continuò egli. -
Quattro uomini e due signore: una bellissima carovana, Le pare? -
Gli occhi sonnolenti e socchiusi,
la piega sarcastica agli angoli delle labbra, davano un senso ironico a tutto
quanto diceva il principe. Io ne fremetti.
- Bella, davvero, - mormorai,
osservando di sfuggita la signora Giustiniani. - Solo, il viaggio non è ancor
deciso, almeno per parte mia e di Lidia. -
Questa ebbe un gesto di stupore e
mosse le labbra come per interrompere. Io ne la impedii con un'occhiata.
Perchè il Santanera voleva
accompagnarci, intraprendendo un lungo viaggio dall'oggi al domani, con delle
semplici conoscenze? Perchè Lidia ne pareva felice? Le coppie giravan pei
viali, alla luce meridiana: quei due s'eran ridotti presso la magnolia ove
difficilmente altri sarebbero ritornati; Lidia non aveva il contegno rigido
ch'io avrei amato s'imponesse col principe, e il principe fra tante signore
aveva scelta Lidia appunto per una passeggiata nel giardino e nell'ombra.
Bisognava stringerla in un cerchio
di ferro, spiarla attentamente, interpretarne i pensieri, accumular delle
prove, dimostrarle come tutto io sapessi comprendere....
Milano, ottobre 1893 - aprile 1894.
FINE.
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