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| Luigi Gualdo Le nostalgie IntraText CT - Lettura del testo |
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Era una notte chiara e tropicale. Passava un soffio di languor letale,
Sul mar brillava un luccichìo di fosforo, Parca forier di cósmiche battaglie
Morivan lenti in su la calda riva L'onda lambendo la rena moriva Con lungo murmurare.
Tutto era bruno: e terra e cielo e oceano; Eppur movea lassù un arcano palpito
Stendeasi in là, vastissima pianura, Il sacro suoi della gran fede oscura
Pareva il mar d'alto portento gravido. Ma la natura già potea conoscere Il suo segreto.
Ecco, d'un tratto, l'onda si divide, In mezzo al mar che intorno ad essa ride Una conchiglia,
Vasta conchiglia illuminata, rosea, Cosa di ciel, poichè vi sorge Venere
Ma paurosa ancor più della greca Chè bianca no, ma è d'un color che acceca,
S'allieta il ciel, la luna vibra un raggio... Ed ecco altera Incanta allora in sua beltà terribile
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