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Luigi Gualdo
Le nostalgie

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  • LE NOSTALGIE
    • XII.   LA CASCATA
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XII.

 

LA CASCATA

 

Irradiata di sole, spumeggiante,

Dalla roccia scoscesa la cascata

Vedea cader laggiù - romoreggiante,

Inalterata.

 

E anch'io nel cor sentivami un torrente

Non bianco fulgente - doloroso -

Ma in quel posto si subitamente

Meno penoso.

 

Ed una voce udii tra quel fragore

Che mi disse: Tu pure hai la sorgente

Come la mia. Dessa si chiama Amore

Eternamente.

 

 

Lascia che scorra dal tuo core aperto,

In essa affogherai ogni tristezza;

Ti scorderai perfin d'aver sofferto

Nell'allegrezza.

 

Compresi il ver, provai la commozione

Che ne riempie l'alma tutta intera,

E mi sentii nel petto una tenzone

Dolce ed altera.

 

E a me stupito su quella sponda,

Della vita tra il duolo e l'egra noia,

Parve il cader dell'acqua vagabonda

Pianto di gioia!


 

 

 




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