Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Luigi Gualdo
Le nostalgie

IntraText CT - Lettura del testo

  • SONETTI
    • XXXVI.   A ERNESTO ROSSI
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

XXXVI.

 

A ERNESTO ROSSI

 

Shakespear ne appar quale caverna mistica

Da lontano riflesso stenebrata;

Incerto è il suol, ma di rubini e zàffiri

La vôlta costellata.

 

Chi vi s'interna sente l'ali viscide

Delle strigi passar sulla sua fronte

E trova ignoti fior foschi e purpurei

Nelle sanguigne impronte.

 

Incespica tra i scettri e le corone,

Urta i fantasmi mesti degli uccisi;

Poi lo incanta la bianca visïone

Di sovrumani visi.

 

Inorridito per le larve pallide,

Mentre fugge accecato dalle spade,

Ode dal fiume la canzon d'Ofelia

E il sovvenir lo invade.

 

E l'immensa caverna ognora stendesi

Da ogni lato nel mondo interïore,

O tenebrosa nel delitto o rosea

Nel mistero d'amore.

 

E l'uomo vi si perde senza guida,

Oppresso, ammaliato, smorto, anelo...

Ma pur fra il tenebrore e fra le strida

Scorge un lembo di cielo.

 

Nè bello il vide mai qual nella plumbea

Notte di quelle stanze sontüose

Illuminar da una fessura tenue

Le più sordide cose.

 

Passan guerrieri spaventosi e taciti,

Passan regine pel rimorso scarne,

Tornan sibille con l'antico dubbio

Lo spirto a affaticarne.

 

Contorce il riso il labbro del buffone,

E intanto al suoi cade una testa mozza...

Vicino al canticchiare del beone

La passïon singhiozza,

 

La più gentil pietà vive in Cordelia

Eternamente - e ognora Otello latra;

Vince ogni senno con le forme olimpiche

L'imperïal Cleopatra.

 

Or tu, sublime attore, alta una fiaccola

Scotendo in mano, discendesti al fondo

Della buia caverna in cui nascondesi

Entro la terra un mondo.

 

Animoso scendesti del Poeta

Nel vasto impero ove il volgo si tedia,

E forzasti a parlar, possente atleta,

La velata tragedia.

 

E il popol vide corruscar di rùtili

Gemme la vôlta, e le pareti in fiamma

Pareangli allora che la vita scorrere

Sentivasi nel dramma.

 

Ai corpi, creator, donasti il palpito

Strappando ad ogni petto il suo segreto;

Nè si potè celar nel nero strascico

Il sognatore Amleto.

 

Qui ne appare un profilo e là d'un torso

I muscoli, e laggiù brilla uno sguardo...

Or ne atterra il delitto, ora il rimorso

Di Macbeth o Riccardo.

 

Con la toga romana, o sotto il lucido

Corsaletto, od il manto d'ermellino,

Del cuor dell'uom sentiamo eterno il battito

Pauroso del destino.

 

E ognor t'inoltri con l'accesa torcia,

Infaticabil cercatore ardito,

E rischiarato dal fulgente genio

Mostri un regno infinito.


 

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License