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| Luigi Gualdo Le nostalgie IntraText CT - Lettura del testo |
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XXXVIII
INTERNO
A F. Coppée
Lontana dai rumor, chiara e quieta, Addorme il core ed il pensier risveglia La stanza del poeta, Qui c'è l'impronta della lunga veglia, Là stanno i libri che lo spirto adora, Ovunque è sparsa una malìa segreta.
La penna giace non asciutta ancora; Tutto spira la vita e insiem la pace. Ed il sole colora Ogni appeso ritratto: là, procace, Mostra un'attrice le sue grazie infide E turba lievemente la dimora.
Qui s'impegnò la lotta che non vide Il lettore distratto; e qui l'idea Passò come la donna che sorride, Poi torna Dea. -Su un piedestallo, bianca e imperitura, La Venere di Milo ne conquide
Con la sua posa eternamente pura.
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