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Intemperanza.
Abbiamo veduto come si semini la popolazione pericolosa, vediamo
ora come la s'inafffi, perchè possa produrre i frutti del male.
La statistica ci corra in aiuto.
È proprio vero che la sete viene bevendo.
Veggansi i dati seguenti e si facciano gli opportuni confronti. Da
essi rilevasi il numero degli esercizi pubblici esistenti in Milano nel 1874 e
nel 1881.
Da questi dati appare che dal 1874 al 1881 si apersero 208 nuovi
esercizii, e cioè quasi 1 per ogni mille abitanti. Il numero totale degli
esercizii ci dà proporzionalmente 1 circa per ogni 100 abitanti.
Sopra queste cifre porteci dalla statistica si potrebbero fare
delle osservazioni curiose.
Il numero delle osterie, delle trattorie, delle bettole e delle
cantine è andato aumentando ogni anno, il numero dei caffè è oscillante e
inclina piuttosto a diminuire, finalmente quello dei liquoristi che nel 1875
scese al minimum di 428 risalì nel 1876 al numero dì 436, nel 1877 a
quello di 440 sino a che nel 1881 raggiunse il numero di 475.
E si noti bene che in questi numeri non sono compresi i
lattivendoli, i droghieri, i farmacisti che da qualche tempo si sono dati allo
spaccio dei liquori.
Se ne ingolla, per Bacco, dell'alcool e del vino nella nostra
Milano!
Su per giù dai buoni Milanesi e dai loro ospiti e visitatori si
berrebbero 274,000 ettolitri di vino all'anno e forse un tre o quattromila
ettolitri di alcool, il che non è poco.
Dai registri del dazio consumo si desumerebbe che in Milano nel
1876 e nel 1880 si daziarono le seguenti quantità di vino:
Avvertiamo il lettore che non abbiamo voluto prendere come termine
di confronto l'anno 1881, perchè durante quell'anno ebbe luogo in Milano
l'Esposizione nazionale che ha fatto succedere un aumento eccezionalmente
sproporzionato nel consumo di ogni genere di cibi e di bevande.
Ed ora ecco i dati del consumo dell'alcool:
Concediamo che di tutto quest'alcool due terzi sia impiegato
nell'industrie e nella chimica, ma un buon terzo, si può quasi scommettere, che
scende nel gorgozzule dei nostri concittadini e va a finire nel laboratorio
dello stomaco.
Vi meravigliereste ora se vi dicessero, che il vizio
dell'ubbriachezza in Milano cresce, cresce, cresce?
Ogni misero è re se il vin lo scalda, ha detto Pope nel suo Saggio
sull'Uomo, epperò in mezzo all'aria repubblicana, che d'ogni intorno spira,
il numero de' re (secondo Pope) andrebbe aumentando.
Nel suo libro Intemperanza e Miseria il Léfort distingue l'ubbriacatura
dall'ubbriachezza, la prima errore, la seconda vizio; ma invano egli
vorrebbe trovare delle attenuanti per l'errore, chè è per l'appunto questo che
avvia alla colpevole abitudine.
È curioso che da Pitagora al Mantegazza tutti i pensatori hanno
alzata la voce contro l'ubbriachezza, ma non per questo il brutto vizio è
cessato o accenna almeno a diminuire.
Montaigne ha sentenziato che «le pire estat da l'homme c'est ou il
perd la cognoissance et gouvernement de soy» eppure molti cercano nel vino e
nei liquori l'oblio de' mali, nè tutti sono da condannarsi.
Statistiche recenti risguardanti l'ubbriachezza in Milano non
abbiamo trovato, siamo costretti pertanto a ricorrere a dati vecchi, non per
questo meno eloquenti. Nel 1868 (che è l'anno di cui abbiamo dati precisi)
furono arrestati 476 ubbriachi fradici, tra i quali 392 maschi e 84 femmine.
Pur troppo soli 406 individui erano plebei, gli altri 70 erano di condizione
civile. Notiamo ad abbondanza che 194 erano in età da 18 a 30 anni e 282 dai 30
ai 50 anni.
Nè questi furono i solo ubbriachi caduti nelle mani dell'autorità
in quell'anno, poichè 148 che erano solo cotticci vennero ricondotti alle loro
case dai pubblici agenti, e tra essi vennero notati 106 maschi e 42 femmine.
Chi ci saprebbe dire il numero degli altri ubbriachi di Milano,
dei quali non ha nè può avere notizia l'autorità di pubblica sicurezza?
In genere però il popolo italiano e la popolazione milanese in
ispecie non sono di tanto dediti all'ubbriachezza da meritare di essere
collocati dal Léfort nella sua Geografia e Statistica dell'intemperanza.
Consoliamoci almeno di questo che in Europa ci sono dei popoli,
che vantansi più civili e che sono più ubbriaconi di noi.
Buon pro lor faccia.
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