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I lôcch nel 1874.
Ecco i pensieri che ci frullavano nella mente nel 1874 studiando
quella parte della popolazione di Milano negletta e pericolosa che con vocabolo
gergale viene chiamata dei lôcch.
Son pochi i caffè, le osterie e le bettole, tra i 2000 esercizii
pubblici, di cui è disseminata Milano, in cui il plebeo non si periti di
presentarsi, anzi quand'egli entra in un caffè di lusso in compagnia di qualche
femmina da trivio, incede risoluto e con aria di sfida, e tutto si
ringalluzzisce se giunge ad attrarre dai frequentatori gli sguardi, benevoli o
malevoli, a lui poco importa. Ma la bettola è il regno, del lôcch; quivi
ascolta i poco melodiosi, ma svariatissimi concenti dei 200 suonatori
d'organetto, di chitarra, di mandolino e perfino del santo strumento dei
profeti, per dirla coll'Aleardi; quivi egli mangia, beve, giuoca, predica,
grida, schiamazza, quivi ritrova la sua famiglia la sua società, la sua patria.
Egli frequenta pure due caffè-danzanti2 (1), posti uno, in
ciascuno dei due quartieri dove la marmaglia s'annida, a questi pseudo caffè si
può ben applicare il nome di anticamera del carcere, e guardinna come
dai lôcch istessi vengono chiamati, perchè ivi i formigh de la giusta
o guardie di questura, attendono tranquillamente che vengano a far di sè
spontanea dedizione i colpiti di cattura, aspettazione che di rado rimane
delusa per le ragioni che diremo in appresso.
Ma dall'allegra danza della bettola, o dalle conversazioni
chiassose del postribolo si rifugia il miserabile in qualcuna delle locande
le più meschine, ove trova un pagliariccio per passare il resto della notte.
Anche qui la questura si reca a far visita, e con lodevolissima sollecitudine
nota i nomi di quanti ricevono alloggio ogni sera dai 96 locandieri muniti di
regolare licenza.
Un alleato potente del lôcch è il pignoratario. Contansi in
Milano 47 pignoratarii (non dimentichi il lettore che ci riferiamo al 1874) e
prestano denaro contro un pegno superiore di due terzi alla somma richiesta, e
l'interesse che si paga pel danaro, così preso a prestito, ha un limite minimo
del trenta per cento. Tra i pignoritarii son parecchi cocch o
manutengoli che comperano la roba rubata per un tenuissimo e quasi vorremmo
dire ridicolo prezzo. Daremo più tardi qualche tratto caratteristico di
siffatta genia.
Malgrado che i lôcch campino la vita con mezzi illeciti,
tuttavia non ve n'è uno che non sappia all'uopo provare di avere un'occupazione
che gli provvegga la sussistenza. Dopochè improvvidamente la legge di pubblica
sicurezza riconobbe la libertà di commercio o per parlare seriamente,
concesse a chicchessia di fare il merciaiuolo girovago (diritto che prima era
consentito solo ai vecchi ed agli impotenti al lavoro) le vie sono ingombre di
venditori di fiammiferi, di minuterie, di fotografie di opuscoli, di bosinate,
e tutti costoro pretendono di far credere che essi ritraggano i mezzi dì
sussistenza dal loro microscopico commercio.
Ma questi mestieri facili ad apprendersi e ad esercitarsi hanno
scossi ancor più i vincoli troppo già allentati della famiglia plebea.
Questa non ha più alcun vigore morale; e ad ogni piè sospinto i
figli disertano la casa per discendere nella piazza che s'eleggono ad albergo,
a scuola, a bottega.
Nel solo anno 1869 (oltre il quale termine non giungono le
statistiche private del signor Candiani) vennero denunciati dai parenti 203
figliuoli fuggiti dalle rispettive case, e tra essi s'annoverano 172 maschi e
31 femmine, ma ciò che è ancor più doloroso a notarsi è che nello stesso anno
vennero dall'autorità di pubblica sicurezza arrestati come fuggitivi dal tetto
paterno 878 figliuoli, dei quali 684 maschi e 184 femmine. Questi tutti furono
ammoniti per oziosità e vagabondaggio, vennero per qualche tempo sostenuti in
arresto e nondimeno nè i loro genitori, nè alcun'altra persona si presentò a
fare di essi ricerca. Eppure se 416 tra quelli erano in età dai 12 ai 16 anni,
ve n'erano pure 463, l'età dei quali stava ancora fra gli 8 ed i 12 anni.
Non dimentichiamo poi che Milano ha una popolazione fluttuante di
circa 28,000 individui non pochi dei quali concorrono ad aumentare la folla
della plebe, o per parlare più correttamente dei lôcch. Insomma crediamo
di non esser molto lontani dal vero, affermando che questa turba si compone di
più che diecimila persone. E accanto a questa cifra, altre non meno dolorose e
vergognose dobbiamo segnare, cioè 590 prostitute (sempre secondo la statistica
del 1871), raccolte in ben 30 case di tolleranze, e forse altre 1500 femmine
che esercitano clandestinamente il loro turpe commercio. Il numero delle
prostitute non è registrato negli atti del censimento del 1871 e non sappiamo,
per qual ragione il Comitato ha creduto opportuno di ommetterlo.
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