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Gli Asili notturni.
1 novembre 1884! D.F. Giorno
fausto davvero per Milano. Sono stati inaugurati gli Asili notturni in via
Pasquale Sottocorno fondati dalla ammirevole generosità di Edoardo Sonzogno. Il
quale dopo aver comperata l'area, sulla quale erigerli; dopo averli fatti
edificare e arredare a tutte sue spese, non chiese altro al Comitato direttivo,
a cui donava i due Asili, se non che, quello destinato agli uomini si chiamasse
Lorenzo, dal nome del suo ottimo padre, e quello per le donne, Teresa, dal nome
della sua egregia madre.
L'ingegnere Mazzocchi, con intelletto d'amore ha creato nel
disegno di questi Asili un idillio architettonico.
Ecco l'ampio dormitorio, arioso, pulito, con quattro file di buoni
letti di ferro, dove il povero può col riposo rifarsi le forze fisiche per
sostenere la lotta morale della vita; ecco l'oasi, in cui può rifugiarsi il
disgraziato, che vacilla sul sentiero della virtù purtroppo deserto di
consolazioni, e, per impulso del rio bisogno, sta per traboccare nell'abisso
della colpa; ecco tre notti di carità confortevole, che permettono il
raccoglimento e la riflessione; ecco la salute, ecco la moralità, tutelate da
un savio spirito di beneficenza redentrice; ecco infine il raggio della
speranza nel buio della esistenza travagliata dalla miseria.
Accorrete, o poveri, che dormite nei sottoscala, negli androni
delle case, sulle gradinate delle chiese, sulle panche di sasso o sotto gli
alberi delle piazze, sulle cascine dei dintorni di Milano; accorrete, chè sono
la vostra casa questi Asili, nè qui vi turberà il sonno la paura di essere
spogliati dei pochi cenci, che costituiscono la vostra proprietà, o di essere
arrestati. Questa casa è sacra al riposo, e l'ospite non trova in coloro, che
l'avvicinano, se non amici e benefattori.
Ed oltre il grandioso dormitorio, ecco la sala per coloro, la cui
salute meritasse speciali riguardi; ecco il bagno per stingervi da ogni
sudiciume; ecco una sala di lettura, con una eccellente libreria piena di
opere, ricche di buone idee e di generosi sentimenti; qui potete intrattenervi
a leggere, qui potete scrivere ai vostri cari, e forse una preghiera giunta ad
essi in tempo, chi sa che non possa procurarvi l'appoggio d'un congiunto; il
soccorso della famiglia.
Nel Direttore e nella Direttrice degli Asili avrete un fratello e
una sorella: essi vi consiglieranno al bene; vi aiuteranno a cercar lavoro; non
sarete più soli a combattere contro la miseria; il Comitato vi porgerà un po'
di pane, un po' di minestra, se siete affamati; vi rifornirà di abiti, se
all'Asilo vi presentate laceri e sudici, e l'istituzione degli Asili sarà per
voi la Provvidenza che vi proteggerà e vi salverà dal male.
Sabato 8 novembre 1884. Nella
strada è freddo e buio pesto: nei dormitorii luce vivificante e tepore. È la
prima notte, in cui gli Asili notturni debbono accogliere i poveri ospiti.
- Verranno? Non verranno? Si mostreranno diffidenti anche della
carità? si dicono l'un l'altro i membri componenti il Comitato, pensando agli
sventurati, pei quali gli Asili sono stati fondati.
Odesi il tintinnio del campanello elettrico dell'asilo Teresa. È
una vecchia campagnuola nonagenaria, la quale trovasi a Milano e vi dove
pernottare.
Per essa l'Asilo notturno è una vera benedizione del cielo.
Risuona di nuovo lo stesso campanello.
Chi è? È una povera cucitrice, senza casa nè tetto.
- Cerco ricovero per questa notte, domani qualche santo
provvederà.
Povera infelice! che vita a trentacinque anni!
Un'intiera famiglia, padre, madre, due figliuoli e una bambina
chiedono ospitalità. È un quadro miserevole, che stringe il core.
Vengono da Bologna: il padre di quegli infelici è un cameriere
disoccupato.
Poveretto! è macilento e smunto da far pietà! Ed è un galantuomo a
tutta prova, come appare da attestati onorevolissimi, che porta con sè. Con
tante ragioni di far del male, egli non si è lasciato mai smuovere dal retto
sentiero del bene, e un giorno che il caso gli ha fatto capitare tra mani un
portafogli molto ben guernito di denari, trovò in sè stesso l'onesto coraggio di
restituirlo.
Il padre coi due figliuoli vengono ricoverati nell'Asilo Lorenzo;
la madre colla bambina nell'Asilo Teresa.
Altri infelici sopraggiungono timidi, peritosi; alcuni hanno fame.
Si provvede loro, vengono confortati; e, scoccata l'ora stabilita,
tutti vanno a dormire.
Sono molti, molti gli ospiti, non moltissime invece le ricoverate.
Tra le cagioni di questo fatto devesi mettere anche la mancanza di coraggio
della donna, la quale, finchè può, a costo anche di qualunque vergognoso
sacrificio, non si lascia indurre a chiedere la carità. La donna non si arrende
alla miseria, se non quando ha acquistata la triste certezza, che essa più non
può piacere ad alcuno.
Ogni giorno che passa nuovi beneficii apportano ai poveri gli
Asili notturni.
Centinaia e centinaia di persone ogni settimana vi trovano
ricovero e soccorsi. Molti degli ospiti vengono occupati e col lavoro viene
loro assicurata una vita onesta e decorosa. Oh benedetti gli Asili notturni!
25 dicembre 1884. Le sale di
lettura degli Asili notturni sono tramutate in sale da pranzo, addobbate di
festoni di edera. Sono apparecchiate le mense, adorne di fiori. In questo
giorno di gioia per tutti, non doveva mancare la consolazione della carità ai
derelitti.
Chi non ha un posto alla mensa domestica o alla mensa di un amico,
ha qui il suo posto. Pace e benevolenza tra gli uomini! È questo il
savio motto ispiratore del banchetto dei poveri.
Perdonate all'ingiustizia dei vostri simili; perdonate a chi è
cagione delle vostre miserie; riconciliatevi con voi, se voi stessi foste per
avventura la cagione della vostra infelicità; pensate ad emendarvi, e a
beneficare voi colla vostra operosità. Ma intanto gioite della carità dei
buoni. Nella nostra Milano il povero non è più tormentato dall'isolamento;
purchè il voglia ha una casa, e qui, presso il luogo, dove sorgeranno le case
per gli operai, che coi loro risparmii hanno potuto diventare proprietarii del
nido dei loro familiari affetti, qui fu santo pensiero far sorgere i Ricoveri
dei proletarii. L'esempio dell'operosità favorita dalla fortuna, invoglierà al
lavoro coloro, a cui la fortuna ha voluto duramente mostrarsi matrigna.
Oh benedetti gli Asili notturni!
FINE
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