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SCENA IX
Idomeneo con seguito
Recitativo
IDOMENEO (al suo segiuto)
Oh voi, di Marte e di Nettuno all'ire, alle vittorie, ai stenti fidi
seguaci miei, lasciatemi per poco qui solo respirar, e al ciel natio confidar
il passato affanno mio.
(Il segiuto si ritira ed Idomeneo solo s'inoltra sul lido, contemplando.)
Tranquillo è il mar, aura soave spira di dolce calma, e le cerulee sponde
il biondo Dio indora, ovunque io miro, tutto di pace in sen riposa, e gode. Io
sol, io sol su queste aride spiagge d'affanno e da disagio estenuato quella
calma, oh Nettuno, in me non provo, che al tuo regno impetrai. Oh voto insano,
atroce! giuramento crudel! ah qual de' Numi mi serba ancor in vita, oh qual di
voi mi porge almen aita?
No.6. Aria
IDOMENEO
Vedrommi intorno
L'ombra dolente,
Che notte e giorno:
Sono innocente
M'accennerà.
Nel sen trafitto
Nel corpo esangue
Il mio delitto,
Lo sparso sangue
M'additerà.
Qual spavento,
Qual dolore!
Di tormento
Questo core
Quante volte morirà!
(Vede un uomo che s'avvicina)
Recitativo
IDOMENEO
Cieli! che veggo? Ecco, la sventurata vittima, ahimè! s'appressa... e
queste mani le ministre saran? ... mani esecrande! Barbari, ingiusti Numi! are
nefande!
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