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SCENA VI
Gran piazza abbellita di statue avanti al palazzo, di cui si vede da un lato
il frontespizio.
Arriva Idomeneo accompagnato d'Arbace e dal seguito reale; il re scortato
d'Arbace si siede sopra il trono destinato alle pubbliche udienze; Gran
Sacerdote e quantità di popolo.
No. 23. Recitativo
GRAN SACERDOTE
Volgi intorno lo sguardo, oh sire, e vedi qual strage orrenda nel tuo nobil
regno fa il crudo mostro. Ah mira allagate di sangue quelle pubbliche vie. Ad
ogni passo vedrai chi geme, e l'alma gonfia d'atro velen dal corpo esala. Mille
e mille in quell'ampio, e sozzo ventre, pria sepolti che morti perire io stesso
vidi. Sempre di sangue lorde son quelle fauci, e son sempre più ingorde. Da te
solo dipende il ripiego, da morte trar tu puoi, il resto del tuo popolo, ch'esclama
sbigottito e da te l'aiuto implora, e indugi ancor?... Al tempio, sire, al
tempio! Qual'è, dov'è la vittima? ... a Nettuno rendi quello ch'è suo.
IDOMENEO
Non più... sacro ministro; e voi popoli udite: la vittima è Idamante, e or
vedrete, ah Numi! con qual ciglio? Svenar il genitor il proprio figlio.
(parte turbato)
No. 24. Coro
CORO
Oh voto tremendo!
Spettacolo orrendo!
Già regna la morte,
D'abisso le porte
Spalanca crudel.
GRAN SACERDOTE
Oh cielo clemente!
Il figlio è innocente,
Il voto è inumano;
Arresta la mano
Del padre fedel.
CORO
Oh voto tremendo!
Spettacolo orrendo!
Già regna la morte,
D'abisso le porte
Spalanca crudel.
(partono tutti dolenti)
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