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SCENA X
Ilia frettolosa, Elettra e detti
Recitativo
ILIA (corre a ritenere il braccio d'Idomeneo)
Ferma, oh sire, che fai?
IDOMENEO
La vittima io sveno, che promisi a Nettuno.
IDAMANTE
Ilia, t'accheta...
GRAN SACERDOTE (ad Ilia)
Deh non turbar il sacrifizio...
ILIA
Invano quella scure altro petto tenta ferir. Eccoti, sire, il mio, la
vittima io son.
ELETTRA
(Oh qual contrasto!)
ILIA (ad Idomeneo)
Innocente è Idamante, è figlio tuo, e del regno è la speme. Tiranni i Dei
non son, fallaci siete interpreti voi tutti del divino voler. Vuol sgombra il
cielo de' nemici la Grecia, e non de' figli. Benché innocente anch'io, benché
ora amica, di Priamo son figlia, e Frigia io nacqui per natura nemica al greco
nome. Orsù mi svena.
(s'inginocchia avanti al Gran Sacerdote)
(S'ode gran strepito sotterraneo,, la statua di Nettuno si scuote; il
Gran Sacerdote si trova avanti all'ara in estasi. Tutti rimangono attoniti ed
immobili per lo spavento. Una voce profonda e grave pronunzia la seguente
sentenza del cielo.)
No. 28d.
LA VOCE
Ha vinto Amore... Idomeneo cessi esser re... lo sia Idamante ... ed Ilia a
lui sia sposa, e fia pago Nettuno, contento il ciel, premiata l'innocenza.
No. 29. Recitativo
IDOMENEO
Oh ciel pietoso!
IDAMANTE
Ilia ...
ILIA
Idamante, udisti?
ARBACE
Oh gioia, oh amor, oh Numi!
ELETTRA
Oh smania! oh furie! oh disperata Elettra! ... Vedrò Idamante alla rivale
in braccio? .. Ah no, il germano Oreste ne' cupi abissi io vuò seguir, or or
compagna m'avrai là dell'inferno, a sempiterni guai, al pianto eterno.
(parte infuriata)
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