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SCENA 3
Appartamenti destinati a Giunia, con statue delle più
celebri Donne
Romane.
Silla, Celia, Aufidio, e Guardie
Recitativo
SILLA
A te dell'amor mio, del mio riposo
Celia, lascio il pensier. Rendi più saggia
L'ostinata di Mario altera figlia.
E a non aprezzarmi alfin tu la consiglia.
CELIA
German sai, che finora
Tutto feci per te. Vuò lusingarmi
Di vederla cangiar.
AUFIDIO
Quella superba
Colle preghiere, e coi consigli in vano
Sia che si tenti. Un dittator sprezzato,
Che da Roma, e dal Mondo inter s'ammira,
S'altro non vale,
Usi la forza, e l'ira.
SILLA
E la forza useró. La mia clemenza
Non mi fruttò che sprezzi,
E ingiuriose repulse
D'una femmina ingrata. In questo giorno
Mi segua all'ara, e paghi
Renda gli affetti miei.
O 'l nuovo sol non sorgerà perlei.
CELIA
Ah Silla, ah mio germano
Per tua cagione io tremo,
Se trasportar ti lasci a questo estremo.
Pur troppo, ah sì pur troppo
La violenza è spesso
Madre fatal d'ogni più nero eccesso.
SILLA
Da tentar che mi resta,
Se ostinata colei mi fugge, e sprezza?
CELIA
Adoprar tu sol devi arte, e dolcezza.
S'è ver, che sul tuo core
Vantai finor qualche possanza, ah lascia,
Che da Giunia men corra. Ella fra poco
Da te verrà. L'ascolta
Forse sia che una volta
Cangi pensier.
SILLA
Di mia clemenza ancora
Prova farò. Giunia s'attenda
E seco parli lo sposo in me.
Ma non s'abusi
Dell'amor mio, di mia bontade, e tremi,
Se Silla alfine inesorabil reso
Favellerà da dittatore offeso.
CELIA
German di me ti fida. Oggi più saggia
Giunia sarà. Finora
Una segreta speme
Forse il cor le nutrì. Se cadde estinto
Lo sposo suo, più non resta omai
Amorosa lusinga. I preghi tuoi
Cauto rinnova.
Un amator vicino
Se d'un lontan trionfa, il trionfare
D'un amator, che già di vita è privo,
È più agevole impresa a quel, ch'è vivo.
N.3 Aria
CELIA
Se lusinghiera speme
Pascer non sa gli amanti
Anche fra i più costanti
Languisce fedeltà.
Quel cor sì fido e tenero,
Ah sì quel core istesso
Così ostinato adesso
Quel cor si piegherà.
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