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| Giovanni de Gamerra Lucio Silla IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA 6
E tollerare io posso si temerari oltragi? A tante offese non si scote quest'alma? E che la rese insensata al tal segno? Un dittatore così s'insulta, e sprezza E pure, oh mio rossor! e pur mi piace!
Della sua debolezza non arrossisce ancora? Taccia l'affetto, e la superba mora. Disdegnoso mi tema. A suo talento La mia destra, il mio cor, gli affetti miei, A divenir tiranno in questo dì comincierò da lei.
N.5 Aria
Il desìo di vendetta, e di morte Sì m'infiamma, e sì m'agita il petto, Che in quest'alma ogni debole affetto Disprezzato si cangia in furor.
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