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ATTO SECONDO
SCENA 1
Portico fregiato di militari trofei Silla, Aufidio, e
Guardie
Recitativo
AUFIDIO
Tel' predissi, o Signor, che la superba
Più ostinata saria quanto più mostri
Di clemenza, e d'amor?
SILLA
Poco la resta
Da insultarmi così. Risolvi omai.
Morir dovrà. L'ho tollerata assai.
AUFIDIO
L'amico tuo fedele
Può libero parlar?
SILLA
Parla.
AUFIDIO
Tu sai,
Ch'eroe non avvi al mondo
Senza gli emuli suoi. Gli Emili, e i Scipi
N'ebbero ach'essi, e di sue gesta ad onta
Il glorioso Silla assai ne conta.
SILLA
Pur troppo io so.
AUFIDIO
Tu porgi
Nella morte di Giunia a rei nemici
L'armi contro di te. D'un Mario è figlia,
E questo Mario ancor ne' propi amici
Vive a tuo danno.
SILLA
E che far deggio?
AUFIDIO
In faccia
Al Popolo, e al Senato
Sia l'altera tua sposa. Un finto zelo
Di sopir gli odi antichi
La violenza asconda. Al tuo volere
Chi s'opporrà? Di numerose schiere
Folto stuolo ti cinga. Ognun paventa
In te l'eroe, ch'ogni civil discordia
Ha soggiogata, e doma
E a un sguardo tuo trema il Senato, e Roma.
Signor del comun voto
T'accerta il tuo voler.
La ragion sempre segue il più forte,
E chi fra mille squadre
A supplicar si piega?
Vuole, e comanda allorchè parla, e prega.
SILLA
E se l'ingrata ancora
Mi sprezza, e mi discaccia
Al Popolo, al Senato, a Roma in faccia?
Che far dovrò?
AUFIDIO
L'altera
Non s'opporrà. Quel'ostinato core
Ceder vedrai nel publico consenso
Del Popolo Roman.
SILLA
Seguasi, amico
Il tuo consiglio. Oh ciel!... sappi... io ti scopro
Le debolezza mia. Quando le stragi,
Le violenze ad eseguir m'affretto
È il cor di Silla in petto
Da più atroci rimorsi
Lacerato, ed oppresso. In quei momenti
Fieri contrasti io provo. Inorridisco,
Voglio, tremo, amo, ed ardisco.
AUFIDIO
Quest'incostanza tua, lascia, che 'l dica,
I tuoi gran merti oscura. Ogni rimorso
Della viltade è figlio. Ardito, e lieto
Il mio consiglio abraccia, e suo malgrado
La femmina fastosa costretta venga a divenir tua sposa.
N.8 Aria
AUFIDIO
Guerrier, che d'un acciaro
Impallidisce al lampo,
A dar non vada in campo
Prove di sua viltà.
Se or cede a un vil timore,
Se or cede alla speranza,
E qual sarà incostanza
Se questa non sarà?
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