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Giovanni de Gamerra
Lucio Silla

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA 7
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SCENA 7

Orti pensili

Silla, Aufidio, e Guardie

 

Recitativo

 

AUFIDIO

Signor, ai cenni tuoi

Il Senato fia pronto. Egli fra poco

T'ascolterà. D'elette squadre intorno

Numerosa corona

Ad arte io disporrò.

 

SILLA

L'amico Cinna

Non ignori l'arcano. Il suo soccorso

È necessario all'opra. Ah che me stesso

Più non ritrovo in me! Dov' io mi volga

Della crudel l'immagine gradita

Mi dipinge il pensier. Mi suona ognora

Il caro nome suo fra i labbri miei,

E tutto parla a questo cor di lei.

 

AUFIDIO

Io già ti vedo al colmo

Di tua felicità. Della possanza

Usa, che 'l ciel ti diè. Roma, il Senato,

E ogn' anima orgogliosa or che lo puoi

Fa, che pieghin la fronte a' piedi tuoi.

(parte)

 

SILLA

Ah sì, di civil sangue

Innonderò le vie, se Roma altera

Alle brame di Silla, oggi s'oppone;

Ho nel braccio, ho nel cor la mia ragione.

Giunia?... Qual vista! In sì bel volto io scuso

La debolezza mia

... Ma tanti oltraggi?

Ah che in vederla, oh Dei!

Il dittatore offeso io più non sono;

De' suoi sprezzi mi scordo, e le perdono.

 




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