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Giovanni de Gamerra
Lucio Silla

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO SECONDO
    • SCENA 10
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SCENA 10

Giunia, indi Celia

 

Recitativo

 

GIUNIA

Perchè mi balzi in seno

Affannoso cor mio? Perchè sul volto

Or che lo sposo io non mi vedo accanto,

Cade da' rai più copioso il pianto?

 

CELIA

Oh ciel! sì lagrimosa

dolente io t'incontro?

Al suo destino

Quell'anima ostinata alfin deh ceda

E sposa dal dittator Roma di veda.

 

GIUNIA

T'accheta per pietà.

 

CELIA

Se in duro esiglio cade estinto Cecilio,

A lui che giova un'inutil costanza?

 

GIUNIA

(A questo nome

S'agghiaccia il cor.)

 

CELIA

Tu non mi guardi, e il labbro

Fra i singhiozzi,

E i sospir pallido tace.

Segui i consigli miei.

 

GIUNIA

Lasciami in pace.

 

CELIA

Bramo lieta vederti. Il mio germano

Oggi me pur felice render saprà.

La mano mi promise di Cinna.

Ah tu ben sai, ch'io l'adoro fedel.

Più non rammento i miei sofferti affanni

Se sì cangiano alfin gli astri tiranni.

 

N.15 Aria

 

CELIA

Quando sugl' arsi campi

Scende la pioggia estiva,

Le foglie, i fior ravviva,

E il bosco, il preticello

Tosto si fa più bello,

Ritorna a verdeggiar.

 

Così quest' alma amante

Fra la sua dolce speme

Dopo le lunghe pene

Comincia a respirar.

(parte)

 




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