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| Giovanni de Gamerra Lucio Silla IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA 14 Cinna, con spada nuda, e detti
Cinna tu pur?...
Con mio stupore col nudo acciaro Io vidi Cecilio infra la schiere Aprirsi un varco. La sua rabbia, i fieri Minacciosi acchi suoi d'un tradimento Mi fecero temer. Onde salvarti Da quella destra al parricidio intesa Corsi, e 'l brando impugnai per tua difesa.
Se altri perfidi mai...
Sulla mia fede Signor riposa, e paventar non dei. Io mi perdei!)
E giunge a tanto la tua baldanza?
(Oh Dei!)
O ch'io...
Ad esser vil m'insegna la sposa mia?
Deh, non oppoti!
E vuoi?...
Della tua tenerezza una prova vogl'io.
Nella mia fede, Affidarti, e sperar. se ancor mio bene Dubbioso ti mostri, i giusti Numi,
respirar ti vedrò. Fra le ritorte Del tradimento audace Tu pur ti pentirai, donna mendace.
N.18 Terzetto
quell'orgoglioso sdegno
L'istesso ognor sarò.
Tutto avvampar mi fa.
Ne paventar mi fa.
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