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| Giovanni de Gamerra Lucio Silla IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA 1 Atrio, che intruduce alle carceri Cecilio incatenato, Cinna, Guardie a vista, indi Celia
Ah sì tu solo, amico Ritenesti il gran colpo. Eran non lungi Gli amici tuoi, gli amici miei. Seguito Volea da questi infra le schiere aprirmi Sanguinoso sentier. Ma la prudenza Il furor moderò. Di tanti a fronte Che far potea cinto da pochi? Il cielo Novo ardir m'ispirò. Gli amici io lascio, Tacito il ferro io stringo, e in Campidoglio Vibrare il colpo, in te m'affiso. Il ferro Nella man mi tremò. Nel tuo periglio Gelossi il cor. M'arresto, mi confondo Non so che dir. Quasi il segreto arcano, Il tiranno svelò. Ma il suo comando, La confusione e il mio dolore ascose.
Morasi alfin. Sol mi spaventa, oh Dei! La sposa mia...
Non paventar di lei. Entrambi io salverò.
E perchè mai?
Forse il momento, ond'illustrar tu puoi Con opra sublimi i giorni tuoi.
Che far degg'io?
M'è noto A prova già tutto il poter, che vanti Sul cor di Silla. A lui t'affretta, e dilli Che aborrito dal cielo, in odio a Roma, Se in se stesso non torna, e se non scorda L'eccidio suo fatal non è lontano.
Dunque il german...
... incontrerà la morte Se non s'arrende a un tal consiglio.
Ah tutto, tutto inutil sarà.
Tentare io voglio La difficile impresa, e se aver ponno Le mie preghiere il lor bramato effetto?
La destra in guiderdone io ti prometo.
Più animosa mi fa. Me fortunata, Se fra un orror sì periglioso, e tristo Salvo il germano, e 'l caro amante acquisto.
N.19 Aria
Mi sta sempre in mezzo al cor. (parte)
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