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| Giovanni de Gamerra Lucio Silla IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA 2
Che Celia giunga a raddolcir un core Ingiustamente furibondo, ed ebro Fè rosseggiar di civil sangue il Tebro?
Su quell'alma incostante, e Giunia ancora Colle lagrime sue...
La sposa mia A qualche insulto amaro in invan s'espone. Un empio, un inumano non si cangia sì presto. Onde abbandoni il sentier del delitto Ch'ei suol calcar per lungo suo costume, Ci volle ognor tutto il poter d'un Nume. Ah no più non mi resta Né speme, né pietà. L'afflitta sposa Ti raccomando, amico. In pro di lei Vegli la tua amistà. Del mio nemico Vittima, ah no, non sia. Nel di lui sangue Vendica la mia morte, e 'l mio spirito sdegnoso Nel regno degl' estinti avrà riposo.
Se allontani da te. Se il cor di Silla Contro al dovere, e alla ragion s'ostina, Sulla propria rovina, Quell' empio solo impallidisca, e tremi.
N.20 Aria
Se Giove irato fulmina,spavento ingombra, (parte)
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