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| Giovanni de Gamerra Lucio Silla IntraText CT - Lettura del testo |
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ATTO SECONDO SCENA 1 Portico fregiato di militari trofei Silla, Aufidio, e Guardie
Recitativo
AUFIDIO Tel' predissi, o Signor, che la superba Più ostinata saria quanto più mostri Di clemenza, e d'amor?
SILLA Poco la resta Da insultarmi così. Risolvi omai. Morir dovrà. L'ho tollerata assai.
AUFIDIO L'amico tuo fedele Può libero parlar?
SILLA Parla.
AUFIDIO Tu sai, Ch'eroe non avvi al mondo Senza gli emuli suoi. Gli Emili, e i Scipi N'ebbero ach'essi, e di sue gesta ad onta Il glorioso Silla assai ne conta.
SILLA Pur troppo io so.
AUFIDIO Tu porgi Nella morte di Giunia a rei nemici L'armi contro di te. D'un Mario è figlia, E questo Mario ancor ne' propi amici Vive a tuo danno.
SILLA E che far deggio?
AUFIDIO In faccia Al Popolo, e al Senato Sia l'altera tua sposa. Un finto zelo Di sopir gli odi antichi La violenza asconda. Al tuo volere Chi s'opporrà? Di numerose schiere Folto stuolo ti cinga. Ognun paventa In te l'eroe, ch'ogni civil discordia Ha soggiogata, e doma E a un sguardo tuo trema il Senato, e Roma. Signor del comun voto T'accerta il tuo voler. La ragion sempre segue il più forte, E chi fra mille squadre A supplicar si piega? Vuole, e comanda allorchè parla, e prega.
SILLA E se l'ingrata ancora Mi sprezza, e mi discaccia Al Popolo, al Senato, a Roma in faccia? Che far dovrò?
AUFIDIO L'altera Non s'opporrà. Quel'ostinato core Ceder vedrai nel publico consenso Del Popolo Roman.
SILLA Seguasi, amico Il tuo consiglio. Oh ciel!... sappi... io ti scopro Le debolezza mia. Quando le stragi, Le violenze ad eseguir m'affretto È il cor di Silla in petto Da più atroci rimorsi Lacerato, ed oppresso. In quei momenti Fieri contrasti io provo. Inorridisco, Voglio, tremo, amo, ed ardisco.
AUFIDIO Quest'incostanza tua, lascia, che 'l dica, I tuoi gran merti oscura. Ogni rimorso Della viltade è figlio. Ardito, e lieto Il mio consiglio abraccia, e suo malgrado La femmina fastosa costretta venga a divenir tua sposa.
N.8 Aria
AUFIDIO Guerrier, che d'un acciaro Impallidisce al lampo, A dar non vada in campo Prove di sua viltà.
Se or cede a un vil timore, Se or cede alla speranza, E qual sarà incostanza Se questa non sarà?
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