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Giovanni de Gamerra
Lucio Silla

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA 2
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SCENA 2

Silla, indi Celia, e Guardie

 

Recitativo

 

SILLA

Ah non mai non credea,

Ch' all'uom tra 'l fasto, e le gradezze immerso

Tanto costasse il divenir perverso.

 

CELIA

Tutto tentai finor. Preghi, promesse,

E minacce, e spaventi al cor di Giunia,

Sono inutile assalti. Ah mio germano

Immaginar non puoi

Come per te...

 

SILLA

So quel, che dir mi vuoi.

Silla non è men grato a chi per lui

Anche inutil s'adopra. In man del caso

Se pende ogni sucesso, il proprio merto,

All'opere non scema contrario evento.

In questo dì mia sposa Giunia sarà.

 

CELIA

Giunia tua sposa?

 

SILLA

Il come non ricercar.

Ti basti, che pago io sia.

 

CELIA

Perchè l'arcan mi celi,

E perchè non rischiari un favellar sì oscuro?

 

SILLA

(Perchè in donna un arcano è mal sicuro.)

Il mio silenzio or non ti spiaccia, e m'odi.

Te pur sposa di Cinna

In questo giorno io bramo..

 

CELIA

(Oh me felice!)

Lascia, ah lascia, ch' a Cinna, il tuo

Fido amico io rechi

Così lieta novità.

Il labbro mio gli sveli alfin,

Ch' ei solo è il mio tesoro,

E che ognor l'adorai come l'adoro.

(parte)

 

SILLA

Ad affrettar si vada in Campidoglio

La meditata impresa, e la più ascosa

Arte s'adopri, onde la mia nemica

Al talamo mi segua. Ah sì conosco,

Ch' ad ogni prezzo io deggio

Il possesso acquistar della sua mano.

Rimorsi miei

Vi ridestate invano.

 




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