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| Giovanni de Gamerra Lucio Silla IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA 9 Giunia, indi Cecilio
Recitativo
GIUNIA Che intesi, eterni Dei? Qual mai funesto E spaventoso arcan ne' detti suoi? Sola non morirò? Che dir mi vuoi Barbaro... Ahimè! Che vedo?... Lo sposo mio?... Che fu?... Che avvenne?... Ah dove Sconsigliato t'inoltri? In queste mura Sai, che non è sicura La tua vita, e non temi Di respirar quest'aure Comuni a' tuoi nemici? In quest'istante Il tiranno parti. Tremo... Deh, fuggi... Ah se dell'empio il ciglio...
CECILIO Giunia, il tuo rischio È 'l mio maggior periglio.
GIUNIA Deh per pietà, se mi ami, torna, mio bene, Ah torna nel tenebroso asilo. Il rimirarti qual martirio è per me!
CECLIO Non amareggi il tuo spavento O cara il mio dolce piacer.
GIUNIA Piacer funesto, Se a un gelido spavento Abbandona il mio cor. Se de' tuoi giorni Decider puo'. T'ascondi. Ah da che vivo No, che angustia simile...
CECILIO Sola vuoi, ch'io ti lasci In preda a un vile? So, ch' al senato in faccia il reo tiranno Con violenza ingiusta Al talamo vuol trati, Ed io, che t'amo Restar potrò senza morir d'affanno Lungi dal fianco tuo? Se invano un braccio, Un acciaro si cerca Per svenare un crudel, ch'odio, e detesto, Quell' acciaro, quel bracio eccolo è questo..
GIUNIA Ahimé! Che pensi? esporti?... Correr tu solo a un periglio estremo?...
CECILIO Tu paventi di tutto, Io nulla termo. Frena il timor, mia speme, e ti rammenta, Ch'una soverchia tema in cor Romano Esser puote viltà.
GIUNIA Ma il troppo ardire Temerità s'appella. Ah sì ti cela, Né accrescere, idol mio, nel tuo periglio Noce cangion di pianto a questo ciglio.
CECILIO Eterni Dei! Lasciarti, fuggire, abbandonarti All'empie insidie, all'ira D'un traditor, ch' alle tue nozze aspira?
GIUNIA E che puoi temer, se meco resta La mia costanza, e l'amor mio? Deh corri, Corri d'onde fuggisti. Al suo dolore, A' suoi spaventi invola Il cor di chi t'adora; Se ciò non basta, io tel comando ancora.
CECILIO E in questo giorno correndo se al tiranno io mi cielo, Chi veglia, o sposa, in tua difesa?
GIUNIA Il cielo!
CECILIO Ah che talvolta i Numi...
GIUNIA A che ti guida Cieco furor? Ad onta De' miei timori ancor mi resti a lato? Partir non vuoi? Corro a morire, ingrato.
CECILIO Fermati... senti... Oh Dei! Così mi lasci, e brami?...
GIUNIA I passi miei guardati di seguir.
CECILIO Saprò morire, Ma non lasciarti.
GIUNIA (Oh stelle! Io lo perdo. Che fo?)
CECILIO Cara, tu piangi? Ah che il tuo pianto...
GIUNIA Ah sì per questo pianto Per questi lumi miei di speme privi. Parti, parti da me, celati, vivi!
CECILIO A che mi sforzi!
GIUNIA Alfine! Lusingarmi poss'io di questo segno Del tuo tenero affetto? Che rispondi, idol mio?
CECILIO Sì tel prometo.
GIUNIA Fuggi dunque, mio bene. Invan paventi, Se di me temi. Ah pensa, Pensa, che 'l ciel difende i giusti, e ch'io D'altre mai non sarò. Di mie promesse Dell'amor mio costante Ch'aborre a morte un traditore indegno, Sposo, nella mia mano eccoti un pegno.
Recitativo accompagnato
CECILIO Chi sa, che non sia questa L'estrema volta, oh Dio? ch'al sen ti stringo Destra dell'idol mio, destra adorata, Prova di fè sincera...
GIUNIA No, non temere. Amami. Fuggi e spera.
N.14 Aria
CECILIO Ah se a morir mi chiama Il fato mio crudele Seguace ombra fedele Sempre sarò con te.
Vorrei mostrar costanza Cara, nel dirti addio Ma nel lasciarti, oh Dio! Sento tremarmi il piè. (parte)
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