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| Gennaro Antonio Federico La serva padrona IntraText CT - Lettura del testo |
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Intermezzo Primo (Camera) Uberto non interamente vestito, e Vespone di lui servo, poi Serpina. UBERTO
Aspettare e non venire, Stare a letto e non dormire, Ben servire e non gradire, Son tre cose da morire. Questa e' per me disgrazia; Son tre ore che aspetto, e la mia serva Portarmi il cioccolatte non fa grazia, Ed io d'uscire ho fretta. O flemma benedetta! Or si', che vedo Che per esser si' buono con costei, La causa son di tutti i mali miei. (chiama Serpina vicino alla scena) Serpina Vien domani. (a Vespone) E tu altro che fai? A che quieto ne stai come un balocco? Come? che dici? eh sciocco! Vanne, rompiti Presto il collo. Sollecita; Vedi che fa. Gran fatto! Io m'ho cresciuta Questa serva piccina. L'ho fatta di carezze, l'ho tenuta Come mia figlia fosse! Or ella ha preso Percio' tanta arroganza, Fatta e' si' superbona, Che alfin di serva diverra' padrona. Ma bisogna risolvermi in buon'ora E quest'altro babbion ci e' morto ancora.
SERPINA L'hai finita? Ho bisogno Che tu mi sgridi? E pure Io non sto comoda, ti dissi.
UBERTO Brava!
SERPINA (a Vespone) E torna! Se il padrone Ha fretta, non l'ho io, il sai?
UBERTO Bravissima.
SERPINA (a Vespone) Di nuovo! 0h tu da senno Vai stuzzicando la pazienza mia, E vuoi che un par di schiaffi alfin ti dia. (batte Vespone)
UBERTO Ola', dove si sta? Ola', Serpina! Non ti vuoi fermare?
SERPINA Lasciatemi insegnare La creanza a quel birbo.
UBERTO Ma in presenza del padrone?
SERPINA Adunque Perch'io son serva, ho da esser sopraffatta. Ho da essere maltrattata? No signore, Voglio esser rispettata, Voglio esser riverita come fossi Padrona, arcipadrona, padronissima.
UBERTO Che diavol ha vossignoria illustrissima? Sentiam, che fu?
SERPINA Cotesto impertinente
UBERTO Questo? tu (accennando a Vespone)
SERPINA Venne a me
UBERTO Questo, t'ho detto?
SERPINA E con modi si' impropri
UBERTO (a Vespone) Questo, questo Che tu sii maledetto.
SERPINA Ma me la pagherai.
UBERTO Io costui t'inviai
SERPINA Ed a che fare?
UBERTO A che far? Non ti ho chiesto Il cioccolatte, io?
SERPINA Ben, e per questo?
UBERTO E m'ha da uscir l'anima aspettando Che mi si porti?
SERPINA E quando Voi prenderlo dovete?
UBERTO Adesso. Quando?
SERPINA E vi par ora questa? E' tempo ormai di dover desinare.
UBERTO Adunque?
SERPINA Adunque? Io gia' nol preparai Voi di men ne fareste, Padron mio bello, e ve ne cheterete.
UBERTO Vespone, ora che ho preso Il cioccolatte gia' Dimmi: buon pro vi faccia e sanita'. (Vespone ride)
SERPINA Di chi ride quell'asino?
UBERTO Di me, che ho piu' flemma d'una bestia. Ma bestia non saro', Piu' flemma non avro', Il giogo scuotero', E quel che non ho fatto alfin faro'!! (a Serpina) Sempre in contrasti Con te si sta. E qua e la', E su e giu' E si' e no. Or questo basti, Finir si puo'. (a Vespone) Ma che ti pare? Ho io a crepare? Signor mio, no. (a Serpina) Pero' dovrai Per sempre piangere La tua disgrazia, E allor dirai Che ben ti sta. (a Vespone) Chr dici tu? Non e' cosi'? Ah! che! no! si', Ma cosi' va!
SERPINA In somma delle somme per attendere Al vostro bene io mal ne ho da ricevere?
UBERTO (a Vespone) Poveretta! la senti?
SERPINA Per aver di voi cura, io, sventurata, Debbo esser maltrattata?
UBERTO Ma questo non va bene.
SERPINA Burlate, si'!
UBERTO Ma questo non conviene.
SERPINA E pur qualche rimorso aver dovreste Di farmi e dirmi cio' che dite e fate.
UBERTO Cosi e', da dottoressa voi parlate.
SERPINA Voi mi state sui scherzi, ed io m'arrabbio.
UBERTO Non v'arrabbiate, capperi, ha ragione. (a Vespone) Tu non sai che ti dir? Va dentro, prendimi Il cappello, la spada ed il bastone, Che' voglio uscir. SERPINA Mirate. Non ne fate una buona, e poi Serpina E' di poco giudizio.
UBERTO Ma lei Che diavolo vuol mai dai fatti miei?
SERPINA Non vo' che usciate adesso, Gli e' mezzodi'. Dove volete andare? Andatevi a spogliare.
UBERTO E il gran malanno Che mi faresti
SERPINA Oibo', non occorre altro. Io vo' cosi', non uscirete, io l'uscio A chiave chiudero'.
UBERTO Ma parmi questa Massima impertinenza.
SERPINA Eh si', suonate.
UBERTO Serpina, il sai, che rotta m'hai la testa?
SERPINA Stizzoso, mio stizzoso Voi fate il borïoso, Ma non vi puo' giovare. Bisogna al mio divieto Star cheto, e non parlare. Z Serpina vuol cosi'. Cred'io che m'intendete, Dacche' mi conoscete Son molti e molti di'.
UBERTO Benissimo. (a Vespone) Hai tu inteso? Ora al suo loco Ogni cosa porra' vossignoria, Che' la padrona mia vuol ch'io non esca.
SERPINA Cosi' va bene. (a Vespone) Andate, e non v'incresca (Vespone vuol partire e poi si ferma) Tu ti fermi? Tu guardi? Ti meravigli, e che vuol dir?
UBERTO Si', fermati, Guardami, meravigliati, Fammi de'scherni, chiamami asinone, Dammi anche un mascellone, Ch'io cheto mi staro', Anzi la man allor ti baciero' (Uberto bacia la mano a Vespone)
SERPINA Che fa che fate?
UBERTO Scostati, malvagia. Vattene, insolentaccia. In ogni conto Vo' finirla. Vespone, In questo punto trovami una moglie, E sia anche un'arpia, a suo dispetto Io mi voglio accasare. Cosi' non dovro' stare A questa manigolda piu' soggetto.
SERPINA Oh! qui vi cade l'asino! Casatevi, Che fate ben; l'approvo.
UBERTO L'approvate? Manco mal, l'approvo'. Dunque io mi casero'.
SERPINA E prenderete me?
UBERTO Te?
SERPINA Certo.
UBERTO Affe'!
SERPINA Affe'.
UBERTO Io non so chi mi tien (a Vespone) Dammi il bastone Tanto ardir!
SERPINA Oh! voi far e dir potrete Che null'altra che me sposar dovrete.
UBERTO Vattene figlia mia.
SERPINA Voleste dir mia sposa.
UBERTO O stelle! o sorte! Oh! Questa e' per me morte.
SERPINA O morte o vita, Cosi' esser dee: l'ho fisso gia' in pensiero.
UBERTO Questo e' un altro diavolo piu' nero.
SERPINA Lo conosco a quegli occhietti Furbi, ladri, malignetti, Che, sebben voi dite no, Pur m'accennano di si'.
UBERTO Signorina, v'ingannate. Troppo in alto voi volate, Gli occhi ed io dicon no, Ed e' un sogno questo, si'.
SERPINA Ma perche'? Non son io bella, Graziosa e spiritosa? Su, mirate, leggiadria, Ve' che brio, che maesta'.
UBERTO (Ah! costei mi va tentando; Quanto va che me la fa.)
SERPINA (Ei mi par che va calando.) Via, signore.
UBERTO Eh! vanne via.
SERPINA Risolvete.
UBERTO Eh! Matta sei.
SERPINA Son per voi gli affetti miei E dovrete sposar me.
UBERTO Oh che imbroglio egli e' per me!
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