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SCENA III.
Tigrana - Edgar.
TIGRANA
(andando ad Edgar)
Edgar, sulla tua fronte
Erran tetri pensieri...
EDGAR
Essi son neri
Come l’abisso immondo
Ove scesi con te!...
TIGRANA
Tu più non m’ami…
EDGAR
La parola d’amor non profanar!
TIGRANA
Quel che sognavi un dì - d’orgie e di baci
Sogno febbril, donarlo io seppi a te...
Per sempre, intendi, il fato ora ci unì...
Un mendico lungi da me!
EDGAR
Taci, demonio !... Taci!...
TIGRANA
Dalla valle natia perchè fuggir,
E la casa paterna incendïar?
Tutto perdesti... Or la tua sorte è mia...
In me soltanto, Edagr, tu puoi sperar!
(avvicinandosi ad Edgar,
e fissandolo voluttuosamente)
Dal labbro mio - suggi l’obblio
E a te il doman - sorriderà...
Nuovi deliri - il bacio mio
A te darà - di voluttà.
EDGAR
Nè un raggio a me - brillar vedrò,
Un raggio di sol - di speme ancor?...
Ne mai da te - fuggir potrò?...
Da questo abisso - d’onta e d’orror?
TIGRANA
Contro il tuo fato Edgar vano è lottar!
EDGAR
Demonio, ogni velen - tu chiudi in sen!
No dall’infamia Iddio mi toglierà!
Baci per te il mio labbro più non ha…
Sol maledirti ei può!…
Morrò di stenti... ma fuggir io vo’!
(suoni di tamburo e trombe poco lontani)
CONVITATI e CORTIGIANE
(nell’interno)
Uno squillo marzial!…
ALCUNI CONVITATI
(nell’interno)
Passa una schiera
Di soldati alla porta dei castello!
ALCUNE CORTIGIANE
Come sfavillan l’armi
Al raggio della luna!
EDGAR
(fra sé)
Ah !... Qual pensiero!
A me lo manda Iddio!
(correndo verso il fondo)
Olà, soldati,
Sostate!
VOCI DEI SOLDATI
(fuori dei castello)
Che vuoi tu ?
EDGAR
Nel mio castello entrate...
Una coppa di vino
D’accettar vi degnate,
Prodi guerrier!
VOCI DEI SOLDATI
Evviva! ... Evviva!
TIGRANA
(sospettosa, avvicinandosi a Edgar)
Or bene,
Che intendi far?
EDGAR
Mi lascia!
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