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SCENA III.
Contadini, Contadine, Gualtiero - Detti.
(L’organo preludia a una preghiera. - Donne, vecchi, fanciulli vengono
da diverse parti alla spicciolata, si avviano alla chiesa e vi entrano
durante tutta la scena che segue. Anche Gualtiero, venendo dalla destra
sul poggio con alcuni vecchi, ne scende con loro e con loro entra nella chiesa.)
(Organo.)
TIGRANA
(avvicinandosi a Edgar
con piglio di scherno e di tentazione)
Tu voluttà di fuoco, - ardenti baci ,
Sognavi un dì... non, pastorali amor!...
Era un desio febbril d’orgia e di gioco,
Era un desio febbril di vizio e d’ôr.
EDGAR
(come resistendo, ma scosso, alzandosi)
Taci, demonio!... Taci!
TIGRANA
(con ironia crescente)
Fûr vani sogni, Edgar! - Sogni fugaci
Di chi nacque per gemere e tacer...
Nella chiesa tu pur dovresti entrar,
Non ha d’aquila i voli il tuo pensier!
(sempre più agitato, poi, come ribellandosi,
entrando bruscamente in casa)
Taci, demonio ... Taci!
TIGRANA
(guarda verso la casa di Edgar scoppiando in una risata; poi,
accompagnandosi col dembal, si avvia verso la taverna cantando)
Tu il cuor mi strazii... Io muoio!
Che feci a te, crudel?
Belava all’avoltoio
Nell’agonia l’agnel...
(Quando Tigrana è giunta presso la taverna, Frank,
sopravvenendo dal passaggio vicino ad essa, le sbarra la strada)
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