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Luigi Groto
La Dalida

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  • Atto III, scena IIII.   Berenice. Secretario. Dalida.
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Atto III, scena IIII.

 

Berenice. Secretario. Dalida.

 

Ber: Esco fuor per ueder se uenir ueggio

La dolce Nora mia, la mia figliuola.

Che non ueggio quel punto benedetto,

Ch'io l'accolga, e l'abbracci. Secr: Udite quanta

Gioia del uenir uostro ha la Reina.

Ber: Ma ecco ch'ella uiene, e à man conduce,

(Stando in mezo di lor) credo, i suoi figli.

Secr: Signora, questa è l'alta Nora uostra,

Che u'ha da rallegrar. Questi i Nipoti

Figli del figlio uostro. e si dan tutti

Di uostra Maestà serui, e prigioni.

Ber: Et io, di ciò lietissima, gli accetto.

Sia giocondo, figliuola, il uenir uostro.

Quanto male ha commessio il Re mio figlio

A non farmi saper da prima il tutto,

Chè à l'hor questo medesmo fatto haurei.

Non piangete, che ben ui sarà tempo

Di palesarmi le allegrezze uostre,

Voglioui allegra non ui uoglio afflitta.

Entrate col piè destro nel pelagio,

Che u'aspetta per darui i premi degni

De' uirtuosi portamenti uostri.

Quiui l'opre accoppiando à le parole,

Meglio ui mostrerò l'animo mio.

Non prò Candaule star, che anch'ei non uenga

Per far con uoi il marital conuito,

Di uoi trarsi, e d' figli il suo digiuno,

Che un che non ui ueggia, un'anno ei conta.

Ma uo che ornata, e concia in altra guisa

Ui ueggia, che cosi non mi piacete.

Prima ch'ei uenga à ritrouarne, io stessa

Vo porui di mia man lo scettro in mano.

À cotesto gentile, ignudo collo

La à uoi douuta, e non à me catena,

E d'oro coronar cotesto capo:

E uoi diletti Nipotini mei

Leuateui à baciar l'Auola uostra.

Ò come par, che mi conoscan questi,

Si mi stringono al collo, e fanno uezzi.

Ò come in questi duo me stessa ueggio.

Non so se piu uorrò rendergli à uoi.

Dal. Signora mia, mia Suocera, e mia madre,

(Che nessun di tai nomi à uoi sconuiensi)

Di tanta cortesia gratie condegne

Io render non ui posso in altro modo,

Che in affermar, che render non le posso.

E me medesma, e questi parti mei

Dono liberamente in poter uostro.

Uoi ne potete far ciò che ui piace.

Ber: Andiam, ch' io ui uo trar le indegne uesti,

E di manto di porpora uestirui.

Poi per far sacrificio à sommi Dei,

(Cui porgerete uoi, figliuola, preghi)

Vcciderem le pecore, e gli agnelli.

E mentre cocerem le carni loro,

Verrà Candaule, à cui le prime parti,

Come à sposo, ed à Re serbar faremo.

Secr: Entrate, e ricordateui, signora,

Del guiderdon promessomi da uoi,

Se tosto u'adducea la Nora uostra.

Ber: Entra tu anchor, che la promessa è ferma.

Secr: Il Consiglier del Re uien uerso noi

Forse à ueder se anchor giunt'è la sposa.

Ber: Non uo, che anchor l'oda Candaule. Entriamo.

 




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