Novella
1 Biond| compagnia dopo San-Carlo, e c'era fra noi chi andava in estasi
2 Biond| Passaro 'nnammorato, VI~ ~Era già trascorsa da cinquanta
3 Biond| il Consigliere, mentre era quasi certo, che sarebbe
4 Biond| dal capo a' piedi, quanto era lungo, l'appaltatore, e,
5 Biond| Frattanto lo Squillacciotti s'era seduto al suo posticino;
6 Biond| conoscevano per quel ch'egli era, e la notorietà gli accresceva
7 Biond| Consiglio, dove la seduta era momentaneamente sospesa,
8 Biond| madre. L'elemosina vostra era la salvezza. Potete dire
9 Biond| che, per sua vergogna, gli era pur forza di chiamar colleghi;
10 Biond| maccheroni ed arrosto.~Si era da poco seduto a tavola,
11 Biond| mosse. La commendatizia era scritta da uno de' tanti
12 Biond| per riparare a quanto v'era stato sin lì di poco riguardoso
13 Biond| protestando, che farebbe quanto era in lui per accontentare
14 Biond| occhi, espose il suo affare.~Era orfana; per questo veniva
15 Biond| utilizzando le sue cognizioni, s'era sottomessa al non difficile
16 Biond| mentre i posti, pe' quali s'era bandito il concorso, ascendevano
17 Biond| volendo. Per lei, non c'era se non quella carta; perduta
18 Biond| che mi sono aiutata quanto era in poter mio, prima di darmi
19 Biond| un antico amico, ch'egli era; e di accettare la servitù,
20 Biond| signor Mimì Squillacciotti era innamorato perso dell'Ersilia
21 Biond| impiegato del carico non c'era ancora; non avrebbe dato,
22 Biond| amica. Il Sindaco stesso si era informato di Menica, Luisella,
23 Biond| vieppiù splendido. Questo era appunto il caso della Malasomma;
24 Biond| di sapere, che il babbo era stato un martire ed aveva
25 Biond| grande: basti dire che s'era trasformato in un grande
26 Biond| ricorrono? Giorni prima era defunto un vecchio prete
27 Biond| via la maschera di cui s'era compiaciuta coprire per
28 Biond| accordato l'imbarco al De Meis, era notte e giorno circondato
29 Biond| perché il protagonista era uomo del popolo, tavernaro
30 Biond| quarantotto, il Poggiale s'era battuto in abito borghese,
31 Biond| barricata di San Ferdinando non era ancor disfatta, e bisognò
32 Biond| Plebiscito, ma il cui vero nome era allora Largo San Francesco
33 Biond| che sembrava una cacata ma era lo stemma borbonico. Il
34 Biond| Amministrazione nella quale il profugo era stato impiegato) e prenderne
35 Biond| Ahn! vuoi tu niente?» e c'era sempre chi 'l teneva d'occhio
36 Biond| Difatti, il deputato, ch'era appunto Angelo Camillo De
37 Biond| quel misero naufrago, ch'era appunto il Mucchetiello,
38 Biond| anteposto. Il Mucchetiello era uno de' più reazionari fra'
39 Biond| racconto dello Squillacciotti era ricamo della fantasia stimolata
40 Biond| desiderava tanto di conoscerla. Era vero: per esercitarsi a
41 Biond| che la buona sorella s'era incuriosita di far la conoscenza
42 Biond| Mimì Squillacciotti non era il saper tenere un cocomero
43 Biond| orecchio di quegli, per cui era offensiva. Cosa fareste
44 Biond| mentre lo Squillacciotti era assente, oppugnando non
45 Biond| donna.~La Ersilia difatti era venuta e stava in conversazione
46 Biond| ancora il lume; la Gesualda s'era allontanata per dare alcune
47 Biond| allo strumento sul quale era abilissima.~In questo giunsero
48 Biond| operato e ratificandolo, egli era sempre fuori responsabilità,
49 Biond| avendo marinata la seduta, era rimasto illeso dalla tràstola.
50 Biond| polizia per farsi merito) era di fuori e desiderava parlargli.~«
51 Biond| mancia; in conseguenza v'era speranza d'un buon affare
52 Biond| la sua devozione al trono era indisputabile, anche per
53 Biond| ieri? Diavolo! ieri non s'era discusso l'affare; ne avrei
54 Biond| venuto ieri almeno, ché tutto era facile! Oggi mi pare quasi
55 Biond| il plico, legge il plico: era la destituzione e l'ordine
56 Biond| suo: sapete già che ella era schiva d'accettare quantunque
57 Biond| le si chiedeva ciò, che era oggetto del suo inconscio
58 Biond| desiderio di loro. L'Ersilia era inesperta. E voi, avete
59 Biond| studio, nel postribolo, era con essi l'amore, la voluttà,
60 Biond| altro pittore. L'Ersilia poi era tenuta per una modella,
61 Biond| per assicurarsi, che non v'era la chiave dello studio.
62 Biond| irremovibile di facilità. La scala era lunga ed affannosa; ma l'
63 Biond| affannosa; ma l'Ersilia era avvezza a salirne e scenderne
64 Biond| sull'ultimo pianerottolo, v'era, oltre due porte di quartieri,
65 Biond| pianerottolo sul quale v'era una sola porticina socchiusa;
66 Biond| disperata.» Più in là v'era una testa di donna malinconica,
67 Biond| Ma il bozzetto, che più l'era simpatico fra tutti, pendeva
68 Biond| sistemare ogni cosa. Leopoldo era brutto, idealmente brutto,
69 Biond| insieme a pranzo sul Vomero: era giorno di lavoro e non incontrerebbero
70 Biond| s'invogliò di gustarne. Era incinta; e per tema, che
71 Biond| la mattinata, l'Ersilia era occupata a scuola, ed egli
72 Biond| birrichina!~E come si vede, non era dell'opinion della Stael,
73 Biond| tre asserelle, sulle quali era un sacco pieno di sbreglia (
74 Biond| buone e timorate coscienze era, si sottintende, anonima,
75 Biond| delle carte inutili. Poi, c'era tanto da dire in merito!
76 Biond| insegnamento? Dippiù, che male c'era a far la modella? od in
77 Biond| occhi del pittore? Dove era lo scandalo poi? che la
78 Biond| poi? che la Malasomma l'era andato divulgando a destra
79 Biond| destra e a sinistra, che se n'era vantata? Chi ne avea riconosciute
80 Biond| Ergo, il denunziante non era padre di famiglia, anzi
81 Biond| quartiere Montecalvario era un giovinotto scapestrato,
82 Biond| entrare nel casamento, dove era lo studio del pittore compiacente,
83 Biond| pe' suoi costumi. Non v'era troppo a discutere: del
84 Biond| tollerare la superba Ersilia, era di sentirsi sgridata e trattata
85 Biond| di rinunziare, e che pure era inconciliabile con una vita
86 Biond| dall'altra volta, quando s'era incontrata a faccia a faccia
87 Biond| altra volta aveva lottato ed era giunta a ritrarsi dall'orlo
88 Biond| a faccia con Mimì, che s'era fermato, dispiacente ma
89 Biond| esilararla, abbattuta com'era: «T'assicuro, in fede mia,
90 Biond| tolta. Avranno fatto bene: era distratta e poi dava il
91 Biond| volontà, che non s'impara? Io era negata per l'aritmetica,
92 Biond| con l'Ersilia d'ieri, che era la vostra buona amica; quella
93 Biond| sia impazzita Ersilia?»~Ed era impazzita, ed ora è morta.~~
94 Mastr| Mastr'Impicca~~ ~C'era una volta un Re di Scaricabarili,
95 Mastr| E buona e caritatevole era: dovunque accadesse una
96 Mastr| accadesse una sventura, si era sicuri di vederla giungere,
97 Mastr| conscia di tanto amore, era tuttogiorno in giro senza
98 Mastr| amarmi.» Pure, assennata come era, la Rosmunda finì per arrendersi
99 Mastr| ammettere in principio, ch'era espediente ed urgente il
100 Mastr| da' poeti aulici). Ma (c'era un ma) il guaio era che
101 Mastr| Ma (c'era un ma) il guaio era che la perla scaricabarilese
102 Mastr| assegnarsi: il monarca d'Introibo era gobbo, il desposta di Exibo
103 Mastr| gobbo, il desposta di Exibo era zoppo, l'autocrate di Antibo
104 Mastr| zoppo, l'autocrate di Antibo era guercio; questo riguardo
105 Mastr| vigliacco, l'autocrate d'Antibo era in voce di crudelissimo;
106 Mastr| riflettere: ma ciascun d'essi era un Re possente, ciascun
107 Mastr| a raccapriccio chiunque. Era una nanerottola scrignuta,
108 Mastr| della vecchiarda! Brrrrr!, c'era di che svenire al solo pensiero!
109 Mastr| alla mendicante ch'ella era matta, che si facesse in
110 Mastr| avuto paura. La paura non era nelle abitudini de' membri
111 Mastr| vecchierella?»~«La vecchierella era io. Volli sperimentare il
112 Mastr| dimostrare, che il privilegio non era da rinnovarsi: e frattanto
113 Mastr| nella cui anima plutocratica era, non si sa come, germogliata
114 Mastr| corteggiatori, certo, non ve n'era alcuno, che potesse non
115 Mastr| dalla berretta di velluto, era almeno soltanto noioso.
116 Mastr| colombaie, da marzocchi, era ben altro che quello ottenuto
117 Mastr| presunzione del pianista era più fatua. Quel tartassator
118 Mastr| in basso il musico. Egli era un pezzo d'omo, con certe
119 Mastr| le città, nelle quali s'era prodotto, lo avevano sempre
120 Mastr| Fabrizio Tremolowski, gli era uno di quegli avventurieri,
121 Mastr| poi l'affetto del popolo, era divenuto la vera caricatura
122 Mastr| non facesse o dicesse, e s'era trovato verso e modo di
123 Mastr| Rosmunda.~Il despota d'Exibo era un tipo d'altro genere.
124 Mastr| anima sotto le verghe. S'era nell'agosto; ed in Iscaricabarilopoli,
125 Mastr| moscioni. Scaricabarilopoli era tutta un moscaio. I signori
126 Mastr| acchiappamosche prussiani; ed il suolo era bruno per gl'innumerevoli
127 Mastr| rispose l'autocrate, che era uomo di parola. «Vedrai
128 Mastr| riferirono, che la Maestà Sua era stata obbedita. Maestà,
129 Mastr| iniquità del collega; ma non era momento da scherzare con
130 Mastr| Né dell'esercito stesso era molto da fidarsi per la
131 Mastr| il monarca d'Introibo, ch'era sciocco sì, ma fino ad un
132 Mastr| frontiera, la quale non era lontanissima. Alle sei del
133 Mastr| quanta grazia di Dio! C'era di che soddisfare la fame
134 Mastr| non fosse vangelo. Egli era un trovatello, raccattato
135 Mastr| quindici in sedici anni, ma era alto e forte, come se non
136 Mastr| discoprire qual baco il rodesse. Era poverella e vecchierella
137 Mastr| Oh che buona mamma mia!»~Era proprio lui, Sennacheribbo,
138 Mastr| Altro che risparmiarsi! S'era precipitato come un demonio
139 Mastr| importunare.~«Senti, mamma; era venuto a chiederti da dormire:
140 Mastr| Sennacheribbo, in fondo, era un buon figliuolo ed un
141 Mastr| soldato. Ed ottimo soldato si era dimostro sempre in prosieguo
142 Mastr| perduta l'ilarità naturale; era divenuto pensieroso e malinconico;
143 Mastr| tasto. L'umor tetro di lui era raddoppiato, dopo il bandimento
144 Mastr| mese di arresti di rigore. Era appunto la prima volta,
145 Mastr| precisamente al punto, ch'era stato il luogo di convegno
146 Mastr| la Principessa? Anche lei era stata sacrilegamente manomessa:
147 Mastr| oggettucolo: corse a raccoglierlo. Era una legaccia con fibbia
148 Mastr| il Re gli aveva imposto. Era un giuoco difficile e rischioso:
149 Mastr| settecentottantanove abitanti! Perché non s'era presentato al concorso matrimoniale?
150 Mastr| non poteva dissimularselo: era gelosia bell'e buona. Le
151 Mastr| divampano con veemenza maggiore: era gelosia frenetica. Nell'
152 Mastr| il femore, gli dava noia. Era il legaccio della Principessa.
153 Mastr| cortese ufficiale che egli era, balzò in piedi, si cavò
154 Mastr| della legaccia.»~La fata era donna: Sennacheribbo le
155 Mastr| apponeva carne di lodola; n'era ghiotta, come tutte, e sorrise
156 Mastr| ventiquattro volte più di prima. Era una bella notte serena,
157 Mastr| e gravida di folgori: ma era notte fitta, ed i campagnuoli,
158 Mastr| amici cari.~ ~Il Gallo d'oro era una tavernaccia isolata,
159 Mastr| richiede e paga. Il buon vino era una mistura d'acqua di fonte,
160 Mastr| dandole del tu, ch'ella era la posta del giuoco.~Fecero
161 Mastr| me, nessuno dei quali ti era meno accetto di me. M'è
162 Mastr| impugnatura di una spada: ma era inerme. Gridò: «Tradimento!
163 Mastr| autocrate d'Antibo, che non era facile a smarrirsi, lo sbirciò
164 Mastr| un soldato. Sennacheribbo era irremovibile, i subalterni
165 Mastr| soddisfar le passioni! Lui era nato per mandar gli altri
166 Mastr| gli altri ad impiccare: era contro natura che il caso
167 Mastr| Già, il luogotenente non era un carnefice, ned i soldati
168 Mastr| giorni Scaricabarilopoli era stata sottosopra. Ogni ora
169 Mastr| confessare che la Principessa era stata furata da' tre Re
170 Mastr| Quindi il Ministero non era da incolparsi d'imprevidenza.
171 Mastr| devozione alla dinastia, non era da pensarci, ecco!~Poche
172 Mastr| silenziosamente.~Poi si seppe che era stato il capitano dei dragoni
173 Mastr| La sera tutta la città era illuminata spontaneamente:
174 Mastr| illuminata spontaneamente: non c'era povera finestruccola, misero
175 Mastr| azzurro, e che il capitano si era costituito prigioniero in
176 Mastr| delle fortezze dello Stato. Era di venerdì e tutta Scaricabarilopoli
177 Mastr| alle prenditorie, tanta era la calca di popolo che si
178 Mastr| essendovi eredi al trono, s'era costituito un Triumvirato
179 Mastr| dai pretoriani. In Exibo era succeduto a Don Melchiorre
180 Mastr| Introibo l'erede presuntivo era stato ucciso a furor di
181 Mastr| Principi eran fuggiti e s'era proclamata una Repubblica
182 Mastr| nessuno de' tre afforcati era rimpianto; che ne' loro
183 Mastr| Antibo, Exibo ed Introibo v'era assolutamente, recisamente
184 Mastr| giudiziarie della Capitale. Vi era appena da un paio di ore,
185 Mastr| scendere in parlatorio. C'era l'azafatta della Principessa,
186 Mastr| quella: difatti, non gli era mai venuto in niente di
187 Mastr| palazzo senatoriale. La truppa era stata consegnata.~Il Commissario
188 Mastr| solo del modo in cui gli era apparsa la fata, non parendogli
189 Mastr| milite dello squadrone.»~Era esaurita la lista dei testimoni,
190 Mastr| le disse che l'Alta Corte era pronta ad ascoltare con
191 Mastr| dalla santola, la quale era fata. E per avvalorar la
192 Mastr| puol essere. Ed insomma era la prima volta in tutta
193 Mastr| sarebbe accaduto quel ch'era poi accaduto di fatti: lo
194 Mastr| Sennacheribbo che già da sé era superlativo in tutto. Questa
195 Mastr| cervice del capitano ch'era sorto in piedi, smorto,
196 Mastr| ma negli occhi di lui v'era lo splendor sereno dell'
197 Mastr| Maestà, del quale sinora s'era taciuto e che investiva
198 Mastr| della sentenza senatoriale era incostituzionale, giacché
199 Mastr| notizia dell'assoluzione v'era giunta già da un pezzo;
200 Mastr| Ministro della Guerra ch'era un corromper la disciplina;
201 Mastr| condusse sulla balconata dov'era la figliuola, alla quale
202 3Maru| napoletanesimi a bizzeffe.~~ C'era una volta un Re, che possedeva
203 3Maru| qualunque altro paese. V'era un roseto, che fioriva in
204 3Maru| foglie de' rosai smeraldi. V'era un'aiuola seminata tutta
205 3Maru| granate ed ametiste. V'era un arancio che portava arance
206 3Maru| madreperla.~Dunque l'autocrate era molto geloso di queste preziosità,
207 3Maru| partita allo scopone, com'era solito ogni sera, vide per
208 3Maru| rabbrividire l'Europa, in cui era proverbiale la cortesia
209 3Maru| s'accommiatarono.~Di poco era passata la mezzanotte quando
210 3Maru| sempre che Don Giuseppe era l'unica persona che egli
211 3Maru| promise di far tutto quel che era in poter suo per guarirle
212 3Maru| aveva in grado sommo: non era pulcra, anzi pulcherrima.
213 3Maru| e proprio sulla fronte c'era un diamante grosso grosso,
214 3Maru| più liberi; et il capo non era così avaro di quel tesoro,
215 3Maru| Il volto della Regina era proprio vicino a quello
216 3Maru| bacio di quella vaga donna era sembrato a Don Peppino una
217 3Maru| impeto stesso eccessivo, era scarrozzato fuori del portone,
218 3Maru| e gli ripeteva ciò che s'era proposto di dire a Sua Maestà
219 3Maru| Palazzo. Tutta la corte era ragunata in una gran sala;
220 3Maru| se il capo di Sua Maestà era stato fregiato di ornamenti
221 3Maru| mezzo adoperato dalla Regina era sleale e contra bonos mores;
222 3Maru| che quindi la scommessa era nulla.~Accusò poi la consorte
223 3Maru| quattro alla infornagione, ch'era il modo usato in quel paese
224 3Maru| serbata nella settimana (si era al sabato); e si diceva
225 3Maru| Michelangelo Buonascopa, ch'era tra' frescanti più celebri
226 3Maru| così avvenne quanto gli era stato augurato dalla biscia,
227 Tell| per la patria sua. Così era in Francia e nelle Due-Sicilie
228 Tell| presso il Tell, questi, ch'era mezzogiornista, alzandosi
229 Tell| mazzo.~Piovigginava; si era nel maggio. Il pascibietola
230 Tell| capresto,~Se la mia fin m'era di far permesso;~Ma, non
231 Tell| trionfalmente lo acquisto. Era spiovuto; ed il padrone
232 Vivic| aggraziata ed elegante, che forza era innamorarsene a chiunque
233 Vivic| Natura.»~La Scolastica non era di temperamento focoso,
234 Vivic| dissennataggini, ché allora non c'era spedali, manicomi, morotrofi,
235 Vivic| lascia campo al pentimento. T'era pur meglio morire in foce,
236 Vivic| angolo, ad ogni svoltata, n'era appostato uno. Sbucavan
237 Vivic| fosso. Da vero uomo, ch'egli era, per lo sforzo, trasse una
238 Vivic| quale improvvisatrice, cui era sfuggito di nominarlo sottovoce,
239 Vivic| Avea presa la scimmia; era fuori della grazia di dio.~«
240 Vivic| dogi, degli stratichi, c'era anche il vigilar sulla integrità
241 Vivic| feudatari di Guascogna, quando era circondata di ossequi e
242 Vivic| In mezz'ora, un parrino era certo d'udirsi cinicamente
243 Vivic| gli uomini medievali! Ma c'era fede allora: e la fede compensava
244 Vivic| fisico tuo valentre, non era fiorentino di certo, non
245 Vivic| fiorentino di certo, non era, anzi cerretano od orvietano.
246 Vivic| Che fottuto cristianesimo era 'l suo? Eh, così l'intendevano
247 Vivic| femminetta: «I 'un sapevo cos'era, 'un sapevo!» sclamò. «M'
248 Vivic| sessantaquattresimo; Si escarceri. Era da immoncherinire, prima
249 Vivic| avvertito, che la Regina era impedita, per non averlo.
250 Vivic| sentiva, che l'oriuolo era ito giù; avea l'arme di
251 Vivic| giù; avea l'arme di Siena; era scannata dalla fame, che
252 Vivic| in burla. Ma gnornò, non era più stagion di burle, di
253 Vivic| imputati. Il garzoncello, ch'era col Parodi, non vo dirvi
254 Vivic| il cielo apparecchiare? Era una cenosa latrina de' flagizii,
255 Vivic| intercessioni, Maestà s'era degnato commutar la pena.
256 Vivic| Il boia, che, da quand'era succeduto al padre nel nobile
257 Vivic| giustiziar mai chicchessia, era quasi quasi più smarrito
258 Turco| II.~ ~C'era, una volta, forse dugent'
259 Turco| quella fatta lì non ci s'era, mai, visto, nell'ordine,
260 Turco| desiderare. Ma che! la ruota gli era contraria. Perdeva, sempre:
261 Turco| calice dal tabernacolo; e v'era, difatti, sotto, un polizzino,
262 Turco| polizzino. Sul quale, come gli era stato detto in sogno, eran
263 Turco| cella, tutto vendé; quanto c'era in casa d'una sua sorella,
264 Turco| verso il Mandracchio. V'era ancorata una galea barbaresca.
265 Turco| frate Stefano d'Agropoli era stato il pessimo de' zoccolanti,
266 Turco| confaceva! Ah, questa sì, ch'era vita!~E percorse il Mediterraneo,
267 Turco| ciacco e del mandrillo, era pago e felice!~ ~
268 Turco| invano, tentò sfuggir loro; era maccheria, cioè calma di
269 Turco| per accorgersi, che non era in poter suo né d'alcuno
270 Turco| di Gesù. Certo, orribile era stata l'ingratitudine sua,
271 Turco| pensando, forse, ch'egli era muso da farsi portar rispetto
272 Turco| pecchiare e picchiarsi, era, a parer suo, una catapecchia.~
273 Turco| brigantino, fece tocch! Era morto! Ed il povero cappellano
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