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Vittorio Imbriani
Il vivicomburio e altre novelle

IntraText - Concordanze

era

    Novella
1 Biond| compagnia dopo San-Carlo, e c'era fra noi chi andava in estasi 2 Biond| Passaro 'nnammorato, VI~ ~Era già trascorsa da cinquanta 3 Biond| il Consigliere, mentre era quasi certo, che sarebbe 4 Biond| dal capo a' piedi, quanto era lungo, l'appaltatore, e, 5 Biond| Frattanto lo Squillacciotti s'era seduto al suo posticino; 6 Biond| conoscevano per quel ch'egli era, e la notorietà gli accresceva 7 Biond| Consiglio, dove la seduta era momentaneamente sospesa, 8 Biond| madre. L'elemosina vostra era la salvezza. Potete dire 9 Biond| che, per sua vergogna, gli era pur forza di chiamar colleghi; 10 Biond| maccheroni ed arrosto.~Si era da poco seduto a tavola, 11 Biond| mosse. La commendatizia era scritta da uno de' tanti 12 Biond| per riparare a quanto v'era stato sin di poco riguardoso 13 Biond| protestando, che farebbe quanto era in lui per accontentare 14 Biond| occhi, espose il suo affare.~Era orfana; per questo veniva 15 Biond| utilizzando le sue cognizioni, s'era sottomessa al non difficile 16 Biond| mentre i posti, pe' quali s'era bandito il concorso, ascendevano 17 Biond| volendo. Per lei, non c'era se non quella carta; perduta 18 Biond| che mi sono aiutata quanto era in poter mio, prima di darmi 19 Biond| un antico amico, ch'egli era; e di accettare la servitù, 20 Biond| signor Mimì Squillacciotti era innamorato perso dell'Ersilia 21 Biond| impiegato del carico non c'era ancora; non avrebbe dato, 22 Biond| amica. Il Sindaco stesso si era informato di Menica, Luisella, 23 Biond| vieppiù splendido. Questo era appunto il caso della Malasomma; 24 Biond| di sapere, che il babbo era stato un martire ed aveva 25 Biond| grande: basti dire che s'era trasformato in un grande 26 Biond| ricorrono? Giorni prima era defunto un vecchio prete 27 Biond| via la maschera di cui s'era compiaciuta coprire per 28 Biond| accordato l'imbarco al De Meis, era notte e giorno circondato 29 Biond| perché il protagonista era uomo del popolo, tavernaro 30 Biond| quarantotto, il Poggiale s'era battuto in abito borghese, 31 Biond| barricata di San Ferdinando non era ancor disfatta, e bisognò 32 Biond| Plebiscito, ma il cui vero nome era allora Largo San Francesco 33 Biond| che sembrava una cacata ma era lo stemma borbonico. Il 34 Biond| Amministrazione nella quale il profugo era stato impiegato) e prenderne 35 Biond| Ahn! vuoi tu niente?» e c'era sempre chi 'l teneva d'occhio 36 Biond| Difatti, il deputato, ch'era appunto Angelo Camillo De 37 Biond| quel misero naufrago, ch'era appunto il Mucchetiello, 38 Biond| anteposto. Il Mucchetiello era uno de' più reazionari fra' 39 Biond| racconto dello Squillacciotti era ricamo della fantasia stimolata 40 Biond| desiderava tanto di conoscerla. Era vero: per esercitarsi a 41 Biond| che la buona sorella s'era incuriosita di far la conoscenza 42 Biond| Mimì Squillacciotti non era il saper tenere un cocomero 43 Biond| orecchio di quegli, per cui era offensiva. Cosa fareste 44 Biond| mentre lo Squillacciotti era assente, oppugnando non 45 Biond| donna.~La Ersilia difatti era venuta e stava in conversazione 46 Biond| ancora il lume; la Gesualda s'era allontanata per dare alcune 47 Biond| allo strumento sul quale era abilissima.~In questo giunsero 48 Biond| operato e ratificandolo, egli era sempre fuori responsabilità, 49 Biond| avendo marinata la seduta, era rimasto illeso dalla tràstola. 50 Biond| polizia per farsi merito) era di fuori e desiderava parlargli.~« 51 Biond| mancia; in conseguenza v'era speranza d'un buon affare 52 Biond| la sua devozione al trono era indisputabile, anche per 53 Biond| ieri? Diavolo! ieri non s'era discusso l'affare; ne avrei 54 Biond| venuto ieri almeno, ché tutto era facile! Oggi mi pare quasi 55 Biond| il plico, legge il plico: era la destituzione e l'ordine 56 Biond| suo: sapete già che ella era schiva d'accettare quantunque 57 Biond| le si chiedeva ciò, che era oggetto del suo inconscio 58 Biond| desiderio di loro. L'Ersilia era inesperta. E voi, avete 59 Biond| studio, nel postribolo, era con essi l'amore, la voluttà, 60 Biond| altro pittore. L'Ersilia poi era tenuta per una modella, 61 Biond| per assicurarsi, che non v'era la chiave dello studio. 62 Biond| irremovibile di facilità. La scala era lunga ed affannosa; ma l' 63 Biond| affannosa; ma l'Ersilia era avvezza a salirne e scenderne 64 Biond| sull'ultimo pianerottolo, v'era, oltre due porte di quartieri, 65 Biond| pianerottolo sul quale v'era una sola porticina socchiusa; 66 Biond| disperata.» Più in v'era una testa di donna malinconica, 67 Biond| Ma il bozzetto, che più l'era simpatico fra tutti, pendeva 68 Biond| sistemare ogni cosa. Leopoldo era brutto, idealmente brutto, 69 Biond| insieme a pranzo sul Vomero: era giorno di lavoro e non incontrerebbero 70 Biond| s'invogliò di gustarne. Era incinta; e per tema, che 71 Biond| la mattinata, l'Ersilia era occupata a scuola, ed egli 72 Biond| birrichina!~E come si vede, non era dell'opinion della Stael, 73 Biond| tre asserelle, sulle quali era un sacco pieno di sbreglia ( 74 Biond| buone e timorate coscienze era, si sottintende, anonima, 75 Biond| delle carte inutili. Poi, c'era tanto da dire in merito! 76 Biond| insegnamento? Dippiù, che male c'era a far la modella? od in 77 Biond| occhi del pittore? Dove era lo scandalo poi? che la 78 Biond| poi? che la Malasomma l'era andato divulgando a destra 79 Biond| destra e a sinistra, che se n'era vantata? Chi ne avea riconosciute 80 Biond| Ergo, il denunziante non era padre di famiglia, anzi 81 Biond| quartiere Montecalvario era un giovinotto scapestrato, 82 Biond| entrare nel casamento, dove era lo studio del pittore compiacente, 83 Biond| pe' suoi costumi. Non v'era troppo a discutere: del 84 Biond| tollerare la superba Ersilia, era di sentirsi sgridata e trattata 85 Biond| di rinunziare, e che pure era inconciliabile con una vita 86 Biond| dall'altra volta, quando s'era incontrata a faccia a faccia 87 Biond| altra volta aveva lottato ed era giunta a ritrarsi dall'orlo 88 Biond| a faccia con Mimì, che s'era fermato, dispiacente ma 89 Biond| esilararla, abbattuta com'era: «T'assicuro, in fede mia, 90 Biond| tolta. Avranno fatto bene: era distratta e poi dava il 91 Biond| volontà, che non s'impara? Io era negata per l'aritmetica, 92 Biond| con l'Ersilia d'ieri, che era la vostra buona amica; quella 93 Biond| sia impazzita Ersilia?»~Ed era impazzita, ed ora è morta.~~ 94 Mastr| Mastr'Impicca~~  ~C'era una volta un Re di Scaricabarili, 95 Mastr| E buona e caritatevole era: dovunque accadesse una 96 Mastr| accadesse una sventura, si era sicuri di vederla giungere, 97 Mastr| conscia di tanto amore, era tuttogiorno in giro senza 98 Mastr| amarmi.» Pure, assennata come era, la Rosmunda finì per arrendersi 99 Mastr| ammettere in principio, ch'era espediente ed urgente il 100 Mastr| da' poeti aulici). Ma (c'era un ma) il guaio era che 101 Mastr| Ma (c'era un ma) il guaio era che la perla scaricabarilese 102 Mastr| assegnarsi: il monarca d'Introibo era gobbo, il desposta di Exibo 103 Mastr| gobbo, il desposta di Exibo era zoppo, l'autocrate di Antibo 104 Mastr| zoppo, l'autocrate di Antibo era guercio; questo riguardo 105 Mastr| vigliacco, l'autocrate d'Antibo era in voce di crudelissimo; 106 Mastr| riflettere: ma ciascun d'essi era un Re possente, ciascun 107 Mastr| a raccapriccio chiunque. Era una nanerottola scrignuta, 108 Mastr| della vecchiarda! Brrrrr!, c'era di che svenire al solo pensiero! 109 Mastr| alla mendicante ch'ella era matta, che si facesse in 110 Mastr| avuto paura. La paura non era nelle abitudini de' membri 111 Mastr| vecchierella?»~«La vecchierella era io. Volli sperimentare il 112 Mastr| dimostrare, che il privilegio non era da rinnovarsi: e frattanto 113 Mastr| nella cui anima plutocratica era, non si sa come, germogliata 114 Mastr| corteggiatori, certo, non ve n'era alcuno, che potesse non 115 Mastr| dalla berretta di velluto, era almeno soltanto noioso. 116 Mastr| colombaie, da marzocchi, era ben altro che quello ottenuto 117 Mastr| presunzione del pianista era più fatua. Quel tartassator 118 Mastr| in basso il musico. Egli era un pezzo d'omo, con certe 119 Mastr| le città, nelle quali s'era prodotto, lo avevano sempre 120 Mastr| Fabrizio Tremolowski, gli era uno di quegli avventurieri, 121 Mastr| poi l'affetto del popolo, era divenuto la vera caricatura 122 Mastr| non facesse o dicesse, e s'era trovato verso e modo di 123 Mastr| Rosmunda.~Il despota d'Exibo era un tipo d'altro genere. 124 Mastr| anima sotto le verghe. S'era nell'agosto; ed in Iscaricabarilopoli, 125 Mastr| moscioni. Scaricabarilopoli era tutta un moscaio. I signori 126 Mastr| acchiappamosche prussiani; ed il suolo era bruno per gl'innumerevoli 127 Mastr| rispose l'autocrate, che era uomo di parola. «Vedrai 128 Mastr| riferirono, che la Maestà Sua era stata obbedita. Maestà, 129 Mastr| iniquità del collega; ma non era momento da scherzare con 130 Mastr| Né dell'esercito stesso era molto da fidarsi per la 131 Mastr| il monarca d'Introibo, ch'era sciocco sì, ma fino ad un 132 Mastr| frontiera, la quale non era lontanissima. Alle sei del 133 Mastr| quanta grazia di Dio! C'era di che soddisfare la fame 134 Mastr| non fosse vangelo. Egli era un trovatello, raccattato 135 Mastr| quindici in sedici anni, ma era alto e forte, come se non 136 Mastr| discoprire qual baco il rodesse. Era poverella e vecchierella 137 Mastr| Oh che buona mamma mia!»~Era proprio lui, Sennacheribbo, 138 Mastr| Altro che risparmiarsi! S'era precipitato come un demonio 139 Mastr| importunare.~«Senti, mamma; era venuto a chiederti da dormire: 140 Mastr| Sennacheribbo, in fondo, era un buon figliuolo ed un 141 Mastr| soldato. Ed ottimo soldato si era dimostro sempre in prosieguo 142 Mastr| perduta l'ilarità naturale; era divenuto pensieroso e malinconico; 143 Mastr| tasto. L'umor tetro di lui era raddoppiato, dopo il bandimento 144 Mastr| mese di arresti di rigore. Era appunto la prima volta, 145 Mastr| precisamente al punto, ch'era stato il luogo di convegno 146 Mastr| la Principessa? Anche lei era stata sacrilegamente manomessa: 147 Mastr| oggettucolo: corse a raccoglierlo. Era una legaccia con fibbia 148 Mastr| il Re gli aveva imposto. Era un giuoco difficile e rischioso: 149 Mastr| settecentottantanove abitanti! Perché non s'era presentato al concorso matrimoniale? 150 Mastr| non poteva dissimularselo: era gelosia bell'e buona. Le 151 Mastr| divampano con veemenza maggiore: era gelosia frenetica. Nell' 152 Mastr| il femore, gli dava noia. Era il legaccio della Principessa. 153 Mastr| cortese ufficiale che egli era, balzò in piedi, si cavò 154 Mastr| della legaccia.»~La fata era donna: Sennacheribbo le 155 Mastr| apponeva carne di lodola; n'era ghiotta, come tutte, e sorrise 156 Mastr| ventiquattro volte più di prima. Era una bella notte serena, 157 Mastr| e gravida di folgori: ma era notte fitta, ed i campagnuoli, 158 Mastr| amici cari.~ ~Il Gallo d'oro era una tavernaccia isolata, 159 Mastr| richiede e paga. Il buon vino era una mistura d'acqua di fonte, 160 Mastr| dandole del tu, ch'ella era la posta del giuoco.~Fecero 161 Mastr| me, nessuno dei quali ti era meno accetto di me. M'è 162 Mastr| impugnatura di una spada: ma era inerme. Gridò: «Tradimento! 163 Mastr| autocrate d'Antibo, che non era facile a smarrirsi, lo sbirciò 164 Mastr| un soldato. Sennacheribbo era irremovibile, i subalterni 165 Mastr| soddisfar le passioni! Lui era nato per mandar gli altri 166 Mastr| gli altri ad impiccare: era contro natura che il caso 167 Mastr| Già, il luogotenente non era un carnefice, ned i soldati 168 Mastr| giorni Scaricabarilopoli era stata sottosopra. Ogni ora 169 Mastr| confessare che la Principessa era stata furata da' tre Re 170 Mastr| Quindi il Ministero non era da incolparsi d'imprevidenza. 171 Mastr| devozione alla dinastia, non era da pensarci, ecco!~Poche 172 Mastr| silenziosamente.~Poi si seppe che era stato il capitano dei dragoni 173 Mastr| La sera tutta la città era illuminata spontaneamente: 174 Mastr| illuminata spontaneamente: non c'era povera finestruccola, misero 175 Mastr| azzurro, e che il capitano si era costituito prigioniero in 176 Mastr| delle fortezze dello Stato. Era di venerdì e tutta Scaricabarilopoli 177 Mastr| alle prenditorie, tanta era la calca di popolo che si 178 Mastr| essendovi eredi al trono, s'era costituito un Triumvirato 179 Mastr| dai pretoriani. In Exibo era succeduto a Don Melchiorre 180 Mastr| Introibo l'erede presuntivo era stato ucciso a furor di 181 Mastr| Principi eran fuggiti e s'era proclamata una Repubblica 182 Mastr| nessuno de' tre afforcati era rimpianto; che ne' loro 183 Mastr| Antibo, Exibo ed Introibo v'era assolutamente, recisamente 184 Mastr| giudiziarie della Capitale. Vi era appena da un paio di ore, 185 Mastr| scendere in parlatorio. C'era l'azafatta della Principessa, 186 Mastr| quella: difatti, non gli era mai venuto in niente di 187 Mastr| palazzo senatoriale. La truppa era stata consegnata.~Il Commissario 188 Mastr| solo del modo in cui gli era apparsa la fata, non parendogli 189 Mastr| milite dello squadrone.»~Era esaurita la lista dei testimoni, 190 Mastr| le disse che l'Alta Corte era pronta ad ascoltare con 191 Mastr| dalla santola, la quale era fata. E per avvalorar la 192 Mastr| puol essere. Ed insomma era la prima volta in tutta 193 Mastr| sarebbe accaduto quel ch'era poi accaduto di fatti: lo 194 Mastr| Sennacheribbo che già da sé era superlativo in tutto. Questa 195 Mastr| cervice del capitano ch'era sorto in piedi, smorto, 196 Mastr| ma negli occhi di lui v'era lo splendor sereno dell' 197 Mastr| Maestà, del quale sinora s'era taciuto e che investiva 198 Mastr| della sentenza senatoriale era incostituzionale, giacché 199 Mastr| notizia dell'assoluzione v'era giunta già da un pezzo; 200 Mastr| Ministro della Guerra ch'era un corromper la disciplina; 201 Mastr| condusse sulla balconata dov'era la figliuola, alla quale 202 3Maru| napoletanesimi a bizzeffe.~~ C'era una volta un Re, che possedeva 203 3Maru| qualunque altro paese. V'era un roseto, che fioriva in 204 3Maru| foglie de' rosai smeraldi. V'era un'aiuola seminata tutta 205 3Maru| granate ed ametiste. V'era un arancio che portava arance 206 3Maru| madreperla.~Dunque l'autocrate era molto geloso di queste preziosità, 207 3Maru| partita allo scopone, com'era solito ogni sera, vide per 208 3Maru| rabbrividire l'Europa, in cui era proverbiale la cortesia 209 3Maru| s'accommiatarono.~Di poco era passata la mezzanotte quando 210 3Maru| sempre che Don Giuseppe era l'unica persona che egli 211 3Maru| promise di far tutto quel che era in poter suo per guarirle 212 3Maru| aveva in grado sommo: non era pulcra, anzi pulcherrima. 213 3Maru| e proprio sulla fronte c'era un diamante grosso grosso, 214 3Maru| più liberi; et il capo non era così avaro di quel tesoro, 215 3Maru| Il volto della Regina era proprio vicino a quello 216 3Maru| bacio di quella vaga donna era sembrato a Don Peppino una 217 3Maru| impeto stesso eccessivo, era scarrozzato fuori del portone, 218 3Maru| e gli ripeteva ciò che s'era proposto di dire a Sua Maestà 219 3Maru| Palazzo. Tutta la corte era ragunata in una gran sala; 220 3Maru| se il capo di Sua Maestà era stato fregiato di ornamenti 221 3Maru| mezzo adoperato dalla Regina era sleale e contra bonos mores; 222 3Maru| che quindi la scommessa era nulla.~Accusò poi la consorte 223 3Maru| quattro alla infornagione, ch'era il modo usato in quel paese 224 3Maru| serbata nella settimana (si era al sabato); e si diceva 225 3Maru| Michelangelo Buonascopa, ch'era tra' frescanti più celebri 226 3Maru| così avvenne quanto gli era stato augurato dalla biscia, 227 Tell| per la patria sua. Così era in Francia e nelle Due-Sicilie 228 Tell| presso il Tell, questi, ch'era mezzogiornista, alzandosi 229 Tell| mazzo.~Piovigginava; si era nel maggio. Il pascibietola 230 Tell| capresto,~Se la mia fin m'era di far permesso;~Ma, non 231 Tell| trionfalmente lo acquisto. Era spiovuto; ed il padrone 232 Vivic| aggraziata ed elegante, che forza era innamorarsene a chiunque 233 Vivic| Natura.»~La Scolastica non era di temperamento focoso, 234 Vivic| dissennataggini, ché allora non c'era spedali, manicomi, morotrofi, 235 Vivic| lascia campo al pentimento. T'era pur meglio morire in foce, 236 Vivic| angolo, ad ogni svoltata, n'era appostato uno. Sbucavan 237 Vivic| fosso. Da vero uomo, ch'egli era, per lo sforzo, trasse una 238 Vivic| quale improvvisatrice, cui era sfuggito di nominarlo sottovoce, 239 Vivic| Avea presa la scimmia; era fuori della grazia di dio.~« 240 Vivic| dogi, degli stratichi, c'era anche il vigilar sulla integrità 241 Vivic| feudatari di Guascogna, quando era circondata di ossequi e 242 Vivic| In mezz'ora, un parrino era certo d'udirsi cinicamente 243 Vivic| gli uomini medievali! Ma c'era fede allora: e la fede compensava 244 Vivic| fisico tuo valentre, non era fiorentino di certo, non 245 Vivic| fiorentino di certo, non era, anzi cerretano od orvietano. 246 Vivic| Che fottuto cristianesimo era 'l suo? Eh, così l'intendevano 247 Vivic| femminetta: «I 'un sapevo cos'era, 'un sapevosclamò. «M' 248 Vivic| sessantaquattresimo; Si escarceri. Era da immoncherinire, prima 249 Vivic| avvertito, che la Regina era impedita, per non averlo. 250 Vivic| sentiva, che l'oriuolo era ito giù; avea l'arme di 251 Vivic| giù; avea l'arme di Siena; era scannata dalla fame, che 252 Vivic| in burla. Ma gnornò, non era più stagion di burle, di 253 Vivic| imputati. Il garzoncello, ch'era col Parodi, non vo dirvi 254 Vivic| il cielo apparecchiare? Era una cenosa latrina de' flagizii, 255 Vivic| intercessioni, Maestà s'era degnato commutar la pena. 256 Vivic| Il boia, che, da quand'era succeduto al padre nel nobile 257 Vivic| giustiziar mai chicchessia, era quasi quasi più smarrito 258 Turco| II.~ ~C'era, una volta, forse dugent' 259 Turco| quella fatta non ci s'era, mai, visto, nell'ordine, 260 Turco| desiderare. Ma che! la ruota gli era contraria. Perdeva, sempre: 261 Turco| calice dal tabernacolo; e v'era, difatti, sotto, un polizzino, 262 Turco| polizzino. Sul quale, come gli era stato detto in sogno, eran 263 Turco| cella, tutto vendé; quanto c'era in casa d'una sua sorella, 264 Turco| verso il Mandracchio. V'era ancorata una galea barbaresca. 265 Turco| frate Stefano d'Agropoli era stato il pessimo de' zoccolanti, 266 Turco| confaceva! Ah, questa sì, ch'era vita!~E percorse il Mediterraneo, 267 Turco| ciacco e del mandrillo, era pago e felice!~ ~ 268 Turco| invano, tentò sfuggir loro; era maccheria, cioè calma di 269 Turco| per accorgersi, che non era in poter suo né d'alcuno 270 Turco| di Gesù. Certo, orribile era stata l'ingratitudine sua, 271 Turco| pensando, forse, ch'egli era muso da farsi portar rispetto 272 Turco| pecchiare e picchiarsi, era, a parer suo, una catapecchia.~ 273 Turco| brigantino, fece tocch! Era morto! Ed il povero cappellano


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