Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Camillo Federici
I pregiudizi dei paesi piccoli ossia lo scultore e il cieco

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO PRIMO
    • Scena sesta   Il barone Odoardo agitato, la contessa Valsingher, il cavaliere Brom, l’Uffiziale.
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Scena sesta

 

Il barone Odoardo agitato, la contessa Valsingher, il cavaliere Brom, l’Uffiziale.

 

ODOARDO (andando con ansietà verso l’uffliziale) Perdonate, signore, la mia libertà; ma se mi permettete, vorrei dirvi una parola.

UFFIZIALE Vi ascolterò volentieri.

ODOARDO Ma in disparte, senza essere sentito.

UFFIZIALE (si discosta ancor piú dalla contessa e dal cavaliere) Eccomi in disparte per appagarvi.

BROM (alla contessa) Vedete un poco: il figlio del presidente gli parla. Convien dire che lo conosca.

VALSINGHER Può essere.

UFFIZIALE (a Odoardo) Mi sembrate molto agitato.

ODOARDO Ho ragione di esserlo.

UFFIZIALE Parlate.

ODOARDO Scusate, vi prego un’altra volta, la mia domanda. Siete voi al seguito dell’imperatore?

UFFIZIALE Io non sono al seguito di nessuno; anzi non seguo che me stesso.

ODOARDO Sapete almeno s’egli passa di qua, e quando vi passi?

UFFIZIALE Perché mi domandate questo?

ODOARDO Perché mi preme di gettarmi a’ suoi piedi, implorare la sua clemenza.

UFFIZIALE A qual fine?

ODOARDO Per un fine che mi sta a cuore quanto la mia vita.

UFFIZIALE Chi siete?

ODOARDO Son figlio d’un padre che vuol farmi anteporre a’ miei doveri i principi chimerici della sua nobiltà... Ma è inutile che vi dica il mio stato, quando voi non potete aiutarmi.

UFFIZIALE Chi sa!... Calmatevi... Tutto è possibile... Io potrei darvi tali lumi... Voi mi sembrate un giovane dabbene, e forse... Volete voi fidarvi a me?

ODOARDO Signore, io ricorro a tutti i buoni. Se voi siete tale, non ricuso di confidarvi i miei guai.

UFFIZIALE Fate dunque cosí. Ora non ho tempo e non voglio abboccarmi lungamente con voi sotto gli occhi della gente. Venite questa sera all’albergo della posta verso le ore tre. Se non vi sono, aspettatemi. Vi prometto che, se il vostro caso merita assistenza, voi non mi parlerete invano.

ODOARDO Voi ravvivate il mio coraggio, e mi infondete, non so perché, il fuoco della fiducia nel petto. Io verrò: vi dirò tutto. A quest’ora mi sembra di conoscervi. Voi siete, senza dubbio, qualche persona ben nota all’imperatore. Il cuore me lo dice; e il cielo vi ha mandato per consolarmi.

UFFIZIALE Non fate voli troppo rapidi, non vi riscaldate la fantasia. Io non sono ciò che pensate: ma sono amico dell’onore e della giustizia, e so la via di proteggerli. Andate e ci rivedremo.

ODOARDO Son vostro servitore, e attendo con impazienza questo istante (parte).

VALSINGHER (alzandosi col cavaliere si avvicina all’uffiziale) Signore, voi siete meno nuovo nella nostra città di quello che ci comparite.

UFFIZIALE Perché?

VALSINGHER Veggo che conoscete uno de’ nostri.

UFFIZIALE Il caso ha voluto cosí.

VALSINGHER Venite da Vienna?

UFFIZIALE Appunto.

BROM Voi potreste darci delle novità.

VALSINGHER Osservate un poco, signor cavaliere (in modo d’esser intesa dall’uffiziale).

BROM Che cosa?

VALSINGHER Questo signor uffiziale ha una cert’aria... In verità somiglia molto all’imperatore.

BROM (ridendo) Oh oh! all’imperatore! Ecco il solito colpo di adulazione. Quando si vuol fare l’elogio ad uno, si comincia dall’assomigliarlo ad un grande.

VALSINGHER Io non ho bisogno di adulare alcuno e molto meno questo signore; ma, per l’onore del vero, a’ miei occhi pare cosí.

UFFIZIALE Onde deducete questo?

VALSINGHER Da un ritratto che tengo in casa mia che ha molta parte delle vostre fattezze.

UFFIZIALE Voi scherzate.

VALSINGHER In verità quella fronte, que’ capelli, quel labbro, quel naso profilato...

BROM La signora contessa, per quanto sento, conosce gli uomini a naso.

VALSINGHER Eh tacete: voglio dire ciò che mi piace. Che importa a voi? Siete forse il mio correttore?

UFFIZIALE (al cavaliere) Voi l’avete fatt’andare in collera, e mi levate il piacere di un paragone che solletica moltissimo il mio amor proprio.

BROM Quando è cosí, vi lascio in libertà, e mi avviserete quando il paragone sarà finito (torna dispettosamente a sedere).

VALSINGHER (Ecco il geloso e l’incivile: mi lascia sola e si rende ridicolo).

 

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License