Scena
settima
Il conte Steimbergh, accompagnato dal barone Naimann, la
contessa Valsingher,
il cavaliere Brom, e l’Uffiziale.
STEIMBERGH (all’uffiziale) Perdonate, o
signore, se vi ho fatto attendere un poco troppo. Ecco qui il presidente della
nobile società che ha voluto venir meco e brama di conoscervi.
NAIMANN (all’uffiziale) Servo suo.
UFFIZIALE Troppo onore. Avrete sentito ch’io
bramerei di passare un’ora alla vostra conversazione.
NAIMANN Farò quanto posso dal canto mio per
compiacervi. Però non vi rincresca di dar cognizione di voi medesimo. lo sono
destinato a mantenere le costituzioni, e a invigilare che non succedano abusi.
Chi siete?
UFFIZIALE Un soldato.
NAIMANN Questo non basta. Ci vuole un grado di
distinzione.
UFFIZIALE Eccolo: quest’uniforme rispettabile a tutti i sudditi
dell’imperatore.
NAIMANN Siete uffiziale graduato?
UFFIZIALE Sono soldato.
NAIMANN Ma ci vuole qualcosa di piú, vi dissi, per
appagare i miei nobili compagni; qualche fregio che vi distingua.
UFFIZIALE Aspettate (s’apre il vestito e mostra
con dignità il petto) Ecco due ferite ricevute alla battaglia d’Inspruch.
Presentatene il merito alla venerata adunanza, e ditele che quando essi si
divertivano io riportava questi gradi di nobiltà, proteggendo i loro beni e le
loro vite.
NAIMANN In questo caso ogni soldato comune può dire
lo stesso. Ma, se il soldato ci serve, noi lo paghiamo.
UFFIZIALE (con ironia) Bravo! Questa risposta
è degna di un gentiluomo vostro pari.
NAIMANN Avete altro a dirmi?
UFFIZIALE Nient’altro.
NAIMANN Quand’è cosí, non posso accettarvi.
VALSINGHER (a Naimann) Riflettete...
NAIMANN Che riflettere? Voi lo sapete meglio di me:
se non è titolato, o per lo meno capitano, io non posso arbitrare e derogare ai
principî della società. Mi rincresce, ma non posso servirlo. Addio, signori (parte).
BROM (Ne ho piacere).
VALSINGHER Questo è un affronto che vien fatto a me
medesima.
UFFIZIALE Non andate in collera. Io lo soffro e
rido.
VALSINGHER Quegli è un pazzo.
UFFIZIALE Per quanto sento, questa è una società di
principi e marescialli.
VALSINGHER Sono tangheri.
BROM Come parlate signora?
UFFIZIALE Non fate strepito per me. Io rispetto le
convenzioni e non mi offendo di nulla.
VALSINGHER Alle corte, signore: bramereste voi veramente di venire
alla conversazione?
UFFIZIALE Se potessi farlo impunemente, ora ne ho
piú voglia che mai.
VALSINGHER Datemi braccio e favorite di venire con
me.
UFFIZIALE Ma poi?...
VALSINGHER Ma poi voglio vedere chi ardirà di farvi insulto al mio
fianco.
STEIMBERGH Questa signora è vera dama, e di un
sangue che non ha macchia.
VALSINGHER Fui moglie di un uffiziale ancor io, e sono torti miei i
torti che si fanno ad un soldato.
UFFIZIALE Mi consolo di aver trovato una sí valente
protettrice.
VALSINGHER Volete venire o no?
UFFIZIALE Succeda quel che vuole, sono con voi.
VALSINGHER Favorite.
UFFIZIALE Vi servo con tutto il piacere (dà braccio alla contessa,
e parte con essa seguito dal conte).
BROM Ottimamente! Si è dimenticata di me. Maledetta!
Non son chi sono, se non mi vendico (parte).
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