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ATTO SECONDO
Scena prima
Sala illuminata, due file di tavolini da giuoco con sedie e canapè
all’intorno, e un altro tavolino in fondo con carta e calamaio.
Il barone Velfen seduto ad un tavolino con la baronessa
Stollen che ha un libro in mano; la baronessa Viltz seduta ad un altro con il
barone Splinn; diverse altre dame e cavalieri qua e là seduti.
VELFEN (alla baronessa Stollen) Ma di
grazia, siete venuta per leggere, o per far conversazione?
STOLLEN Avete ragione (serrando il libro e
mettendoselo in saccoccia). Ma questo è per me un libro troppo caro
e prediletto. L’ho fatto venir da Vienna ed è un piccolo tesoro.
VELFEN
Frascherie!
STOLLEN
L’avete letto?
VELFEN Io no. Quando veggo libri, mi annoio e mi
vien sonno.
STOLLEN Oh, siete privo d’un gran gusto. Io al
contrario ne porto sempre addosso qualcheduno, e quando ho un momento di libertà,
me lo divoro cogli occhi. Questo l’ho letto almeno venti volte; cosí tutti gli
altri; massimamente quando trattano di filosofia.
VELFEN Siete anche filosofa?
STOLLEN La filosofia è la mia passione.
VELFEN (È una gran cosa! Costei sa appena leggere, ed
ha imparato ad essere filosofa; ed io, che ho studiato quattr’anni, sono un
...) E qual è la filosofia di questo vostro libro?
STOLLEN Basta dire che commuove, intenerisce;
principalmente quando parla degli amori del Cavalier della Morte. Qui s’impara
la stima e la servitú che avevano gli antichi cavalieri per le dame. È un libro
che dovrebbe servir di modello a tutti gli uomini.
VELFEN E che m’andate dicendo di filosofia? Questo è
un libro che parla d’amori.
STOLLEN E per questo? Sappiate che l’amore è un ramo di filosofia la
piú perfetta; e chi non è filosofo, non sa amare.
VELFEN Ora capisco perché non ho fortuna colle donne.
STOLLEN Imparate la filosofia, e tutte vi correranno dietro.
VELFEN Ho inteso.
SPLINN (alla baronessa Viltz) Avete sentito
quante sciocchezze ha detto quella signora?
VILTZ Ha il fanatismo d’esser letterata e dice
spropositi da cavallo.
SPLINN Bisogna compatirla; ha avuta una educazione...
VILTZ Degna de’ suoi antenati. Essi maneggiavano il martello invece
dei libri.
SPLINN Zitto, zitto; non parliamo di malinconie.
VILTZ Ma che vuol dire ciò? A quest’ora siamo in
poco numero.
SPLINN È presto... e poi in questa occasione le
nostre signore saranno tutte a lisciarsi e mettersi in gala.
VILTZ Per me il mio liscio è sempre questo. Val piú
un poco di buona grazia, che tutte le caricature del mondo. Vuol essere
naturalezza e sans façons.
SPLINN Tutte non pensano come la baronessa Viltz.
VILTZ Perché sono brutte, signor barone Splinn, e
vogliono rimediare ai difetti.
STOLLEN (al barone Velfen) Oh! sentite chi
censura le altre! Che pazza! Ella vuole esser bella, e pare il ritratto della
luna piena.
VELFEN Piano per carità, che non vi senta.
STOLLEN Io sono schietta.
VELFEN E questa schiettezza è anch’essa un ramo di
filosofia?
STOLLEN Sí, signore: tutto è filosofia a questo
mondo.
VELFEN Viva dunque la maldicenza filosofa!
STOLLEN Il malanno! Voi confondete una cosa
coll’altra e non sapete quel che vi dite.
VELFEN (osservando) Ecco il presidente.
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