Scena
quarta
La
contessa Valsingher seguita dall’Uffiziale e dal conte Steimbergh, e i
suddetti.
VALSINGHER Riverisco questi signori.
UFFIZIALE (fa un inchino a tutti).
STEIMBERGH Padroni miei (nessun si muove).
VALSINGHER Mi son presa la libertà di arbitrare in
favore di questo forestiere. Egli non deve essere soggetto alle convenzioni...
E poi un uffiziale è sempre un nobile.
UFFIZIALE Assicuratevi che non è mia intenzione di
alterare i vostri statuti e di far torto alla nobiltà.
STEIMBERGH Imploriamo per questa volta sola il
grazioso permesso, e son certo che ci verrà accordato.
STOLLEN (fa segno agli altri di silenzio).
VALSINGHER (avvicinandosi alla baronessa
Stollen) Come state, baronessa Stollen? (all’uffiziale) Alzatevi,
signor militare: ecco qui una delle nostre piú affabili e distinte signore.
UFFIZIALE (andando egli pure verso la baronessa
Stollen) È mio sommo piacere il conoscerla e rassegnarle il mio rispetto.
STOLLEN (fa un atto rispettoso e gli volta le
spalle).
UFFIZIALE (alla contessa Valsingher) Non
parla?
VALSINGHER È distratta nel giuoco: bisogna
compatirla. (Alla baronessa Stollen) Non rispondete a questo signore,
che sí gentilmente vi riverisce?
STOLLEN Grazie (sostenuta e senza guardarlo).
UFFIZIALE (rivolgendosi dov’è la baronessa
Viltz) Ella, gentil damina, com’è favorita nel giuoco?
VILTZ (fa ciò che ha veduto fare alla baronessa
Stollen).
UFFIZIALE (alla contessa Valsingher) Sono
mute queste signore?
VALSINGHER Eh no! Vi assicuro che in qualche
incontro parlano anche troppo.
STOLLEN (Sentite l’impertinente!)
UFFIZIALE (Questo ammutinamento predice qualche
cosa).
VALSINGHER (Preveggo qualche scena). Accostatevi,
signore, un’altra volta, e non le troverete né rozze, né incivili.
STOLLEN (fra i denti) (Che tu sia maledetta!)
UFFIZIALE Non m’arrischio piú a interrogarle;
tuttavia... (sedendo accanto alla baronessa Stollen).
STOLLEN (si scosta un poco e dà segno d’essere incomodata dalla
vicinanza dell’uffiziale).
UFFIZIALE Perdoni: le son forse d’incomodo?
STOLLEN (replica l’azione di sopra).
UFFIZIALE Se la mia vicinanza le dà noia...
STOLLEN (si alza) Serva umilissima (fa
una riverenza, prende pel braccio il barone Velfen e parte con esso).
BROM (Bravissima!)
UFFIZIALE (alla contessa Valsingher) Questa
se n’è andata.
VALSINGHER (con ironia) Eh non è niente: qui
si va e si torna senza complimenti e con libertà. È la moda del paese.
BROM (Dottoressa, te ne accorgerai).
UFFIZIALE (tornando alla baronessa Viltz) Fatemi
voi almeno la grazia di non disgustarvi.
VILTZ (s’alza e fa una riverenza) Padron mio
riverito (parte prendendo pel braccio il barone Splinn).
BROM (Suo danno).
UFFIZIALE Per quanto veggo, con queste signore ho
poca fortuna.
VALSINGHER (Ah maledette! Ora mi accorgo del giuoco
e del loro puntiglio).
BROM (Ci ho gusto per la sua garbata protettrice. Le
sta bene).
UFFIZIALE Se io sono antipatico alle donne, spero
almeno di non esserlo agli uomini... (andando verso il barone Naimann, e il
cavaliere Brom) È vero, signori miei? Io spero che voi, piú
discreti, vorrete perdonarmi...
BROM Con sua licenza (parte).
NAIMANN La riverisco (parte seguito dalle altre
dame e cavalieri della conversazione che innanzi di partire fanno tutti una
riverenza).
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