Scena
seconda
Lucia, Egidio, poi l’Uffiziale.
LUCIA Signor Egidio! signor Egidio!
EGIDIO Che?
LUCIA Ha picchiato alla porta il conte di
Steimbergh, ed ha seco un forestiere che brama di vedervi.
EGIDIO Venga pure.
LUCIA (parte, poi torna).
EGIDIO Che vuole da me a quest’ora un forestiere?
UFFIZIALE (preceduto da Lucia) Siete voi
Egidio lo scultore?
EGIDIO (s’alza e si cava la berretta) A’
vostri comandi... (a Lucia) Dov’è il conte?
LUCIA È partito.
UFFIZIALE Ritornerà: io lo aspetto qui. Scusate se
l’ora è inopportuna; ma io non ne ho altra migliore, poiché parto domani, e non
voglio partire senza conoscervi.
EGIDIO Vi ringrazio... In che posso servirvi? Che vi
occorre da me?
UFFIZIALE Forse molto.
LUCIA (Un uffiziale! Come mi piace questo vestire!
Io m’incanto a guardarlo e vi lascio gli occhi addosso).
EGIDIO Signore, andiamo sopra, se vi aggrada, e
troveremo un luogo piú pulito.
UFFIZIALE No, no. Dove volete che trovi un luogo piú
decente di questo che mostra la vostra gloria fra i testimoni dell’arte e del
genio?
EGIDIO Voi cominciate dal farmi arrossire. lo sono
un meschino artefice, che non ha altro di buono fuorché il desiderio di divenir
migliore. Mi rincresce che non ho nemmeno il mezzo di esibirvi da sedere.
Lucia, va e porta tu stessa...
UFFIZIALE Non v’incomodate. Che piú bei sedili di
questi, che fra poco saranno animati dal vostro scarpello? (siede sopra un
pezzo di marmo) Io sto benissimo. Sedete pure voi, e trattiamoci da amici.
EGIDIO Troppa bontà (siede).
UFFIZIALE (osservando Lucia) Che fate, bella
giovane? Voi mi guardate molto attentamente.
LUCIA (coprendosi il viso) (Oh! mi
vergogno). Serva sua (partendo).
UFFIZIALE Ascoltate.
LUCIA Non posso.
UFFIZIALE Perché?
LUCIA Sono divenuta rossa.
UFFIZIALE Voglio sapere il motivo, perché mi
guardate cosí fiso.
LUCIA Compatite. Non l’ho fatto per inciviltà... ma
il genio, la curiosità...
UFFIZIALE Terminate.
LUCIA L’ho da dire?
UFFIZIALE Dite pur francamente.
LUCIA Io vi guardava...
UFFIZIALE Perché?
LUCIA Perché mi piace questo vestito, e molto più
quegli che lo porta. Serva sua (fugge).
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